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UPS raggiunge il traguardo di 2.000 sedi UPS Access Point in italia

UPS (NYSE: UPS) festeggia il raggiungimento di 2.000 sedi UPS Access PointTM sul territorio italiano. Gli UPS Access Point offrono ai clienti in Italia un’alternativa conveniente alla consegna a domicilio dal 2014.

Secondo lo studio del 2015 UPS Pulse of the Online ShopperTM sulle abitudini degli e-shopper, il 31% degli acquirenti digitali in Italia vuole disporre di opzioni alternative alla consegna presso la propria abitazione. Le sedi UPS Access Point™, esercizi commerciali già presenti a livello locale e con orari di apertura anche serali e nei weekend (minimarket, distributori di benzina, edicole), rispondono a questa esigenza perché forniscono un luogo di consegna alternativo a coloro che sono spesso fuori casa e la comodità di ritirare gli acquisti in base ai propri impegni. Le sedi UPS Access Point™ semplificano anche le operazioni di reso perché i consumatori possono consegnare i pacchi presso una qualsiasi delle 15.000 sedi UPS Access Point™ presenti in Europa.

“I flex shopper vogliono convenienza e completezza di informazioni quando effettuano un acquisto online” ha dichiarato Iulia Nartea, country manager di UPS Italia. “Attraverso il network UPS Access Point, UPS si trova nella posizione ottimale per aiutare i retailer a offrire ai propri clienti una soluzione di consegna personalizzata”.

Anche UPS My Choice® festeggia quest’anno un traguardo importante, con due milioni di consumatori europei che hanno scelto di utilizzare questo servizio online per gestire le consegne. I membri di UPS My Choice® ricevono un messaggio via e-mail o messaggio di testo il giorno prima che la spedizione venga consegnata. Se non sono a casa, possono reindirizzarla al proprio ufficio, a casa di un vicino o ad una sede UPS Acces Point. Oggi, più di 30 milioni di consumatori utilizzano UPS My Choice in tutto il mondo.

San Gottardo, aperto il tunnel ferroviario dei record

Da ieri l’Italia è più vicina alla Svizzera e all’Europa! Dopo l’inaugurazione di giugno e i test svolti nei mesi successivi, è entrata in servizio la galleria ferroviaria del San Gottardo, che con i suoi 57 chilometri è la più lunga del mondo.

Nel tunnel possono transitare ogni giorno fino a 250 treni merci e 65 treni viaggiatori, invece del limite massimo di 180 treni merci della vecchia linea alpina. Il percorso Milano-Zurigo si riduce di mezz’ora e nel 2020, con l’apertura della galleria del Ceneri, il viaggio fra le due città durerà circa tre ore.

La realizzazione della galleria di base del S. Gottardo, che è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri, è prima di tutto un capolavoro di ingegneria. Più lunga del tunnel giapponese di Seikan (53,9 km) e del tunnel sotto la Manica (50,5 km), è anche la galleria più profonda del mondo con una copertura massima di 2300 metri. Riduce di 30 chilometri l’attuale percorso, che diventa quasi pianeggiante. L’obiettivo: incrementare e a rendere più fluido il traffico tra il Nord e il Sud dell’Europa.

