Articoli marcati con tag ‘governo renzi’

ALITALIA-ETIHAD: UNIONE EUROPEA BENEDICE LE NOZZE

L’Unione europea ha approvato le nozze Alitalia-Etihad. La direzione Antitrust della Commissione europea, sotto la guida della commissaria Margrethe Vestager, ha confermato ieri che la partnership tra Alitalia e Eithad, siglata lo scorso agosto a Roma, è conforme alla normativa europea in materia di concorrenza.

“La decisione – si legge nella nota rilasciata dall’esecutivo Ue – è subordinata, in particolare, all’impegno assunto da Alitalia CAI ed Etihad di liberare alcuni slot a favore di nuovi operatori presso gli aeroporti di Roma Fiumicino e di Belgrado”. La Commissione, infatti, “temeva che il monopolio generato dall’operazione sulla rotta Roma-Belgrado avrebbe potuto comportare un aumento dei prezzi e una minore qualità del servizio per i passeggeri. Gli impegni proposti rispondono a tali preoccupazioni”, precisa però il comunicato specificando che la fusione “non solleva gravi preoccupazioni in materia di concorrenza”.

Dopo il beneplacito europeo, Alitalia ha diffuso una nota in cui sottolinea come le parti “continuano a lavorare insieme al fine di completare l’operazione entro la fine dell’anno”. “Siamo lieti di poter andare avanti in questo processo e siamo fortemente intenzionati a raggiungere la positiva conclusione dell’operazione con Alitalia” – ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Etihad, James Hogan: “Una partecipazione azionaria in Alitalia garantirà vantaggi non solo alle due compagnie aeree, ma, cosa ancora più importante, darà maggiore scelta e più ampie opportunità di viaggio a chi vola per affari o per turismo da e per l’Italia”.

Soddisfazione manifestata anche dall’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio: “Abbiamo ottenuto un altro risultato eccellente per Alitalia. Questo investimento consentirà stabilità finanziaria e solide fondamenta per una crescita notevole e a lungo termine per la Compagnia e per l’industria dei viaggi e del turismo in Italia, di cui Alitalia è un asset fondamentale. “La decisione odierna della Commissione Europea consente di avviare l’investimento straniero più importante mai realizzato in Alitalia e dimostra la grande fiducia nel nostro business”.

Sulla privatizzazione di FS Italiane adesso acceleriamo.

Lo ha detto l’AD del Gruppo Michele Mario Elia, oggi a Pisa a margine del convegno High-tech Italy. “E’ plausibile lo sbarco nel 2015-2016. Tutte le decisioni sono del ministero dell’Economia e delle Finanze”. Così il top manager rispondendo a una domanda sullo sbarco in Borsa di FS Italiane.

“Ci sono diverse ipotesi, stiamo valutando rischi e opportunità”, ha aggiunto Elia. “E’ stato fatto un lavoro importante. Ora ci sarà un’accelerazione”, ha concluso.

Legge di stabilità 2015: nella bozza 250 milioni per l’autotrasporto ANITA soddisfatta per l’impegno del Governo

La bozza della legge di stabilità prevede di destinare 250 milioni di Euro al settore dell’autotrasporto, a partire dal 2015, per favorire competitività e razionalizzazione del sistema dei trasporti su gomma.

“L’impegno sostenuto fino ad oggi nei tavoli istituzionali è stato ricompensato – dichiara Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA – e siamo soddisfatti degli sforzi del Governo e del Ministro Lupi, che sicuramente vanno nella direzione giusta per ridare al settore dell’autotrasporto il ruolo strategico che gli compete all’interno dell’economia del Paese”.

“Apprezziamo che il Governo abbia fatto un passo in avanti per rendere strutturali risorse che effettivamente possono contribuire alla crescita e allo sviluppo del settore – aggiunge Baumgartner – ed ora confidiamo che le misure contenute nella bozza vengano confermate”.

