Articoli marcati con tag ‘Grandi Navi’

Grandi Navi: referendum popolare a Venezia,è plebiscito di no

Un successo senza precedenti”: è entusiasta Marta Canino nel raccontare la risposta di Venezia al referendum popolare contro le grandi navi in laguna indetto  in città. Il quesito della scheda riportava: “vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia e che non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della Laguna stessa?”. La risposta dei veneziani è stata plebiscitaria: i gazebi allestiti dalle 9 alle 18 sono stati letteralmente presi d’assalto, con code sin dal primo mattino. In questo momento, a seggi virtualmente chiusi, vi sono ancora file di persone ai banchetti e le 25 mila schede stampate per il referendum sono andate esaurite. Per consentire l’effettuazione del sondaggio popolare si sono alternati oltre 200 volontari. Alle 15 al gazebo di Santa Maria Elisabetta, al Lido, avevano votato quasi 900 persone, altre 300 agli Alberoni, oltre 500 ai Santi Apostoli. “Una cosa mostruosa – racconta Marta – abbiamo visto in fila per votare anziani in carrozzella, mamme con le carrozzine e tante famiglie”. Molti i bimbi che, al passaggio dei ‘giganti del mare’ davanti a San Marco hanno cantato come una filastrocca, “fuori le navi dalla laguna”. Andati esauriti anche tutti i gadget in vendita nei gazebo: dalle magliette alle borse, sino agli zaini che riportano gli slogan contro le navi in laguna.

Grandi Navi: studio, l’EcoPorto S.Leonardo è l’ipotesi migliore

La migliore ipotesi per risolvere il problema dell’accesso delle navi da crociera a Venezia, secondo uno studio comparativo tra i progetti in essere fatto dai professori dello Iuav Carlo Magnani e Agostino Cappelli, é l’EcoPorto San Leonardo (prospettato in una ricerca del Corila del 2010, pubblicata nel 2012). Il dato è emerso dall’analisi comparativa tra le cinque possibili soluzioni alternative con sufficiente livello di definizione prese in considerazione (Tresse Nuovo, Venis Cruise 2.0, Avamporto galleggiante alla bocca di porto di Lido e Nuovo porto passeggeri a Porto Marghera). Lo studio con questo metodologia è il primo in ordine di tempo effettuato dopo il decreto Clini-Passera ed è stato presentato in una conferenza stampa. “Abbiamo costruito – ha introdotto Magnani – una matrice di comparazione per dare un contributo alla discussione complessiva, mirando a far sì che la nostra analisi abbia un valore metodologico e di razionalità applicata”.

A illustrare la metodologia applicata è stato Cappelli, che ha premesso come “il problema delle grandi navi a Venezia è di immagine e non di sicurezza ed è per noi una forzatura averlo inserito nel decreto Clini-Passera”. “Ci ha molto preoccupato – ha sottolineato Cappelli – il fatto che il Ministero dell’Ambiente abbia valutato i progetti uno ad uno, senza analisi di confronto tra le alternative. Noi abbiamo scelto di applicare il metodo multicriteri, pur sapendo che non è compito delle Università, ma del decisore politico, definire delle procedure univoche. E sappiamo che, cambiando i pesi agli indicatori presi in considerazione, cambia anche il risultato.

Ma il San Leonardo è risultato il progetto migliore in tre dei quattro metodi presi in considerazione, con un risultato abbastanza stabile, perché bisognerebbe far cambiare i pesi in maniera rilevante per cambiare il risultato”.

Agli ultimi posti dell’analisi comparativa svolta dai due docenti si sono classificati il Tresse Nuovo, per motivi chimico ambientali, e il progetto Venis Cruise 2.0, perché collocato nel punto di massima corrente e venti più forti.

Presentato il canale “Tresse nuovo” Brugnaro: “Venezia è un’Expo vivente che può dare molto all’Italia”

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, è intervenuto questa mattina, a Ca’ Farsetti, assieme al presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, alla presentazione del progetto “Tresse nuovo”, la via d’acqua alternativa che permetterà alle navi da crociera di non passare più per il tradizionale tracciato Bacino di San Marco – Canale della Giudecca.

Il nuovo canale (vedi il comunicato dell’Autorità portuale), la cui realizzazione dovrebbe durare 20 mesi e che avrà un costo totale di 140 milioni di euro, consentirà alle grandi navi di raggiungere la Marittima grazie a un raccordo tra il Canale Malamocco – Marghera e il Canale Vittorio Emanuele. Ora, come prevede la normativa, il progetto dettagliato sarà inviato alla Regione Veneto e al Ministero delle Infrastrutture per il prosieguo dell’iter.