Ibar: nel terzo trimestre 2016 traffico intercontinentale in crescita

Secondo il terzo rapporto Ibar (Italian Board Airline Representatives), che analizza le vendite delle agenzie di viaggio italiane nei primi nove mesi del 2016, l’Asia continua a trainare il mercato. Cresce complessivamente il volume dei viaggi intercontinentali mentre continua ininterrotto, nonostante l’aggravio dei costi aeroportuali, il calo delle tariffe medie.
Il resoconto offre un quadro che, seppure con prospettive diverse per le diverse direttrici di traffico, conferma sostanzialmente il consolidamento delle tendenze già emerse nel corso del primo semestre. In un quadro di moderata crescita del traffico intercontinentale (+1,2%) non conosce soste la brillante performance dell’Asia (+6,5%) mentre anche l’andamento positivo dell’Africa (+2,1%) è un dato ormai consolidato.
Un’analisi più dettagliata dei dati disponibili conferma che:
Fra le destinazioni asiatiche con i risultati migliori, sono particolarmente brillanti i dati relativi a Cina (+10%), Giappone (+8%), Filippine (+8,6%) e Thailandia (+5,8%). Tra i Paesi che attraggono volumi di traffico più ridotti notevoli incrementi per Vietnam (+20%) e Sri Lanka (+34%). La performance dell’Iran (+36%) illustra, dopo anni di fermo quasi totale, la ripresa degli scambi turistici e commerciali con questo Paese.
Anche l’Africa consolida la tendenza positiva già evidenziata nel primo semestre: le performance di Senegal (+23%), Marocco e Sud Africa (entrambe con un +15%) danno i contributi più rilevanti.
Per le Americhe (volumi complessivi al -5%), i cui risultati sono parzialmente influenzati dello sfavorevole andamento valutario, le buone notizie arrivano da Canada (+6,3% ) e Cuba (+11,2%). Tra le destinazioni con volumi minori comincia a delinearsi un fenomeno Cile (+31,7%).
Il dato relativo all’Europa, con volumi in calo del 10,5%, riflette ancora una volta le due principali tendenze che impattano sulle vendite in agenzia: la conquista di quote di mercato da parte dei vettori aerei low-cost, ormai vicini al 50% per quanto riguarda i collegamenti tra Italia e resto d’Europa, e la sempre maggiore propensione della clientela ad utilizzare i siti dei vettori (non rilevati da questa analisi) per i propri acquisti.
Infine, sostanzialmente rimangono stabili le vendite in agenzia dei voli nazionali (+0,9%).
Costante e generalizzato il calo delle tariffe medie (-6,3% per i viaggi intercontinentali, con un picco di -10,1% per quanto riguarda l’Asia).
I consumatori continuano a beneficiare dei vantaggi offerti da uno scenario molto competitivo mentre i vettori rinunciano perfino a trasferire sulla clientela finale l’aumento dei costi aeroportuali.
E’ bene ricordare che il rapporto, offre una fotografia mai pubblicata con questo grado di dettaglio che si basa sull’analisi di un database di circa 11 milioni di biglietti aerei (di cui circa 3,5 milioni per viaggi intercontinentali) emessi annualmente in Italia, per un valore complessivo leggermente superiore ai 3 miliardi di Euro. Non sono inclusi in questa analisi gli acquisti effettuati direttamente sui siti web delle singole compagnie aeree, mentre sono incluse le transazioni effettuate sui siti delle Olta (portali di vendita on-line).
Ibar è l’Associazione che rappresenta direttamente 52 compagnie aeree –italiane e straniere– operanti in Italia.
Il totale dei vettori associati si avvicina alle 100 unità, tenendo conto delle aviolinee iscritte attraverso le proprie rappresentanze commerciali presenti nel Paese.
Scopo principale dell’Associazione è la rappresentanza dei vettori nei rapporti con le istituzioni e con tutti gli altri componenti della filiera del trasporto aereo.
Osserva strettamente le vigenti normative Antitrust e pertanto non interviene in questioni di natura commerciale che riguardano i singoli soci.
Si adopera per lo sviluppo del trasporto aereo in Italia ed in tale ambito per la realizzazione di un mercato aperto ed efficiente

Trasporti: Confcommercio, Italia spezzata in due

In termini di logistica e trasporti l’Italia è un Paese spezzato in due: al Nord si viaggia (su gomma, su ferro, via mare), al Sud si aspetta. Fermi, o quasi, mentre le regioni del Centro fanno da “cuscinetto” a queste due realtà. A questa conclusione è giunta una approfondita ricerca di Confcommercio, presentata  al Forum Internazionale di Conftrasporto a Cernobbio, secondo la quale l’Italia per colmare il gap con l’Europa avrebbe bisogno di investimenti in infrastrutture per 18 miliardi di euro.

