Articoli marcati con tag ‘impatto ambientale’

Calo delle emissioni di CO2 grazie alla piattaforma di trasporti di TimoCom

TimoCom, gestore della più grande piattaforma di trasporti d’Europa, dà un prezioso contributo alla tutela dell’ambiente con le sue applicazioni per l’ottimizzazione delle capacità di carico dei camion. L’impatto del software per la logistica sulle emissioni di CO2 e sulla redditività è stato oggetto di un recente studio condotto dalla società italiana GreenRouter. Il risultato è sorprendente per le sue implicazioni future.

Nessuna discrepanza fra ecologia ed economia

Lo studio, commissionato dal cliente TimoCom Ernesto Rampinini Srl, fornitore italiano di servizi di trasporto e logistica, analizza l’impiego di risorse naturali in rapporto allo sfruttamento delle capacità di carico dei camion utilizzati, applicato ai chilometri percorsi. Per ottenere risultati significativi, sono stati presi in esame due diversi periodi: da un lato, gli anni 1999 – 2003, in cui l’azienda non faceva ancora ricorso alle applicazioni del fornitore IT, dall’altro gli anni a partire dal 2004, con l’uso della piattaforma di trasporti TimoCom.

La start-up italiana GreenRouter misura e analizza, con l’omonimo strumento, le emissioni di CO2 della supply chain. Lo studio condotto indica, nell’esempio preso in esame, una riduzione del 23% delle emissioni di CO2 per ogni chilometro percorso, già nei primi due anni di utilizzo di TimoCom rispetto ai quattro anni precedenti senza l’impiego della piattaforma di trasporti più grande d’Europa. Tutto ciò con il contemporaneo aumento del 30% dello sfruttamento della capacità di carico, che, oltre a dimostrare l’efficienza dei prodotti TimoCom, implica per il cliente anche un incremento della redditività del 15% grazie alla riduzione dei viaggi senza carico. Se si considera che i servizi TimoCom sono fruibili versando una flat rate e che consentono la disposizione contemporanea di più mezzi da più postazioni di lavoro, si comprende anche che le tecnologie rispettose dell’ambiente non devono essere per forza costose e antieconomiche. Al contrario.

La logistica sostenibile (green logistics) inizia in ufficio prima ancora che sulla strada

Oltre alla tradizionale funzione di borsa di carichi e mezzi, che permette di ridurre i viaggi senza carico, costosi e impattanti, TimoCom fornisce anche altre applicazioni utili per la disposizione delle merci e in grado di aiutare l’ambiente.

Ad esempio, la nuova funzione “Documenti” all’interno della directory aziendale. Grazie alla possibilità di caricare i documenti più richiesti, necessari all’esecuzione degli incarichi di trasporto, il disponente risparmia tempo prezioso. Inoltre, la digitalizzazione dei documenti riduce il consumo di carta, salvaguardando così le risorse naturali.

Nella piattaforma di trasporti è integrato anche il TimoCom Messenger, che permette all’utente di contattare via chat potenziali partner commerciali singolarmente o nell’ambito di un’offerta. La possibilità di condurre più conversazioni contemporaneamente aumenta le chance di stipulare più accordi per incarichi di trasporto, ridurre i viaggi senza carico, accrescere il fatturato e risparmiare sul carburante e sulle emissioni di CO2.

Per ogni azienda della supply chain è fondamentale analizzare e rivedere i propri processi nell’ottica della salvaguardia ambientale. Aprendosi alle nuove tecnologie che migliorano l’efficienza, non ci si limita solo ad assicurarsi l’ingresso nell’era dell’industria 4.0 e a mantenere la competitività, ma grazie all’uso di applicazioni come la piattaforma di trasporti di TimoCom si sostiene direttamente anche la logistica sostenibile, uno dei pilastri dell’era digitale.

BiciRoma: Nexive promuove un nuovo modello di mobilità sostenibile e annuncia il primato italiano nell’utilizzo di bici per servizi postali a impatto zero

Nexive - primo operatore postale privato in Italia – conferma il proprio spirito green e la propria sensibilità per il mondo delle biciclette supportando la 12° edizione di BICIROMA, l’evento ciclistico che animerà la capitale questo weekend dal 6 all’8 maggio in concomitanza con la partenza del Giro d’Italia in Olanda. In particolare Nexive, parte del Gruppo Olandese PostNL, supporta “Pedalata Arancione”, la biciclettata per promuovere la mobilità sostenibile che si terrà domenica 8 maggio alla presenza dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi e della rappresentanza italiana della Commissione Europea. In occasione dell’evento Nexive annuncia un nuovo importante primato: è il primo operatore postale per numero di bici utilizzate in Italia.

