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Il Trenoverde fa tappa a Pescara

Il treno difende l’ambiente e migliora la qualità della vita
Il sistema di trasporto è il sistema industriale che assorbe la maggiore quantità di energia ed emette il più alto quantitativo di CO2. In questo contesto il treno produce il 70% di gas serra in meno rispetto all’aereo e il 60% in meno rispetto all’auto.

Trenitalia in Abruzzo
In Abruzzo, con i soli treni regionali – 180 in un giorno feriale – Trenitalia trasporta circa 17.000 viaggiatori al giorno. Immaginando un’occupazione media di due passeggeri per auto, possiamo sicuramente affermare di aver già tolto dalle strade circa 8.500 auto al giorno.

La mobilità, oggi, avviene per il 85%  con mezzo privato.  L’obiettivo comune con le istituzioni non può  quindi essere diverso da quello di spostare sempre più la mobilità dal mezzo privato al treno.

Da Dicembre 2016 – d’intesa con la Regione Abruzzo – è stata introdotta una nuova offerta commerciale ferroviaria, caratterizzata da maggiore frequenza dei servizi nelle aree suburbane, interscambio nelle aree urbane e velocità nelle aree extraurbane, con l’obiettivo di essere maggiormente vicini alle esigenze della mobilità locale.

I risultati raggiunti ad oggi in Abruzzo sono assolutamente apprezzabili e in linea con le prospettive di crescita dei principali indicatori della qualità del servizio.

A tale proposito, nel 2016 il 99,6% delle corse programmate è stato regolarmente effettuato. Le cancellazioni si attestano infatti complessivamente all’0,4%, e soltanto allo 0,2 % per cause imputabili a Trenitalia.

Si tratta di valori di assoluto primato a livello europeo, da confrontare con la percentuale doppia delle cancellazioni registrate tra i regionali francesi (1,8%), più che tripla nel Regno Unito (3%) e quasi quadrupla in Belgio (3,3%).

La puntualità media sull’intera giornata è del 93%, e riguarda i treni giunti a destinazione in orario o comunque non oltre i cinque minuti. La media si attesta al 90,7% nella fascia oraria dei pendolari del mattino e al 91,4% in quella pomeridiana.

La statistica tiene conto di tutti i ritardi, qualunque ne sia la causa, e descrive quindi quanto realmente vissuto dai passeggeri. Se si tenessero invece in considerazione i soli ritardi imputabili a Trenitalia, la puntualità raggiungerebbe il 98,1% .

Il buon andamento delle performance registrato negli ultimi anni si riflette positivamente anche sul gradimento manifestato dai clienti. Le rilevazioni relative a tutto il 2016 – condotte da una società demoscopica esterna al Gruppo FS attraverso una serie di interviste mirate – evidenziano infatti che il 91,8% dei passeggeri dei treni regionali abruzzesi si dichiara soddisfatto del viaggio nel suo complesso.

Trenitalia in Abruzzo è costantemente impegnata a migliorare  le proprie performance ambientali in linea, con le strategie e con le indicazioni del Gruppo FS Italiane. Con il recente Contratto di Servizio, ad esempio, stipulato con la Regione Abruzzo, committente dei servizi ferroviari regionali, è stato previsto il trasporto gratuito delle biciclette sui treni di Trenitalia circolanti nel territorio abruzzese.

Efficientamento dei processi industriali e produttivi e rinnovo della flotta regionale
Per il miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, le principali Società del Gruppo – tra cui Trenitalia – sono dotate di sistemi di gestione certificati in conformità alla norma ISO14001. La politica ambientale guida quindi ogni attività del Gruppo.

Sul fronte energetico i continui efficientamenti dei processi industriali e produttivi e il rinnovo della flotta, quest’ultimo già avviato in maniera significativa in diverse realtà regionali, hanno permesso una riduzione dei consumi per unità di traffico trasportata di circa il 6% di kilo jaule per passeggero chilometro.

In Abruzzo è in atto un importante piano di rinnovo dei treni dedicati ai pendolari regionali, che ha avuto inizio nel dicembre del 2014 con quattro treni Jazz in servizio sulla Sulmona – Pescara – Teramo e sulla Teramo – Pescara – Termoli e proseguito nel gennaio del 2016 con quattro Swing diesel dedicati alla Sulmona – L’Aquila. Il quinto Jazz è entrato in servizio lo scorso 31 gennaio e fa parte di un lotto di ulteriori cinque treni di ultima generazione – 27,4 milioni di euro di investimento complessivo -  dedicati ai pendolari abruzzesi, previsti dal nuovo Contratto di Servizio 2016/2023 sottoscritto lo scorso novembre tra Regione Abruzzo e Trenitalia, che progressivamente entreranno in servizio sulle linee regionali abruzzesi.

