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Quasi un quarto dei distributori di metano attivi oggi in Italia sono stati aperti negli ultimi cinque anni

Quasi un quarto dei distributori di metano presenti oggi in Italia sono stati aperti
nel ultimi cinque anni. Nel nostro Paese, infatti, sono attualmente attivi 1.121
distributori di metano, dei quali 261 (e cioè il 23,3%) sono stati aperti dal 2011
al 2016. Questo dato, che è emerso durante il convegno “Mutamenti in corso”
organizzato da Federmetano, rende l’idea di quanto la diffusione dei distributori di
metano in Italia abbia subito una forte accelerazione negli ultimi anni, sulla
spinta del sempre maggiore interesse che gli italiani dimostrano verso i veicoli a
metano.

“Insieme alla rete di distribuzione – sottolinea Dante Natali, presidente di
Federmetano – è cresciuto anche il parco circolante di veicoli a metano, che è
arrivato a sfiorare quota un milione, anche grazie all’aumento del numero di modelli
a metano prodotti dalle case automobilistiche e disponibili oggi sul mercato. E’ da
segnalare, poi, anche il rapido sviluppo del settore del GNL (metano liquido): sono
infatti 12 i distributori GNL già presenti sul mercato italiano, tutti nati in tempi
recentissimi. Per continuare a crescere bisogna puntare su comparti che possono
essere ancora sviluppati, come quello dei distributori di metano in autostrada, che
oggi sono 42, di cui 25 nel Nord Italia, 11 nel Centro e 6 nel Sud”.

Protagonisti della crescita dei distributori di metano in Italia sono anche gli
operatori facneti parte di gruppi internazionali, come Gas Natural Vendita, che può
contare oggi su una rete di 11 distributori, presenti soprattutto nelle regioni del
Sud Italia, e su 17 distributori in fase di apertura. “La nostra politica di
crescita – sottolinea Giovanni Papagni, gestione e sviluppo servizi energetici di
Gas Natural Vendita Italia – ci ha portato ad investire in zone in cui la rete di
distribuzione di metano era meno sviluppata, soprattutto nel Sud Italia, ed in pochi
anni siamo stati in grado di diventare uno dei protagonisti di questo settore.
Vogliamo continuare a crescere, e per questo ci rivolgiamo a tutti gli operatori del
settore della distribuzione di carburanti che sono interessati ad arricchire il
proprio business con il metano. Il nostro è un pacchetto integrale che comprende
l’offerta della concessione per l’uso dell’impianto di compressione con incluso il
servizio
di manutenzione ordinaria e straordinaria e tutto il supporto marketing propedeutico
al lancio e allo sviluppo della stazione di servizio”.

Il convegno “Mutamenti in corso” è stato anche l’occasione per approfondire le
tematiche relative alle normative sulle emissioni veicolari, con un approfondimento,
a cura di Simone Casadei, responsabile laboratorio emissioni autoveicolari di
Innovhub – stazioni sperimentali per l’industria, sui più recenti cambiamenti
normativi e sulle strategie da mettere in atto per raggiungere gli ambiziosi
obiettivi dettati a livello comunitario.

Al convegno “Mutamenti in corso” è intervenuta anche Francesca Morra, avvocato
presso lo studio legale Paul Hastings, con una relazione in merito al ritardo
nell’applicazione delle penali per esubero della capacità giornaliera per gli utenti
allacciati alle reti distributive. E’ stato evidenziato come una maggiore attenzione
da parte degli operatori nella stipula di contratti di fornitura del gas sia
importante non solo dal punto di vista normativo e contrattuale, ma anche economico.
Antonio Nicotra, director business development di Gasfin (società specializzata
nello sviluppo, nella costruzione e nella gestione di impianti criogenici) ha
rimarcato le benemerenze e la grande versatilità del GNL in quanto carburante
d’elezione per i distributori non serviti dal metanodotto ed anche in virtù del
fatto che i serbatoi criogenici del GNL nei veicoli pesanti occupano uno spazio
comparabile rispetto ad un serbatoio per gasolio.
In chiusura dei lavori sono intervenuti anche Vincenzo Correggia, del Ministero
dello Sviluppo Economico, che ha parlato degli aggiornamenti in merito al recente
decreto sulle attrezzature in pressione (D. Lgsl. N° 26 del 15.02.2016) e Carlo
Gasperi, Sales Engineering di Italscania Spa, che ha presentato le ultime novità
commerciali di Scania in tema di tecnologie per i motori a metano