L’ecosostenibilità è infatti parte del DNA di Nexive, che si impegna da sempre per ripensare i processi di business in modo da ridurre il proprio impatto ambientale, puntando anche sull’impiego quotidiano di biciclette per effettuare le consegne di corrispondenza e pacchi leggeri in città. Dall’indagine effettuata nell’ambito del progetto Cyclelogistics, finanziato dall’Unione Europea per ottimizzare i consumi energetici derivanti dal trasporto merci, Nexive è infatti risultato il primo operatore postale italiano per numero di bici.

La flotta di Nexive è costituita per il 34% da mezzi a pedali Made-in-Italy: 415 biciclette che viaggiano in tutta Italia percorrendo oltre 1 milione di chilometri all’anno per raggiungere l’80% delle famiglie italiane e consegnare mediamente 100 milioni di buste e 1 milione di pacchetti leggeri. Un risparmio significativo in termini di impatto ambientale: oltre 10 Tonnellate di emissioni di Co2 evitate all’anno. In virtù dei vantaggi ambientali, economici e sociali, Nexive continuerà a investire in ciclologistica ampliando la propria flotta con nuove biciclette a pedalata assistita che possano sostituire gli scooter per i tragitti più lunghi e con dislivelli impegnativi permettendo di effettuare ancora più consegne a mezzo bici e di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle operazioni di business.

Siamo entusiasti di partecipare a BiciRoma, perché crediamo nell’opportunità di promuovere anche nella Capitale un modello di mobilità più sostenibile. Ereditando dalla casa madre olandese, la propensione di all’uso di biciclette per effettuare il servizio di recapito, Nexive ha mantenuto fede anche in Italia all’impegno per consegnare a impatto zero, recuperando al contempo efficienza nella delivery nei centri storici e nelle aree urbane a più alta densità abitativa”, ha dichiarato Maria Laura Cantarelli, Public Affairs and Corporate Communication Director di Nexive. “Siamo orgogliosi di essere il primo operatore postale per numero di bici utilizzate in Italia e il sempre crescente impiego di mezzi a pedali in alternativa a quelli a motore fa parte del nostro agire responsabile, che ci vede costantemente impegnati per ridurre il nostro impatto ambientale. Crediamo nell’utilità di ripensare i processi di business in una logica di eco-sostenibilità, come testimonia anche la partecipazione al progetto Cyclelogistics per ottimizzare i consumi energetici derivanti dal trasporto merci e il nostro recente accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per promuovere le performance ambientali del settore postale”.

Giornata della Terra: Nexive compensa 790 Tonnellate di CO2 e promuove il riciclo da parte degli italiani con 500 milioni di eco-buste

In occasione della Giornata della Terra, Nexive - primo operatore postale privato in Italia – riconferma il proprio impegno per ridurre l’impatto ambientale e annuncia i risultati del progetto di compensazione che ha portato avanti nell’ultimo anno e che le ha consentito di compensare 790 Tonnellate di CO2 equivalenti grazie alla piantumazione di 650 alberi in Kenya e Senegal.

La foresta Nexive è il risultato di un progetto realizzato insieme alla green company Treedom, che ha supportato Nexive nel calcolo dell’impatto ambientale delle attività di business svolte da Nexive, in termini di emissioni in atmosfera di gas serra (GHG). La scelta di piantare 70 alberi da frutto e 580 Meliacee dotate di proprietà medicamentose e arricchenti per il terreno in Africa, ha importanti risvolti sociali, oltre che ambientali, legati all’impiego di cooperative locali per l’attività agricola e alla disponibilità dei frutti per le popolazioni autoctone.