I nuovi treni rappresentano un ulteriore tassello per il rinnovo della flotta regionale che Trenitalia sta dedicando ai pendolari attraverso un programma nazionale di rinnovo della flotta (450 nuovi convogli) con un investimento di circa 4,5 miliardi di euro.

In Italia ogni 1.000 abitanti ci sono 0,14 km di autostrade, linee metropolitane e linee ferroviarie

In Italia ogni 1.000 abitanti sono disponibili 0,14 km di infrastrutture viarie per
il trasporto di merci e persone (vale a dire metropolitane, autostrade e linee
ferroviarie suburbane e ad alta velocità). In base a questo dato l’Italia si colloca
al penultimo posto nella graduatoria dei cinque maggiori Paesi europei per l’indice
sulla dotazione di tali infrastrutture ogni 1.000 abitanti. Se stabiliamo infatti un
indice dato dal rapporto tra km di infrastrutture per 1.000 abitanti la situazione è
la seguente: al primo posto si posiziona la Spagna, con un indice sulla dotazione
infrastrutturale di 0,43 km ogni 1.000 abitanti, seguita da Francia (0,22), Germania
(0,21) e, appunto, Italia (0,14). All’ultimo posto si posiziona invece il Regno
Unito (0,10). Questi dati derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla
Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su
dati Legambiente ed Eurostat.
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Tra i maggiori Paesi europei, dunque, solo il Regno Unito fa registrare un indice di
dotazione infrastrutturale inferiore a quello italiano. Il dato sul Regno Unito è
però fortemente influenzato dall’estensione della propria rete autostradale che, per
via della conformazione orografica del territorio britannico, è inferiore rispetto a
quella dei Paesi europei considerati  (in Regno Unito ci sono 3.558 km di
autostrada, contro i 6.996 dell’Italia, degli 11.882 km della Francia, dei 12.879
della Germania e dei 15.235 della Spagna). Gran parte del trasporto di merci e
persone nel Regno Unito, infatti, non si svolge sulla rete autostradale, ma si serve
delle reti fluviali e ferroviarie.
Nonostante questo motivo, l’Italia presenta un indice di dotazione infrastrutturale
che è di poco superiore al Regno Unito, ma, soprattutto, è di gran lunga inferiore
rispetto a quello registrato da Germania, Francia e Spagna. Ciò vuol dire che
bisogna lavorare ancora molto per rendere maggiormente capillare la diffusione della
rete dei trasporti nel nostro Paese. In particolare, molto deve essere ancora fatto
per adeguare e potenziare le reti di trasporto alternative al tradizionale trasporto
su gomma, considerato più inquinante. Se ad esempio prendiamo in considerazione solo
le linee metropolitane e le linee ferroviarie suburbane, il nostro Paese si colloca
all’ultimo posto in valore assoluto rispetto agli altri maggiori Paesi europei per
estensione chilometrica delle reti. La mancanza o la forte carenza nelle
infrastrutture di trasporto comporta l’uso molto elevato dell’auto privata, con
tutte le pesanti criticità ad essa associate: frequenti code sulle strade più
trafficate, inquinamento dell’aria, costi sempre maggiori per il mantenimento delle
autovetture.
Per ovviare a queste problematiche la soluzione non sembra passare, però, solo per
gli investimenti pubblici in infrastrutture. È necessario identificare anche nuove
soluzioni di mobilità, come quella condivisa del car sharing o del car pooling, che
potrebbero diminuire il numero dei veicoli sulle strade e il numero di spostamenti,
permettendo un alleggerimento del traffico e un impatto minore sull’ambiente. In
attesa che queste soluzioni prendano sempre più piede nei prossimi anni, sottolinea
Airp, esistono alcuni accorgimenti che permettono di rendere più economico e allo
stesso tempo più rispettoso dell’ambiente l’uso di mezzi privati e, in generale, di
mezzi di trasporto su gomma. Dispositivi come i pneumatici ricostruiti, ad esempio,
consentono di risparmiare sulle spese di gestione di un autoveicolo ed anche di
rinviare l’esigenza di smaltimento dei pneumatici usati che possono essere
ricostruiti, con evidenti effetti positivi per l’ambiente.