La ricerca conclude sottolineando la necessità che venga messo a punto un piano strategico “che indichi le priorità della politica dei trasporti”. Serve una selezione delle opere su cui puntare, un “comune campo da gioco per le imprese di autotrasporto italiane ed europee”, un cluster marittimo rafforzato attuando “tempestivamente” la riforma, un trasporto ferroviario merci competitivo, e, in ultimo, misure specifiche per il trasporto marittimo a corto raggio. La ricerca passa in rassegna treni, rete stradale e porti.

TRENI – Per quanto riguarda il trasporto merci ferroviario “la frattura è nettissima” rileva lo studio. Poco meno del 75% del traffico interno nazionale avviene tra le regioni a nord dell’Emilia Romagna, perché il materiale rotabile (vagoni e locomotori) è nella disponibilità di questa parte del Paese. Ma il rapporto si rovescia guardando alla distribuzione della rete: poco meno del 70% della rete ferroviaria si trova nelle regioni centrali, meridionali e nelle isole, solo il 30% al settentrione.

GOMMA – Per quanto riguarda invece la rete stradale, la ricerca mette in luce che quella italiana è “vecchia” e i piani di ammodernamento sono “inconcludenti”: “31 anni per aprire i 40 km della Variante di Valico Barberino-Sasso Marconi,, autostrada Tirrenica ancora ridotta a due monconi, la nuova Romeo sempre un’ipotesi. Senza parlare della Tirreno-Brennero: 9 lustri per compiere 9 km, e ne mancano ancora 76″. Secondo Confcommercio, il completamento dei diversi interventi richiederebbe interventi per circa 18 miliardi, più altri 2 da destinare al trasporto merci su rotaia. “Si tratta – riconosce la ricerca – di una somma importante corrispondente al valore di un Legge di Stabilità di media portata”.

PORTI – Meno negativa la situazione per quanto riguarda i porti italiani. Confcommercio riconosce che la riforma varata dal Governo “è una grande opportunità di crescita”. Tra i porti che riescono a sfruttare le loro potenzialità, Genova, Ravenna, Trieste, La Spezia. Resta molto da fare per recuperare come sistema Paese il gap con il nord Europa, ma la riforma punta nella direzione giusta.

In Italia raggiunta soglia di 1 mln di veicoli a metano

Continua a crescere la flotta dei veicoli a metano in Italia. Secondo gli ultimi dati illustrati da Federmetano, il nostro Paese ha raggiunto la soglia di un milione di unità a metano in circolazione ma la mancanza di una adeguata rete di distribuzione rischia di rallentare il processo di diffusione. ”Il metano per autotrazione – ha sottolineato Licia Balboni, presidente di Federmetano, nel corso di un convegno svoltosi a Verona – rappresenta un settore di eccellenza italiana noto in tutto il mondo. Negli ultimi tempi però sono emersi alcuni fattori che rischiano di rallentarne il processo di crescita, come suggerisce il campanello di allarme rappresentato dalla diminuzione delle immatricolazioni di auto a metano registrata negli ultimi mesi. L’intero settore chiede quindi una maggiore attenzione e l’attuazione di politiche legislative che possano favorire la crescita, anche in virtù delle importanti qualità ecologiche del metano, che è il carburante con le minori emissioni di sostanze nocive tra quelli oggi maggiormente diffusi”. L’intervento della presidente di Federmetano è poi continuato mettendo in evidenza le linee principali della direttiva 2014/94/EU sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, la cosiddetta Dafi, una normativa che stabilisce i requisiti minimi per la costruzione armonica della rete per i combustibili alternativi e definisce i criteri di sviluppo e localizzazione dei punti di rifornimento di gas naturale liquido e gas naturale compresso. Lo schema del decreto legislativo che nel nostro Paese recepisce la direttiva europea è stato trasmesso alle commissioni parlamentari Trasporti e Attività produttive della Camera che dovranno esprimere il parere entro il 27 ottobre. La direttiva europea prevede per gli Stati membri il recepimento entro il prossimo 18 novembre.

