Articoli marcati con tag ‘governo renzi’

CNA-Fita pronta alla proclamazione del fermo

Se prima dell’incontro convocato dal Ministro dei Trasporti Delrio, per il prossimo 23 giugno, con le associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto, non avremo certezze sullo sblocco di questa situazione, la CNA-Fita convocherà gli organi preposti per la proclamazione del fermo nazionale. Alla vigilia delle dichiarazioni dei redditi di migliaia di imprese artigiane dell’autotrasporto apprendiamo infatti che la Ragioneria Generale dello Stato, ha bloccato la fruibilità delle agevolazioni relative alle cosiddette “deduzioni forfettarie”, ritenendo i 60 milioni di euro destinati alla copertura di tale agevolazione non sufficientemente capienti. Si tratta di deduzioni e crediti d’imposta essenzialmente legati al recupero forfettario delle spese sostenute dagli autotrasportatori per le trasferte e che, in questa drammatica congiuntura economica, sono la sola voce che consente a migliaia di piccole imprese di sostenere i propri bilanci. CNA-Fita su questo specifico punto è stata, da sempre, chiara e incontrovertibile. Ha commentato Cinzia Franchini, Presidente nazionale CNA-Fita: “Siamo stanchi di assistere ad una incapacità di programmare e gestire i bisogni e le necessità minime di un settore ridotto così com’è proprio dall’assenza politica di visione, che disattende precisi impegni assunti e continua a favorire le solite lobby. Le soluzioni ci sono, basta trasferire su questa voce di costo fondi destinati ad altri capitoli di spesa, in questo momento non altrettanto prioritari. Se servono ulteriori risorse è da lì che debbono essere trovate. Diversamente sarà certa la proclamazione del fermo nazionale”.

PropellerClub: dura battaglia sulla riforma portuale

Gli imprenditori dell’economia marittima italiana debbono tornare al centro dei complessi programmi di cambiamento della portualità commerciale e turistica/crocieristica annunciati in questi giorni dal governo che, di fatto, ne mutano la governance portando a veri e propri scontri tra autorità portuali e operatori del comparto.
E’ questo il tema di fondo che, alla luce delle elezioni che hanno riconfermato per il prossimo triennio la presidenza dell’International Propeller Club Port of Venice al giornalista cav. Massimo Bernardo coadiuvato dal vicepresidente avv. Cristiano Alessandri, impegnerà l’Associazione nell’impegnativo e complesso dialogo con i neoeletti rappresentanti degli enti locali che emergeranno dalle amministrative del prossimo 31 maggio così come col presidente dell’Autorità Portuale di Venezia alla fine del suo mandato prof. Paolo Costa nonché con tutto quel mondo imprenditoriale dell’indotto che a Venezia gravita sul traffico crocieristico ancor oggi in attesa di certezze per l’accesso al porto ed in particolare alle banchine gestite dalla Venezia Terminal Passeggeri.
“ Per tutti i nostri associati , rappresentanti delle moltissime aziende che operano nel mondo del trasporto marittimo, aereo e terrestre – commenta Massimo Bernardo – sarà un triennio particolarmente difficile anche per la crisi dei traffici che ha investito il nostro porto con agenzie marittime che chiudono e imprese di spedizione che destinano la propria merce all’imbarco/sbarco su altri porti addirittura non sempre italiani ma certamente più competitivi. Un triennio nel quale l’imprenditoria di settore dovrebbe dare alla politica le linee guida per ridare competitività ai nostri porti e alla nostra bandiera e non viceversa quando è la politica a dettare norme non condivisibili che spesso non tengono conto del rapporto tra le singole realtà territoriali ed proprio hinterland”.
Sul tavolo della portualità alto adriatica restano non solo temi scottanti come l’accorpamento in un sistema vasto dei porti di Ancona,Ravenna, Chioggia, Venezia, Porto Nogaro, Monfalcone e Trieste proposti dal nuovo piano della portualità ma anche la piattaforma offshore di Paolo Costa , la rivalutazione del sistema idrovia rio Padano-Veneto e dei suoi porti interni, solo per citarne alcuni.
“Il “Port of Venice” auspica quindi una maggiore sinergia tra tutti i club dell’alto Adriatico nell’affermare un deciso cambio di rotta del governo – conclude il presidente del club veneziano – perché siano valorizzate le singole realtà portuali nelle loro rispettive specificità , obiettivo che si raggiunge non certo con un colpo di spugna sulle realtà esistenti ma con un più aperto confronto col mondo dell’impresa che, come abbiamo visto al recentissimo Logistic & Transport di Monaco di Baviera, le rappresenta sui marcati internazionali.