ANITA auspica che anche le altre problematiche affrontate con il Governo trovino un’adeguata e pronta risposta, a partire dalle misure per contrastare il cabotaggio abusivo e quelle per aumentare la produttività delle imprese, come la rivisitazione del calendario dei divieti di circolazione, chieste da tempo dall’Associazione

CNA-FITA DISERTA GLI STATI GENERALI DELL’AUTOTRASPORTO ORGANIZZATI DALL’ALBO

CNA-Fita ha deciso di non partecipare agli Stati generali dell’Autotrasporto organizzati dal Comitato Centrale dell’Albo. Da tempo non interveniamo a dibattiti o a costruzioni comunicative studiate per amplificare proposte preconfezionate chissà con chi e non condivise. Più volte abbiamo sostenuto che l’Albo e il suo Comitato Centrale non sono il luogo per elaborare la politica del settore. L’Albo dovrebbe saper gestire efficientemente, a differenza di quanto accade ora, l’ordinaria amministrazione di un settore decisamente malconcio e incapace di riformarsi perché monopolizzato da logiche e da alcuni rappresentanti che con il settore hanno poco a che fare. Negli ultimi dieci anni, è stato trasformato in una stazione appaltante progetti di comunicazione e formazione, trascurando e pasticciando con attività ben più importanti e anche banali come lo stesso pagamento delle quote annuali. Riviste milionarie, trasmissioni televisive e radiofoniche, vernissage artistici e adesso anche convention dove l’autotrasporto italiano e i suoi problemi vengono gestiti e mai risolti. CNA-Fita ha più volte denunciato anche il modo in cui all’interno dello stesso Comitato Centrale non vi sia una reale rappresentazione del peso specifico delle Associazioni componenti, tutte equiparate, rendendo il Comitato stesso l’emblema di un voto capitario affidato ai lobbisti di sempre. La politica del settore si fa nelle associazioni e nei luoghi deputati, nell’interesse reale rappresentato. Per questo riteniamo che l’ennesima rappresentazione unitaria di un settore, diviso al suo interno da problemi e interessi fra loro divergenti, non solo aggiungerà ipocrisia ad ipocrisia, ma non debba essere ulteriormente accreditato. CNA-Fita non lo farà. Di certo non mancheranno le nostre proposte o i nostri contributi al Ministero, in Parlamento, presso le Regioni, nei comitati unitari e in tutti quei luoghi dove le associazioni possono confrontarsi senza inutili clamori che continuano ad impoverire il settore e ad arricchire qualche società di comunicazione. CNA-Fita continuerà a relazionarsi con il legislatore e con le forze politiche nell’interesse dell’autotrasporto artigiano-italiano, ritenendolo non un limite bensì una risorsa preziosa per il Paese. C’è chi ancora usa argomentazioni come l’aggregazione d’impresa per drenare nuove risorse ad una strategia, che in dieci anni, non ha portato altro che false cooperative e delocalizzazioni per continuare ad operare, magari con estero vestizioni imbarazzanti. A noi sta a cuore lo stato generale del trasporto artigiano che ha saputo garantire, in anni di crisi durissima, una flessibilità eccezionale con livelli di qualità del servizio altissimi. Alla CNA-Fita interessa rafforzare ciò che funziona nei diversi modelli dimensionali d’impresa e in tal senso è disposta a collaborare. Di certo non accetterà percorsi legislativi precostituiti senza confronto e reale condivisione. Non ci opporremo ad intuizioni o a razionalizzazioni intelligenti e nell’interesse generale ma contrasteremo con ogni mezzo le “porcate” ad uso e consumo di qualche lobbista in combutta con la politica più squalificata e incapace.

IL PIANO DELLA PORTUALITA’ ITALIANO DEVE ESSERE CAPACE DI CONTENDERE I PROPRI MERCATI DALL’INVADENZA DELLA PORTUALITA’ DEL MARE DEL NORD

– Il destino della manifattura italiana in un mercato sempre più globale è legato a doppio filo a quello della portualità nazionale.

