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Sicurezza in autostrada: nel primo trimestre 2014 meno feriti, ma aumenta il numero degli incidenti e dei decessi

Nel primo trimestre del 2014 sulle autostrade che fanno parte dell’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) vi sono stati 1.349 incidenti, con un aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sempre nel primo trimestre del 2014, rende noto il Centro Studi Continental, è diminuito invece il numero di persone rimaste ferite in questi incidenti: sono state 2.092, con un calo dell’1,5% rispetto al 2013. Anche il numero dei decessi è però aumentato (da 38 a 42, con una crescita del 10,5%). Per quest’ultimo dato vi è una spiegazione, ed è che, come evidenzia l’Aiscat in una nota, “l’aumento va letto tenendo conto dell’esiguità dei numeri in esame, fattore questo che comporta rialzi apparentemente elevati del tasso percentuale anche in presenza di lievi scostamenti in termini di valori assoluti”. Se si prendono in considerazione solo gli incidenti che coinvolgono veicoli leggeri il numero di feriti e di decessi è in calo; invece se si considerano gli incidenti in cui è coinvolto un veicolo pesante sia i feriti che i decessi sono aumentati. Per valutare correttamente questi dati, fa notare il Centro Studi Continental, bisogna però tenere anche presente che, sempre nel primo trimestre del 2014, il traffico sulle autostrade è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Sicurezza stradale: Deve aumentare l’attenzione verso gli utenti deboli

Nel 2012 i bambini da 0 a 9 anni che hanno subito conseguenze a causa di
incidenti stradali sono diminuiti rispetto al 2011: in particolare i bambini feriti
sono stati 6.280, con una diminuzione del 2,2% rispetto all'8217;anno precedente,
mentre i bambini che hanno perso la vita sono stati 27, con un calo del 22,9% sul
2011. Pur nella loro tragicità, questi dati alimentano la speranza che la situazione
possa ancora migliorare. In particolare dalle statistiche emerge che nel 2012 il
calo della mortalità dovuta ad un incidente stradale nella fascia di età da 0 a 9
anni è stato maggiore di quello generale (che è stato del 5,4%); mentre per ciò che
riguarda i feriti, la diminuzione percentuale registrata nel 2012 tra i bambini è
stata minore rispetto a quella totale (che è stata del 9,3%).

Il Centro Studi Continental ha compiuto un’ulteriore analisi sui dati,
considerando le tre categorie di bambini utenti stradali: pedoni, passeggeri e
conducenti (ovviamente di biciclette). Da questo tipo di classificazione emerge che
fra i bambini conducenti di biciclette i feriti a causa di un incidente stradale nel
2012 sono stati 176, con un calo del 14,1% rispetto al 2011; in diminuzione anche il
numero di bambini morti e feriti a causa di un incidente stradale nella categoria
passeggeri. Le note dolenti arrivano invece dai pedoni: infatti in questa categoria
di utenti della strada, a fronte di una mortalità rimasta invariata, il numero dei
bambini feriti in un incidente stradale nel 2012 è aumentato del 7,8% rispetto al
2011.

Per quanto riguarda la categoria "passeggeri" è da mettere in evidenza
come l'impegno delle case automobilistiche per la tutela degli occupanti di
un'auto e delle aziende specializzate in dispositivi di sicurezza per bambini
abbia dato frutti importanti, grazie allo sviluppo continuo di sistemi sempre più
efficaci per prevenire e, nel caso, diminuire le conseguenze degli incidenti
stradali. Ovviamente in questa materia nessun risultato conseguito può essere
considerato soddisfacente, in quanto l'obiettivo rimane quello di azzerare le
conseguenze degli incidenti per le persone, ed in particolare per i bambini.
Per quanto riguarda le categorie "conducenti" e "pedoni", è
necessario ribadire che con una maggiore attenzione dei conducenti dei veicoli, ma
anche dei genitori, si potrebbero evitare molte situazioni di pericolo e diminuire
così ancora il numero di bambini che riportano conseguenze da incidenti stradali.