Non solo, l’impegno di Nexive per ridurre il proprio impatto ambientale si riflette anche nel core business con l’impiego di materiali riciclati e riciclabili per le oltre 500 milioni di buste che arrivano annualmente nelle mani di più dell’80% delle famiglie italiane, semplificandone il processo di raccolta differenziata. Nexive è stato infatti il primo operatore postale ad aver sostituito le buste standard con eco-buste con finestrelle fatte di glassine paper di cellulosa e anche i sacchetti per la consegna di oggetti acquistati tramite e-commerce sono a basso impatto ambientale poiché ricavati da plastica riciclata, che consente di ridurre fino al 60% le emissioni di CO2 e impiegare meno di un decimo del petrolio normalmente usato.

Inoltre Nexive fa leva su un modello di business eco-sostenibile per le proprie attività quotidiane, grazie all’impiego di biciclette per la consegne, all’utilizzo di energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili e alla sostituzione del 40% degli articoli di cancelleria con alternative green.

La Giornata della Terra deve spingere a riflettere sull’importanza dell’ambiente come patrimonio da difendere per le generazioni a venire e ogni azienda non può prescindere dall’agire in modo responsabile puntando a ridurre il proprio impatto ambientale. Nexive s’impegna da sempre in questa direzione e siamo orgogliosi delle 790 Tonnellate di CO2 equivalenti compensate grazie al nostro progetto. Non solo ma crediamo nell’utilità di ripensare i processi di business in una logica di eco-sostenibilità, come testimonia l’impiego di eco-buste che facilitano la pratica del riciclo da parte degli italiani e il nostro recente accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per promuovere le performance ambientali del settore postale”, ha dichiarato Maria Laura Cantarelli, Public Affairs and Corporate Communication Director di Nexive.

Lo Scania Demo Centre di Södertälje è amico dell’ambiente

Allo Scania Demo Centre di Södertälje, in Svezia, i carburanti fossili sono banditi. Da novembre 2015, infatti, tutti i veicoli nel centro prove sono alimentati con carburanti rinnovabili, con particolare attenzione all’olio vegetale idrotrattato (HVO), gas, ed etanolo.

Durante l’alta stagione lo Scania Demo Centre ospita circa 200 visitatori al giorno, fra clienti, giornalisti, e personale dell’azienda. Ogni anno, in totale circa 10.000 visitatori provenienti da tutto il mondo arrivano per testare i veicoli più recenti di Scania.

L’aspetto altamente innovativo, per i visitatori, è adesso rappresentato dal fatto che i test drive sono ancora più rispettosi dell’ambiente. Tutti i veicoli Euro 5 ed Euro 6 disponibili presso il circuito di prova, infatti, non utilizzano combustibili fossili. Professionisti del settore e rappresentanti di diverse aziende di logistica hanno avuto la possibilità di testare la nuova flotta di Scania.

«Stiamo dimostrando che siamo all’avanguardia e che i nostri veicoli sono quelli con il più basso impatto ambientale del settore – afferma Susanne Weigl, responsabile dello Scania Demo Centre – L’utilizzo di veicoli industriali come mezzo di trasporto è stato criticato in passato, da un punto di vista ambientale, ma ora stiamo per fare un importante passo in avanti»

FedEx pubblica il Global Citizenship Report 2016

 A livello globale, nel FY15, FedEx ha investito oltre 53 milioni di
USD in programmi per le comunità, concentrandosi soprattutto su
attività di soccorso e recupero in caso di calamità, opportunità di
lavoro per i giovani svantaggiati e comunità più sicure e
sostenibili. L'azienda ha inoltre annunciato l'intenzione di
investire 200 milioni di USD in oltre 200 comunità nel mondo entro
il 2020 per creare opportunità e contribuire a un cambiamento
positivo a livello globale.

Sviluppo economico
Forza lavoro diversificata, base fornitori e cultura aziendale hanno consentito a
FedEx di offrire un servizio migliore ai clienti. FedEx ha speso 6,7 miliardi di USD
presso fornitori come imprese di piccole dimensioni, di proprietà di donne o di
minoranze.  I clienti che hanno cercato informazioni sulla corporate citizenship e
sui dati relativi alle emissioni di anidride carbonica dell'azienda nell'ambito del
processo di acquisto hanno rappresentato 6,2 miliardi di USD di ricavi nel FY15.