Va dunque accolto l’invito esplicito che il presidente di Confindustria Squinzi ha lanciato oggi all’assemblea di Confitarma a riformare al più presto l’ordinamento portuale italiano. Ma anche quello implicito a farlo disegnando, contemporaneamente, un piano della portualità nazionale capace di contendere i propri mercati all’invadenza della portualità del Mar del Nord.

Un piano la cui traccia è già stata disegnata in sede europea dai regolamenti Ten-T n.1315 e 1316/2013 che hanno suggerito integrazioni “porto-corridoio” tra sistemi portuali e corridori ferroviari, stradali e di navigazione interna alla cui radice meridionale i porti italiani si collocano: nell’alto Tirreno, nell’alto Adriatico, nel basso Tirreno e nel basso Adriatico oltre che con Gioia Tauro caposaldo italiano del transhipment.

Un piano che guidi gli investimenti urgenti necessari a far uscire la portualità italiana dallo stato di minorità che non vede alcun porto nazionale capace di superare il triplice esame dell’accessibilità nautica, dei grandi spazi a terra, e della capacità inoltro verso il retroterra, necessari per dare accoglienza alle navi di sempre più grande dimensione e risposta alle sempre più ampie concentrazioni oligopolistiche che dominano la catena la catena logistica sia sul lato terra sia sul lato mare.

Obiettivo che in Italia è raggiungibile solo costruendo sistemi portuali articolati in più di uno degli scali oggi retti autonomamente. Obiettivo urgente perché mentre l’Italia si attarda in piccoli conflitti tra i suoi piccoli porti i porti del Mar del Nord alzano la voce a Bruxelles come hanno fatto in questi giorni chiedendo (comunicato stampa del 14 ottobre scorso) “che i miliardi di euro che l’unione europea e pronta a spendere sulla portualità vanno spesi per migliorare le infrastrutture della portualità già oggi efficace, i porti del Mar del Nord, e non quella che potrebbe solo diventarlo, i porti mediterranei”.

Apparentemente a prescindere dai risparmi di tempo, denaro inquinamento e congestione che una politica europea di bilanciamento della sua portualità a favore Mediterraneo potrebbe avere.
Dobbiamo evitare che i porti italiani si becchino come polli di Renzo mentre i porti di Anversa, Zeebrugge, Amburgo, Brema, Rotterdam, Amsterdam, Groningen e Moerdijk riscaldano la loro zuppa alimentando il fuoco con i fondi europei.

Alla ricerca della riforma dei porti perduta

L’avevamo sognata. Ci credevamo, anche se in cuor nostro sapevamo che sarebbe finita in questo modo. E si perchè la tanto strombazzata riforma dei porti inserita dal governo nel decreto “Sblocca Italia” è già finita in soffitta. Non se ne fa nulla e il motivo principale sembra proprio la volontà del premier Matteo Renzi di cancellare definitivamente la struttura portante delle Autorità Portuali. Diciamolo. Il sogno nel cassetto dell’ex sindaco di Firenze è la privatizzazione totale del sistema portuale italiano in nome della “rottamazione” e della competitività dei mercati

Dall’altro il tandem Lupi-Serracchiani portavoce di un tentativo di “riformicchia” imperniato sull’accorpamento delle attuali 24 Authority in 15 enti (Genova-Savona, Palermo-Trapani, Napoli- Salerno e così via…) nel sacro vincolo della spending review non se la passa mica bene in mezzo ala sollevazione dei territori, all’annuncio di alcune amministrazioni portuali di ostruzionismo e sabotaggi. E come per magia se ne parlerà un altro giorno. In mezzo però c’è uno dei settori strategici più importanti del nostro paese allo sbando totale. Rotterdam e Anversa se la ridono. Anche questa è l’Europa.