Sicurezza in autostrada: nel 2012 meno incidenti (-13,9%)

Nel 2012 sulle autostrade che fanno parte dell’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) è diminuito il numeri degli incidenti (-13,9%) rispetto al 2011, così come è diminuito il traffico (-7,1%); si è registrato, però, un leggero incremento del numero di morti negli incidenti (+2,9%). Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental.

A livello complessivo – si legge nel rapporto dell’Aiscat su traffico e sicurezza – il 2012 ha mostrato un miglioramento notevole per quanto riguarda l’incidentalità: si sono registrati ben mille eventi in meno rispetto al 2011”. La mortalità, però, con 249 decessi contro i 242 del 2011, ha registrato un lieve aumento. La contrazione del traffico autostradale, invece, è dovuta principalmente alla generale crisi economica; c’è però da considerare anche che il traffico di veicoli pesanti è stato condizionato dal fatto che le festività natalizie sono cadute in giorni infrasettimanali, con un conseguente aumento dei giorni di blocco della circolazione.

Per contribuire a ridurre ulteriormente gli incidenti ed anche la mortalità, il Centro Studi Continental ricorda agli automobilisti che è di fondamentale importanza rispettare le norme che regolano la circolazione e mantenere efficienti le condizioni generali degli autoveicoli. In particolare bisogna controllare con regolarità lo stato d’usura dei pneumatici. I pneumatici, infatti, sono il solo punto di contatto tra il veicolo e il fondo stradale e quindi rappresentano un elemento primario per la sicurezza della circolazione. È essenziale verificare con regolarità la loro pressione di gonfiaggio e le loro condizioni esterne (accertandosi che non siano presenti tagli, abrasioni o rigonfiamenti sospetti). Il codice della strada prevede che i pneumatici debbano essere obbligatoriamente sostituiti quando la profondità degli incavi del battistrada raggiunge il livello di 1,6 mm, ma è buona norma prendere in considerazione la sostituzione già quando si raggiunge il livello di 3 mm per garantire la giusta efficienza in caso di pioggia.

Incidenti: Italiani favorevoli apene più severe per chi guida sotto l’effetto di alcool e droga

L'81,9% degli automobilisti italiani è convinto che la guida sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti vada severamente punita qualora
comporti lesioni gravi o addirittura la morte di persone.
Lo rileva un'anticipazione del 20° Rapporto Automobile ACI-CENSIS, che sarà pubblicato il 18 dicembre. Arresto in flagranza e un serio
inasprimento della pena trovano pienamente d'accordo oltre il 45% degli italiani, mentre l'introduzione del reato di omicidio stradale è
ancora al vaglio del Parlamento.
Un più cauto 20% del campione, pur condividendo la necessità di un inasprimento delle sanzioni attualmente previste, ritiene importante non
fare di tutta l'erba un fascio, preservando la necessità di valutare attentamente caso per caso. Il 9%, invece, vuole pene più severe,
ma non condivide l'ipotesi della revoca definitiva della patente.
Il fronte dei no (circa il 10%) è perplesso sull'ipotesi che una norma basti a rendere gli automobilisti più cauti e prudenti: i controlli
dovrebbero essere più severi e non le leggi, anche perché il nostro attuale sistema legislativo è già fin troppo "articolato" e non bisogna
appesantirlo ulteriormente.

Sicurezza stradale, arriva il sistema blocca-cellulare

Arriva il sistema anti-telefonate

Un sistema in grado di inibire il segnale del cellulare nel momento in cui il proprietario sta guidando. Arriva dall’India l’innovativo sistema in ambito di sicurezza stradale. Il dispositivo, che interagisce solo con il telefono del conducente, si attiva solo nel momento in cui rileva che la persona al volante sta usando il cellulare. E blocca il segnale. Ma senza interferire con quello degli altri passeggeri.

Il meccanismo, che può essere tarato anche per segnalare alla polizia le violazioni relative all’uso del cellulare alla guida, è stato elaborato dal team di ricerca dell’India Anna University of Technology, a Tamilnadu.
Secondo alcune statistiche elaborate dall’università indiana il 20% circa degli incidenti stradali mortali relativi a camion o altri veicoli pesanti, coinvolgono conducenti che stavano utilizzando un telefono cellulare al momento dell’incidente. E non è solo la composizione del numero o il fatto di dover tenere in mano il telefono a distrarre dalla guida. Sono anche le stesse conversazioni che possono distogliere l’attenzione dei conducenti sulla strada. Ciò significa che il cellulare, sia usato a mano che in viva voce, può aumentare le possibilità di causare un incidente. Le conversazioni telefoniche alla guida possono anche ritardare i riflessi in corrispondenza degli incroci, causare il salto di corsia e diminuire in chi guida la percezione della distanza tra il loro veicolo e quello che lo precede.

In calo le vittime della strada nel 2011

Incidenti in calo in Italia

Cala il numero delle vittime della strada in Italia. Durante il 2011 si sono verificati sulle strade italiane 205mila incidenti con lesioni a persone, con una flessione del 3% rispetto al 2010 e una più significativa contrazione dei morti (-7,1%) e dei feriti (-3,5%). Secondo i dati Istat e Aci i decessi avvenuti in seguito a incidenti stradali sono stati 3.800, mentre i feriti ammontano a 292mila.

Il trend in diminuzione si misura in una flessione del 16% dei sinistri dal 2000 al 2009. Ma c’è ancora molto da lavorare. Autovelox, tutor, etilometri, uso dei sistemi satellitari, sistemi informativi montati a bordo delle auto della polizia, sono solo alcuni esempi di come la tecnologia abbia qualificato l’intervento della polizia stradale a tutela della sicurezza nelle strade. Secondo le ricerche del DISS, il centro universitario di ricerche per la sicurezza stradale, l’utilizzo del tutor, in particolare, ”ha dimezzato la mortalità in autostrada e ha liberato le pattuglie della polizia stradale da controlli automatici a favore di impieghi dove conta di più l’intervento umano, come il soccorso o il rilievo di incidenti stradali”.

Strade extraurbane e urbane si confermano le infrastrutture più pericolose dove soprattutto i pedoni e i ciclisti registrano il 25% del totale delle vittime in incidenti in Europa. Quasi il 90% degli incidenti sulle strade è da imputare al fattore umano, con al primo posto la sonnolenza, causa del 22% dei sinistri stradali, con una percentuale di mortalità doppia rispetto agli incidenti dovuti ad altre cause (11,4% contro il 5,62%).

Emilia Romagna, dimezzate in 9 anni le vittime della strada

Vittime della strada dimezzate in E. Romagna

Incidenti ridotti, mortalità dimezzata: l’Emilia Romagna giunge per prima a tagliare il traguardo della sfida imposta dalla Commissione Europea, quella di dimezzare entro il 2010 le vittime della strada registrate nel 2001. Nove anni fa furono 813, l’anno scorso 401, in costante diminuzione da qualche anno a questa parte. Calato anche il numero dei sinistri, 20.147, oltre 260 in meno rispetto al 2009.

I dati emergono dalle prime elaborazioni del progetto MIStER, messo a punto dall’Emilia Romagna un paio di anni fa per rilevare in maniera più tempestiva e puntuale i dati sui sinistri. E capire come fare a ridurli. Gli incidenti stradali, infatti, rappresentano la prima causa di morte per la popolazione residente tra i 14 e i 29 anni. Con un notevole costo sociale, pari al 2% del Pil regionale.

Le categorie che hanno maggiormente contribuito al calo della mortalità sono gli scooteristi (80% di decessi in meno rispetto al 2001) e gli automobilisti (65% in meno); aumentati invece del 14% i morti tra i motociclisti (su cui comunque si registra una riduzione del 31% rispetto al 2005). Nel complesso gli utenti cosiddetti “deboli” (pedoni, ciclisti, ciclomotoristi e motociclisti) rappresentano il 54% dei morti e il 37% dei feriti.

