Articoli marcati con tag ‘Iata’

Il Check-in del futuro sarà un tunnel

International Air Transport Association (IATA), durante la riunione annuale a Singapore, ha presentato un prototipo di “Checkpoint”. Niente più spogliarelli ma un tunnel che evita perdite di tempo e consente la verifica del passaporto, della persona che vi cammina e del suo bagaglio a mano. E se viene rilevato qualcosa di sospetto scatta un allarme.

Sarebbe anche la fine del passaggio individuale.

Attraverso l’Icao, 19 governi, compresi gli Stati Uniti, stanno lavorando per definire gli standard per un checkpoint del futuro.

Iata: tiene la domanda di viaggi di lavoro

I voli Business e Cargo che non cedono, sono sintomo di una buona economia

SINGAPORE (Reuters) – Notizie incoraggianti per l’economia mondiale dalle linee aeree: voli cargo e business ancora solidi.

Brian Pearce, capo economista dell’Associazione internazionale per il trasporto aereo (Iata): “I viaggi di lavoro sono ancora solidi. C’è stato un calo a causa del terremoto giapponese ma non ci aspettiamo che sia permanente” … “Si vedono le economie asiatiche, sudamericane e molte africane fare al momento estremamente bene. Non risentono di alcuno dei problemi del debito che attualmente vediamo in molte economie europee”.

Circa il 35% del commercio globale per valore si muove attraverso gli aeroporti.

In settimana, Iata ha dimezzato le sue previsioni per i profitti nell’industria da 8,6 miliardi di dollari a 4 miliardi.

Rallentamento a febbraio per il traffico aereo

Traffico aereo in calo a febbraio secondo lo Iata

A febbraio il traffico passeggeri ha riportato un aumento del 6 per cento mentre quello cargo del 2,3 per cento rispetto allo stesso mese del 2010. Un aumento decisamente più basso rispetto a quello riportato a gennaio, quando passeggeri e cargo erano cresciuti rispettivamente dell’8,4 e dell’8,7 per cento. La difficile situazione politica in Medio Oriente e Nord Africa a febbraio ha infatti portato ad un taglio del traffico internazionale di circa l’1 per cento. Inoltre il drammatico calo del trasporto merci è dovuto al Capodanno cinese, che quest’anno è caduto nella prima metà del 2011. «Un’altra serie di difficoltà stanno intaccando la ripresa dell’industria. Dopo che i disordini dalla Tunisia e dall’Egitto si sono diffusi in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, la crescita della domanda nella regione ha fatto un passo indietro. Il tragico terremoto e lo tsunami in Giappone porteranno sicuramente ad un ulteriore rallentamento della domanda a marzo. I fondamenti dell’industria sono buoni ma circostanze straordinarie hanno reso il primo trimestre del 2011 molto difficile», ha commentato Giovanni Bisignani, direttore generale e ceo della Iata. Febbraio ha segnato anche un calo del load factor sia cargo che passeggeri, segnando rispettivamente per i settori la perdita di 4 e di 2,2 punti percentuali.

Lo Iata abbassa le stime per il 2011

Lo Iata dimezza le stime per il 2011

La Iata ha abbassato le stime per i profitti del 2011 a 8,6 miliardi di dollari, dai 9,1 miliardi che aveva predetto a dicembre. Si tratta di un dimezzamento (-46%) rispetto ai 16 miliardi guadagnati dall’industria nel 2010. Su entrate attese per 594 miliardi di dollari, gli 8,6 miliardi significano un margine di profitto dell’1,4 per cento. «La situazione politica in Medio Oriente ha portato il petrolio a salire oltre i 100 dollari a barile, un costo molto più elevato rispetto a dicembre, quando le stime erano state fatte su un costo di 84 dollari a barile. Allo stesso tempo, adesso si prevede che l’economia mondiale crescerà del 3,1 per cento quest’anno, lo 0,5 per cento in più rispetto a quanto predetto tre mesi fa. Ma entrate più forti forniranno solo una parziale compensazione ai costi più elevati. I profitti saranno dimezzati rispetto allo scorso anno e i margini saranno patetici», ha detto Giovanni Bisignani, direttore generale e ceo della Iata.

2010 da record per Iata: il più basso tasso d’incidenti aerei di sempre

nel 2010 il più basso tasso di incidenti aerei di sempre secondo lo Iata

Il 2010 ha registrato il tasso annuo piu’ basso di incidenti nella storia dell’aviazione. Lo afferma la Iata (l’associazione internazionale del trasporto aereo di cui fanno parte 234 compagnie aeree) sottolineando che ”l’aereo e’ ancora il mezzo di trasporto piu’ sicuro”. In particolare, il tasso globale di incidenti (misurato in perdite di aeromobili, cioe’ rimasti distrutti o gravemente danneggiati tanto da non essere riparabili), per milione di voli di aerei costruiti in Occidente e’ stato dello 0,61, cioe’ un incidente ogni 1,6 milioni di voli.

Si tratta, spiega la Iata, di un significativo miglioramento rispetto al tasso dello 0,71 registrato nel 2009 (un incidente per 1,4 milioni di voli) e il tasso 2010 e’ stato di poco inferiore a quello del 2006, che fu dello 0,65. Paragonato a dieci anni fa, il tasso di incidenti e’ stato ridotto del 42% rispetto a quello registrato nel 2001.