A GIUGNO NUOVI AUMENTI DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI? CNA-FITA PRONTA A VALUTARE LA PROCLAMAZIONE DEL FERMO DELL’AUTOTRASPORTO

Chiediamo al Governo – ha dichiarato Cinzia Franchini, presidente nazionale dell’associazione degli autotrasportatori artigiani – di chiarirci se sta con quei concessionari che hanno potuto beneficiare, in anni di durissima crisi economica, di aumenti tariffari a due cifre che gli hanno consentito di realizzare utili rilevantissimi o con quelle imprese che grazie al loro intraprendere sono ancora sul mercato. Apprendiamo infatti da una nota stampa di Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali, che il presidente Fabrizio Palenzona, ha richiesto, direttamente al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali per giugno e il prolungamento delle concessioni senza indire nuove gare. Tutto ciò rivendicando “la centralità del principio della certezza giuridica che impone il rispetto dei contratti ed accordi sottoscritti”. A questo punto – ha proseguito la Franchini – CNA-Fita, che ha a cuore invece la centralità del principio di equità per una buona Politica, si dichiara pronta ad attuare una grande mobilitazione dell’autotrasporto contro la politica lobbystica dei concessionari che sta letteralmente impoverendo tutta la mobilità del Paese. Da subito si metterà in azione chiedendo ad Unatras, il coordinamento unitario dell’autotrasporto, di condividere la propria proposta per difendere le tasche degli autotrasportatori e si attiverà per coinvolgere e sensibilizzare l’attenzione delle altre utenze, per sventare il rischio di nuovi scellerati aumenti di pedaggi. Da tempo infatti richiediamo al Governo di fare chiarezza su questioni delicate come il pedaggiamento delle autostrade reali e lo sviluppo anche di quelle autostrade virtuali (UIRNET), dove la presenza ed il ruolo dei concessionari autostradali incombe pressantemente sopra la testa dell’autotrasporto italiano. CNA-Fita ha avanzato proposte chiare e innovative, di sicuro non tacciabili di corporativismo, nell’interesse del Paese quanto della categoria e per questo non potremo accettare nuovi balzelli all’insegna di una vecchia.. anzi vecchissima politica”.

Autotrasporto, CNA-Fita: Renzi restituisca l’onorabilità al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con un tempestivo e profondo rinnovamento delle cariche politiche e tecniche

Grandi appalti, concessioni autostradali, finanziamenti ed incentivi pubblici. Un fiume di denaro gestito da un Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su cui aleggia, oggi più che mai, il sospetto di cointeressenze e corruzioni. “CNA-Fita più volte – ha dichiarato Cinzia Franchini, presidente nazionale dell’associazione artigiana dell’autotrasporto – ha ribadito, per esempio, l’insostenibilità economica, oltre che politica, del sistema delle concessioni autostradali e i relativi sistemi di pedaggiamento, richiamando l’attenzione del Governo ad azioni di riforma nell’interesse di tanti operatori economici del Paese e non dei soliti lobbisti. Le indagini giudiziarie debbono fare il loro corso e fino all’ultimo grado di giudizio non si può certo gridare a condanne preventive, tuttavia oggi si pone al Ministero una macroscopica questione di opportunità politica su cui il Governo Renzi si gioca la carta della credibilità. L’arresto di Incalza e quanto disvelato dalle intercettazioni – ha concluso la Franchini – rendono necessario l’intervento dell’Esecutivo per un rinnovamento radicale e profondo nel Dicastero di Lupi che sovverta l’inamovibilità di centri di potere gestiti da politici e grandi burocrati”.

Porti:Burlando,settore strategico, sia centro azione Governo

“La portualità è un settore strategico, un pezzo più forte della nostra economia e quello che va meglio. In Liguria, transhipment escluso, passa il 60% della merce che entra in Italia via mare. Rimetteremo al centro questo tema anche con il governo e rivendicheremo il diritto che a questo punto, dopo la conclusione delle prime e più urgenti incombenze, venga messa al centro dell’azione di Palazzo Chigi anche la questione portualità”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando in occasione della presentazione dei tre interventi per il porto di Savona, insieme con il sindaco e l’assessore ai Lavori pubblici di Vado, Monica Giuliano e Sergio Verdino, il presidente dell’autorità portuale Gian Luigi Miazza e l’amministratore delegato Italia di Apm Maersk, Carlo Merli.

Gli interventi riguardano la piattaforma del porto di Vado, la nuova sede dell’Autorità portuale e il ponte per il porticciolo turistico della Vecchia darsena. La nuova piastra multifunzionale del porto di Vado ligure, commissionata dall’Autorità portuale di Savona, è stata finanziata con 350 milioni di euro da fondi statali (289 milioni), da una quota a carico del concessionario (50 milioni) e da un’altra a carico dell’AP savonese (11 milioni).

