Articoli marcati con tag ‘governo letta’

Federagenti: sulla riforma portuale l’imperativo è fare presto

“Le perduranti incertezze che caratterizzano il dibattito sulla riforma portuale, per quanto riguarda sia il testo all’esame delle Camere, sia la proposta elaborata dal ministero delle Infrastrutture e trasporti, evidenziano tempi che sono sempre più incompatibili con quelli del mercato”.
Secondo il Presidente di Federagenti, Michele Pappalardo, esiste il concreto rischio che importanti azioni strategiche per lo sviluppo della portualità italiana subiscano ulteriori rallentamenti o restino addirittura al palo, vanificando i tentativi in atto da parte di tutti gli operatori, ed in primis gli agenti marittimi, di attirare traffici e fiducia delle grandi concentrazioni in cui si sta polarizzando l’armamento mondiale e non solo nel settore container.
Al di là delle diverse posizioni e orientamenti, il varo di un testo condiviso di riforma che affronti definitivamente il metodo di selezione delle opere indispensabili, un deciso intervento per abbattere la burocrazia attraverso una anch’essa definitiva l’implementazione telematica coniugata ad una governance efficiente, che non può prescindere dalla reale conoscenza del mercato che è propria di noi operatori marittimo-portuali, sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria emergenza nazionale.
“Credo – conclude il Presidente di Federagenti – che sia giunto il momento di fare appello alla reale concretezza: affrontiamo le urgenze e passo dopo passo scioglieremo anche gli altri nodi; ciò a patto di compiere tutti anche un passo indietro sugli interessi personali e di categoria, nell’interesse comune del cluster marittimo e del sistema paese”.

Porti: presidente authority Genova, lascio carica Assoporti

Il presidente dell’authority del porto di Genova Luigi Merlo annuncia, in una intervista al Secolo XIX, la sua intenzione di lasciare l’incarico di vicepresidente vicario di Assoporti. “Ritengo che non esista piu’ possibilita’ di incidere in una discussione che non ha sbocchi”, afferma. “Con quasi un terzo delle autorita’ portuali commissariate e una situazione cosi’ precaria dovremmo prendere atto tutti che una stagione e’ finita”, sottolinea Merlo, secondo il quale “si ripongono eccessive e improprie aspettative in Assoporti”. “Avendola guidata per un anno posso dire che e’ impossibile trovare una linea di sintesi unitaria se non attraverso una mediazione al ribasso”. Il presidente dell’authority portuale genovese spiega di volere “essere libero di dire apertamente” quello che pensa ” senza impegnare Assoporti”, osservando che per Genova “avrebbe piu’ senso una rappresentanza di cluster marittimo, industriale e logistico rispetto ad uno esclusivamente portuale”. Secondo Merlo inoltre il ministro per le infrastrutture e i trasporti Maurizio Lupi “dovrebbe formalizzare la sua proposta dopo averla annunciata” anche perche’ un provvedimento normativo e’ urgente”. “Se non si hanno la volonta’ o forza di ridurre le autorita’ portuali occorre almeno la capacita’ differenziarle. Il governo ha fatto il piano per gli aeroporti, nessuno ha gridato allo scandalo”.

Letta annuncia un emendamento che ripristina il complesso delle somme previste per il settore dell’autotrasporto


Ieri nel corso di una conferenza stampa, il Presidente del
 Consiglio dei Ministri Enrico Letta, ha dichiarato che con un emendamento
appena presentato sono state ripristinate il complesso delle somme previste
 per il settore dell¹autotrasporto.
Nell'attesa di poter verificare il tenore tecnico dell'emendamento, Unatras e
 ANITA prendono atto con favore delle dichiarazioni del Presidente del
 Consiglio e comunque, per il prossimo mercoledì 27 novembre,  hanno
 predisposto la convocazione di una riunione congiunta per effettuare una
 valutazione delle risposte fornite dal Governo rispetto alle richieste
 complessive avanzate dalle Associazioni delle imprese di autotrasporto
 riservandosi, pertanto, ogni ulteriore decisione.

Tir: verso il fermo nazionale dal 9 al 13 dicembre

Autotrasporto italiano verso il fermo nazionale, dal 9 al 13 dicembre. Domani il Comitato esecutivo di Trasportounito sarà chiamato a ufficializzare la scelta, resa inevitabile dal fallimento delle trattative al ministero dei Trasporti e dalla sostanziale inconsistenza delle misure che il governo si è dichiarato in grado di implementare nel breve e medio periodo.
Il fermo nazionale era stato rinviato sulla base di precise rassicurazioni governative circa l’inserimento in provvedimenti legislativi e in decreti già sul tavolo del governo, delle norme di base relative ad esempio ai tempi di pagamento, i controlli sulla committenza, il mantenimento del rimborso delle accise sul gasolio. “Con la sospensione e il rinvio del fermo – afferma Franco Pensiero presidente nazionale di Trasportounito – avevamo concesso al governo un’apertura di credito non facile da giustificare con gli autotrasportatori. Oggi di fronte all’incapacità governativa di fornire garanzie concrete e impegni reali lo sciopero nazionale della categoria non ha alternative”.

VENEZIA TERMINAL PASSEGGERI: LE DECISIONI INTERMINISTERIALI PRODURRANNO IL DECLINO DEL PORTO CROCIERE DI VENEZIA

Le indicazioni emerse dalla riunione governativa del 5 novembre 2013 decretano di fatto il declino del Porto Crociere di Venezia che aveva faticosamente conquistato la prima posizione di Homeport del Mediterraneo passando da 300.000 crocieristi del 1997 ai quasi 1.800.000 crocieristi del 2012 e con un know-how riconosciuto e richiesto in Italia ed all’estero.

Oltre al divieto del passaggio dei traghetti dal 1° gennaio 2014 che già ridurrà di 416 transiti nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca, si prevede la riduzione fino al 20%, rispetto al traffico 2012 del numero di navi superiori alle 40.000 GRT, e dal 1 novembre 2014 la totale preclusione delle navi superiori alle 96.000 GRT. Ciò può comportare per il 2014 una perdita di 48 approdi, corrispondenti ad una perdita di 323.107 passeggeri (-19% rispetto alle previsioni di traffico del 2014) e dal 2015 una previsione di perdita di 174 approdi, corrispondenti ad una perdita di 1.037.397 passeggeri (-60% rispetto alle previsioni di traffico del 2014). In aggiunta, per effetto della prevista riduzione dello stazionamento giornaliero massimo di 5 navi superiori alle 40.000 GRT, si stima una ulteriore perdita di 8.408 passeggeri.

In termini di ricaduta occupazionale ed economica, stante la quantificazione dell’occupazione locale pari a 4.255 addetti e di spesa diretta locale pari a € 284 milioni/annui (fonte ‘L’Impatto Economico della Crocieristica a Venezia’ di Dosi, Musu, Rizzi, Zanette) e dell’indotto stimabile in € 150 milioni/anno, per un totale di € 434 milioni/annui, l’applicazione delle sopracitate norme avrà le conseguenze proporzionalmente stimabili:

- per il 2014: perdita di € 82,5 milioni di spesa diretta locale e indotto, con conseguente perdita di 808 occupati;

- e a partire dal 2015: perdita di € 260 milioni/annui di spesa diretta locale e indotto, con conseguente perdita di 2.553 occupati.

Tale danno potrà essere mitigato unicamente dalla del tutto ipotetica collaborazione delle compagnie di crociera che potranno decidere – qualora la propria flotta lo consentisse, visto che l’88% del parco navi mondiale è rappresentato da unità al di sopra delle 40.000 GRT – di posizionare a Venezia navi compatibili con i divieti sopraesposti.

E’ stato inoltre scelto un criterio quantitativo (ovvero quello della stazza lorda), del tutto privo di razionalità tecnica rispetto ad un criterio qualitativo che – come da VTP più volte invocato – potrebbe garantire un innalzamento della già elevata sicurezza della navigazione in Laguna, visto che le navi di maggiore stazza sono generalmente più recenti, con migliori standard in termini di manovrabilità, eco sostenibilità e sicurezza.

Tali decisioni sembrano rispondere a ragioni estetiche ed emozionali e prescindono da tutti gli studi effettuati che hanno escluso la pericolosità del transito delle Grandi Navi in termini di possibile impatto fisico, moto ondoso e inquinamento e appaiono il frutto della pressione di parte dell’opinione pubblica contraria e artatamente disinformata con improbabili confronti della situazione di Venezia con quanto avvenuto al Giglio o a Genova e con immagini e dati non realistici.

In prospettiva si parla inoltre di definire e realizzare a Marghera siti alternativi rispetto all’attuale Marittima, in totale contrasto con quanto affermato e ribadito unanimemente dalle autorità competenti quali Autorità Portuale e Capitaneria di Porto, nonché da buona parte del mondo imprenditoriale afferente all’industria portuale in senso lato e dai sindacati, in quanto tale soluzione pregiudicherebbe l’attuale operatività del porto commerciale ed industriale, che nel solo ambito portuale impiega 13.193 addetti in 901 imprese (fonte ‘Impronta Occupazionale del Porto di Venezia’, dicembre 2012) e risulta inadatta ad ospitare attività passeggeri per svariate ragioni di logistica, rischio chimico e sicurezza del traffico, oltre che per la ridotta attrattività. Senza contare che tale ipotesi da un lato, getterebbe letteralmente a mare, peraltro in un momento di grave crisi economica ed occupazionale, l’entità degli investimenti effettuati in Marittima (il cui valore si attesta su oltre mezzo miliardo di euro) per la sua realizzazione e trasformazione da porto commerciale a modernissimo porto passeggeri e dall’altro comporterebbe rilevanti nuovi investimenti per importo sicuramente superiore.

Il mantenimento del traffico crocieristico nella Città Lagunare appare inoltre indispensabile per la conservazione dell’intero sistema della crocieristica adriatica e italiana. Venezia risulta infatti il principale porto crociere dell’Adriatico con oltre il 35% dei passeggeri; il traffico in Adriatico è costituito per il 91,3% da navi al di sopra delle 40.000 GRT; l’89% delle navi superiori alle 40.000 GRT hanno utilizzato Venezia come porto capolinea. Qualora Venezia perdesse lo status di Homeport è più che probabile che le compagnie decidano di spostare le proprie navi in altro scalo capolinea lontano dall’Adriatico, facendo entrare in crisi l’intero sistema Mediterraneo, con una perdita stimata del 35%-40% dell’intero traffico crocieristico nazionale.

Vi sono infine perplessità in merito alla durata dei suddetti divieti poiché, pur avendo indicato come nuova via alternativa lo scavo del Canale Contorta-S.Angelo, nella valutazione di impatto ambientale dovranno essere considerate eventuali soluzioni alternative. Tale affermazione conferma il notorio contrasto di opinioni in merito a quale sia la via alternativa da percorrere, lasciando del tutto incerti i tempi per arrivare ad una vera soluzione, con il risultato che l’incertezza si potrebbe tradurre in breve in una gravissima crisi del Porto crociere di Marittima.

Grandi Navi : CruiseVenice contesta le decisioni romane

„ Dall’incontro tenutosi martedì 5 novembre a Roma, si capisce che rimangono le navi in Laguna , la centralità dell’attuale stazione Marittima retsa immutata e si realizzarà il nuovo canale Contorta – Sant’Angelo voluto dal presidente dell’Autorità Portuale. Non si capiscono dunque i toni trionfalistici ed entusiatici del Sindaco di Venezia che ha perso su tutti i fronti. Può esultare solo per l’assurdo limite dell’ingresso in laguna delle navi con stazza superiore alle 96.000 tonnellate e la conseguente perdita di 180 toccate/anno . Un limite irrazionale,dunque, che poteva essere portato almeno a 110.000 tonnellate , privo di ogni fondamento scientifico che finirà per mettere in ginocchio il porto di Venezia e ne segnerà la fine. Complimenti „!

Assoporti: Monti, un Fondo presso CDP e nuovi strumenti finanziari per rilanciare il settore

Autodeterminazione finanziaria; ovvero consentire ai porti italiani di trovare subito le risorse indispensabili per presentarsi sul mercato con un’offerta di servizi adeguata alle reali necessità dell’economia globale, utilizzando tutti gli strumenti finanziari possibili (ivi compreso un Fondo in collaborazione con Cassa depositi e prestiti), che realizzino un effetto moltiplicatore, rispetto alle scarsissime risorse che oggi gli scali marittimi del paese sono autorizzati a trattenere del gettito Iva prodotto. Questo il messaggio, forte e chiaro, lanciato oggi dal presidente dell’Associazione dei porti italiani (Assoporti), Pasqualino Monti.
Un messaggio che non è assimilabile alle tante richieste di finanziamento e di risorse che quotidianamente scaturiscono dalle varie filiere del sistema paese, perché non solo i porti sono risorsa strategica per garantire crescita e competitività all’intero sistema produttivo del paese, ma già oggi rappresentano l’unica infrastruttura che non drena risorse, ne produce e garantisce (con un gettito di 13 miliardi ogni anno travasato dalle banchine alle casse dello Stato), un ritorno unico e irripetibile sui capitali investiti.
Ma i tempi, per attuare azioni di rilancio, sono – secondo il presidente di Assoporti – terribilmente stretti e sono quindi necessarie misure di assoluta emergenza. Fra queste l’uscita immediata delle Autorità portuali dall’elenco delle pubbliche amministrazioni redatto dall’Istat. Il che significa riconoscere loro una flessibilità gestionale e organizzativa, anche e specialmente nell’espletamento delle politiche commerciali, a costo e a rischio zero per lo Stato. Visto, fra l’altro che le stesse Autorità portuali, sono vincolate per legge al pareggio di bilancio e non usufruiscono di finanziamenti pubblici dal 2002.
Quindi la definizione di uno strumento nuovo di governance delle Autorità portuali: una conferenza dei servizi che consenta di mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti e gli enti dal cui funzionamento e coordinamento dipende l’efficienza di un porto.
Ma elemento centrale del progetto della presidenza di Assoporti, è quello relativo all’autodeterminazione finanziaria. La proposta presentata da Monti si basa sulla necessità di generare un effetto leva sui 90 milioni di investimento che derivano ai porti dal riconoscimento dell’1% del gettito prodotto senza incidere sui conti dello Stato. Come ? Eliminando il tetto massimo derivante dalla quota di gettito, aggiungendo un’ulteriore quota di gettito Iva e utilizzando un Fondo presso Cassa depositi e prestiti che rappresenti lo strumento per attivare anche risorse derivanti dal cofinanziamento del project financing, il coinvestimento del Fondo a monte o negli investimenti in una società di progetto (che sarebbe generata dalle stesse Autorità portuali) e project bond.
Una progetto complessivo che ha visto l’adesione immediata di Cassa depositi e prestiti: il presidente Franco Bassanini, nel sottolineare come “un paese che rinuncia a valorizzare la portualità si condanna da solo al declino” ha affermato che il problema principale è quello di costruire strumenti in grado di attirare e garantire capitali privati, agendo sulla semplificazione burocratica, potenziando il potere anche di coordinamento delle Autorità portuali e ragionando da un lato su forme di incentivazione fiscali agli investimenti; dall’altro, sulla messa a fattore comune di risorse derivanti ad esempio dalla liquidità di ritorno alla Bce, fondi Bei, fondi equità. Con una disponibilità di base della Cassa anche a costruire il Fondo, utilizzando le risorse là dove il mercato lo chiede.
Un corale riconoscimento della strategicità dei porti è arrivato dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, che ha insistito sulla necessità di una immediata semplificazione procedurale “per sfruttare l’enorme giacimento dell’economia del mare”; da Manuel Grimaldi, neo presidente della Confederazione armatori, che ha sottolineato l’esigenza di qualità nell’azione delle Autorità portuali; da Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria che ha offerto ad Assoporti la disponibilità a collaborar sino in fondo per il cambiamento e sfruttare attraverso investimenti mirati le potenzialità uniche dell’economia del mare.
Il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Michele Meta, nell’esprimere apprezzamento per una “relazione fuori dai rituali”, ha fornito la disponibilità, già nel processo di riforma, di inserire “paletti” per il cambiamento, attraverso quattro o cinque emendamenti, frutto anche delle indicazioni di Assoporti.
Ha concluso l’assemblea il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ha lanciato la sfida per una grande riforma strutturale del settore trasporti, che realizzi in tempi brevissimi un coordinamento fra porti, interporti e garantisca un vero e proprio salto di qualità del settore. Ad esempio attraverso una razionalizzazione delle Autorità portuali e la possibile trasformazione delle stesse in Spa.

Tir. Trasportounito, vittoria dell’autotrasporto

Vittoria dell’autotrasporto.Il governo ha accolto e condiviso tutte le istanze di Trasportounito, che da mesi si batte per l’introduzione di una serie di misure normative e amministrative, che consentano agli autotrasportatori di operare in una logica di mercato regolamentato. Nell’incontro, conclusosi da poco, con il sottosegretario Girlanda di cui si è apprezzata la disponibilità, sono state messe a punto le principali disposizioni normative che, previo un rapido approfondimento tecnico, saranno inserite in un immediato provvedimento legislativo.Sulla base di questo risultato Trasportounito ha deciso di rinviare il fermo della categoria che avrebbe dovuto scattare all’alba di lunedì prossimo.
“E’ la prima volta e di questo va dato atto al governo – ha sottolineato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – che vengono affrontati i veri nodi relativi al funzionamento del mercato del trasporto merci su strada e dal cui scioglimento dipende la sopravvivenza delle aziende italiane di autotrasporto”.

53° Nautico di Genova: ASSOMARINAS annuncia “Il risveglio di porti e diportisti”


Il 53° Nautico di Genova rilancia il comparto nautico italiano : Governo e Fisco riaccendono la “voglia di mare” per diportisti e porti turistici .
L’Associazione italiana dei porti turistici aderente a UCINA Confindustria Nautica e a Federturismo , ASSOMARINAS, con oltre 1000 cataloghi distribuiti ad altrettanti “armatori” nei 5 giorni di fiera, traccia un primo positivo bilancio. “La nostra rete nazionale che conta una novantina di porti dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia passando per Sardegna e Sicilia – spiega il presidente Roberto Perocchio – ha immediatamente percepito dai numerosissimi contatti con il pubblico e gli operatori presenti al Salone una rinnovata fiducia nella possibilità di ripresa del turismo nautico grazie anche ad un palese interesse per le nostre modernissime strutture realizzate nell’anno in corso come Marina del Gargano , il Porto Turistico di Pisa, , quello di Cecina , Marina Sveva in Molise, Cala del Sole a Licata , Marina Santelena a Venezia o come altre di minori dimensioni quali, per esempio, Marina Cala dei Sardi in Costa Smeralda o il Boat Service di Trapani”.
In pieno accordo con UCINA dal Salone di Genova Assomarinas in collaborazione con Navis e Yacht Pass ( n.d.r. azienda leader che ha realizzato un network informatico con soluzioni gestionali per porti e cantieri ), ha lanciato , a tutto campo, la sua sfida “ per sciogliere, con l’aiuto di un Governo più stabile – come ha assicurato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nella sua visita al Salone – quei nodi normativi-burocratici ancora irrisolti e necessari – ha ribadito Perocchio – a ridare ossigeno alle nostre imprese turistico-nautiche”. Obiettivi prioritari restano : il superamento del contenzioso in tema di canoni retroattivi; la nuova regolamentazione per il rinnovo delle concessioni demaniali; la disciplina dei “marina resort” per l’applicazione di un regime IVA di tipo turistico; l’attuazione del registro elettronico per le imbarcazioni per l’attenuazione dei controlli in mare da parte delle forze dell’ordine; la revisione del Codice della Nautica sulla base della legge delega al Governo e la riforma della legge 84/94 sulle autorità portuali.
Argomenti questi che sono stati anche al centro dell’assemblea generale di Assomarinas che si è tenuta prima del Nautico presso la Darsena Le Saline Sporting Club di Chioggia nella quale grazie agli interventi dell’assessore regionale del Veneto alle Infrastrutture Renato Chisso, del consulente fiscale di Federturismo prof. Franco Vernassa e dell’avv.prof. Stefano Zunarelli e di altri esperti del settore , era stata fatta un’analisi ampia e precisa sui recenti provvedimenti varati dal governo che oggi, come detto, fanno ben sperare nella ripresa del comparto.

Ntv: Authority Trasporti, bene via libera Parlamento. Ora tempi brevi per operatività

Si è finalmente completato, con l'azione del governo Letta e con
l'approvazione delle competenti Commissioni di Camera e Senato, il faticosissimo
iter di approvazione per la costituzione della nuova Authority dei Trasporti.
Si tratta di un passaggio fondamentale per il pieno ed effettivo sviluppo del
processo di liberalizzazione di cui il settore dei Trasporti, e in particolare
quello ferroviario, ha grande e vitale necessità.
NTV ringrazia il Governo e il Parlamento per i tempi rapidi di approvazione, si
augura presto la piena operatività dell'istituzione e rivolge ai tre Commissari i
migliori auguri di buon lavoro.
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Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

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