“Questo progetto, che per la prima volta viene presentato come proposta univoca della città – ha ribadito Brugnaro – lo avevamo già illustrato in campagna elettorale e oggi abbiamo voluto dettagliarlo per far vedere realmente a tutti quale sarà il percorso, che non prevede alcun impatto ambientale o paesaggistico”. Il primo cittadino ha poi ricordato che tutti i dubbi circa i fanghi inquinati non hanno ragione d’essere in quanto il materiale di escavo verrà posto in appositi luoghi dedicati, e l’escavo stesso sarà fatto con innovative tecniche a secco, per evitare la dispersione in acqua degli eventuali inquinanti.

“I veneziani – ha concluso il sindaco – hanno già deciso il tracciato dandoci il voto. Noi, con l’acqua ci sappiamo fare, in quanto ci conviviamo da oltre mille anni ed abbiamo in città maestranze eccezionali che sono capaci di fare cose straordinarie. Ora aspettiamo, dalla legge di stabilità, che il Governo ci dia un segnale chiaro riconoscendo la nostra specialità. Noi, da parte nostra, vogliamo salvaguardare 5mila posti di lavoro, rilanciare la nostra economia e con essa Porto Marghera, e ricordare al Governo che Venezia è un’Expo vivente, che può dare molto all’Italia e a tutta l’Europa”.

CANALE CONTORTA S.ANGELO INVIATA LA DOCUMENTAZIONE UTILE A SODDISFARE TUTTI I CHIARIMENTI RICHIESTI DALLA COMMISSIONE DI V.I.A

Ieri sera l’Autorità Portuale di Venezia ha inviato alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale la documentazione utile a soddisfare tutti i chiarimenti richiesti sul progetto di “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo”.

La documentazione integrativa è stata redatta nei tempi previsti grazie alla collaborazione delle istituzioni competenti per legge a garantire la salvaguardia della laguna (Provveditorato OO.PP ex Magistrato alle Acque) e la sicurezza della navigazione (Capitaneria di Porto) oltre che delle istituzioni scientifiche (Corila, Università e CNR) che mantengono da tempo programmi di studio sull’ambiente lagunare e la sua salvaguardia. Per dare seguito a questa utile condivisione di informazioni e per poter estendere la collaborazione anche ad altre istituti, è stato siglato un accordo che dà vita ad una task force permanente di esperti per ogni ulteriore attività di progettazione e monitoraggio del progetto del Canale Contorta S.Angelo.

La massa di studi raccolti o redatti per l’occasione consente di sottolineare la grande valenza naturalistica del progetto (…). L’escavo del canale, di cui è stata constatata l’ininfluenza sul regime idraulico della laguna grazie ad alcune verifiche modellistiche, potrà contribuire ad attuare il piano morfologico della laguna (già redatto) grazie alla ricostruzione di velme e barene per tramite di sedimi dei quali è stata già accertata (da enti terzi) la qualità. Ogni suggerimento o prescrizione della Commissione in tal senso sarà prezioso.

“Abbiamo svolto gli approfondimenti per tempo, con cura e avvalendoci all’aiuto dei massimi esperti della Laguna che sono lieto potranno accompagnarci anche nella eventuale realizzazione dell’opera – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa – Sono ancor più lieto di constatare che la “necessità ” di allontanare le navi da San Marco si stia trasformando nella “virtù” del recupero mofologico e naturalistico della laguna centrale. Mi auguro che l’impegno profuso dai tecnici, dagli uffici dell’Autorità Portuale e dagli esperti che ci hanno supportato, possa essere apprezzato e valorizzato anche dalla Commissione di VIA a beneficio della portualità italiana, della laguna di Venezia e dei lavoratori di questo importante settore che contribuisce a tenere in vita l’economia della nostra città. Mi auguro infine che vengano rispettati i tempi previsti dalla legge e che la risposta arrivi entro il 10 aprile (30 giorni) in modo tale da evitare che il perdurare dell’incertezza peggiori ulteriormente la situazione che ha visto (dall’applicazione del Clini Passera ad oggi) il contrarsi del 14% il livello di attività crocieristica a Venezia e la perdita di 594 occupati, per contare solo quelli diretti”.

Venezia, carnevale di protesta contro le Grandi Navi

Venezia si prepara a un carnevale di protesta. Il Comitato No Grandi Navi, che tra l’altro compie i tre anni di attività proprio nei giorni delle feste in maschera, ha annunciato infatti una singolare mobilitazione contro il passaggio dei grandi transatlantici nella laguna di San Marco. La “Carnival Parade” prevede in particolare una sfilata di navi “allegoriche” attraverso il Canal Grande ma anche una serie di incontri e iniziative contro l’inquinamento prodotto dai fumi delle grandi navi e contro il progetto dello scavo del canale Contorta. Nel mirino degli attivisti è finita inoltre la recente sentenza del Tar che ha dichiarato illegittimi i provvedimenti emanati dalla Capitaneria di Porto che aveva posto un tetto al numero degli ormeggi (708) e alla stazza delle navi in transito (96 mila tonnellate).