Ambiente
FedEx ha sottoscritto un accordo con Red Rock Biofuels, con sede in Colorado, USA,
per l'acquisto di carburante alternativo per aeromobili prodotto con scarti di
legname.  A partire dal 2017, FedEx mescolerà i primi 6 milioni di galloni di questo
carburante per aeromobili nell'hub di Oakland, California, per riuscire a produrre
almeno 48 milioni di galloni nel corso di un periodo di 8 anni.  Nel FY15 sono stati
aggiunti nuovi impianti a energia solare portando a 15 il totale complessivo di
quelli a nostra disposizione e contribuendo a evitare più di 4.600 tonnellate di
emissioni di CO2.

Collaboratori
Le misure di sicurezza dell'azienda mostrano costanti miglioramenti. Nel FY15, il
Lost Time Injury Rate (LTIR) è migliorato del 4%.  Il tasso degli incidenti
registrabili evitabili dei veicoli è migliorato di quasi il 6%.

UNILEVER: NUOVO TRAGUARDO “RIFIUTI ZERO” COME OPPORTUNITA’ DI BUSINESS

Unilever, che solo pochi mesi fa annunciava il raggiungimento di un importante traguardo, diventando un’azienda “Rifiuti Zero” a livello Europeo, conferma oggi che tutti i rifiuti e i prodotti obsoleti, provenienti da oltre 600 siti in 70 paesi – fabbriche, hub logistici, depositi e uffici - vengono riutilizzati e non finiscono quindi nelle discariche.

Questo risultato è stato ottenuto grazie all’applicazione dell’approccio delle 4R – Reducing, Reusing, Recovering, Recycling – che Unilever adotta per implementare modelli produttivi circolari lungo tutta la catena del valore tramite l’impiego ti tecnologie innovative e il riutilizzo delle risorse in modi alternativi. Oggi, ad esempio, Unilever trasforma i residui di produzione in componenti edili, concimi e altri materiali ottimizzandone così l’impatto ambientale.

I continui sforzi per raggiungere l’obiettivo “zero rifiuti in discarica” si inseriscono appieno nello Unilever Sustainable Living Plan, il piano per la crescita sostenibile dell’azienda che, tra gli obiettivi, si pone quello di raddoppiare il fatturato dimezzando l’impatto ambientale. Per Unilever, il recupero e il riciclo dei rifiuti non pericolosi, hanno dimostrato di costituire un’evidente opportunità di business che ha permesso un risparmio di €200 milioni e la creazione di centinaia di posti di lavoro.

Per poter coinvolgere un numero sempre maggiore di realtà affinché possano implementare questo approccio, Unilever lavora a stretto contatto con fornitori, partner e altre organizzazioni nella convinzione che un business sostenibile sia un vantaggio per chiunque. In questo senso, nell’estate 2016, l’azienda avvierà una collaborazione con la piattaforma 2degrees grazie alla quale potrà aspirare ad espandere l’approccio “zero waste” raggiungendo aziende e industrie e fungendo da esempio per un network che possa fare leva sullo stesso modello.

Pier Luigi Sigismondi, Chief Supply Chain Officer di Unilever, spiega: “Sono estremamente fiero del traguardo raggiunto grazie al lavoro delle nostre persone e delle realtà con cui collaboriamo ma, certamente, rimane molto lavoro da fare per poter ispirare un cambiamento su larga scala. È ora di accelerare verso un mondo a rifiuti zero e la collaborazione con 2degrees ci permetterà di condividere risultati ed esperienze per poter incoraggiare altre aziende a fare lo stesso per procedere insieme verso questo ambizioso obiettivo comune.”

L’obiettivo “zero rifiuti in discarica”, oltre che a rispondere alla strategia di crescita sostenibile di Unilever limitando lo spreco di risorse, contribuisce a combattere il cambiamento climatico. Ogni anno infatti viene prodotta, a livello globale, una quantità di rifiuti solidi pari a 1,3 miliardi di tonnellate – di cui l’80% viene mandato in discarica – che causa, in fase di smaltimento, pesanti emissioni di CO2. Tuttavia, se da un lato l’impatto ambientale generato dalle operations di Unilever si abbassa ulteriormente con il traguardo annunciato oggi (5%), quello che deriva dall’utilizzo dei prodotti è di gran lunga maggiore (70%), così come quello che deriva dall’approvvigionamento delle materie prime (25%). Per questo motivo, partendo dalla convinzione che la propria responsabilità in ambito ambientale sia distribuita lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, l’azienda continuerà a lavorare per ridurre la sua impronta diretta (attraverso l’innovazione di processo) e indiretta (attraverso la sensibilizzazione e la corretta informazione al consumatore), nell’auspicio che sempre più soggetti prendano parte al cambiamento, anche attraverso piccole azioni che, possono fare la differenza.

