Articoli marcati con tag ‘Giuseppe Bono’

Fincantieri:5 nuove navi per Carnival, accordo da 3 mld

Fincantieri si conferma uno dei pilastri per gli investimenti esteri in Italia, e ora aggiunge al proprio portafoglio una nuova maxi-commessa da oltre 3 miliardi di euro. Un ordine per 5 navi passeggeri di prossima generazione per il gruppo americano ‘Carnival’, la più grande compagnia crocieristica al mondo. Si tratta di uno degli accordi più importanti mai raggiunti da un’azienda italiana. Il suo significato l’ha tradotto in cifre l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono. “Questi ordini – ha detto – continueranno a dare lavoro a migliaia e migliaia di persone e permetteranno a una miriade di piccole e medie imprese di avere, attraverso di noi, uno sbocco per l’export”. Per l’esecutivo era presente il ministro alle infrastrutture e ai trasporti, Graziano Delrio. “Il Governo italiano – ha affermato – è vicino a Fincantieri per i suoi progetti di sviluppo, perché sappiamo che questa azienda, grazie alla reputazione internazionale che ha saputo costruirsi, è centrale per l’economia italiana”. L’occasione per la finalizzazione dei contratti con Carnival – che danno seguito all’accordo di marzo 2015 e al memorandum of agreement dello scorso dicembre, prevedo in più un’ulteriore unità – è stata la consegna di un’altra nave, la ‘Koningsdam’, ammiraglia della ‘Holland America Line’, brand di punta sempre di Carnival. La Koningsdam, oltre mille membri di equipaggio, farà il suo ingresso nel porto di Rotterdam il 20 maggio. Essenziale per la finalizzazione dell’accordo – ha ricordato Fincantieri – è stato il supporto del sistema di Export Credit che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Delle cinque nuove navi in programma, due saranno destinate al brand ‘Costa Asia’, del gruppo Costa Crociere, altre due a ‘Princess Cruises’, una a ‘P&O Cruises Australia’. Verranno tutte realizzate negli stabilimenti di Monfalcone e Marghera nel periodo 2019-2020 e, una volta entrate nelle rispettive flotte, opereranno nei mercati crocieristi emergenti, tra cui Cina, Australia e altri. Il ruolo di Carnival per la cantieristica italiana è fondamentale. Il gruppo statunitense, in virtù della partnership con Fincantieri, ha investito nel nostro Paese (comprese i nuovi 5 ordini) quasi 30 miliardi di euro; dal 1990 ad oggi Fincantieri ha costruito per questo marchio 72 navi da crociera, di cui 60 per i diversi brand di Carnival, mentre altre 24 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione, 11 delle quali per società armatrici del gruppo statunitense. “Questo risultato – ha commentato Bono – è in assoluto uno dei più importanti mai raggiunti da un’industria italiana e ci rende orgogliosi per l’impegno profuso in tutti questi anni, che ha contribuito a fare di Fincantieri un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale per diversificazione e qualità dei suoi prodotti, con un carico di lavoro senza eguali in termini di durata, che ci assicura pieno sviluppo e una prospettiva strategica di lungo periodo”. Dall’ad di Fincantieri anche una sana sottolineatura nazionalistica: “Quando una nostra nave prende il mare – ha detto -, anche l’Italia va. E quando costruiamo una nave, costruiamo un pezzo d’Italia”.

Cantieristica navale:Bono, usato 50% capacità produttiva

Nella cantieristica navale, negli ultimi 5 anni (quinquennio 2008-2012) mediamente il volume di ordini emesso a livello mondiale si è attestato a 32 milioni di tonnellate di stazza lorda, contro una capacità produttiva stimata intorno ai 60-70 milioni. Lo ha sottolineato l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono nel corso del Foro Italia Spagna, aggiungendo che quindi “praticamente solo il 50% della capacità produttiva è oggi utilizzata”. “Il calo di ordinativi – ha proseguito – non ha risparmiato nessun comparto dello shipping, compreso quello delle navi da crociera in cui Fincantieri è leader”. Bono, dunque, ha ricordato che per Fincantieri “è stato necessario individuare la dimensione compatibile con la mutata dimensione del mercato, salvaguardando le competenze e affrontando problemi di ordine politico e sociale. Non è possibile infatti pensare di mantenere il tutto a costi antieconomici. Questo obiettivo ha richiesto la stipula di un sofferto accordo con le organizzazioni sindacali che ha garantito il mantenimento di tutti i siti produttivi in Italia”.

Fincantieri spera in Carnival per la ripresa

Fincantieri si aggiudica commessa da 1 miliardo

Fincantieri si aggiudica un nuovo ordine per due navi da crociera dagli statunitensi di Carnival e intravede la ripresa. La commessa supera infatti il miliardo di euro e fa tirare un sospiro di sollievo ai cantieri italiani.

