Articoli marcati con tag ‘Italia Nostra’

ApTrieste: SPEGNE LA PRIMA CANDELINA LA CENTRALE IDRODINAMICA

Un anno fa apriva i battenti dopo una lunga e impegnativa ristrutturazione la Centrale Idrodinamica. Un anno ricco di avvenimenti, mostre e convegni che ha portato in Porto Vecchio oltre diecimila visitatori diventando un centro di riferimento importante per la città un contenitore di idee e scambi culturali. L’attività svolta in questi 365 giorni, come sottolinea la Direttrice dell’ICMP Antonella Caroli,è stata indirizzata a conservare il patrimonio storico culturale del nostro porto e a creare legami e rapporti sempre più forti e proficui con Amburgo, Stoccolma e Lubecca
Lo scalo giuliano è diverso dai porti dell’area mediterranea perché riproduce, nelle regole costruttive dei suoi edifici e nell’impianto generale, le caratteristiche dei Lagerhäuser, brani di città destinati alla circolazione delle merci, come nei porti del nord Europa, in particolare la Speicherstadt di Amburgo .
Ma non ci sono stati solo i rapporti con l’estero a rendere interessante quest’anno basti pensare alle mostre tutte inerenti il mare e la storia della marineria triestina con i modellini delle navi e dei piroscafi nel porto di Trieste, i trabaccoli, i sommergibili e la storia del canotaggio triestino.
E non possiamo sottacere i convegni e anche gli eventi sportivi dalla Barcolana alle antiche auto del Club dei 20 all’ora.
Di strada ne è stata fatta parecchia grazie al contributo di tutti che a vario titolo hanno collaborato ma un grazie particolare va ai volontari di Italia Nostra che ogni giorno sono stati presenti permettendo l’apertura della Centrale.

Italia Nostra contro la metro romana

ItaliaNostra  ha lanciato un allarme che si preannuncia avrà una lunga eco sui media e non solo. Secondo l’associazione ” A giorni verrà recintata un’immensa area su via dei Fori Imperiali. Partendo dai piedi del Colosseo arriverà fino a metà dei Fori, altezza Largo Corrado Ricci. Progressivamente, si ridurrà lo spazio residuo per il traffico a due sole corsie, totalmente addossate al Colosseo. Per i turisti rimarrà solo uno strettissimo corridoio di 2,85 mt. Questa recinzione serve perché al suo interno tutta Via dei Fori verrà scavata e svuotata fino ad una profondità di 50 mt. Nello spazio così ricavato verrà costruita la gigantesca stazione della Metro C. Il cantiere durerà fino al 2020“. Dopo una disamina dei problemi che hanno afflitto il cantiere della linea C si chiosa “Attualmente si vuole almeno arrivare al Colosseo costi quel che costi, anche mettendo a rischio il monumento più famoso del mondo.”

L’allarme è destinato a far presa sul pubblico più vasto, per questo è infarcito di superlativi e poveri di numeri. Ci permettiamo di far notare che non è questo il modo di tutelare il patrimonio storico capitolino (che è patrimonio dell’Umanità intera, come ricorda l’UNESCO): delle tante incongruenze che affliggono la metro C, certo non si può con tanta leggerezza imputargli quella di mettere a rischio tanto il Colosseo, quanto i monumenti adiacenti. Perché lì ci si arriverà passando per la collina Velia, tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio, dove anticamente scorreva un fiume e dove i terreni sono meno propensi a trasmettere le vibrazioni. Perché i sistemi costruttivi adottati sono più che validati da anni di esperienza e perché si da il caso che lì passi già una linea metropolitana, la B, realizzata quasi sessant’anni fa con tecnologie molto più “rudi” e aggressive. E in sessant’anni né una lesione né un cedimento seppere minimo sono stati imputati, dalla giustamente sempre attenta Soprintendenza, alla costruzione e all’esercizio della linea B. E perché il progetto ha tenuto conto di questi aspetti, con la Soprintendenza, visti gli oltre 15 anni di progettazione. D’altronde la stessa Soprintendenza ha già espresso parere positivo, altrimenti il CIPE non avrebbe potuto approvare il finanziamento della tratta in questione, la T3: esame impossibile, quello del CIPE, senza che l’iter progettuale, con la sua Conferenza dei Servizi, siano chiusi e tutti i pareri, vincolanti e non, siano stati recepiti.

www.cityrailways.it

Trieste: L’authority presenta la restaurata Centrale Idrodinamica

L’Autorità Portuale presenta la restaurata Centrale Idrodinamica, uno tra i più significativi edifici  del patrimonio storico del Porto Vecchio della nostra città.

Lunedì 18 giugno alle ore 16.30 in Porto Vecchio, Marina Monassi, Presidente dell’Authority, alla presenza di tutte le autorità locali dei più importanti  esponenti del mondo dei Beni Culturali, ha aperto  le porte della Centrale Idrodinamica. I lavori di restauro, eseguiti dalle ditte Dottorgroup e Favero&Milan Ingegneria, sono stati possibili grazie ad un programma comune tra l’Autorità Portuale, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero per i Beni e le attività culturali, sotto l’impulso costante dell’Associazione Italia Nostra. La Centrale Idrodinamica, edificio speciale, che è stato tra i primi ad essere  realizzato (nel 1890) fra quelli del Punto Franco, all’altezza del ponte ferroviario che attraversa viale Miramare e confinante con il Magazzino 26, è destinato a divenire, insieme alla Sottostazione elettrica di riconversione, il  Polo museale del porto.

“Un lavoro iniziato nel 1994, che ora vedo giungere al termine – dice  con orgoglio Marina Monassi presidente dell’Autorità Portuale. Gli spazi espositivi celebreranno tutto il nostro patrimonio finora chiuso nei depositi e saranno mostrati alla città. Le sale dell’edificio, a rotazione, saranno destinate a scambi con i Porti e i Musei marittimo-portuali di tutto il mondo per incentivare anche gli scambi commerciali: i primi in lista sono i Porti storici di Amburgo e di Stoccolma.”

“Il Polo museale costituirà un’importante attrazione in quanto, oltre alle macchine generatrici di energia della Breithfeld&Danek, della Karolinenthal di Praga e gli impianti elettrici,  negli spazi espositivi si raccoglieranno – così annuncia la  prof.ssa Antonella Caroli, direttrice per i  beni e le attività culturali del Polo Museale – il patrimonio storico archivistico, i plastici storici, carretti, attrezzi portuali, arredi elettromeccanici, mappe storiche, repertori fotografici e filmati storici originari, che diventeranno il vanto della città di Trieste che andrà alla ribalta di tutti i musei portuali internazionali”.

A corredo esterno vi saranno gli scalandroni della Stazione Marittima. Le gru Idrauliche, il sommergibile Fecia di Cossato, il pontone Ursus insieme ad altre attrezzature di banchina saranno l’emblema della storica città porto.

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