Dieni su aeroporto Reggio Calabria: “Oggi apertura buste. Preoccupanti il presente ed il futuro”

Lo aveva reso noto ieri Enac, Ente nazionale aviazione civile: stamane  ci sarà la prima seduta pubblica nel corso della quale verranno aperte le buste dei partecipanti, 4, al bando di gara indetto dallo stesso Ente per l’affidamento della concessione trentennale di gestione degli aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone (suddiviso in due lotti). Siamo in dirittura d’arrivo e nell’attesa gli animi si scaldano.
Ne sa qualcosa il deputato del Movimento 5Stelle Federica Dieni, che nella sua dichiarazione odierna non si è certo risparmiata soprattutto nei confronti di Sogas e dei suoi soci. Sogas è la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto, in merito alla cui sorte (fallimento sì fallimento no) si è tenuta proprio stamattina presso il Tribunale di Reggio Calabria una nuova udienza. Al momento il giudice ha riservato la decisione, ma il destino della società è appeso ad un filo e sembra inevitabile ormai l’imminente dichiarazione di fallimento. A tal proposito la stessa società aveva infatti nominato un liquidatore il 3 ottobre scorso.
Sacal è invece la società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme, principale scalo della Calabria e uno dei primi del Mezzogiorno per traffico-passeggeri.

Ma tornando alla Dieni: “Gli azionisti della Sogas, dopo anni di gestione dissennata e irresponsabile, non hanno neppure avuto il coraggio di presentarsi al capezzale della società di gestione dell’aeroporto di Reggio, ormai sul punto di esalare l’ultimo respiro” ha dichiarato.
Proseguendo: “Stamattina, benché invitati a presenziare dal liquidatore Bernardo Femia, non si sono presentati all’ultima udienza davanti al Tribunale fallimentare. Un atteggiamento che rispecchia bene il modo in cui Sogas è stata gestita negli ultimi anni. Domani avverrà l’apertura delle buste con le offerte relative al bando Enac, da cui emergerà la nuova società che sarà chiamata a gestire l’aeroporto per i prossimi 30 anni. Il futuro è preoccupante, visto che in pole position c’è la Sacal, il cui management fa a gara con quello di Sogas quanto a incapacità e inaffidabilità; ma a preoccupare è soprattutto il presente, dal momento che non ci sono fondi per garantire il funzionamento dell’aeroporto dello Stretto fino al definitivo passaggio di consegne”.
Ancora, “Malgrado l’impegno garantito da tutti soci, lo scalo non ha ancora ricevuto i finanziamenti necessari per assicurare l’esercizio provvisorio, e dunque un servizio vitale per tutta la provincia di Reggio e di Messina. La chiusura temporanea dell’aeroporto in attesa dell’arrivo della nuova società, avrebbe effetti devastanti e rappresenterebbe una inaccettabile negazione del diritto alla mobilità di tutti i cittadini”. E per concludere: “Ecco perché,gli azionisti hanno il dovere morale di fare tutto il possibile affinché il ‘Tito Minniti’ non chiuda i battenti neppure per un giorno. Il governatore Oliverio, il presidente della Provincia Raffa e il sindaco metropolitano Falcomatà devono dimostrare di possedere la decenza che è mancata in tutto questo tempo: solo così si potrebbe evitare il funerale di uno scalo il cui futuro, in ogni caso, è sempre più incerto”.