ENAC: Presentata la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al Piano di Sviluppo dell’Aeroporto di Roma Ciampino

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha presentato oggi, 4 febbraio 2016, presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’istanza di avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) relativa al Piano di Sviluppo dell’Aeroporto di Roma Ciampino, approvato in linea tecnica dall’Ente e sviluppato fino al 2044.
Il Piano prevede una sensibile riduzione del volume di traffico e interventi finalizzati alla sola riqualifica delle infrastrutture esistenti.
La procedura di attivazione della V.I.A. per l’Aeroporto di Roma Ciampino è stata presentata ai sensi dell’art. 23 del Decreto Legislativo 152/2006 “Codice dell’Ambiente”, ovvero secondo le modalità previste per la procedura ‘ordinaria’. Nel novembre del 2015, invece, per lo stesso Piano, era stata presentata l’istanza ‘speciale’ per la V.I.A., sulla base delle previsioni contenute nell’articolo 71, comma 3-bis del Decreto Legge. n. 1 del 24/01/2012, convertito con legge 37/2012 che classificava come opere strategiche gli interventi ricompresi nei Piani di Sviluppo degli aeroporti gestiti dalle società che hanno sottoscritto Contratti di Programma in deroga. Questa ultima previsione normativa è stata abrogata per effetto dell’articolo 9 comma 3 del Decreto Legge n. 185 del 25/11/2015 convertito con legge n. 9 del 22/01/2016, e ha portato, pertanto, l’ENAC a ripresentare l’istanza come da procedura ordinaria.
La documentazione relativa all’iter avviato oggi dall’ENAC è disponibile sulle pagine dedicate alla V.I.A. sul sito web del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Allarme smog, il treno il mezzo più ecologico

n Italia nel 2015 vince il treno.

I viaggiatori che quest’anno hanno scelto il Frecciarossa tra Roma e Milano hanno infatti fatto risparmiare all’atmosfera circa un milione di tonnellate di CO2, 10 tonnellate di pM10, 6000 tonnellate di NOx e 500 tonnellate di idrocarburi non metanici che sarebbero state emesse se avessero viaggiato in auto.

Proprio in queste due città gli elevati valori delle polveri sottili, registrati in questi ultimi giorni, hanno imposto le targhe alterne o addirittura il blocco delle automobili private.

Roma, Milano come tutte le città italiane hanno estremo bisogno di sistemi di mobilità integrati e intelligenti, per questo motivo il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, sempre in linea al processo di modernizzazione del Paese, è impegnato nello sviluppo di un ampio progetto di mobilità integrata e sostenibile.

Progetto che riguarda anche le linee del trasporto regionale, percorse giornalmente da circa 1,8 milioni di pendolari su più di 6mila treni; grazie alla loro scelta responsabile di rinunciare all’automobile, nel 2015 sono stati risparmiati all’atmosfera: 5,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica, 73mila chilogrammi di particolato (pM10 e pM2,5), 22mila tonnellate di ossidi di azoto e 2mila tonnellate di idrocarburi.

L’impegno del Gruppo FS Italiane per una mobilità sempre più sostenibile nel trasporto regionale è inoltre testimoniato dalla gara record di 4,5 miliardi per l’acquisto di 500 nuovi treni per i pendolari che si aggiungono ai due miliardi e mezzo di euro già investiti per ammodernare la flotta e la qualità dei servizi ai pendolari.

Il Gruppo FS Italiane contribuisce anche così al miglioramento della qualità della vita di milioni di cittadini, promuovendo soluzioni di mobilità sempre più vantaggiose e sostenibili.