Milano: al via la “Sfida” sostenibile dei cubi di ghiaccio

Due cubi di ghiaccio di identiche dimensioni sono stati infatti posizionati uno all’aria aperta ed esposto alle intemperie e alle variazioni climatiche e l’altro all’interno di una casetta con l’obiettivo di comprendere quanto peso avrà perso quest’ultimo dopo 15 giorni. A corollario, per 2 settimane, una serie di appuntamenti e incontri culturali e scientifici destinati ad approfondire tematiche legate all’universo eco.
Uno solo lo scopo: sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate all’edilizia a basso consumo e sulla sostenibilità ambientale ad ampio respiro, dimostrando concretamente quanto un isolamento termico efficace possa garantire risparmio energetico a mantenimento delle migliori condizioni di benessere. Il tutto senza andare a scompenso di design ed estetica.
<>.
Il progetto dà anche voce all’ambizione di Milano di creare degli spazi-benessere in cui i cittadini possano vivere appieno momenti dal forte valore culturale nel segno della sostenibilità, dell’etica e dell’efficienza energetica.
<>.

A confermare l’importanza del progetto, che ha potuto contare sul patrocinio del Comune di Milano, di AMAT (Agenzia Mobilità Ambiente Territorio del Comune di Milano) e Legambiente, anche la partecipazione di partner operativi (Tecnosugheri che si è occupato della realizzazione dell’installazione in collaborazione con lo Studio LCA e la BLM Domus, divisione del Gruppo Bevilacqua specializzato in Case Passive), main sponsor (FoamGlas e Internorm), sponsor tecnici (Vanoncini e Veroca) e sponsor di evento (Relais&Spa CastaDiva e Pavimenti Guarisco) dal forte imprinting “green”.
<>. Appuntamento conclusivo con la “Sfida del Cubo di Ghiaccio” fissato per l’8 Ottobre quando si procederà alla verifica finale pesando il cubo di ghiaccio. <>.

In Italia solo 203 Km di linee metropolitane

Rispetto ai cinque principali paesi europei, l’Italia con appena 202,8 km, si trova all’ultimo posto per la dotazione di linee metropolitane. Questo dato emerge dal rapporto Pendolaria 2013 sulla situazione del trasporto pendolare in Italia diffuso da Legambiente.
Il forte ritardo infrastrutturale che l’Italia ha rispetto all’Europa non riguarda solo le linee metropolitane, ma anche le linee ferroviarie suburbane, la rete ferroviaria ad alta velocità e, in misura minore, la rete autostradale. La situazione è particolarmente grave soprattutto per le linee ferroviarie suburbane, dove, con appena 626,8 km, l’Italia si trova ancora una volta all’ultimo posto nella classifica dei cinque principali paesi europei.
Leggermente migliore è la situazione per la rete ferroviaria ad alta velocità soprattutto grazie all’apertura, avvenuta nel 2010, della linea che collega Bologna con Milano e Torino, anche se, comunque, l’estensione della rete italiana (997 km) è di molto inferiore a quella della Germania (2.207 km), della Spagna (3.103 km) e della Francia (2.036 km).
Forte è anche il ritardo nel comparto autostradale anche se il distacco dagli altri paesi è inferiore perché nelle autostrade si sono concentrati gli investimenti maggiori.
In questa situazione di forte ritardo infrastrutturale – sottolinea l’Osservatorio Autopromotec – risulta evidente che l’utilizzo di un mezzo di trasporto privato è ancora indispensabile per un buon numero di pendolari. Sono infatti le linee metropolitane e quelle ferroviarie suburbane ad accusare i maggiori deficit.
Vi è anche un’altra situazione da segnalare. Non solo l’estensione della rete infrastrutturale è la più bassa dei cinque principali paesi europei, ma a questo si è aggiunto negli ultimi anni un ulteriore aspetto del tutto negativo: un forte calo dei servizi offerti (meno corse e meno treni) diffuso sul tutto il territorio nazionale ed un aumento a doppia cifra delle tariffe.
Si continua a parlare del trasporto pubblico come alternativa all’automobile ma purtroppo questa alternativa troppo spesso in Italia non esiste o è troppo scomoda o troppo costosa.