Mezzi pesanti: il 21,3% dei viaggi effettuati in Europa è a vuoto

Nel 2014 in Europa i viaggi a vuoto, ovvero i viaggi con cui un autocarro si reca senza merci al suo successivo punto di carico, sono stati il 21,3% sul totale dei viaggi effettuati. Questa percentuale sale al 24,6% se si prendono in considerazione solo le merci trasportate a livello nazionale, mentre si riduce al 12,7% per le merci trasportate a livello internazionale. Questi dati di fonte Eurostat sono stati analizzati e resi noti dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici).

Come emerge chiaramente dai dati citati, dunque, è a vuoto più di un quinto dei viaggi effettuati dagli autotrasportatori sulle strade europee. Si tratta senza dubbio di un dato negativo per l’economia, ma anche per l’ambiente. I viaggi a vuoto, infatti, hanno un peso rilevante sui consumi di carburante, sulle emissioni di CO2 e sui costi in generale delle aziende dell’autotrasporto. Il dato sui viaggi a vuoto diventa ancora più rilevante se si considera che in alcuni casi, come quello dei trasporti speciali (per esempio i camion con mezzi frigo, con autocisterne o i veicoli per il trasporto rifiuti), i viaggi a vuoto rappresentano una componente addirittura inevitabile del trasporto merci su strada e, quindi, la loro quota sulla percentuale dei viaggi a vuoto è ancora più elevata. Questo perché per gli autocarri con allestimenti speciali è solitamente difficile trovare un carico per il viaggio di ritorno.
Cosa si può fare allora per rendere il trasporto su gomma più efficiente e, allo stesso tempo, economico e sostenibile? Una soluzione che oggi sta prendendo sempre più piede è quella del tir sharing.
Il tir sharing funziona nella stessa maniera del più noto car sharing, già ampiamente diffuso nel mondo dei trasporti, con la differenza che, anziché trasportare con l’auto passeggeri che condividono lo stesso itineario, si trasportano carichi con i tir. In particolare, tramite le principali piattaforme online di borsa carichi, è possibile mettere in contatto le richieste di un mezzo di trasporto con le offerte di un carico. In questo modo chi dispone di un mezzo, ma non di un carico, può ridurre i viaggi a vuoto. Chi invece dispone di un carico, ma non di un mezzo, può effettuare la consegna della propria merce ad un prezzo inferiore, in quanto risparmia sui costi di utilizzo del mezzo, sfruttando un viaggio già programmato da un altro autotrasportatore.
Il sistema del tir sharing, dunque, si basa su una pianificazione della logistica che consente di concentrare gli spostamenti delle merci e di convogliarli verso quei tir che partirebbero con un carico parziale. Utilizzando la piena capacità di carico dei mezzi durante ogni loro spostamento si ottiene così il vantaggio di ridurre ed ottimizzare il traffico via gomma, con ricadute positive sia sulla viabilità che sull’ambiente, oltre che sul bilancio economico delle aziende autotrasportatrici.
Una soluzione eccellente, poi, per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, sottolinea Airp, è l’uso di pneumatici ricostruiti. La ricostruzione dei pneumatici, infatti, apporta notevoli benefici dal punto di vista ecologico, in quanto consente di dare una seconda vita ai pneumatici usati che altrimenti verrebbero smaltiti nell’ambiente. I pneumatici ricostruiti, inoltre, costano anche di meno, poiché il processo di ricostruzione prevede il riutilizzo delle strutture portanti del pneumatico ancora integre. Tutto ciò, naturalmente, senza pregiudicare la sicurezza della circolazione. I ricostruiti offrono infatti caratteristiche di affidabilità e sicurezza del tutto analoghe a quelle dei pneumatici nuovi, poiché sottoposti agli stessi test di durata, carico e velocità previsti per le gomme nuove prima di essere immessi in commercio.