Secondo Silvio Testa, storico portavoce del Comitato No Grandi Navi, «la sentenza del Tar ha messo a nudo le forzature e i tentativi di escamotage per portare avanti lo scavo del Contorta «la situazione è azzerata, si sono persi due anni e c’è il rischio che giocando sull’emergenza ora cerchino di forzare il progetto. Pertanto, si è deciso di riprendere la mobilitazione a Carnevale, per creare attenzione e consenso. E di utilizzare questo periodo elettorale per costringere candidati sindaci e partiti a prendere posizioni critiche: tutti devono dire che non si decide se non c’è un sindaco in carica, perché non ci devono essere forzature o sgambetti prima delle elezioni. Inoltre, non ci accontentiamo di posizioni politiche che rinviano alla commissione di valutazione ambientale Via e ai tecnici per la comparazione dei progetti, ma dev’essere chiaro che il Contorta non si fa, Marghera non si fa e le navi devono restare fuori dalla laguna».

Venezia: LE CATEGORIE ESPRIMONO PREOCCUPAZIONE IN MERITO ALL’INDECISIONE DEL GOVERNO SULLE GRANDI NAVI

Confindustria Venezia, Confartigianato Venezia, CNA Venezia, Confcommercio Venezia, Confesercenti Venezia, Coldiretti Venezia, CGIL Venezia, CISL Venezia, UIL Venezia, Camera di Commercio I.A.A. di Venezia, Venezia Terminal Passeggeri SpA e Autorità Portuale di Venezia oggi riunite collegialmente hanno espresso una forte preoccupazione per l’indecisione del Governo in merito alla via alternativa per giungere alla Marittima. Una decisione, attesa da oltre due anni e più volte discussa in occasioni formali e informali, ma che ancora si sta facendo attendere.
Una mancata presa di posizione del Governo, o ulteriori ritardi nella decisione definitiva, avrebbero la sola conseguenza di offrire una soluzione automatica al problema: le navi abbandonerebbero Venezia che perderebbe così l’intero comparto crocieristico e, con esso, l’economia e l’occupazione correlata a beneficio di altri porti, non italiani.
Alla notizia che dalla stagione 2015, alcune navi (13 toccate per circa 100mila passeggeri) hanno già autonomamente deciso di spostare l’Home Port da Venezia ad Atene e Istanbul, le Categorie confermano l’urgenza di una immediata e corretta comparazione delle vie navigabili alternative e praticabili attraverso l’iter indicato lo scorso 5 novembre 2013: incardinare in una procedura di valutazione di impatto ambientale nei tempi previsti dalla Legge Obiettivo un progetto preliminare di una nuova via di accesso alla stazione di Marittima. Procedura che garantisce tempi certi e la corretta comparazione delle ipotesi alternative in modo che la decisione finale sia presa sulla base di elementi tecnici e non dietro la spinta di sentimentalismi, o peggio, di pressioni politiche.
Soluzione che non può essere rappresentata dal progetto di adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, soluzione che presenta limiti tecnici di navigabilità non ovviabili nell’immediato e che quindi viene vissuto come un mero preludio, o escamotage, al trasferimento della crocieristica a Marghera a detrimento del traffico commerciale, delle aziende che vi risiedono e dell’occupazione dell’intera area.
Il tempo stringe, è la frase conclusiva dell’incontro di oggi, fate presto perché il 30 giugno 2014 è la data ultima che le compagnie di crociera possono attendere prima di decidere autonomamente di abbandonare Venezia dal 2016, cancellando uno dei settori più vitali dell’economia veneziana e nazionale.

Infine le categorie annunciano che si riuniranno in Assemblea congiunta, coinvolgendo tutti gli imprenditori, i lavoratori e i Rappresentanti di Categoria il prossimo 16 maggio 2014.

Dichiarazione Prof. Paolo Costa, Presidente APV in riferimento alla nota inviata dai Ministeri sulla questione Grandi Navi a Venezia

“Sono lieto che le compagnie di navigazione crocieristica abbiano accolto l’invito
ad accettare in forma volontaria le limitazioni al traffico così come concordato lo
scorso 5 novembre a Palazzo Chigi e sulle quali il Tar del Veneto aveva imposto la
sospensiva.
Sono ancor più lieto perché oggi, a fronte di questo impegno, il Governo ci conferma
che entro il 2016 avremo una via d’acqua alternativa per arrivare in Marittima senza
passare davanti S.Marco. Si elimina così la sproporzione disarmonica tra le grandi
navi e il costruito veneziano senza mettere in crisi la crocieristica veneziana e
nazionale, il porto di Venezia come un tutto e l’economia veneziana e veneta”, è il
commento il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Prof. Paolo Costa alla nota
inviata dai Ministeri.

Zoppas sull’ordine del giorno unitario del Senato sulle grandi navi in laguna

Matteo Zoppas – Presidente Confindustria Venezia in relazione all’ Ordine del Giorno unitario sul transito delle grandi navi nella Laguna di Venezia approvato ieri in Senato ha dichiarato:
“Apprezziamo che tra i criteri al centro della valutazione comparativa dei progetti siano stati inseriti “l’impatto sull’economia di settore nella fase transitoria e la continuità dell’offerta crocieristica”.
E’ per noi un risultato importante, frutto dell’appello che abbiamo lanciato insieme alle altre associazioni di categoria e delle rappresentanze sindacali veneziane. I senatori hanno finalmente preso atto della nostra preoccupazione rispetto alle gravi ricadute economiche e occupazionali che potrebbero verificarsi a causa dell’incertezza decisionale. Aspetto che, all’interno del dibattito politico di questi mesi, era stato fortemente sottovalutato.
Rimaniamo tuttavia perplessi rispetto ai tempi prospettati, che continuano ad allungarsi.
Rimandare di altri tre mesi la soluzione sulla scelta progettuale, escludendo poi l’inserimento in Legge Obiettivo, potrebbe vanificare i molti sforzi fatti nel mantenere aperto il dialogo con le compagnie di navigazione in merito alle garanzie della programmazione crocieristica.
Ci aspettiamo quindi che il Governo possa stringere i tempi della decisione posto che tre mesi, con le fibrillazioni politiche che il nostro Paese non si fa mai mancare, potrebbero rivelarsi lunghissimi.”

Venezia: grandi navi; ricorso al Tar di Vpt contro limiti

Un ricorso al Tar contro le limitazioni al passaggio delle grandi navi da crociera in bacino San Marco a Venezia, decise nel mesi scorsi nel corso di una riunione interministeriale, sarà presentato da Venezia Terminal Passeggeri (Vtp). Lo ha annunciato la stessa società che gestisce il traffico crocieristico definendo “illegittimi” i provvedimenti, in assenza – rilevano – di uno specifico decreto interministeriale, che dovrebbero vietare dal gennaio 2015 il transito davanti alla celebre Piazza delle navi superiori a 96mila tonnellate. In particolare Vtp ritiene dannoso che non si sia ancora provveduto a sbloccare l’iter per la realizzazione di una via alternativa al transito in bacino. Una ‘rotta’ già indicata nello scavo del canale Contorta-Sant’Angelo. Vpt, come ha indicato il presidente Sandro Trevisanato, proverà a ottenere giustizia dal Tribunale Amministrativo entro febbraio poiché a marzo Miami ospiterà il congresso delle compagnie crocieristiche che per quella data dovranno avere pronti i programmi 2015. Il ricorso Vtp, come indicato alla stampa locale, punta a rendere, in alternativa, valido il decreto Clini-Passera che prevedeva l’introduzione dei divieti di transito in bacino solo dopo la realizzazione di vie alternative

APVenezia: Sulle grandi navi è il momento di decidere

É scaduto il tempo delle idee fantasiose e dei
gesti plateali, come i tuffi in canale della Giudecca o gli atti vandalici
compiuti contro il ricevimento crocieristi all'aeroporto Marco Polo - più
esecrabili di quanto non si sia fatto in questi giorni.
Dopo aver riconosciuto a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni,
va accolta con favore la sollecitazione del Presidente del Consiglio Enrico
Letta. Bisogna passare all'esercizio del "diritto-dovere" di formulare i
pareri previsti dalla legge e del "dovere" di prendere le decisioni delle
quali si portano le responsabilità.
È giusto ascoltare tutti, ma bisogna che a decidere sia chi ne ha la facoltà
per legge.
E la decisione sulla "via navigabile alternativa al passaggio delle navi di
stazza superiore alle 40.000 tonnellate davanti san Marco e lungo il canale
della Giudecca" dovrà essere presa autonomamente dall'Autorità marittima
(Capitaneria di Porto) con proprio provvedimento.
Provvedimento al quale l'Autorità Portuale concorrerà lealmente con i pareri
dovuti per fornire tutti gli elementi necessari ad una valutazione
complessiva, corretta e, ci auguriamo, definitiva.
Ogni altro temporeggiamento, chiacchiera, difesa di interessi di parte,
soluzione temporanea e non risolutiva (o peggio), che non preveda una misura
definitiva di lungo termine, avrà la sola conseguenza di accantonare di
nuovo il problema e di non far raggiungere l'obiettivo primario voluto da
tutti, in primis dall’Autorità Portuale: togliere le navi da San Marco.
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