Al via Treno verde 2014

Città più smart, sostenibili, a misura di cittadino, ma soprattutto libere dallo smog.
È la sfida che lancia il Treno Verde 2014, la campagna di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane dedicata al rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico e pensata per informare, sensibilizzare e promuovere tra i cittadini le buone pratiche per una mobilità sostenibile e per l’abbattimento delle polveri inquinanti. Soprattutto le polveri sottili (PM10) continuano, infatti, a soffocare i nostri centri urbani rendendo l’aria irrespirabile e mettendo a serio rischio la salute dei cittadini. Nel 2013 su 91 città monitorate da Legambiente, 43 hanno registrato valori di PM10 superiori ai limiti di legge.
Dati che indicano la necessità di imprimere un cambiamento decisivo che metta al centro la rigenerazione e riqualificazione urbana, dove il trasporto urbano non sia più incentrato sull’utilizzo del mezzo privato ma sulla mobilità pubblica sostenibile con mezzi a basso impatto ambientale. Temi che saranno affrontati in questa 26esima edizione dal Treno Verde 2014, in partenza oggi dalla Capitale.
La campagna, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata presentata questa mattina a Roma nella sala conferenza della Stazione Termini dal direttore generale di Legambiente Rossella Muroni, da Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane e dal ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando.

“Il nostro sostegno alla campagna del Treno Verde diventa ogni anno sempre più convinto – ha dichiarato Mauro Moretti, amministratore delegato del Gruppo FS Italiane – perché tutti i dati e i riscontri oggettivi confermano che la ferrovia è sempre più il fulcro irrinunciabile di una mobilità pubblica moderna e sostenibile. Guardiamo, ad esempio, al sistema delle Frecce, alla crescita esponenziale di viaggiatori registrata in pochi anni. Stiamo dimostrando che, laddove ci è data possibilità di esprimere in pieno le nostre capacità e potenzialità, i benefici per l’ambiente, per l’economia e per il turismo, sono incomparabili. Nel 2013 i 42 milioni di passeggeri che hanno preferito le Frecce all’auto privata o all’aereo hanno consentito di abbattere di oltre un milione di tonnellate le emissioni di CO2 nell’ambiente. E l’effetto positivo si dilata nelle città, grazie alle sinergie che stiamo incentivando con mezzi di trasporto privato, condiviso e pubblico a basso impatto ambientale.
Nel trasporto regionale – ha concluso Moretti – abbiamo investito tre miliardi di euro in autofinanziamento per treni e tecnologie all’avanguardia. Purtroppo è un dato oggettivo che le risorse pubbliche scarseggino e i pagamenti di molte Regioni a Trenitalia tardino ad arrivare. In più qui, a differenza delle Frecce, non siamo noi ad avere in mano le leve decisionali. Ma abbiamo idee, competenze e proposte per migliorare il servizio e le condivideremo, il 26 febbraio, con tutti gli stakeholder, in particolare proprio con chi ha in mano quelle leve, in primis le Regioni.”

L ‘ ‘Area C’ vince premio Legambiente

L’Area C, la misura del Comune di Milano che da almeno due anni limita per i veicoli a motore l’accesso al centro storico cittadino, ha vinto uno dei Premi Innovazione di Legambiente.
Secondo le motivazioni dell’assegnazione, per la prima volta andata a una tassa, questa rappresenta ”una misura di politica pubblica esemplare e replicabile per la sua efficacia da punto di vista ambientale e sociale”.
Area C è uno dei sette progetti che hanno ricevuto questo riconoscimento nazionale per l’impegno nel settore dell’economia verde e della tutela ambientale.
”Mi fa piacere che molte delle idee premiate oggi riguardino il risparmio delle risorse”, ha dichiarato l’assessore all’ Ambiente della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, intervenuta alla consegna dei premi a Palazzo Pirelli a Milano.
L’assessore ha poi ricordato ”come tutti progetti messi in campo siano improntati alla valorizzazione dell’azienda e del territorio, in una visione che integra la dimensione economica con quella ambientale”.

Rete Mobilità Nuova propone il limite di velocità a 30 km/h in città

Una modifica al codice della strada destinata a far discutere. Una proposta di legge per abbassare il limite di velocità nei centri urbani fino a 30 km orari. Il progetto presentato alla Camera dei deputati prevede anche l’introduzione di nuovi target di mobilità. Vincoli nazionali che obbligheranno i sindaci italiani a ridurre il numero di spostamenti motorizzati individuali all’interno dei propri territori. In poche parole, meno automobili, più autobus, biciclette e pedoni. Sono almeno sessanta i parlamentari – di tutti gli schieramenti politici – pronti a sostenere la proposta di legge. Un’iniziativa promossa dalla Rete Mobilità Nuova, assieme ad alcune storiche associazioni italiane come Legambiente, Libera, Cittadinanzattiva e Touring Club Italiano. A guidare il progetto è il deputato democrat Paolo Gandolfi (con lui, tra gli altri, i parlamentari Pd  Casson, Civati e Realacci).

