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Islanda, chiusi gli aeroporti di Amburgo e Brema, Berlino a rischio

Voli a rischio fino al weekend

Sono chiusi da questa mattina gli scali di Amburgo e Brema, nel nord della Germania, a causa del passaggio della nube di cenere vulcanica proveniente dall’Islanda.

L’autorità tedesca per la sicurezza aerea (Dfs) non esclude che nelle prossime ore possano essere chiusi anche gli scali di Hannover e Schoenefeld e Tegel a Berlino.

La concentrazione di cenere “ha superato i valori consentiti” di due milligrammi per metro cubo d’aria, ha fatto sapere la Dfs in un comunicato.

Nessun rischio chiusura per gli aeroporti di Dusseldorf, Francoforte e Monaco di Baviera, in quanto la nube transiterà solo sul nord della Germania e dovrebbe lasciare il Paese già nella tarda serata di oggi. Sarà comunque una settimana fortemente incerta in tutta Europa per quanto riguarda il trasporto aereo, anche se è escluso per il momento un blocco totale come quello messo in atto in via precauzionale l’anno scorso. Intanto ieri sono stati sospesi i voli sopra la Scozia.

La nube di cenere potrebbe raggiungere oggi la Scozia.

Il vulcano più grande d'Islanda ha ripreso l'attività. Le tre colonne di fumo impediscono il volo degli aerei.

La nube di cenere dal più grande vulcano dell’Islanda, secondo la Eurocontrol, dovrebbe raggiungere il nord della Scozia oggi e, se l’attività continuasse, potrebbe raggiungere la Francia e il nord della Spagna entro giovedì.

Non sono previste chiusure degli aeroporti eccetto quelli islandesi. Tutte le compagnie sono tenute a monitorare gli uffici metereologici britannici.

Islanda, il risveglio del vulcano. Paura nube nei cieli d’Europa

Si riattiva il Grimsvotn

Si è risvegliato ieri il Grimsvoton, il più grande vulcano d’Islanda. Chiuso temporaneamente lo spazio aereo islandese. Ed è già allarme nube di cenere, ricordando l’eruzione dell’Eyjafjallajokul, che l’anno scorso paralizzò il traffico aereo di mezza Europa per un paio di settimane.

Al momento la situazione non sembra così grave. Da sabato scorso il Grimsvotn ha iniziato a emettere una densa colonna di fumo bianco che ha raggiunto i 15 chilometri di altezza, ma gli esperti escludono, al momento, una nuova emergenza come quella dell’aprile 2010.

La nube del vulcano islandese potrebbe raggiungere la Scozia e altre parti della Gran Bretagna, Francia e Spagna tra domani e venerdì, se l’eruzione continuasse con la stessa intensità. Ma si tratta di polveri più pesanti, rispetto a quelle del vulcano Eyjafjallajokul, quindi è probabile che restino sospese nell’atmosfera meno a lungo. Inoltre l’attività del Grimsvotn sembra in diminuzione. Lo ha dichiarato una portavoce del servizio meteorologico islandese.

Resta comunque “impossibile” prevedere “come sarà tra 24 ore”. Secondo l’esperta, l’evoluzione storica delle eruzioni del vulcano avvenute tra il 1922 e il 2004 rafforza l’ipotesi che l’attività eruttiva possa calmarsi presto. L’ultima eruzione del Grimsvotn risale al 2004.

Eruzione vulcanica in Islanda, ok allo stop aereo anche dalla scienza

La nube vulcanica

Lo stop aereo di 7 giorni decretato in seguito all’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull è stato più che giusto. Lo conferma una ricerca pubblicata oggi sulla rivista scientifica Pnas, secondo la quale la nube di cenere avrebbe potuto realmente causare un disastro aereo.

In particolare le polveri avrebbero potuto mandare in tilt i motori e danneggiare i finestrini, rendendo di fatto impossibile guidare in sicurezza il velivolo.

I risultati di questo studio potrebbero costituire la base di un protocollo di sicurezza per la rapida valutazione del rischio in eventuali future eruzioni vulcaniche.

Si stima che l’interruzione dei voli sia costata lo scorso anno tra 1,3 a 2,2 miliardi di sterline. Circa 10 milioni i passeggeri che vennero allora lasciati a terra e trovarono alloggi di fortuna, spesso e volentieri all’interno degli aeroporti stessi.

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