La riorganizzazione, però, prosegue: l’obiettivo dell’ad Giuseppe Bono resta il recupero della competitività in un mercato lento. Prima della crisi, infatti, la produzione globale di nuove navi da crociera era tra le 12 e le 15 unità l’anno, mentre adesso si attesta tra le 6 e le 7.

I nuovi ordini portano a 61 il numero di navi Carnival realizzate da Fincantieri. Le nuove unità saranno destinate ai brand Holland America Line e Carnival Cruise Line e avranno capacità da 2.660 e 4mila passeggeri. La prima dovrebbe essere consegnata nell’autunno 2015, mentre la seconda entrerà in servizio non prima dell’inverno 2016.

Se da un lato il numero dei dipendenti di Fincantieri è diminuito dall’inizio dell’anno di circa 500 unità (oggi gli addetti sono 8.400), il futuro si preannuncia di crescita: prossimamente il gruppo potrebbe mettere in atto l’acquisizione dei coreano-norvegesi di Stx Osv, specializzati nelle piattaforme off shore.

Fincantieri con tutti segni positivi nel primo semestre 2012

Dati in crescita e nuova commessa. Fincantieri ha archiviato oggi una buona giornata tra dati semestrali con tutti ‘piu” per le poste di bilancio maggiormente significative e un nuovo traghetto da costruire per una societa’ canadese.

Secondo la semestrale approvato oggi dal cda del gruppo l’utile sale a 26 milioni di euro (+62,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, quando fu di 16 milioni), l’Ebitda sale a 68 milioni (+15,2%) e Ebitda margin al 5,5%; ricavi a 1.233 milioni (+4,8%). In cassa, inoltre, si conta un surplus di 909 milioni, contro i 166 di fine 2011, che significa nessun ricorso al sistema creditizio, e portafoglio ordini a 7.069 milioni (7.920 milioni al 30 giugno 2011).

”Risultati che – dice il gruppo in una nota- fanno ben sperare per una chiusura positiva a fine esercizio con tranquilla pianificazione e copertura dei fabbisogni futuri di finanziamento del capitale circolante”. Soddisfatto l’amministratore delegato, Giuseppe Bono, per il quale Fincantieri che parla di “prospettive incoraggianti” sottolineando la necessita’ di ”coesione tra tutti i dipendenti” per ”raggiungere ulteriori traguardi di produttività”. Il mercato si e’ ridotto, quindi ”la competizione è ancora più agguerrita”, puntualizza l’ad. Il gruppo puo’ contare su 347 milioni di riserve accumulate nel Patrimonio netto e su fondi per 107 milioni, ”più che congrui per fronteggiare rischi e oneri specifici”. Nel semestre acquisiti ordini per 488 milioni (874 milioni nei primi 6 mesi 2011).

Sul fronte commesse, con gli ultimi ordini da Viking Ocean Cruises, al 30 giugno il Gruppo vanta un portafoglio ordini di 7.069 milioni con un carico di lavoro significativo ma ancora non in grado di saturare la capacità produttiva di tutti gli stabilimenti. D’altronde, nel primo semestre 2012 il settore della cantieristica navale ha continuato a vivere in una situazione di grave difficoltà.

L’altra buona notizia della giornata e’ la commessa in Quebec: la costruzione di un traghetto di ultima generazione per la canadese ‘Societe’ des traversiers du Quebec’ (Stq), un contratto da 148 milioni dollari canadesi, gia’ firmato. La commessa ha beneficiato di fondi stanziati nell’ambito di un programma di grandi progetti finanziato dal governo del Quebec.

dall’ansa.it

Fincantieri, c’è l’accordo con i lavoratori di Genova

Giuseppe Bono, Ad Fincantieri

Via libera all’accordo tra azienda e sindacati, nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Ieri mattina i lavoratori hanno dato l’ok al documento firmato la sera precedente dai vertici dell’azienda e dai rappresentanti sindacali. L’assemblea ha votato sì all’unanimità.

E ci sono buone notizie anche dal punto di vista del bilancio. I ricavi di Fincantieri si sono assestati a 2,4 miliardi di euro nel 2011, con una quota di export di oltre l’80% e ordini acquisti per oltre 1,8 miliardi, mentre l’utile è stato pari a 10 milioni. “Dopo due esercizi caratterizzati da spese non ricorrenti – si legge in una nota – il 2011 chiude con un utile netto pari a oltre 10 milioni di euro e un eccesso di cassa rispetto alla posizione debitoria pari a 166 milioni di euro, che consente al gruppo – ha precisato l’azienda – di svolgere la propria attività senza pressioni finanziarie di alcun genere”. Il patrimonio netto di Fincantieri risulta essere pari a 951 milioni di euro, con 300 milioni di riserve, prevalentemente per utili non distribuiti Inoltre, in bilancio sono appostati anche fondi più che congrui per fronteggiare rischi e oneri specifici per un ammontare pari a circa euro 114 milioni. “La società – commenta l’Ad Giuseppe Bono – conferma la sua posizione di leadership”.