I lavori, iniziati a settembre 2012, termineranno a dicembre 2017. E’ l’opera più importante del piano regolatore del porto di Savona: per realizzarla è stato indetto un bando europeo di project financing. La piattaforma è situata nella rada di Vado, tra il terminal traghetti e la foce del torrente Segno. Vi troveranno posto un terminal container, con capacità annuale di movimentazione di 800.000 Teus e due attività presenti in rada dagli anni ’50: il terminal rinfuse e lo sbarco di prodotti petroliferi e oli combustibili.

L’opera sarà dotata di un raccordo viario, non interferirà con il traffico cittadino e sarà, inoltre, direttamente collegata al sistema autostradale e alla piastra di interscambio ferroviario del retroporto. La nuova sede dell’Autorità portuale di Savona è stata finanziata con otto milioni 430mila euro da fondi statali (cinque milioni 250mila euro) e fondi propri (tre milioni 179mila euro).

I lavori, iniziati a luglio 2011, finiranno ad agosto 2015 e la struttura sarà operativa per il dicembre successivo. La nuova sede amministrativa risponde all’esigenza di unificare gli uffici (adesso in parte decentrati), e di trovare una sistemazione più idonea al ruolo istituzionale e di rappresentanza. Situato fra l’area di trasformazione della vecchia darsena e l’area portuale commerciale, l’edificio ha una superficie di mille 500 metri quadrati, è largo 23 metri e si sviluppa per circa 63. E’composto di tre corpi di fabbrica: un volume a doppia altezza (10 metri) che ospita l’ingresso principale e i servizi di accoglienza, collegato alla parte centrale, composta di una struttura a ponte lunga 28 metri che scavalca il tracciato ferroviario di accesso al porto, con locali interni e esterni di utilizzo comune. Lo spazio conduce al terzo volume, costituito da una torre a base quadrata di 23 metri di lato che ospita gli spazi più rappresentativi e che si sviluppa su sette piani. Al piano terra si trovano un secondo ingresso riservato al personale e i locali tecnici. La superficie è di circa 5mila metri quadrati.

L’edificio è ultimato nelle parti strutturali, finiture e impianti sono in via di completamento. Il progetto per il nuovo ponte all’imboccatura della Vecchia darsena, è stato commissionato e finanziato dall’Autorità Portuale di Savona con fondi propri per un totale di un milione 872mila euro. I lavori, iniziati nel luglio 2012, termineranno entro il prossimo mese di aprile. L’opera consentirà di realizzare un collegamento tra la zona portuale che ospita il terminal crociere e il centro cittadino. Il nuovo ponte, di tipo girevole a due ante, sostituisce quello esistente con apertura a ponte levatoio che ha mostrato limitazioni per il superamento delle barriere architettoniche. Ogni anta del ponte, realizzata in acciaio sabbiato e verniciato, è lunga circa 25 metri. Il ponte è dotato delle più recenti tecnologie per garantire l’incolumità delle persone e la sicurezza del passaggio delle barche, attraverso l’impiego di telecamere, cancelli automatici, fotocellule, sensori di movimento, segnali acustici e luminosi. Dopo una sospensione a causa del fallimento dell’impresa, i lavori sono ripresi per le opere di completamento, ormai ultimate, mentre sono in corso i collaudi funzionali.

Monti: ora subito il piano e la riforma dei porti

“Ora subito il piano della logistica e dei porti e il varo della riforma di settore”. Così il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, ha rilanciato commentando a caldo la notizia dello stralcio dei porti dal ddl Concorrenza e quindi della rinuncia del governo a varare norme in netto contrasto con tutti gli indirizzi comunitari volti a rafforzare la capacità di governance delle Autorità portuali.
“Si tratta di una importante vittoria per l’intero cluster marittimo, per i porti, gli operatori privati e per i lavoratori del settore che si sono compattati fornendo al ministro Lupi, che si è battuto con decisione, gli strumenti e la forza indispensabili ora per imprimere una netta accelerazione al processo di messa a punto del piano della logistica e dei porti e della riforma del comparto.”

ILVA: NO AI CAMBI DI TAVOLO

“Basta con i palleggiamenti di responsabilità e i cambi di tavolo. I problemi dell’autotrasporto, in attesa da mesi di ricevere il pagamento dei servizi prestati per l’Ilva, vanno immediatamente risolti”.
Secondo Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, “le voci circa l’imminente apertura di un nuovo tavolo di confronto al ministero delle Infrastrutture e Trasporti delineano uno scenario inaccettabile”. “Non accetteremo convocazioni differenti e diverse da quella del ministro Guidi – ha affermato Longo – perché il ministro dello Sviluppo economico è, con Palazzo Chigi, quello competente sul tema Ilva.”
“Con tutto il rispetto per il ministro Lupi impegnato già su tanti fronti – ha concluso Longo – decliniamo per questi motivi, sostanziali e giuridici, altre convocazioni e altri referenti su un caso Ilva che ha bisogno di posizioni univoche e chiare del governo”.