Facebook

SISTRI: ANITA chiede al Governo un atto di coraggio

Dopo la recente posizione espressa dal Governo sul
SISTRI, ANITA esorta a prendere una decisione netta e definitiva
intervenendo sulla materia nella fase di conversione del Decreto
Competitività.
³La disponibilità espressa dal Sottosegretario all¹Ambiente On. Silvia Velo
ad intervenire per semplificare il SISTRI, ci lascia ben sperare ­ dichiara
il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner ­ in quanto sembra siano stati
finalmente riconosciuti tutti i limiti del sistema che, anche recentemente,
abbiamo evidenziato in una nota inviata al Ministro Galletti².
³Il SISTRI ­ prosegue il Presidente di ANITA ­ è un sistema che utilizza
dispositivi obsoleti e costosi, che non garantiscono la totale tracciabilità
dei veicoli e presenta disfunzioni per le quali non sono bastati né gli
interventi finora implementati né la riduzione della platea degli
obbligati².
³Dobbiamo guardare all¹Europa ­ continua Baumgartner - e creare un sistema
moderno, capace di interoperare  con i sistemi satellitari già installati
sui veicoli e di monitorare il ciclo dei rifiuti senza far perdere
competitività alle imprese del nostro Paese².
³L¹attuale regolamentazione ­ prosegue il Presidente di ANITA ­ sta mettendo
in grande difficoltà le imprese dell¹autotrasporto che, più di tutte le
altre categorie, hanno pagato in termini economici e stanno sostenendo,
anche in questa fase di doppio binario, oneri e costi di una certa
rilevanza².
³Dobbiamo fare in modo che tutti operino con le stesse regole ­ aggiunge
Baumgartner ­ e pertanto chiunque produca, gestisca o trasporti rifiuti
pericolosi deve garantirne la tracciabilità indipendentemente dalla
dimensione aziendale e dalla nazionalità².
³La semplificazione ­ prosegue Carlo Coppola, Presidente della Sezione
trasporto rifiuti di ANITA ­ deve essere il concetto fondamentale su cui
costruire l¹intero assetto tecnico e procedurale, regolamentare e normativo,
per far superare al SISTRI tutti i gap che lo rendono ancora incompatibile
con le esigenze operative delle aziende².
³Vogliamo continuare a lavorare ­ conclude Coppola ­  per dare al Paese e
alle imprese del settore un sistema di tracciabilità efficiente, capace di
garantire trasparenza e legalità con regole chiare e applicabili da tutti
gli operatori, ma fino a quando tutto ciò non sarà realizzato, ANITA chiede
che l¹obbligatorietà del SISTRI, anche  ai fini del contributo, deve essere
sospesa².

Dichiarazione del Presidente di Ntv Antonello Perricone

«Abbiamo ascoltato dal presidente dell’Authority un discorso ineccepibile, belle e
condivisibili intenzioni per il futuro. Noi ci auguriamo che da queste, si passi il
più velocemente possibile alla pratica. E per noi è già molto tardi. A parole, e in
sede elettorale, tutti sono sempre a favore della concorrenza, quando però occorre
dimostrarlo nei fatti, arrivano i problemi.
Per esempio, ci chiediamo se il Presidente Renzi sia a conoscenza delle conseguenze
del provvedimento sull’energia del suo governo, con il quale si mette a tappeto la
concorrenza nel trasporto viaggiatori sull’Alta Velocità.
Caricare su Ntv, così come prevede il decreto, un costo di circa 20 milioni di euro
annui per i maggiori oneri della bolletta elettrica, significa cambiare, in corsa e
in peggio, le regole del gioco e aprire le porte al ritorno di una situazione di
monopolio. Questo governo, in una situazione economica di crisi già tanto grave,
vuole davvero mettere a rischio un miliardo di euro di investimenti privati e oltre
mille giovani lavoratori? Se è davvero così, si assume una responsabilità
gravissima: uccidere la concorrenza e tornare al Medioevo del trasporto ferroviario.
Francamente, le attese su questo governo erano ben altre, non certo quelle di
azioni, così dure, contro il libero mercato».