Ispezioni del Programma SAFA effettuate in Europa e dall’ENAC nell’ultimo triennio

Con riferimento ad alcune notizie di stampa che, analizzando la recente sciagura del volo della compagnia egiziana Egyptair, richiamano la presunta mancata applicazione, in tutta Europa, delle regole previste dal Programma comunitario SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft), l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile fornisce una sintesi delle ispezioni realizzate dalle autorità Europee dell’aviazione civile e dall’Ente nel corso dell’ultimo triennio.
Il programma SAFA consiste in ispezioni di rampa agli aeromobili in transito negli aeroporti europei e fa parte del programma di sicurezza dell’Unione Europea. È finalizzato al controllo delle condizioni di sicurezza del velivolo intesa come la capacità tecnica di intraprendere un volo sicuro.
La presenza di non conformità tecniche, documentali o sugli allestimenti dell’aeromobile riscontrate durante le ispezioni è classificata in gradi di severità che possono comportare il divieto della successiva partenza dell’aeromobile, fino a quando non siano state ripristinate le previste condizioni di sicurezza.
Inizialmente prevedeva la partecipazione volontaria degli Stati membri, mentre in una seconda fase, a seguito di alcuni provvedimenti legislativi comunitari e della creazione della Safety List Comunitaria (comunemente chiamata Black List), ha assunto un’importanza sempre maggiore fino a diventare determinante nella valutazione della sicurezza degli operatori che ricadono sotto la sorveglianza delle autorità dei Paesi terzi.
Inoltre, negli ultimi anni hanno aderito al Programma anche alcuni Stati extra UE, sia dell’area europea allargata (Albania, Armenia, Bosnia, Georgia, Macedonia, Moldova, Montenegro, Serbia, Turchia, Ucraina), sia extra europea (Canada, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Singapore), facendo del SAFA un programma a livello planetario.

Italia leader fra i maggiori paesi europei per le immatricolazioni di veicoli commerciali

L’Italia è al primo posto, fra i maggiori paesi europei, nella graduatoria in base alla crescita delle immatricolazioni di veicoli commerciali nel primo trimestre del 2016. Infatti nel nostro Paese da gennaio a marzo le immatricolazioni di veicoli commerciali, secondo i dati diffusi da Acea e resi noti dal Centro Ricerche Continental Autocarro, sono aumentate del 27,9% rispetto allo stesso periodo del 2015. In Spagna la crescita è stata del 10,6%, in Francia del 10,2%, in Germania del 9,2% e nel Regno Unito del 2,2%. L’incremento italiano è superiore anche alla media degli aumenti registrati nei paesi europei, che è del 12,1%.
La leadership italiana nell’ambito dei maggiori paesi europei si conferma anche se si prendono in considerazione solo le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri (e cioè con Ptt fino a 3,5 T). Infatti in questo comparto l’aumento italiano è stato del 30%, contro una media europea dell’11,3%.
Nel comparto dei veicoli pesanti (e cioè con Ptt di 16 T e oltre) le immatricolazioni nel nostro Paese sono cresciute del 19,1%, contro una media europea del 18%. Prendendo in considerazione i dati dei maggiori paesi europei si può notare che l’aumento italiano è superato solo da quello spagnolo, che è stato del 22,1%.
“I dati sulle immatricolazioni di veicoli commerciali – sottolinea Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia – confermano che nel nostro Paese è in atto una ripresa, e che tale ripresa ha un effetto positivo anche sui trasporti di merci, tanto che le aziende di trasporto italiane stanno rinnovando il parco di mezzi a loro disposizione con l’acquisizione, finalmente, di nuovi veicoli, più sicuri ed ecocompatibili, in sostituzione di veicoli che ormai sono giunti alla fine del loro ciclo di vita”.