In cifre assolute, il 2010 ha visto i seguenti risultati: 2,4 miliardi di persone hanno viaggiato in sicurezza su 36,8 milioni di voli (28,4 milioni su aerei jet, 8,4 milioni su aerei a turboelica); 17 incidenti ‘hull loss’ hanno riguardato aeromobili costruiti in Occidente rispetto ai 19 del 2009; 94 incidenti – velivoli di ogni tipo, costruiti sia in Occidente che in Oriente – rispetto ai 90 del 2009; 23 incidenti mortali (velivoli di ogni tipo) rispetto ai 18 del 2009; 786 vittime rispetto alle 685 del 2009. Le compagnie aeree che fanno parte della Iata hanno registrato dati migliori rispetto alla media del settore, con un tasso di incidenti per jet costruiti in Occidente dello 0,25.

Il tasso equivale a un incidente ogni quattro milioni di voli. Nel 2010 i ”runway excursions”, ovvero gli incidenti che accadono quando un velivolo esce di pista durante il decollo o l’atterraggio, sono stati ancora una volta la causa piu’ comune di incidenti, con il 21% di tutti gli incidenti nel 2010 (contro il 26% del 2009). Il numero di incidenti per uscite di pista e’ calato del 13% (20 contro 23 nel 2009) e i membri Iata hanno ridotto i loro incidenti per uscita di pista del 43% dal 2008 (4 contro 7 nel 2008).

Circa il 35% in fase di atterraggio e’ avvenuto su piste bagnate. Un’altra causa importante di uscite di pista durante l’atterraggio e’ un ”avvicinamento instabile”, in cui il velivolo si avvicina troppo velocemente, troppo alto, o tocca terra oltre il punto previsto di atterraggio sulla pista. Il ”ground damage” (che riguarda i danni sopravvenuti durante la movimentazione a terra degli aeromobili) e’ responsabile dell’11% di tutti gli incidenti del 2010, ed e’ migliorato dal 17% del 2008.

”La sicurezza e’ una sfida costante – ha rilevato Bisignani – Il nostro settore e i governi devono accelerare i loro sforzi per la condivisione dei dati. La sicurezza non e’ un problema di competizione tra le compagnie aeree e i governi. Migliorare e’ nell’interesse di tutti. Con la condivisione dei dati e le migliori pratiche continueremo a ottenere dei miglioramenti per rendere ancora piu’ sicuro un settore sicuro”, ha detto Bisignani.

Bisignani: ora che è cresciuta la domanda bisogna puntare al profitto

Il ceo della Iata ottimista sul futuro del traffico aereo merci e passeggeri

Rialzo dei passeggeri dell’8,2% e aumento delle merci del 20,6%: questi i dati di traffico diffusi dalla Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo, per il 2010. La crescita della domanda, sottolinea l’associazione, ha superato la capacità del 4,4% per i passeggeri e dell’8,9% per il cargo, il load factor medio passeggeri per l’anno appena concluso è stato del 78,4%, con un miglioramento del 2,7% rispetto al 2009, mentre quello per il cargo ha registrato un +5,2% attestandosi al 53,8%.
I volumi di traffico aereo a dicembre, rispetto ai livelli all’inizio del 2008 precedenti alla recessione, sono stati più alti del 4%, nel cargo soltanto dell’1%; tuttavia i volumi sono scesi del 5% rispetto al picco-boom del periodo post-recessione all’inizio del 2010. «Il mondo si sta muovendo di nuovo», ha commentato Giovanni Bisignani, direttore generale e ceo della Iata. «Dopo il più grande calo di domanda della storia dell’aviazione nel 2009, le persone hanno cominciato di nuovo a muoversi e a fare affari. Le compagnie hanno chiuso l’anno ad un livello superiore rispetto ai volumi del 2008, ma con margini di profitto patetici, pari al 2,7 per cento. La sfida ora è quella di trasformare la domanda in profitto». Le difficili condizioni meteo in Europa e in Nord America a dicembre hanno frenato la ripresa del settore. È stimato che questo taglierà dell’1% il traffico totale della domanda per il mese in questione. Come risultato la domanda passeggeri è scesa al 4,9% rispetto ai livelli dell’anno precedente, significativamente più bassa rispetto all’8,2% registrata a novembre. L’Europa è stato il continente più duramente colpito con una crescita lenta pari al 3,3% nell’ultimo mese dell’anno.

Iata: 800 milioni di passeggeri in più entro il 2014

La iata prevede un considerevole aumento dei passeggeri entro il 2014

Entro il 2014 i passeggeri cresceranno di 800 milioni di unità rispetto al 2009, salendo a quota 3,3 miliardi dai 2,5 miliardi di due anno fa. In rialzo di 12,5 milioni di tonnellate anche il cargo che sarà trasportato, che passerà così da 26 milioni a 38 milioni di tonnellate. È quando rivela la Iata, l’associazione internazionale del trasporto aereo, nello sue ultime previsione, sottolineando che la Cina darà il contributo più grande a questa crescita. Degli 800 milioni di passeggeri in più attesi nel 2014, infatti, 360 milioni, vale a dire il 45 per cento, viaggeranno sulle rotte dell’Asia Pacifico e di questi 214 milioni saranno associati con la Cina (181 milioni sulle rotte domestiche e 33 milioni sulle rotte internazionali). Gli Stati Uniti resteranno il più grande mercato unico per voli domestici (671 milioni) e internazionali (215 milioni).

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