39a Assemblea ICAO: L’Italia riconfermata in prima fascia tra le Nazioni leader dell’aviazione civile mondiale

Sabato 1° ottobre, a Montreal, in Canada, nell’ambito della 39a Assemblea Generale dell’ICAO (International Civil Aviation Organization), l’organismo dell’ONU che riunisce le autorità per l’aviazione civile di 191 Stati, i delegati hanno votato per il rinnovo dei Paesi membri del Consiglio e l’Italia è stata riconfermata in prima fascia, tra le Nazioni leader dell’aviazione civile mondiale con un risultato di grande rilievo: 166 voti su 170 votanti, ovvero 16 voti in più rispetto alle elezioni di tre anni fa.
L’Italia è arrivata seconda con un solo voto in meno del Brasile (che ha avuto 167 voti), ma prima tra le Nazioni europee.
L’Assemblea, che è in corso dal 27 settembre e terminerà il 7 ottobre p.v., si riunisce una volta ogni tre anni ed è convocata dal Consiglio dell’ICAO, l’organo esecutivo, per stabilire la politica dell’organizzazione per il successivo triennio, per esaminare il lavoro svolto, per approvare i bilanci ed eleggere i membri del Consiglio successivo.
Nel Consiglio dell’ICAO sono presenti 36 Paesi suddivisi in tre fasce: l’elezione in prima fascia è una riconferma dell’autorevolezza, nel settore aereo internazionale, dell’Italia e del lavoro svolto dall’ENAC, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla delegazione italiana che rappresenta permanentemente il nostro Paese presso Montreal, sede dell’ICAO.
L’Italia è membro del Consiglio dell’ICAO dal 1951. Da allora partecipa attivamente al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Organizzazione contribuendo a promuovere un continuo miglioramento del trasporto aereo in termini di sicurezza, di efficienza, di sostenibilità e di sviluppo di un’equa concorrenza.
La rappresentanza italiana alla 39a Assemblea, come da decreto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione, è guidata dal Direttore Generale dell’Enac Alessio Quaranta il quale prende parte, insieme agli altri delegati nazionali, alle varie sezioni di lavoro finalizzate ad analizzare nel dettaglio i risultati delle attività che sono state svolte dalla precedente assemblea, a valutare il programma e il budget per il triennio successivo, fino alla prossima sessione prevista nel 2019.
I Capi delegazione alternati, individuati sempre attraverso decreto dalla Farnesina, sono il Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali MAECI, Min. Plen. Massimo Gaiani, il Rappresentante Permanente nel Consiglio ICAO, Cons. Amb. Marco Riccardo Rusconi e lo Special Advisor del Presidente ENAC Alessandro Cardi. Fanno parte della delegazione alcuni dirigenti e funzionari dell’ENAC, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Aeronautica Militare, dell’ENAV, dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) e i componenti della rappresentanza permanentemente d’Italia presso l’ICAO.

Un nuovo modello di mobilità e unica governance per sostenere il turismo in Italia

In una recente intervista all’ANSA, lei ha parlato di trasporto e turismo come combinazione vincente: il turismo diventa industria solo se si garantisce l’accessibilità delle mete. Ci spiega quale è il progetto di mobilità su cui si muove Trenitalia?

Concorrenza, competizione e mercato ci hanno permesso di raggiungere eccellenti risultati nell’AV. Abbiamo guidato un cambiamento epocale nel mondo. Lavoriamo ogni giorno per offrire treni sempre più veloci, comodi e puntuali per accorciare le distanze. Adesso aggiungiamo al nostro progetto altre due parole chiave: capillarità e accessibilità. Vuol dire che dobbiamo concentrarci nell’offrire maggiore capillarità nei collegamenti. Solo così si garantisce accessibilità ai luoghi e il turismo in Italia può diventare una vera e propria industria.

In concreto?
La visione strategica di Trenitalia punta sempre più a integrare, in una piattaforma globale, il sistema dei trasporti, le imprese private e le istituzioni pubbliche. È solo coniugando le politiche dei trasporti a quelle del territorio e alle esigenze di un turismo sostenibile e moderno che si possono creare le condizioni di sviluppo di un sistema davvero attrattivo. I risultati di questa estate dimostrano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, verso un turismo sostenibile, coerente a una sempre maggiore coscienza ambientale, favorito dal sistema delle Frecce: comode, convenienti e, soprattutto, capaci di ridurre ogni anno le emissioni di CO2 nell’ambiente.