Fincantieri, segnali di schiarita. “Ordini fino al 2014”

Giuseppe Bono

“Con gli ordini che abbiamo, fino al 2014 sopravviviamo”. Lo ha detto l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono, nel corso di un’audizione al Senato, aggiungendo che “nel frattempo speriamo che cambi il mondo”.

Un segnale di schiarita, dunque, accompagnato da un cautissimo ottimismo per il futuro. “Negli ultimi tre anni in Europa – ha dichiarato Bono – c’é stato l’ordine di un solo traghetto. Nei sette anni precedenti ne ho presi due all’anno”. L’impegno a mantenere in piedi tutti e otto i cantieri del gruppo però resta. “Abbiamo le idee chiare su quello che bisogna fare, per dare prospettive che non siano solo la costruzione di navi. Ho tenuto in piedi 8 cantieri e penso di aver meritato non dico una medaglia ma almeno un po’ di credibilità”. Parlando dei singoli cantieri, Bono ha spiegato che si sapeva che Sestri e Castellammare ”avrebbero sofferto di più dalla crisi perché dal punto di vista infrastrutturale erano più deboli”. Monfalcone, invece, è il cantiere che ”per ragioni storiche gode della maggiore efficienza infrastrutturale e logistica. E lì hanno pagato il prezzo più forte: sono andate via 1000 persone dell’indotto”. Ad oggi però è il cantiere messo meglio, con una nave in costruzione e tre da avviare.

6 Fregate per Fincantieri. 4 già in opera, si aspetta il governo per le ultime 2

L'amministratore delegato di Fincantieri insiste: Non voglio chiudere Sestri Ponente.

Fincantieri ha ricevuto l’ordine per sei Fremm, per quattro delle quali sono già stati impostati i lavori. Giuseppe Bono, a.d. Fincantieri, ha sollecitato il governo a finanziare le ultime due fregare del programma di collaborazione italo-francese.

Poi aggiunge: “Non ho mai detto che voglio chiudere Sestri Ponente e non sono certo io a mettere in discussione l’esistenza dello stabilimento di Riva Trigoso, che ha già più di cento anni di vita. Invito anzi le autorità a parlare del suo futuro e dei problemi di viabilità che possiamo risolvere parlando apertamente già a settembre”.

Giuseppe Bono: non licenziare nessuno! E intanto varata Oceania Riviera.

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri

Giuseppe Bono, a.d. Di Fincantieri, durante un’audizione alla commissione Lavoro e previdenza socaile del Senato: ”Noi lavoriamo e lavoreremo per non licenziare nessuno […] il nostro obiettivo e’ sempre stato ed e’ quello di salvare la cantieristica”. Come raggiungerlo? Riallineando la capacità produttiva verso l’efficenza. ”Negli ultimi anni e decenni la produttivita’ non e’ stata tra le migliori al mondo. Il nostro obiettivo e’ fare uno sforzo anche in questo senso”.

“Oltre a spingere su innovazione e ricerca, su cui comunque, ha precisato l’ad, ”dovrebbe fare uno sforzo anche il Governo” perché occorrono progetti alternativi per riorganizzare l’azienda senza massacro sociale.

Ieri intanto, nello stabilimento di Sestri Ponente: cerimonia di varo di “Oceania Riviera”, seconda delle due navi da crociera di medie dimensioni extra-lusso commissionate a Fincantieri dalla società armatrice statunitense Oceania Cruises.

Cassa integrazione per Fincantieri Ancona

Lo stabilimento Fincantieri di Ancona

Per 530 su 585 dipendenti dello stabilimento Fincantieri di Ancona, scatterà la cassa integrazione a zero ore. Rimarranno sul posto solo gli addetti alla manutenzione, gli altri verranno mandati in trasferta presso vari stabilimenti Fincantieri.

Non ci sono commesse in vista eccetto una nave da guerra algerina che comunque non potrebbe partire prima del 2012. Ufficialmente i cantieri rimangono aperti, ma a queste condizioni i sindacati temono una chiusura. Si attende la presentazione del piano industriale del gruppo cantieristico.

Gli sproni ai sacrifici dell’amministratore delegato Giuseppe Bono “per non lasciare nessuno per strada”, lasciano così l’amaro in bocca ai dipendenti di uno stabilimento che compirà presto 170 anni.

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