Assoporti chiede le nomine per i porti commissariati

Stop ai commissariamenti di Autorità portuali, appello all’unità del cluster marittimo-portuale per tracciare in concreto le norme per il recupero immediato di competitività del settore, ferma richiesta a governo e parlamento per il varo in tempi brevissimi della legge di riforma.
Queste le tre proposte scaturite dal Direttivo di Assoporti, riunitosi a Napoli.
Sul commissariamento in atto di 9 autorità portuali sulle 24 esistenti, il Direttivo di Assoporti si è rivolto alle istituzioni competenti e al governo affinché si proceda con coraggio alle nomine, con il preciso obiettivo di garantire ai porti una guida salda in un momento complesso di transizione come è quello attuale.
Come già emerso dalle dichiarazioni del Presidente Pasqualino Monti, alla recente assemblea Federagenti di Trieste, esiste oggi la necessità cogente e l’opportunità di riunificare il cluster marittimo e impegnarlo in modo compatto nella definizione delle condizioni di base per il recupero di più alti standard di efficienza e per l’attuazione di una reale interazione fra porti e retro porti, traguardata a una governance logistica.
Al Direttivo di Assoporti ha partecipato, come special guest, il segretario generale dell’Imo, (International Maritime Organization), Koji Sekimizu, che si è confrontato con il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti e con gli altri presidenti, sui temi più scottanti relativi allo sviluppo della portualità mondiale e dei cambiamenti in atto nello shipping.

CNA-FITA: RENZI AFFRONTI IL NODO DELLE CONCESSIONARIE AUTOSTRADALI

L’Antitrust, su parere richiesto dal Mit, non ha dubbi: in autostrada i prezzi dei
carburanti sono più alti e fuori mercato anche a causa delle pesanti royalty che i
gestori e le compagnie petrolifere devono versare alle società concessionarie.  A
rivelarlo è un articolo de Il Fatto Quotidiano di domenica a firma della giornalista
Elena Veronelli.  Sull’ennesima denuncia mediatica non vorremmo registrare l’inerzia
politica dei Governi passati ad intervenire in modo risolutivo sul problema. La
CNA-Fita l’ha denunciato con forza più volte. La gestione delle autostrade in
concessione è fuori mercato e intollerabile e ricordiamo che l’autotrasporto e il
trasporto persone sono tra i settori più colpiti da simili oligopoli. Lo abbiamo
segnalato per la prima volta nel 2011, insieme ai gestori di carburante, lo abbiamo
ripetuto nel 2012, nel 2013 e 2014 sul tema degli aumenti intollerabili dei pedaggi
in barba ad ogni regola sulla concorrenza e sulla sostenibilità economica di simili
gestioni per gli utenti. Dal ministro Lupi, tante parole, molte promesse e pochi
fatti. Per questo CNA-Fita chiede al Governo e ai ministeri competenti (Mit e Mise)
di convocare, con la massima urgenza, l’autotrasporto per chiarire quali saranno i
provvedimenti che si intende predisporre per affrontare il caro-pedaggi e il caro
carburante in modo credibile. “Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, - ha
dichiarato Cinzia Franchini presidente nazionale CNA-Fita - ribadisco che
condividiamo l’intendimento di cambiare verso al paese e per questo gli ricordiamo
che il luogo migliore per iniziare a farlo rimane Aiscat l’associazione che
rappresenta i concessionari autostradali. Lì si deve tornare ad affrontare il nodo
delle concessioni, dei pedaggi e oggi anche il tema spinoso della concorrenzialità
nell’erogazione del carburante all’interno della rete autostradale. E’ talmente vero
ed evidente tutto ciò - ha ribadito Cinzia Franchini - che anche il presidente di
Aiscat, nonché presidente di FAI Service, Fabrizio Palenzona, continua ad inaugurare
punti vendita di carburante a ridosso degli ingressi della rete autostradale, come
per esempio l'ultimo all'uscita autostradale A33 Cuneo-Centro. Non vorremmo – ha
concluso Cinzia Franchini – che il Governo, su alcuni temi e con certe gestioni, si
trasformi anch’esso in un corpo intermedio che lo stesso presidente Renzi ha
definito inutile".
Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner