Articoli marcati con tag ‘governo monti’

E il Governo ignora lo sciopero dei lavoratori portuali

”Una partecipazione pressoche’ totale allo sciopero in tutti i porti sedi di Autorita’ Portuali”. E’ quanto riferiscono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti in merito allo sciopero di 8 ore dei dipendenti delle AP, sottolineando che ”nonostante questa altissima adesione il ministro Grilli ed il vice ministro Ciaccia non hanno voluto ricevere la delegazione dei lavoratori per confrontarsi sulle criticita’ che ricadono sui porti per effetto della normativa di revisione della spesa pubblica”.

”Alla luce di questa ingiustificata chiusura – annunciano le organizzazioni sindacali – prosegue a tempo indeterminato lo stato di agitazione nei porti attraverso il ricorso a molteplici iniziative quali l’astensione dal lavoro straordinario, la proclamazione di assemblee dei lavoratori ed altri scioperi che avranno riflessi negativi sul sistema portuale nazionale di cui le AP costituiscono il traino”.

Secondo Filt, Fit e Uilt ”la sottovalutazione del ruolo delle AP da parte dei Ministeri dei Trasporti e dell’Economia scardina un sistema contrattuale che ha garantito, fino ad oggi, lo sviluppo dei porti e, con esso, la crescita del Paese, anche grazie alla pace sociale che ha caratterizzato negli ultimi anni il settore portuale, l’ultimo sciopero risale al 2000 ed alla politica di contenimento dei costi a cui le AP si sono da sempre ispirate”.

”Aprire un conflitto nei porti – avvertono i sindacati – e’ una scelta scellerata e dannosa sotto molti profili”.

Assoporti a fianco dei lavoratori portuali contro il Governo Monti

Assoporti ha rivolto un pressante invito al governo affinchè non comprometta, con provvedimenti e norme non ponderate a dovere, il clima di pace sociale faticosamente edificato negli anni all’interno degli scali marittimi italiani. Dopo la presa di posizione delle organizzazioni sindacali, la proclamazione dello stato di agitazione sulle banchine e la decisione di attuare il 5 dicembre prossimo uno sciopero di 24 ore di tutti i dipendenti delle Autorità portuali, il Presidente di Assoporti, Luigi a Merlo ha inviato una lettera urgente al ministro Corrado Passera al vice ministro Mario Ciaccia affinchè convochino immediatamente i rappresentanti sindacali di categoria e rettifichino sostanzialmente i provvedimenti che prevedono (attraverso l’applicazione dell’art9 comma 1del Dl 78/2010 anche ai dipendenti delle Autorità portuali) di fatto il blocco di qualsiasi dinamica di aumento retributivo prevista dal contratto, ipotizzando anche la restituzione di quanto già erogato. Provvedimenti tecnicamente inapplicabili, anche per quanto riguarda la restituzione di quanto già pagato ai dipendenti, e tali solo da innescare una vera e propria valanga di ricorsi e paralizzare così l’operatività delle Autorità portuali e di conseguenza dell’intera portualità nazionale.
“Per 12 anni con fatica, tenacia e volontà – ha affermato Merlo – i porti italiani sono cresciuti anche grazie al clima di collaborazione e alla pace sociale difesa sulle banchine. Assoporti oggi non può esimersi dal ritenere legittime le proteste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali per una troppo frettolosa adozione di atti conseguenti una sentenza amministrativa e pronunce non definitive della magistratura in materia”
Di qui l’invito al governo a incontrare subito le organizzazioni sindacali favorendo una revoca dello sciopero del  5 dicembre; sciopero che potrebbe re innescar una spirale negativa di conflittualità, paralizzare l’attività delle autorità portuali e vanificare gli sforzi di ripresa e sviluppo adottati nei porti italiani.

La spending Review taglia la commissione interministeriale che dovrebbe decidere sulla linea 5

Che l’Italia sia un paese “anomalo” ce ne accorgiamo ogni giorno e anche questa notizia va ad aggiungersi ad un elenco infinito che sfinisce anche il più ottimista. Il Governo Monti con la spending review ha tagliato l’unico organismo che potrebbe dare il via definiva all’apertura della nuova linea 5 di Milano e della metro di Brescia, entrambe attese entro il prossimo dicembre ed entrambe in perfetto ritardo di circa due anni ma pronte finalmente a partire. Peccato per il piccolo particolare che nessuno si è accorto che sciogliendo la Commissione interministeriale 1042 non ci può essere il via libera definitivo per l’apertura al pubblico.

Il sindaco di Milano Pisapia si dice molto preoccupato per la situazione che si è venuta a creare: “lo scioglimento della Commissione interministeriale 1042 crea problemi che vanno assolutamente risolti in tempi brevissimi. Il suo parere è vincolante per poter effettuare il collaudo del metrò 5: la situazione che si è creata in seguito alla decisione del governo comporta un ritardo nella messa in esercizio della nuova linea che danneggia tutti i milanesi”. Quindi ora, segnalato ai ministri competenti l’increscioso problema, si spera che il governo trovi, in tempi ragionevoli, un ente o qualcuno che possa certificare l’agibilità finale riuscendo ad aprire finalmente queste linee che i cittadini attendono da ormai troppo tempo.

Incontro tra esponenti dell’€™esecutivo e Ryanair

Ryanair oggi incontra esponenti del Governo per discutere i propri piani di crescita nel Paese. «Chiederemo innanzitutto che le tasse aeroportuali vengano abbassate, ha dichiarato a Roma Michael Cawley, deputy chief executive della low cost irlandese, specie quelle comunali. Le low cost offrono prezzi competitivi, ma se le tasse continuano a crescere, sarà impossibile mantenere basse le tariffe». Il numero due della compagnia aerea si è detto invece pronto a «uniformarsi alla situazione» nel caso in cui, all’indomani di una interrogazione parlamentare che chiede ai vettori stranieri di rispettare le leggi italiane in materia fiscale e contributiva, la normativa dovesse cambiare.

APVenezia incontra i parlamentari

L’Autorità Portuale di Venezia ha incontrato nei giorni scorsi i parlamentari veneti in vista della discussione alla Camera della riforma della legge 84/94. Incontri che proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di emendare il testo approvato dal Senato per evitare che vengano minate la competitività, l’operatività del porto di Venezia, il suo pareggio di bilancio e la possibilità di adeguare il porto passeggeri al decreto Clini-Passera del 02 marzo 2012.

1.       Servizi tecnico-nautici: è a rischio la competitività tra gli scali a causa dei diversi costi cha una nave ha in ingresso al porto.

2.       Risarcimento per amianto: è a rischio il pareggio di bilancio.

3.       Porto Regolato: è a rischio l’operatività del porto

4.       Diritti di porto connesso al traffico passeggeri: l’attuale legge non prevede una norma che consenta alle Autorità Portuali di autorizzare tasse di scopo o diritti di imbarco/sbarco anche sui passeggeri (come avviene invece per le merci). Una risorsa economica che potrebbe essere utile a finanziare investimenti per le mitigazioni delle esternalità prodotte dall’attività crocieristica (ad esempio la realizzazione del cold ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine) e adeguare il porto ai dettami del Decreto Clini-Passera.

Autorità dei trasporti: entro il 28 settembre il Governo presenterà una nuova terna di nomi

Il Presidente del Consiglio Mario Monti

Entro il 28 settembre il Governo individuerà una nuova terna di nomi per la composizione dell’Autorità dei trasporti da sottoporre al Parlamento. Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Guido Improta durante i lavori della commissione Trasporti che ieri era impegnata proprio nell’esame delle proposte di nomina, deliberate dall’esecutivo lo scorso giugno, che vedevano Mario Sebastiani presidente e Pasquale De Lise e Barbara Marinali come membri. Il Governo si è reso conto con il passare delle settimane ” ha spiegato Improta ” della difficoltà di raggiungere in Parlamento la maggioranza qualificata necessaria per ottenere la ratifica delle nomine e quindi ha ritenuto necessario «ripensare alla composizione della terna». Il risultato della votazione, ha detto ancora il sottosegretario, non sarebbe funzionale al buon esito della procedura. Da qui la decisione dell’esecutivo di presentare una nuova terna di nomi «per soddisfare al meglio l’ormai elevato grado di aspettativa per nomine che ritiene di particolare significato e valore per il settore del trasporto, così importante per l’economia del Paese».

Costi Minimi: importanti e positive novità con la Spending Review

Con il Decreto legge n. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) è stato modificato l`articolo 83-bis (quello che ha introdotto i costi minimi di sicurezza per l`autotrasporto), in particolare nella parte riguardante le sanzioni.
Rispetto al precedente impianto sanzionatorio (esclusione dai benefici fiscali e previdenziali per la durata di un anno, nonché quella per un periodo fino a sei mesi dall’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi) le nuove norme stabiliscono che per la mancata applicazione dei costi minimi sia comminata una sanzione pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati dall`osservatorio. In caso di violazione delle norme sui tempi di pagamento (oltre il 90° giorno), è prevista una sanzione pari al dieci per cento dell`importo della fattura, comunque non inferiore a 1.000 euro. Rimane invariato il diritto del creditore di richiedere gli interessi moratori per i pagamenti effettuati oltre il 60° giorno.
Gli organi preposti ad accertare le violazioni e ad irrogare le sanzioni sono il Comando generale della Guardia di finanza e quello dell`Agenzia delle entrate, in occasione dei controlli svolti presso le imprese.
Quando i servizi di trasporto vengono effettuati sulla base di un contratto non stipulato in forma scritta, il vettore ha l’obbligo, oltre a quelli già contenuti nell`ar-ticolo 83-bis, di indicare nella fattura la tratta effettivamente percorsa.
Questo l’estratto dell’art. 12 comma 80 DL 95/2012:
80. All`articolo 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A tale fine nella fattura viene indicata, altresi`, la lunghezza della tratta effettivamente percorsa.”;
b) il comma 14, e` sostituito dal seguente: “14. Ferme restando le sanzioni previste dall`articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni, e dall`articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione delle norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati ai sensi dei commi 1 e 2; alla violazione delle norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento dell`importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000,00 euro.”;
c) il comma 15, e` sostituito dal seguente: “15. Le sanzioni indicate al comma 14 sono irrogate dagli organi del Comando generale della Guardia di finanza e dell`Agenzia delle entrate in occasione dei controlli ordinari e straordinari effettuati presso le imprese.”.

Arrivano anche in Italia gli incentivi per l’acquisto dell’auto elettrica.

È stato infatti approvato un emendamento al DL Sviluppo che stanzia 70 milioni all’anno, dal 2012 al 2014, per l’acquisto di un’automobile ma anche per costruire le necessarie infrastrutture.
Chi è intenzionato ad acquistare una vettura a propulsione elettrica potrà così beneficiare di incentivi che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro.
In fatto di infrastrutture, sono state previste misure di semplificazione e contributi per la loro realizzazione, andando dalle prese di ricarica nelle città e nei condomini. Inoltre potranno essere omologate le auto a benzina e diesel che passano all’alimentazione elettrica impiantando l’apposito kit.
Anche se decisamente attesa, l’introduzione degli incentivi porta con se risvolti decisamente polemici a causa delle cifre in ballo.
Il Governo ha infatti dimezzato gli stanziamenti della proposta di legge da tempo all’esame delle Commissioni di Montecitorio.
“I 210 milioni stanziati per diffondere l’auto elettrica, approvati con emendamento in Commissione Attività Produttive e Finanze della Camera sono un ottimo risultato e un grande passo in avanti nel percorso verso la definitiva affermazione della mobilitàelettrica in Italia. L’approvazione di questo importante emendamento al dl Sviluppo e’ una notizia che mi riempie di orgoglio avendo io stesso avviato l’iter due anni fa con la mia proposta di legge sull’infrastrutturazione elettrica da cui si e’ giunti recentemente al testo unico”.
Così Agostino Ghiglia, estensore di uno dei due progetti di legge che hanno composto il Testo base sulla mobilità elettrica e capogruppo Pdl della Commissione Ambiente della Camera, commenta “con soddisfazione l’approvazione dell’emendamento al decreto sviluppo per la diffusione dell’auto elettrica”.
“E’ nostro dovere di legislatori sensibili all’ambiente, investire ed incentivare tutte le tecnologie tese a ridurre le emissioni migliorando la qualità dell’aria e quindi, a partire dalle aree urbane, della nostra vita. Allo stesso tempo, pur rendendoci conto della drammatica crisi economica – conclude -, non possiamo che esprimere disappunto per il dimezzamento, da parte del Governo, delle risorse originariamente previste”.

Si del Governo alla proposta di Assoporti sull’aumento delle tasse portuali

Francesco nerli , presidente di Assoporti soddisfatto per il si del Governo alle sue proposte in tema di tasse portuali

“Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento della nostra proposta nel cosiddetto “Decreto Milleproroghe”,  della previsione normativa che consente il graduale ripristino dell’adeguamento delle tasse portuali al tasso d’inflazione“, ha affermato oggi Francesco Nerli, Presidente dell’Associazione Porti Italiani.

“E’ importante ricordare – ha sottolineato Nerli – come queste tasse siano congelate dal 1993”

La nuova norma consentirà alle Autorità Portuali di disporre di risorse e fondi indispensabili, in primis, per consentire la manutenzione delle infrastrutture portuali. Resta invariata la seconda parte dell’articolo di legge relativa alle tasse portuali, cosí  da consentire alle Autorità portuali che lo ritenessero utile per il loro scalo di prevedere variazioni sino l’azzeramento delle tasse.

Autotrasporto, frenano aiuti a pioggia

Ok di Giachino alle risorse del Governo

Meno aiuti a pioggia, più fondi per la competitività. E’ soddisfatto dell’intervento apportato in Commissione Trasporti della Camera, il presidente della Consulta per l’autotrasporto e la logistica Bartolomeo Giachino.

“L’analisi dei dati forniti dal Governo – dichiara Giachino – ha evidenziato come i fondi cosiddetti a pioggia siano diminuiti negli ultimi anni, passando dai 196 milioni di euro del 2008 ai 135 del 2012. In compenso sono cresciuti i fondi legati a una destinazione specifica, come la riduzione del costo del lavoro per le aziende con autisti”.
“Pertanto – conclude -  escludendo i notevoli fondi per il rimborso delle accise, nel 2012 i fondi per il settore ammontano a 512 miliardi”. Risorse minori, ma distribuite in maniera migliore.

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