Ci dia qualche numero.
Accordi di co-marketing, nuove rotte turistiche, fermate speciali in occasione di eventi, ma anche offerte e promozioni ad hoc per tutte le età oltre a tante idee di viaggio ci hanno portato ad una estate da record: 25 milioni di passeggeri sulle Frecce Trenitalia e gli altri treni a percorrenza nazionale.  Parliamo del più tre per cento rispetto al 2015. Vuole sapere quali sono state le mete più gettonate? Riviera Romagnola, Puglia, Sicilia e Trentino Alto Adige. Abbiamo avuto una crescita anche per i flussi turistici nelle città d’arte, in particolare a Roma, Venezia, Firenze e Napoli.
Ma quest’anno abbiamo avuto una grande novità che ci rende orgogliosi soprattutto per gli apprezzabili risultati.

Cioè?
Quella capillarità nei collegamenti di cui parlavamo all’inizio che garantisce l’accessibilità può realizzarsi solo con una mobilità sempre più integrata. Ci siamo chiesti: quali sono quelle mete turistiche, quelle bellezze italiane apprezzate da tutto il mondo che non possono non essere collegate al sistema dell’alta velocità? Ci siamo così inventati il Freccialink. Un servizio integrato (Frecce AV + Bus) e un unico biglietto per collegare Siena, Perugia, L’Aquila, Matera e Potenza con Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno grazie all’alta velocità. In tre mesi abbiamo dato la possibilità a 12mila persone di raggiungere queste città. Grazie a Freccialink Perugia ha registrato quattromila presenze in più e Matera cinquemila.

Debutta in Italia davanti a 1.200 spettatori la nuova generazione Scania Posta in arrivo x

L’evento di presentazione della nuova generazione Scania in Italia, tenutosi a Villa Erba, è stato un momento unico nella storia del marchio svedese. Si è trattato di un evento spettacolare per svelare ai 1.200 ospiti giunti da tutta Italia le novità della nuova generazione Scania. Giornalisti, clienti, clienti dei clienti, partner commerciali, allestitori, rappresentanti delle istituzioni, opinion leader e tutta l’organizzazione Scania hanno dato vita alla più ampia platea mai avuta da Italscania prima d’ora.

“Siamo qui per celebrare l’inizio di una nuova era che ci proietta nel futuro ma che affonda radici profonde nei 125 anni di storia di Scania. Un’azienda che ha fatto la storia del trasporto, oggi attiva in più di 100 mercati e con una squadra vincente di oltre 45.000 persone in tutto il mondo. Un’azienda costantemente impegnata nel porre il cliente al centro delle sue attenzioni, nel garantirgli i massimi livelli di profittabilità e in prima linea nel fornire il suo contribuito alla costruzione di una società sempre più orientata alla sostenibilità”, ha evidenziato Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania.

Il lancio nazionale della nuova generazione Scania è stato il momento clou dell’evento. Al tempo stesso, a Villa Erba sono stati condivisi messaggi e visioni relative all’attuale evoluzione in corso nel sistema dell’autotrasporto, mettendo in evidenza i cambiamenti e la portata delle sfide imprenditoriali che il mercato inesorabilmente impone. Il settore dei trasporti deve confrontarsi, infatti, con la crescente urbanizzazione e la conseguente crescita della domanda di mobilità di beni e persone con un notevole impatto sull’ambiente, sull’economia e tutta la società. Queste le sfide globali che stanno ridefinendo il futuro del trasporto.