Riforma dei porti: nuovo annuncio del Governo, “pronta entro febbraio

Ci risiamo. Riparte il balletto del Governo sulla riforma dei porti. Sembrava ormai quasi fatta durante l’estate del 2014 , ma alla fine il Governo indietreggiò e nel decreto Sblocca Italia non venne inserita, per essere riproposta in questi giorni con il solito annuncio del “solito” Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: “Entro fine febbraio o al massimo ai primi di marzo arriverà Il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica”, ha dichiarato Lupi in occasione degli Stati Generali del comparto logistico-portuale. Save the data, a fine febbraio vedremo a che punto sono i lavori del Ministro.

Cosa dobbiamo aspettarci non è dato ancora saperlo, Lupi è infatti rimasto vago su quale sarà il reale contenuto di quest’ipotetica riforma: una cosa appare certa, uno degli obbiettivi è quello di razionalizzare le Autorità Portuali, progetto che sta a cuore al Governo, ma sulle modalità l’esecutivo non si è ancora sbilanciato.

A tenere accesso il dibattito ci pensano i sindaci, rappresentati a Roma dal sindaco di Livorno Filippo Nogarin, Presidente della Commissione ANCI Città Portuali, che ha dichiarato:
“Sulla scorta di quanto anticipato oggi dal ministro Lupi circa le linee guida della portualità riteniamo fondamentale che sia preso in esame anche il modello europeo e ci si impegni per trasformare le autorità portuali in società per azioni interamente pubbliche dove il 70% delle quote sono del Comune e il 30% del Governo. Questo permetterebbe, infatti, di porre le basi per un nuovo e fruttuoso rapporto tra la portualità e la città che gli sta alle spalle. In tal senso, ci stiamo già attivando per calendarizzare entro il mese di febbraio un appuntamento con i sindaci interessati così da definire un documento, che porremo all’attenzione del Governo, nel quale il ruolo dei Comuni, al pari di quanto accade nel resto dell’Europa, sia centrale nella futura riforma portuale”.

Non è un mistero però che Matteo Renzi sogni una massiccia privatizzazione del sistema portuale italiano per battere cassa, un’idea probabilmente piuttosto lontana da quella auspicata dal Sindaco di Livorno. Probabili nuovi attriti, sempre che la riforma, prima o poi, veda veramente la luce.

Autotrasporto: promesse calpestate. Bloccata l’Ilva di Novi Ligure

. E’ stato infatti disatteso totalmente l’accordo in base al quale sarebbero state saldate entro il 15 gennaio scorso le competenze sugli arretrati alle imprese di autotrasporto di Novi Ligure. Imprese che non percepiscono pagamenti dall’aprile del 2014.
Alla manifestazione di protesta a Novi sta aderendo più del 70% delle aziende che lavorano per Ilva e che bloccano oggi sia le merci in entrata sia quelle in uscita.

Anita contro l’aumento dei pedaggi autostradali

Ancora una volta dobbiamo registrare aumenti delle tariffe autostradali, anche se più moderati rispetto agli anni passati, in un periodo in cui il sistema produttivo italiano perde continuamente competitività rispetto agli altri Paesi sia europei sia mondiali.

ANITA ritiene che si debba trovare un modo per interrompere la spirale di aumenti dei pedaggi che da troppi anni i trasportatori subiscono dai monopoli delle concessionarie autostradali. Con la maggior parte dei costi fissi, e a valori storici, e in considerazione dei continui aumenti delle percorrenze dei veicoli sulle autostrade, non si capisce come mai i pedaggi continuino a salire.

“Ci saremmo aspettati che il Ministero dei trasporti vigilasse meglio e che le concessionarie autostradali tenessero conto della situazione in cui versano il Paese e le imprese del settore dell’autotrasporto – ha commentato il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner e ha aggiunto – un aumento dei pedaggi che ricade sugli utenti non aiuta in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo”.

“Le concessionarie autostradali dovrebbero mettere in atto politiche orientate ad eliminare le inefficienze al proprio interno al fine di ridurre i costi che puntualmente ricadono sull’utenza – ha concluso Baumgartner – dal momento che i bilanci delle società concessionarie autostradali sono sempre in attivo e ciò evidenzia l’esistenza di un discreto margine dovuto anche all’incremento delle porte munite di telepass ed al minore impiego di personale addetto”.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner