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AD FS Renato Mazzoncini al convegno “Connettere l’Italia”

Si è svolto  presso l’Aula Magna dell’Università “Sapienza” di Roma il convegno “Connettere l’Italia. Strategie e risultati di una nuova stagione della mobilità”. Presente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Tra i temi dell’incontro le politiche e le scelte a supporto della crescita economica del Paese che passa anche attraverso il miglioramento del sistema infrastrutturale nazionale e dei suoi collegamenti con l’Europa e con il Mediterraneo.

L’INTERVENTO DI RENATO MAZZONCINI, AD E DG DEL GRUPPO FS ITALIANE

“La certezza di risorse e la sintonia con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti consentirà alle FS spa di mettere in campo investimenti per 5-6 miliardi l’anno nei prossimi anni, dopo che nel 2016 è stata raggiunta quota 4,2 miliardi.” È quanto affermato dall’AD e DG del Gruppo FS Renato Mazzoncini da fonte AdnKronos.

“Questa certezza – aggiunge Mazzoncini - ci ha dato la possibilità di fare un piano da 57 miliardi spostando il baricentro sulle linee regionali sulla base di una strategia condivisa.”

Italferr: delegazione indiana in visita ai maggiori ponti italiani ed europei

Il viaggio studi europeo organizzato per i rappresentanti della società indiane Northern Railway of India e Ircon è stato per Carlo Carganico, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Italferr, l’occasione per “instaurare un rapporto di fiducia e reciproca soddisfazione con i nostri clienti”. Le visite ai ponti strallati europei sono avvenute un anno dopo l’aggiudicazione da parte della società d’ingegneria del Gruppo FS Italiane di progettazione e supervisione lavori dell’Anji Khad Bridge, ponte strallato sulla linea ferroviaria che attraverserà la regione nord-occidentale dell’India lungo le pendici del Kashmir fino ai confini con il Pakistan.

L’opera, 750 metri di lunghezza con una campata centrale sospesa su una gola di oltre 260 metri, ha un valore complessivo di 40 milioni di euro ed è il più grande ponte ferroviario mai progettato da Italferr. Il viaggio studi ha avuto anche l’obiettivo di mostrare alla delegazione la sicurezza e affidabilità delle opere italiane. Proprio per questo le visite hanno avuto inizio il 2 maggio alla stazione Reggio Emilia AV Mediopadana e a 3 ponti stradali progettati dell’archistar Santiago Calatrava. Successivamente al ponte strallato sul Po della linea AV Milano – Bologna, progettato da Mario Petrangeli con la supervisione di Italferr. “Adesso che ho potuto verificare di persona come si comporta un ponte strallato sotto carico mi sento molto più convinto della scelta per l’Anji Khad”, ha commentato Mr. Sachan, capo della delegazione.

Il giorno successivo la delegazione ha visitato il Centro di ricerca Elsa di Ispra (Varese), finanziato dall’Unione Europea, dove ha visionato le prove che si eseguono sulle infrastrutture per studiare l’effetto di eventi sismici e pressioni idrauliche. Mr. Sachan ha confermato che i test sui tiranti d’acciaio del ponte Anji Khad saranno eseguite nel laboratorio Elsa, sotto il coordinamento di Italferr. Il 5 maggio la delegazione è volata in Danimarca a studiare il Ponte Oresund che la collega alla Svezia e ha visionato delle prove nella galleria del vento Svend Ole Hansen ApS di Copenhagen. Infine l’8 maggio è stata la volta del viadotto di Millau in Francia: 2,5 km di lunghezza, 7 campate ciascuna di circa 350 m (più alte della Torre Eiffel), da anni patrimonio dell’Unesco. “Questo viaggio studi rappresenta, visti anche i risultati, una best practices e modello efficace che Italferr farà suo anche per il futuro per mostrare le eccellenze tecnologiche italiane ai clienti, in un’ottica di piena e condivisa customer satisfaction”, ha concluso Carlo Carganico.

Ce: un miliardo di Euro per massimizzare investimenti privati nell’infrastrutture europee dei trasporti

La Commissione europea inaugura un modo nuovo ed innovativo per finanziare progetti di infrastrutture di trasporto in Europa. L’invito a presentare proposte mira a combinare sovvenzioni per un importo di 1 miliardo di Euro (Meccanismo per collegare l’Europa — Trasporti) e finanziamenti erogati da istituti finanziari pubblici, dal settore privato e, per la prima volta, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, il fulcro del piano di investimenti per l’Europa e una priorità assoluta per la Commissione Juncker.
Questa nuova combinazione di fondi contribuirà a raggiungere il duplice obiettivo di rilanciare gli investimenti per finanziare potenziamenti dell’infrastruttura di trasporto in modo innovativo e sostenibile, agevolando nel contempo la creazione dei posti di lavoro necessari per realizzare tale infrastruttura. L’invito a presentare proposte contribuisce all’attuazione della strategia della Commissione per una mobilità a basse emissioni nel quadro dell’Unione dell’energia e sostiene gli investimenti nel “trasporto sostenibile” in vista delle prossime iniziative per la mobilità stradale che saranno avviate quest’anno.
La commissaria per i trasporti Violeta Bulc ha aggiunto: “Per realizzare in Europa la mobilità come noi la concepiamo, intelligente, sostenibile e omogenea servono investimenti che non possono essere sostenuti solo da fondi pubblici. Per questo motivo presentiamo una soluzione innovativa in grado di utilizzare al meglio le nostre risorse e sfruttare il potenziale non utilizzato degli investimenti privati, con particolare attenzione ai paesi beneficiari del Fondo di coesione. L’azione odierna rappresenta un progresso anche in termini di solidarietà”.
Per la prima volta l’invito a presentare proposte del meccanismo per collegare l’Europa (Cef) richiederà la combinazione di sovvenzioni e finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), della Banca europea per gli investimenti, di banche di promozione nazionali o investitori del settore privato. Per ricevere il sostegno del meccanismo per collegare l’Europa, i candidati dovranno provare che i loro progetti sono finanziariamente idonei ad ottenere fondi complementari da istituti finanziari pubblici o privati.
I progetti selezionati devono contribuire alla crescita sostenibile, innovativa ed omogenea lungo la rete transeuropea dei trasporti. L’accento sarà posto in particolare sui progetti intesi ad eliminare le strozzature, a sostenere i collegamenti transfrontalieri e ad accelerare la digitalizzazione dei trasporti, in particolare in settori con un elevato potenziale e lacune di mercato come ad esempio nei Paesi beneficiari del Fondo di coesione; l’accento sarà ugualmente posto sui sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti e sul rafforzamento dell’intermodalità e dell’interoperabilità della rete di trasporto, anche grazie a nuove tecnologie e sistemi di gestione del traffico, come il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, i sistemi di trasporto stradale intelligenti o il programma Sesar (programma di ricerca per la gestione del traffico aereo nell’ambito del cielo unico europeo).
Il sostegno sarà concesso su base concorrenziale, a seguito di un approfondito processo di valutazione e selezione. Nell’invito saranno previsti due termini per la presentazione delle proposte, il 14 luglio 2017 ed il 30 novembre 2017.

Nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa (Cef) saranno resi disponibili 24,05 miliardi di Euro provenienti dal bilancio Ue 2014-2020 per il cofinanziamento di progetti Ten-T d’interesse comune negli Stati membri dell’Ue. Di questi, sono stati finora giuridicamente impegnati 19,3 miliardi di Euro.
Il piano di investimenti mira ad aumentare gli investimenti europei in modo da promuovere la crescita e creare posti di lavoro attraverso un uso più intelligente delle risorse finanziarie sia esistenti sia nuove, la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità ed assistenza tecnica ai progetti di investimento. Il piano di investimenti sta già producendo risultati. Si prevede che i progetti e gli accordi per cui finora è stato approvato il finanziamento del Feis mobilitino investimenti per un totale di oltre 168 miliardi di Euro in 28 Stati membri a sostegno di più di 387 000 Pmi. Il 14 settembre 2016 la Commissione europea ha proposto di estendere il Feis potenziandolo ed aumentandone la durata, nonché rafforzando i suoi punti di forza.
Trovare i modi per creare sinergie ed integrare il sostegno del Feis con altri fondi dell’Unione costituisce un elemento fondamentale di tale strategia. Simili combinazioni possono contribuire a sbloccare ulteriori progetti di investimento nell’Ue, in particolare nei Paesi che sinora hanno tratto meno benefici dal Feis rispetto ad alcuni loro pari.

Infrastrutture snodi e nodi urbani nel “Progetto Paese”

La mobilità e l’interconnessione del territorio alle reti europee sono state al centro di un importante meeting tenutosi  a Milano presso il Palazzo della Triennale nell’ambito della XIII edizione di UrbanPromo.

L’iniziativa è stato organizzata dal Laboratorio QVQC (Quali Velocità Quali Città) che riunisce il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana/FS Sistemi Urbani, Anas e molte altre Istituzioni e associazioni.

All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, la SenatriceSimona Vicari Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Onorevole Vincenzo Garofalo Vice Presidente Commissione Trasporti della Camera dei Deputati l’ingegner Carlo De Vito, Amministratore delegato di FS-Sistemi Urbani e presidente di QVQC, la Professoressa Francesca Moraci, Vicepresidente di QVQC, oltre che docente ordinario di Urbanistica e membro del Consiglio di Amministrazione di Anas, la dottoressa Margherita Migliaccio, Direttore Generale per lo Sviluppo del Territorio, la Programmazione ed i Progetti Internazionali del MIT, il Professor Franco Coppola dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Onorevole Domenico Battaglia, Presidente Conferenza Permanente interregionale Area dello Stretto

Nell’ambito del dibattito tecnico – scientifico sono stati approfonditi i seguenti temi: l’assetto territoriale in relazione alle reti e ai nodi Ten-T; le politiche per la mobilità e per il trasporto integrato; la legge n.56/2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”; la riforma costituzionale recentemente approvata ed attesa alla prova del referendum; la riforma portuale; le strategie per il sud. L’obiettivo è quello di definire un masterplan/action plan di tipo infrastrutturale (materiale/immateriale) per le città metropolitane che si riconnetta alle reti europee in termini di intermodalità, mobilità, sostenibilità e qualità delle dotazioni.

In Italia sono presenti tre grandi nodi fondamentali per la logistica ed i trasporti: Milano è il nodo più complesso e avanzato, Napoli è la porta del sud verso Bari e Palermo e poi c’è l’Area dello Stretto di Messina che al momento rappresenta una questione irrisolta. Sono tre città metropolitane che devono essere collegate con l’Alta Velocità e garantire intermodalità efficiente e mobilità integrata in tutto il Paese. Si tratta altresì di nodi logistici in contesti e con tempi diversi.

Gli esperti ritengono che non sia troppo tardi per riallineare i tempi realizzativi in modo tale da fornire un sistema logistico e trasportistico completo e funzionale alle esigenze di crescita del Paese e a tutta l’area Euromediterranea.

Il sistema paese è oggi più coeso e sta dedicando una grande attenzione ai corridoi europei ed ha altresì impresso indirizzi chiari per il sud. In questo ambito il ruolo dei laboratori QVQC è quello di fornire un sistema di supporto trasparente e tecnico – scientifico al decisore finale.

“In questo quadro di sviluppo infrastrutturale – ha ricordato la Francesca Moraci – Anas svolge un lavoro primario puntando molto sulla valorizzazione e potenziamento delle strade e autostrade in relazione ai piani logistici nazionali con l’obiettivo di sviluppare la connessione tra ferrovie, porti, aeroporti, aree urbane ed industriali. Al 2020 Anas ha previsto di investire oltre 20 miliardi di euro. In quest’ottica, il completamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, previsto per il prossimo dicembre, rappresenta una importante svolta per le vie di comunicazione nord – sud e viceversa, aprendo nuovi ed sfidanti scenari per la mobilità integrata ferro, gomma, porti ed aeroporti”.

“Il nuovo piano industriale di Ferrovie dello Stato Italiane – dichiara Carlo De Vito – è incentrato sulla funzione strategica delle reti ferroviarie nel governo della mobilità e dello sviluppo nelle città italiane. La connessione tra le reti della mobilità e l’integrazione dei sistemi di trasporto consentirà alle città italiane di prevedere il proprio sviluppo sulla base di piani consolidati, avendo a disposizione un soggetto  forte, quale Ferrovie dello Stato Italiane, che potrà assicurare piattaforme di mobilità integrata e moderne”.

Italia – Slovenia, a Trieste un convegno sullo sviluppo delle infrastrutture nell’Alto Adriatico

Lo sviluppo economico e infrastrutturale dell’Alto Adriatico, le connessione con le reti di trasporto europee (Ten-T) e le relazioni tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia nel campo delle gradi direttrici viarie. Sono stati questi i principali temi dell’incontro di oggi a Trieste intitolato L’Alto Adriatico come gateway nelle reti di trasporto transeuropee Ten-T.

Presenti il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e il commissario europeo ALLA MOBILITÀ E ai Trasporti, Violeta Bulc.

All’incontro ha partecipato, fra gli altri, anche l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile.

“I temi dell’intermodalità e della portualità toccano in maniera sostanziale l’Italia, in particolare il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia e le buone relazioni tra i due Paesi, nell’ambito delle strategie Alpina e Adriatico – Ionica, e rappresentano un fattore fondamentale per ottenere buoni risultati”, ha affermato Debora Serracchiani aprendo i lavori.

La presenza del commissario europeo ai Trasporti è stata l’occasione per fare il punto sulle grandi sfide della programmazione europea nel settore dei trasporti e focalizzare l’attenzione sugli impegni fondamentali che riguardano quest’area”, ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Sul tema della portualità – ha proseguito Serracchiani – è emersa una condivisione sulla necessità di una sinergia sempre maggiore tra i porti di Trieste e Capodistria, che si traduce nell’impegno della Commissione europea e del Governo italiano, confermato anche da RFI, di investire sul sistema ferroviario. In questo senso collegare i due porti sarebbe un elemento di forte competitività per tutto l’Alto Adriatico”.

Per  Debora Serracchiani i porti “devono essere in grado di raccogliere la sfida rappresentata dall’ampliamento del canale di Suez e dalla possibilità di intercettare nuovi traffici e stringere sinergie con i Paesi dell’Est e dell’Asia. In questo senso l’accordo sottoscritto con Rete Ferroviaria Italiana ci permette di avere una programmazione lunga 17 anni sulla quale prevedere investimenti importanti che vanno dalla velocizzazione della linea Venezia – Trieste all’adeguamento della stazione di Campo Marzio per arrivare al nodo di Udine e alla linea dei Bivi di Venezia Mestre”. “Interventi – conclude Serracchiani – che ci consentiranno di ritrovare la competitività che si era persa sul settore ferroviario”.

Il ruolo di Rete Ferroviaria Italiana

Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI, ha ricordato gli investimenti in programma in quest’area per l’hub merci Trieste Campo Marzio, la velocizzazione della linea Venezia – Trieste e lo sviluppo del nodo di Udine: “Stiamo lavorando a un nuovo scalo merci a Campo Marzio che servirà  i moli del porto di Trieste, con binari lunghiI 750 metri dove sarà  possibile comporre/scomporre treni a massima lunghezza, con un grande risparmio sui servizi di manovra”.

Sullo studio di fattibilità per la velocizzazione della linea Venezia - Trieste Gentile ha ricordato che “stiamo dando una risposta concreta, raggiungibile in breve tempo, e alternativa del quadruplicamento veloce, per garantire una linea a maggiore capacità e velocità”. Gentile è anche intervenuto sul nodo di Udine, dove “la separazione dei traffici merci e passeggeri è fondamentale in direzione Tarvisio”.

Guardando verso Ovest Gentile ha ribadito che “è importante, per i flussi di traffico provenienti e diretti in Friuli Venezia Giulia, il ripristino della linea dei Bivi che consentirà di ‘shuntare’ Venezia Mestre e verso ovest raggiungere molto più rapidamente Padova”.  “Per quanto riguarda i collegamenti con la Slovenia – ha proseguito Gentile – siamo impegnati nello studio del progetto di velocizzazione della linea Trieste – Divača che consentirà ai treni una velocità media di 100 km/h, doterà le stazioni di binari di stazionamento lunghi 750 metri e porterà alla soppressione tutti i passaggi  a livello”. “Un progetto anche questo – conclude Gentile – molto concreto con costi relativamente contenuti, ma che in breve tempo può dare una risposta in attesa di ulteriori sviluppi per i collegamenti dal porto di Trieste verso la Slovenia”.

Il parere del commissario europeo ai Trasporti

A chiudere i lavori è stata Violeta Bulc, commissario europeo alla mobilità e ai Trasporti:  “I progetti comunitari si fondano su alcuni principi cardine che danno priorità alla necessità di collegare tutti gli Stati membri e inserirli nel comune mercato europeo, dando priorità ai colli di bottiglia e alla riduzione dell’impatto ambientale, portando merci e persone il più possibile dalla gomma alla rotaia”.

La progettualità locale, e in particolare quella transfrontaliera, è molto gradita alla Commissione e ci sono spazi per ottenere cofinanziamenti europei” ha aggiunto Bulc. “In questo senso l’Alto Adriatico rappresenta una finestra e un punto di entrata verso i grossi centri industriali dell’Europa centrale. Mi auguro che i porti italiani, sloveni e croati sappiano collaborare e trovare una giusta organizzazione per veicolare i traffici che provengono soprattutto dall’Asia. Sono convinta che con saggezza economica e politica, questi porti riusciranno a mettere in piedi strutture di eccellenza”.

Convegno PON Infrastrutture e reti 2014 – 2020

Investimenti complessivi per 1,84 miliardi euro, interventi concentrati su ferrovie, aeroporti e trasporto marittimo, con particolare attenzione al Mezzogiorno e ai sistemi intermodali.

Questi, in estrema sintesi, gli elementi che caratterizzano il Programma Operativo Nazionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il riequilibrio modale, il decongestionamento delle aree metropolitane e del sistema autostradale, l’integrazione fra il sistema di trasporto locale e regionale, la rete nazionale e le grandi direttrici europee e transeuropee Ten-T.

Coinvolte cinque regioni – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia – e altrettante aree logistiche dove concentrare gli investimenti: sistema campano, pugliese, Polo logistico di Gioia Tauro, quadranti orientale e occidentale della Sicilia.

Senza dimenticare il necessario impulso all’innovazione tecnologica e all’adozione di Sistemi di Trasporto Intelligente.

Se ne è discusso venerdì 6 novembre a Napoli, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, al convegno “PON – Infrastrutture e Reti 2014-2020”.

Alla presenza del Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e del Commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu, è stato presentato il programma di investimenti per il periodo 2014 – 2020.

Nutrita la platea, ricca di ospiti di rilievo, tra i quali Michele Mario Elia, Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane.

“Il PON Infrastrutture e Reti – ha detto nel corso della presentazione il Ministro Delrio – è parte di un più ampio programma di interventi infrastrutturali nel Sud Italia, che stiamo definendo insieme ai Presidenti delle singole Regioni, con l’obiettivo di costruire occasioni di sviluppo, per la logistica e per l’intera economia meridionale. Il nuovo Programma – ha proseguito – rafforza una strategia incentrata su intermodalità, sostenibilità dei trasporti e sistemi innovativi per aumentare efficienza e sicurezza. La ferrovia, a partire dalla linea ad alta capacità Napoli -Bari, e il trasporto marittimo, che si fa forza anche della nuova organizzazione definita nel Piano Strategico nazionale della Portualità e della Logistica, sono le modalità in cui investiamo per rendere il Mezzogiorno un’area sempre più centrale e vitale del sistema di trasporto euro-mediterraneo”.