L’andamento positivo delle immatricolazioni di veicoli commerciali in Italia non ha avuto inizio nel 2016, ma si può riscontrare anche prendendo in esame i dati del 2015 e confrontandoli con quelli del 2014, come emerge dai dati, che includono i prospetti delle immatricolazioni a livello regionale e provinciale, rilasciati dal Centro Ricerche Continental Autocarro il 26 aprile scorso.

FS italiane costruirá due linee AV in Iran

Realizzazione di due linee ad Alta Velocità, di un test center e formazione del personale.

Sono questi i punti salienti dell’intesa quadro di cooperazione (framework cooperation) raggiunta tra il Gruppo FS Italiane e le Ferrovie della Repubblica Islamica di Iran (RAI). L’accordo è stato firmato oggi a Teheran dall’ad di FS, Renato Mazzoncini, e dal vice ministro dei Trasporti e presidente di RAI (Ferrovie Iraniane) Pour Seyed Aghaei, alla presenza del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, e del presidente dell’Iran, Hassan Rouhani.

Con l’intesa di oggi, che segue il Memorandum of Understanding firmato dalle parti il 9 febbraio scorso, le Ferrovie dello Stato Italiane si confermano in prima linea per lo sviluppo della rete ferroviaria dell’Iran: le FS, in qualità di General Contractor, provvederanno infatti alla progettazione, alla realizzazione, ai test e alla messa in servizio delle linee alta velocità Teheran – Hamedan e Qom – Arak; Italcertifer, la società di certificazione del Gruppo, lavorerà invece alla progettazione, alla realizzazione e alla certificazione del Test Center delle Ferrovie Iraniane, un centro di prova per testare con apparecchiature all’avanguardia sia l’infrastruttura sia il materiale rotabile.

L’accordo prevede anche che il Gruppo FS Italiane fornisca un programma completo di formazione per il personale delle ferrovie iraniane.

Gli impegni di cooperazione beneficeranno di un finanziamento all’esportazione interamente garantito da SACE (Gruppo CDP) ed erogato da Cassa Depositi e Prestiti in complementarietà con il sistema bancario, con l’intervento di SIMEST (Gruppo CDP) per la stabilizzazione del tasso di interesse.

“Questo accordo di cooperazione – ha dichiarato Renato Mazzoncini, ad di FS Italiane – conferma la forte domanda, a livello internazionale, dell’esperienza e del know how italiano in campo ferroviario. Siamo molto orgogliosi di contribuire in maniera concreta al successo del Sistema Italia in giro per il mondo: l’espansione sui mercati esteri e l’internazionalizzazione delle nostre attività, sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello del servizio sulle linee a mercato nei corridoi europei, saranno uno dei punti chiave del piano industriale a cui stiamo lavorando”.

L’infrastruttura ferroviaria dell’Iran si estende per circa 10.000 km e prevede un ampliamento del network fino a 25.000 chilometri nel 2025, di cui 7.500 chilometri di linee già in costruzione.

Il traffico totale è aumentato del 3,6% Nel 2015 il traffico in autostrada di veicoli pesanti è cresciuto del 3,8%

Nel 2015 il traffico di veicoli pesanti in autostrada è aumentato del 3,8% rispetto
al 2014. Il traffico totale è cresciuto del 3,6% rispetto all’anno precedente.
Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su
dati Aiscat (Associazione Italiana Concessionarie Autostrade e Trafori).
A fronte di un aumento del traffico in autostrada, vi è però da segnalare che sono
cresciuti anche gli incidenti, che hanno fatto registrare una crescita generale del
2,6%. E’ maggiore la percentuale di crescita degli incidenti se si prendono in
considerazione i veicoli pesanti: infatti nel 2015 gli incidenti autostradali che
hanno coinvolto veicoli pesanti sono aumentati del 14,2% rispetto al 2014. Si tratta
di un dato da non sottovalutare, a maggior ragione alla luce del fatto che nello
stesso periodo considerato gli incidenti che hanno coinvolto veicoli leggeri in
autostrada non sono aumentati, ma sono diminuiti dello 0,1%.
“Potrebbe sembrare un dato fisiologico – commenta Alessandro De Martino,
amministratore delegato di Continental Italia – che con la crescita del traffico in
autostrada siano aumentati anche gli incidenti. Vi è però da sottolineare che
l’obiettivo della strategia messa in campo dall’Unione Europea è quello di aumentare
la sicurezza stradale e quindi di ridurre il numero di incidenti e di persone
coinvolte negli incidenti in tutto il continente. Anche Continental è fortemente
impegnata sul tema della sicurezza, infatti è riconosciuta come un centro di
competenza nella sicurezza stradale e nella mobilità sostenibile ed è firmataria
della Carta Europea sulla sicurezza stradale, che ha come obiettivo quello di
risparmiare 25.000 vite ogni anno a causa d’incidenti sulle strade europee. Per
questo Continental mette a disposizione di tutti gli automobilisti e degli operatori
del settore dell’autotrasporto tecnologie di ultima generazione che contribuiscono
ad aumentare la sicurezza
ed al contempo consentono di ridurre le spese di gestione dei veicoli. Ad esempio,
un semplice sensore che controlla la pressione di gonfiaggio dei pneumatici (Tyre
Pressure Monitoring System, o TPMS come il ContiPressureCheck di Continental) è
sufficiente per diminuire i consumi di carburante, e quindi anche le emissioni
nocive, e mette a disposizione dei conducenti le informazioni necessarie per
decidere se i pneumatici sono adatti alla circolazione o meno, contribuendo quindi
ad accrescere il livello di sicurezza del veicolo stesso”.

Norwegian: nuova base a Roma ed almeno 60 assunzioni d’italiani. E nel 2017 voli da Fiumicino agli Stati Uniti

Almeno 60 nuovi posti di lavoro fra piloti ed assistenti di volo e due aerei B-737 che si avvicenderanno verso 7 destinazioni in nord-Europa: questi i numeri per ora, della nuova base operativa che la compagnia low-cost Norwegian intende aprire all’aeroporto di Roma-Fiumicino a far data dal 27 di questo mese. L’Italia dunque, ed in particolare lo scalo romano che “Riveste un importante ruolo strategico nei nostri piani di sviluppo: all’interno del network” e che rappresenta “La porta d’accesso per l’Italia dal nord-Europa. Non a caso, solo nel 2015, due terzi del volume dei nostri passeggeri sul mercato italiano è stato generato proprio dal ‘Leonardo da Vinci’”, commenta il ceo nonché fondatore dell’aviolinea Bjorn Kjos, che sottolinea: “Per questo a partire dalla prossima stagione estiva abbiamo deciso di investire sullo scalo di Fiumicino avviando la nostra prima base in Italia, e questo è soltanto l’inizio”. Potenziare la sua presenza sul mercato romano è infatti per il vettore aereo norvegese fondamentale in un’ottica di investimenti futuri,e come alternativa per gli spostamenti dall’Italia verso le principali mete nord-europee, che per il momento come annunciato dalla stessa compagnia sono Oslo, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Bergen, Goteborg e Londra Gatwick.
Senza contare, rincara il Chief Commercial Officer Thomas Ramdahl,che Roma “E’ una delle destinazioni più gettonate”. Importante è dunque intercettare questo traffico con voli diretti da Roma verso l’alta Europa e viceversa. Per questo sarà necessario nuovo personale ha aggiunto Ramdahl. La cui selezione comincerà nelle prossime settimane. “Presumiamo che per l’inizio dell’estate la base di Fiumicino funzionerà a pieno regime con personale italiano. Ricerchiamo infatti in questo caso lavoratori italiani, e come requisito personale che corrisponda al profilo richiesto dalla nostra azienda, quindi con conoscenze tecniche ed esperienza già maturata nel campo”.
La low-cost guarda però anche ai collegamenti transoceanici dalla nostra capitale. Sempre il Chief Commercial Officer ha infatti informato che Norvegian pensa a tratte di lungo raggio verso gli Stati Uniti già a partire dal 2017 per cavalcare un nuovo mercato che “Favorisca l’incremento del traffico-passeggeri sulle rotte transatlantiche senza sottrarre quote ai vettori tradizionali. Crediamo che una maggiore scelta possa offrire ai viaggiatori molti vantaggi: prezzi competitivi, migliore qualità del servizio e potenziamento delle frequenze dei voli tra Italia e Stati Uniti”.
Norwegian Air Shuttle con 26 milioni di passeggeri trasportati nel 2015 è la seconda delle compagnie scandinave e la decima in Europa.
Dal febbraio ha in flotta 106 velivoli. Sia per lo svecchiamento delle macchine che per l’aumento del parco aereo l’aviolinea ha inoltre in ordine 200 nuovi aeromobili equamente distribuiti fra A-320neo e B-737 MAX8 che saranno consegnati fra il 2016 ed il 2017, senza contare l’aquando consistente numero di opzioni in essere (156).