“La nuova generazione di autocarri e servizi è la risposta alle nuove sfide che i nostri clienti devono affrontare quotidianamente per rimanere sul mercato”, ha evidenziato Fenoglio. “Scania è pronta a guidare il cambiamento verso un sistema di trasporto più sostenibile, offrendo una mobilità migliore per la società e più profittevole per le imprese. Il punto di partenza sono proprio le imprese, le loro peculiarità, il loro contesto operativo, le singole applicazioni di trasporto. L’obiettivo è fornire ai nostri clienti soluzioni su misura per raggiungere la massima redditività, sempre nel segno della sostenibilità”, ha concluso Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania.

*A rischio obiettivo -50% entro 2020*

Torna a salire*, per la prima volta dal 2001, *il numero delle vittime di
incidenti stradali in Europa. *

*Nel 2015*, infatti, *sulle strade della UE*, *26.300 persone hanno perso
la vita* (in media 70 al giorno): *l’1,3% in più* rispetto all’anno
precedente. *Nel  nostro Paese* - sulla base delle stime preliminari
ACI-Istat - la percentuale risulta leggermente più alta *+1,4%:* *3.430 le
vittime* (quasi 10 al giorno), *49 in più rispetto al 2014*.

Lo rileva la decima edizione del *Road Safety Performance Index Report* (il
programma di valutazione dei progressi in materia di sicurezza stradale, al
quale partecipa anche l’*ACI*), realizzato dal *Consiglio Europeo per la
Sicurezza dei Trasporti (ETSC)*. Sono 3, secondo l’analisi di ETSC, le
cause che rischiano di impedire all’UE di raggiungere l’obiettivo di
ridurre del 50%, entro il 2020, il numero delle vittime degli incidenti
stradali: la *diminuzione dei controlli sulle violazioni al Codice della
Strada*, i *mancati investimenti in infrastrutture più sicure* e gli
*interventi
limitati nel contrasto a velocità e alcool*.

Se la tendenza del 2015 non si invertirà, l’Europa per raggiungere
l’obiettivo fissato dovrà ottenere una riduzione media annua di quasi il
10% dei morti su strada, un risultato di segno opposto e decisamente
lontano dal +1,3% fatto registrare lo scorso anno.

Sulla carta non si tratta di un obiettivo impossibile, almeno non per i
singoli Stati, quattro di loro, infatti, sono riusciti a ottenere
percentuali anche più elevate.

La migliore prestazione in assoluto (se si esclude il -20,4% della
Norvegia, che non fa parte della UE) è quella dell’Estonia: -14,1%, seguono
l’Irlanda (-14%), la Lettonia (-11,3%) e la Lituania (-11%). Bene anche la
Polonia (-8,2%), riduzioni meno significative, invece, in Svezia (-4,1%),
in Danimarca (-2,7%) e in Portogallo (-1,7%). Ci sono, però, Paesi che
hanno fatto registrare preoccupanti percentuali di crescita a doppia cifra:
Cipro, ad esempio, dove, nel 2015, i morti sulle strade sono aumentati del
26,7%, il peggiore risultato tra i 28. Aumenti non confortanti anche in
Finlandia (+13,5%), in Croazia (+13%), in Slovenia (+11%), in Austria
(+10,5%) e a Malta (+10%). In linea con la media europea, invece, la Grecia
(+1,3) e l’Italia (+1,4), situazione invariata in Spagna, unico Paese a
“crescita zero”.

Tra le *cause principali*: *l’eccesso di velocità*, la *distrazione*,
il *mancato
utilizzo delle cinture di sicurezza e l’alcool*, che risulta addirittura
collegato a un quarto dei morti per incidente, anche perché si stima che
circa il 2% delle distanze venga percorso con tassi alcolemici fuori legge.

*In Italia* - dove il numero delle *sanzioni per eccesso di velocità è
aumentato* in seguito alla maggiore diffusione degli autovelox - il numero
dei *controlli sul tasso alcolemico*, viceversa, * continua a diminuire*.
In rapporto agli abitanti, si tratta della cifra più bassa d’Europa.
Stabile, invece, la percentuale di automobilisti (2,5%) ai quali sono stati
riscontrati valori di alcool nel sangue superiori ai limiti consentiti.

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