ApTriestre: Il nostro porto è il primo per il trasferimento merci mare-rotaia

Trieste è il primo porto italiano per trasferimento delle merci in arrivo e partenza via ferrovia. Il dato è stato evidenziato dal presidente dell’Autorità portuale di Trieste, Marina Monassi, nel corso in un incontro sulle infrastrutture al Meeting di Rimini. ”Siamo uno scalo virtuoso – ha detto Monassi, in un convegno con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi - che alla concorrenza estera ha risposto abbattendo le tasse secondo quanto previsto dalla legge, generando un circolo virtuoso di crescita dei traffici contenitori (+45% nell’ultimo triennio) e un avanzo di bilancio 2012 di oltre 13 milioni di euro da reinvestire subito per migliorare l’efficienza dello scalo e garantire affidabilità dei servizi”.

Assologistica sull’incidente di Genova

A seguito della tragedia del porto di Genova, Assologistica esprime, unitamente al profondo cordoglio, forti preoccupazioni.
“Se in Europa le infrastrutture portuali crescono al crescere delle dimensioni delle navi che vi transitano, in Italia si resta statici ed i nostri porti rischiano di diventare sempre più piccoli, e quindi pericolosi, al crescere delle stazze che li scalano” sottolinea il Presidente di Assologistica Carlo Mearelli.
“Questa tragedia dimostra anche che, sebbene le manovre in entrata e in uscita delle navi dalle nostre banchine possano essere assistite correttamente dai servizi dedicati a questo, l’imprevisto che può tramutarsi in dramma è sempre dietro l’angolo. Diventa, quindi, doveroso interrogarsi sul perché sia stata eretta sul mare, a breve distanza dalla poppa delle navi in manovra, la costruzione che ospitava piloti e Capitaneria, in totale assenza di sicurezza” conclude il Presidente di Assologistica.
Assologistica chiede al Ministro Lupi che a questo tragico accadimento faccia seguire provvedimenti che affrontino lo sviluppo del nostro sistema portuale in termini di effettiva agibilità dei porti e di sostanziale adeguamento infrastrutturale.

Serracchiani a Passera: Investire sulla Ferrovia in Italia

“Trenitalia investa i ricavi dell’alta velocità sul rinnovo del materiale rotabile, soprattutto dopo che abbiamo visto il 50% dei treni fermarsi per il maltempo”. Lo ha chiesto l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani al ministro dello Sviluppo economico e dei Trasporti Corrado Passera, nel corso dell’incontro degli europarlamentari italiani che si è tenuto nei giorni scorsi a Bruxelles.

“E’ indispensabile – ha osservato Serracchiani – ripensare alla politica dei trasporti nel suo complesso, e in particolare a rilanciare la competitività della ferrovia. Servono cioè provvedimenti indirizzati a favorire l’apertura del mercato in condizioni di reciprocità, e tra questi – ha aggiunto – si colloca la separazione societaria tra Rfi e Trenitalia”.

Concordando con il ministro Passera sulla “strategicità del trasporto e della logistica”, Serracchiani ha puntualizzato che “resta ancora molto da fare affinché l’apertura del mercato del trasporto merci diventi una realtà effettiva e non solo teorica”.

Merlo suggerisce razionalità negli interventi

Merlo sulle Opere Pubbliche

Una forte governance pubblica, capace di impostare una programmazione serie, in modo da evitare che in campo portuale sorgano cattedrali nel deserto. E’ la proposta formulata dal presidente dell’Autorita’ Portuale di Genova, Luigi Merlo, che oggi ha partecipato al convegno ‘Le infrastrutture in Italia”.
”Credo che la prima cosa da fare per il nuovo governo – osserva Merlo – sia quella di dare vita ad un monitoraggio serio di tutti i piani delle opere, anche quelle delle Autorita’ Portuali, per valutare la loro coerenza, non tanto dal punto di vista tecnico-formale, quanto da quello dei processi di espansione del sistema portuale nel suo insieme”.
Scopo della proposta avanzata dal presidente dell’Authority di Genova e’ dunque quella di razionalizzare gli interventi: ”Ho la sensazione che in questo momento – afferma – tutto il sistema portuale stia progettando opere sovradimensionate rispetto alle quote di mercato. Questo vuole dire erodere parti significative di territorio e investire risorse che dovrebbero essere invece concentrate in opere prioritarie e strutturali.
Occorre responsabilita’ – conclude Merlo – un nuovo organismo di controllo per dare un segnale di una pianificazione portuale nazionale”

dall’ansa/ canale mare

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