Auto si “parlano” per evitare incidenti, c’è il software

Obiettivo tamponamenti ridotti del 40%

Un software per evitare gli incidenti. E’ stato elaborato dall’Università di Bologna il dispositivo che mette in comunicazione fra loro i veicoli, in modo da avvisarli di un tamponamento o della presenza di auto ferme davanti a loro. Il progetto, chiamato non a caso “Talking cars” è stato condotto in collaborazione con l’Università della California e ha l’obiettivo di ridurre i tamponamenti del 40%.

“Il nostro sistema – spiega Marco Roccetti, uno dei responsabili della ricerca – è l’unico ad essere pensato per lavorare in situazioni reali. Al contrario degli esperimenti fatti precedentemente, il progetto sfrutta le diverse automobili come ponte per arrivare il più lontano possibile, ‘istruendo’ così l’automobile sulla strada che si troverà di fronte”.

Ancora difficile stabilire i tempi di commercializzazione del software. Intanto ci vorrà un mese di prova, ma i costi dell’operazione dovrebbero essere piuttosto contenuti. “L’hardware sul quale fare girare l’algoritmo – continua Roccetti – è già in commercio al costo di 40-50 dollari e in alcuni tipi di macchine è già predisposto e funzionante”. Il progetto ‘Talking cars’ è stato finanziato anche da Toyota, che ha alcuni ingegneri e ricercatori all’interno dell’ateneo californiano.

Ue, calano gli incidenti per mare

Meno incidenti, più tecnologia

Le vie marittime europee diventano più sicure. Secondo i dati forniti dal sistema di monitoraggio del traffico navale, in funzione dal 2002, il numero di incidenti nelle acque dell’Ue sarebbe diminuito notevolmente.

Le informazioni in tempo reale sulle navi e il trasporto di merci pericolose nelle acque europee hanno migliorato le capacità decisionali, la cooperazione e le procedure di salvataggio.

Meno buone le notizie relativi al funzionamento tecnico del sistema: nel periodo gennaio-giugno 2010 dei 22 Stati membri costieri, solo 10 trasmettevano tutti i cinque tipi di rapporti richiesti (scalo in un porto, hazmat, posizione della nave, rapportazione navale obbligatoria, notifiche e rapporti su incidenti) per via elettronica a SafeSeaNet (il sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d’informazione che è in pieno esercizio). E la maggioranza dei 12 Stati membri che non ha inviato tutti i rapporti, ha omesso di trasmettere i rapporti relativi ad incidenti.

Marzo, mese della (cintura di) sicurezza

Allacciare le cinture riduce la mortalità dell'80%

Sono 6mila ogni anno le persone che perdona la vita a causa del mancato uso delle cinture di sicurezza in Europa. Pensare che basterebbe allacciarle per ridurre dell’80% la possibilità di morte o gravi ferite in caso di incidente. E invece in Italia si continua a pensare che chi sta seduto dietro possa farne a meno. Continua la campagna informativa di Autostrade: marzo è il mese della cintura di sicurezza.

Oltre il 20% delle persone che perdono la vita in incidente stradale è balzato fuori dall’auto e nella maggior parte dei casi si tratta di passeggeri dei sedili posteriori che non avevano le cinture allacciate. Un corpo non assicurato al sedile, inoltre, può essere pericoloso anche per gli altri passeggeri. Ad esempio, in caso di urto a 80 Km/h, una persona che pesa 65 kg viene proiettata in avanti con una forza di oltre 3 tonnellate.

“È importante inoltre utilizzare contemporaneamente airbag e cinture di sicurezza – dichiara il Condirettore Generale di Autostrade per l’Italia, Lorenzo Lo Presti – che insieme offrono una protezione contro ferite gravi o mortali. Da solo l’airbag, considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso”.

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