FS Italiane: Elia firma carta impegni per riduzione impatto ambientale

Ridurre l’impatto ambientale e il consumo di energia delle società del Gruppo, anche stimolando il trasferimento modale verso la ferrovia nei mercati nazionali e internazionali, sono alcune delle azioni illustrate nella Carta sulla riduzione dell’impatto ambientale, elaborata da UIC (International Union of Railways) e firmata dall’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane, Michele Mario Elia, con la quale il Gruppo FS Italiane conferma il proprio impegno nello sviluppo e nel perseguimento di politiche rivolte alla sostenibilità.

In qualità di Acting Chairman dell’UIC Elia, in carica  lo scorso agosto, presenterà la Carta il prossimo 28 novembre a Parigi, durante la campagna “Train to Paris” della UIC.

Alla presenza del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane entrerà nel merito degli impegni: ridurre il consumo energetico dell’azienda, diminuire le emissioni di CO2, agire per il trasferimento modale, comunicare all’esterno queste buone pratiche per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento ambientale.

“Il settore ferroviario – afferma l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane – rappresenta una modalità di trasporto efficiente e dal minor impatto ambientale, tuttavia riconosciamo la nostra responsabilità relativa alla necessità di un ulteriore miglioramento. Questo impegno fissa obiettivi ambiziosi ma raggiungibili”.

Train to Paris

Campagna che coinvolge tutte le ferrovie del mondo, coordinata dalla UIC, che ha come obiettivo aumentare la consapevolezza del ruolo che ha il trasporto sostenibile e in particolare il trasporto ferroviario a basse emissioni di carbonio.

YOKOHAMA CREDE IN UNA CRESCITA RISPETTOSA DELL’AMBIENTE

Yokohama Rubber annuncia una serie di importanti investimenti in alcuni dei suoi siti produttivi più rilevanti. Le novità in fatto d’incremento e diversificazione della produzione, unitamente al progredire del Forever Forest Program, riguardano vari stabilimenti tra cui i nuovi presenti in Russia, Cina e India.

Yokohama ha dato il via alla produzione di pneumatici di primo equipaggiamento per Nissan X-Trail nella fabbrica russa, fino ad oggi dedicata alla sola produzione di pneumatici after market vettura. Yokohama è stato il primo produttore giapponese di pneumatici ad aver investito in Russia e, data la forte domanda interna di pneumatici OE, la casa madre ha aumentato i propri sforzi per dare pronta fornitura a Nissan Russia. Quest’attività permetterà di aumentare la brand awareneness del marchio in Russia, favorendo anche il mercato del ricambio. LLC Yokohama R.P.Z., questo il nome della fabbrica russa, è ora in grado di produrre oltre 1.6 milioni di pneumatici l’anno.

Lo sviluppo del business del primo equipaggiamento è uno degli asset strategici da sviluppare per la casa madre come previsto nel Grand Design 100, il manifesto della politica aziendale di crescita che vede come punto d’arrivo il centenario del 2017. Altro asset fondamentale per lo sviluppo è rappresentato dalla politica ambientale, perseguita attraverso numerose operazioni quali l’azzeramento degli scarti da inviare in discarica, il completo riciclaggio degli stessi e la piantumazione di aree verdi intorno alle varie fabbriche. Gli impianti cinesi rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività green: nei pressi di Yokohama Rubber China sono infatti stati piantati fino ad oggi oltre 1.500 semi e, sommando le attività di tutti i siti cinesi, si contano oltre 36.000 alberi interrati. Lo stabilimento di Hangzhou è invece stato certificato come “Environmental Education Base” dalle autorità della città di Hangzhou proprio perché particolarmente attivo dal punto di vista ambientale, in particolare per lo sforzo nel diminuire l’impiego di acqua (nel 2014 ne sono state risparmiate oltre 10.000 tonnellate). Le fabbriche cinesi, fra le più moderne, sono quindi degli esempi molto interessanti di efficienza energetica e attenzione all’ambiente.

La fabbrica in India rappresenta invece un nuovo importante investimento commerciale di Yokohama Rubber in questo paese, necessario per far fronte alla richiesta interna di un mercato in forte espansione. La fabbrica produrrà circa 700.000 pneumatici nel 2015.

Yokohama testimonia quindi attraverso tutti questi interventi strategici la continua voglia di crescere nel business, accordando le esigenze dello sviluppo economico alle necessità dell’ambiente e delle persone: in questo modo la casa madre, attraverso tutte le sue affiliate, offre il proprio contributo per proteggere il mondo in cui viviamo.

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