FS Italiane a Teheran: cooperazione con le ferrovie iraniane per realizzare le linee Alta Velocità

Le ferrovie iraniane scelgono le eccellenze dell’Alta Velocità italiana per realizzare le linee AV TeheranHamadan e ArakQom.
Ricerca di nuovo materiale rotabile AV e convenzionale in Italia, formazione del personale ferroviario e realizzazione di un test center.
Sono i principali impegni in Iran del Gruppo FS Italiane, al centro del MOU (Memorandum of Understanding) firmato oggi a Teheran dal Vice Ministro dei Trasporti e presidente di RAI (Ferrovie Iraniane) Our Sayed Aghaei e dall’ad di FS Italiane Renato Mazzoncini.
Il valore complessivo dell’operazione di export credit per i progetti ferroviari in Iran potrà raggiungere i 5 miliardi di euro.
Con l’intesa di oggi il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane si conferma in prima linea per lo sviluppo della rete ferroviaria dell’Iran, con la realizzazione, la progettazione, la costruzione e la messa in servizio delle linee alta velocità Teheran – Hamadan e Arak – Qom.

Italcertifer inoltre lavorerà alla progettazione preliminare del Test Center delle Ferrovie Iraniane, un centro di prova per testare con apparecchiature all’avanguardia sia l’infrastruttura sia il materiale rotabile.

Grazie all’accordo firmato oggi a Teheran il Gruppo Fs fornirà assistenza alle Ferrovie Iraniane nella ricerca di materiale rotabile in Italia sia per l’alta velocità sia per le linee convenzionali oltre a fornire un programma completo di formazione per il personale delle ferrovie iraniane.

Italferr, la società di engineering del Gruppo Fs, ha inoltre ottenuto un contratto di assistenza tecnica a RAI per il progetto della linea Alta Velocità Teheran-Qom-Isfahan, circa 400 chilometri.
L’infrastruttura ferroviaria dell’Iran si estende per circa 10.000 km e prevede un ampliamento del network fino a 25.000 chilometri nel 2025, di cui 7.500 chilometri di linee già in costruzione.

Tutti gli impegni di cooperazione previsti dal MOU beneficeranno di un finanziamento sulla base dell’export credit. Sace e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) hanno già emesso due lettere separate per offerte di interesse generale per i progetti ferroviari in Iran.

Il 15 dicembre scorso il Vice Ministro dei Trasporti e presidente di RAI (Ferrovie Iraniane) Aghaei, aveva incontrato in Italia l’ad di FS Italiane Renato Mazzoncini, visitato i principali impianti del Gruppo FS Italiane e testato il Frecciarossa 1000.

Italia – Slovenia, a Trieste un convegno sullo sviluppo delle infrastrutture nell’Alto Adriatico

Lo sviluppo economico e infrastrutturale dell’Alto Adriatico, le connessione con le reti di trasporto europee (Ten-T) e le relazioni tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia nel campo delle gradi direttrici viarie. Sono stati questi i principali temi dell’incontro di oggi a Trieste intitolato L’Alto Adriatico come gateway nelle reti di trasporto transeuropee Ten-T.

Presenti il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e il commissario europeo ALLA MOBILITÀ E ai Trasporti, Violeta Bulc.

All’incontro ha partecipato, fra gli altri, anche l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile.

“I temi dell’intermodalità e della portualità toccano in maniera sostanziale l’Italia, in particolare il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia e le buone relazioni tra i due Paesi, nell’ambito delle strategie Alpina e Adriatico – Ionica, e rappresentano un fattore fondamentale per ottenere buoni risultati”, ha affermato Debora Serracchiani aprendo i lavori.

La presenza del commissario europeo ai Trasporti è stata l’occasione per fare il punto sulle grandi sfide della programmazione europea nel settore dei trasporti e focalizzare l’attenzione sugli impegni fondamentali che riguardano quest’area”, ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Sul tema della portualità – ha proseguito Serracchiani – è emersa una condivisione sulla necessità di una sinergia sempre maggiore tra i porti di Trieste e Capodistria, che si traduce nell’impegno della Commissione europea e del Governo italiano, confermato anche da RFI, di investire sul sistema ferroviario. In questo senso collegare i due porti sarebbe un elemento di forte competitività per tutto l’Alto Adriatico”.

Per  Debora Serracchiani i porti “devono essere in grado di raccogliere la sfida rappresentata dall’ampliamento del canale di Suez e dalla possibilità di intercettare nuovi traffici e stringere sinergie con i Paesi dell’Est e dell’Asia. In questo senso l’accordo sottoscritto con Rete Ferroviaria Italiana ci permette di avere una programmazione lunga 17 anni sulla quale prevedere investimenti importanti che vanno dalla velocizzazione della linea Venezia – Trieste all’adeguamento della stazione di Campo Marzio per arrivare al nodo di Udine e alla linea dei Bivi di Venezia Mestre”. “Interventi – conclude Serracchiani – che ci consentiranno di ritrovare la competitività che si era persa sul settore ferroviario”.

Il ruolo di Rete Ferroviaria Italiana

Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI, ha ricordato gli investimenti in programma in quest’area per l’hub merci Trieste Campo Marzio, la velocizzazione della linea Venezia – Trieste e lo sviluppo del nodo di Udine: “Stiamo lavorando a un nuovo scalo merci a Campo Marzio che servirà  i moli del porto di Trieste, con binari lunghiI 750 metri dove sarà  possibile comporre/scomporre treni a massima lunghezza, con un grande risparmio sui servizi di manovra”.

Sullo studio di fattibilità per la velocizzazione della linea Venezia - Trieste Gentile ha ricordato che “stiamo dando una risposta concreta, raggiungibile in breve tempo, e alternativa del quadruplicamento veloce, per garantire una linea a maggiore capacità e velocità”. Gentile è anche intervenuto sul nodo di Udine, dove “la separazione dei traffici merci e passeggeri è fondamentale in direzione Tarvisio”.

Guardando verso Ovest Gentile ha ribadito che “è importante, per i flussi di traffico provenienti e diretti in Friuli Venezia Giulia, il ripristino della linea dei Bivi che consentirà di ‘shuntare’ Venezia Mestre e verso ovest raggiungere molto più rapidamente Padova”.  “Per quanto riguarda i collegamenti con la Slovenia – ha proseguito Gentile – siamo impegnati nello studio del progetto di velocizzazione della linea Trieste – Divača che consentirà ai treni una velocità media di 100 km/h, doterà le stazioni di binari di stazionamento lunghi 750 metri e porterà alla soppressione tutti i passaggi  a livello”. “Un progetto anche questo – conclude Gentile – molto concreto con costi relativamente contenuti, ma che in breve tempo può dare una risposta in attesa di ulteriori sviluppi per i collegamenti dal porto di Trieste verso la Slovenia”.

Il parere del commissario europeo ai Trasporti

A chiudere i lavori è stata Violeta Bulc, commissario europeo alla mobilità e ai Trasporti:  “I progetti comunitari si fondano su alcuni principi cardine che danno priorità alla necessità di collegare tutti gli Stati membri e inserirli nel comune mercato europeo, dando priorità ai colli di bottiglia e alla riduzione dell’impatto ambientale, portando merci e persone il più possibile dalla gomma alla rotaia”.

La progettualità locale, e in particolare quella transfrontaliera, è molto gradita alla Commissione e ci sono spazi per ottenere cofinanziamenti europei” ha aggiunto Bulc. “In questo senso l’Alto Adriatico rappresenta una finestra e un punto di entrata verso i grossi centri industriali dell’Europa centrale. Mi auguro che i porti italiani, sloveni e croati sappiano collaborare e trovare una giusta organizzazione per veicolare i traffici che provengono soprattutto dall’Asia. Sono convinta che con saggezza economica e politica, questi porti riusciranno a mettere in piedi strutture di eccellenza”.

Il Porto di Venezia ritorna a Teheran per riportare traffici storici

il Porto di Venezia partecipa alla Missione
Istituzionale organizzata da Confindustria e ITA � Italian Trade Agency e
promossa dai Ministeri degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale,
delle Infrastrutture e dei Trasporti, dello Sviluppo Economico e delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Dopo la visita del presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan
Rohani, in Italia, il Porto di Venezia viaggia in Iran a seguito del
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, con
l'obiettivo di approfondire le opportunità che si sono aperte in particolare
per il settore delle break bulk e dei Project Cargo all�indomani
dell�accordo sul nucleare iraniano che cancella le sanzioni di natura
commerciale che per quasi un decennio hanno penalizzato l�interscambio del
Paese con il resto del mondo. 

Il porto di Venezia è un partner storico di questo Paese nel traffico delle
break bulk e in particolare dei project cargo/colli eccezionali; un comparto
rispetto al quale in Italia e in Europa Venezia ha consolidato una posizione
di leadership incontrastata, movimentando nel 2014 Venezia il 9,1% delle
break bulk che sono transitate per il sistema portuale italiano (24.171.015
tonnellate) e in media 900 colli eccezionali dal valore di circa 900 milioni
di euro.
Il settore dei project ha un elevato valore aggiunto per l'Italia e il Nord
est in particolare, da sempre motore dell'economia nazionale. La logistica
quindi si pone ancora una volta a servizio delle aziende che, con Venezia,
per esportare in tutto il mondo gli oversize/overweigh hanno a disposizione
tre corridoi �certificati�: considerati dal punto di vista ingegneristico i
parametri di peso, altezza, lunghezza, larghezza non vi sono infatti
ostruzioni ai colli eccezionali per il raggiungimento di Venezia da sud/sud
ovest, da est, da ovest.
Meno di un mese fa, è partito da Venezia proprio con destinazione IRAN un
gigantesco �WASTE HEAT BOILER� su nave Ro-Ro: il collo eccezionale (Peso
1.350 Ton - Altezza 19 metri) era una parte importante di un impianto di
metanolo in costruzione nel Sud dell’Iran di cui Simic, società
internazionale con sede operativa proprio a Marghera, specializzata nella
progettazione e fabbricazione di apparecchi critici di processo e nel
montaggio e manutenzione di impianti industriali, ha prodotto tutti gli
apparecchi critici.
In Iran sarà presente Alessandro Santi, membro del Comitato Portuale,
Presidente degli Agenti Raccomandatari e mediatori Marittimi del Veneto, per
promuovere l'offerta del porto di Venezia e dei suoi operatori.
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Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
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