Un provvedimento semplice. Ma soprattutto a costo zero, come sottolineano i firmatari. L’obiettivo è quello di incrementare il trasporto pubblico e gli spostamenti non motorizzati all’interno delle aree urbane. Al centro dell’intervento la riduzione dei limiti di velocità. Se la proposta sarà approvata, presto in città non si potranno superare i 30 km orari. «Un intervento che non ha praticamente controindicazioni» si legge nella presentazione. La modifica all’articolo 142 del codice della strada sarebbe necessaria per garantire la riduzione «della congestione, dello smog, del rumore, dei consumi di carburante, dell’aggressività al volante». Un divieto che da solo, viene spiegato, potrebbe essere sufficiente per dimezzare il numero di 2000 morti l’anno in incidenti stradali nelle aree urbane.

Andremo tutti più lenti? Non proprio. Come spiega la relazione che accompagna la bozza della proposta di legge, già oggi il traffico all’interno dei principali capoluoghi fa registrare «una diminuzione della velocità media che si attesta attorno ai 15 Km/h, rallentando fino a 7 km/h nelle ore di punta». Del resto le auto sono tante, forse troppe. Specie nel nostro Paese. In Europa, stando ai dati elencati nel documento, è l’Italia ad avere la maggior densità di veicoli. «36 milioni di auto, il 17 per cento dell’intero parco circolante in Europa, a fronte di una popolazione pari al 7 per cento di quella dell’intero continente». I risultati sono spesso disastrosi. La sola congestione delle reti di trasporto – così denuncia l’atto parlamentare – avrebbe causato la perdita di 142 miliardi di euro di Pil negli ultimi dieci anni». Per non parlare dei danni alla salute e dei rischi per sicurezza stradale. E si tratta spesso di criticità riferite alla mobilità urbana, locale e pendolare, che da sola «assorbe il 97,2 per cento di tutti gli spostamenti».

Per correre ai ripari diventa necessario limitare la velocità nelle aree urbane (la proposta di legge ipotizza un’eccezione per le arterie principali, «dove l’amministratore locale è in grado di garantire che all’aumento della velocità non corrisponde un aumento dell’insicurezza stradale»). Ma non solo. ll secondo articolo della proposta di legge obbliga il ministero delle Infrastrutture e Trasporti a fissare obiettivi vincolanti «di ripartizione modale degli spostamenti validi in tutti i comuni capoluogo di provincia e nei comuni con più di 50mila abitanti». Gli spostamenti motorizzati individuali all’interno delle aree urbane non potranno superare determinate soglie. Entro due anni la quota massima dovrà essere pari o inferiore al 50 per cento del totale degli spostamenti. Non è un sogno: in molte città italiane queste percentuali sono già realtà. Con il passare del tempo l’utilizzo biciclette e autobus dovrà crescere ancora, pena una riduzione «della quota dei trasferimenti di risorse finanziarie statali ai comuni inadempienti».

Ancora. I firmatari prevedono la nascita di un Fondo per lo Sviluppo del trasporto pubblico locale e della mobilità non motorizzata. L’obiettivo è ambizioso. Il fondo dovrà essere finanziato con il 75 per cento degli stanziamenti annuali che lo Stato riserva al trasporto e alle infrastrutture per la mobilità. Parallelamente le Regioni saranno obbligate a versare nello stesso fondo «il 25 per cento degli introiti derivanti dalla tassa automobilistica».
www.linkiesta.it

Partito il Treno verde 2012

E' partito il trenoverde 2012 di Legaambiente

È in partenza il Treno Verde 2012 di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la grande campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. L’obiettivo è quello di monitorare, informare, sensibilizzare, educare e promuovere le buone pratiche di tantissime città verso la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Giunto alla ventitreesima edizione, il Treno Verde è realizzato con la partecipazione del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Grazie al contributo di Enel Green Power – main partner della campagna – il Treno Verde porterà in giro per lo Stivale le ultime tecnologie nel campo
della produzione delle energie rinnovabili, settore in cui la società è leader mondiale.
Dal 6 marzo al 7 aprile si porterà a termine un completo monitoraggio scientifico per ognuna delle otto città in cui il convoglio farà tappa, a Genova dal 23 al 27 marzo, realizzando un’indagine che mette a nudo il problema principale di gran parte delle nostre città, ovvero l’insostenibilità
del trasporto privato su gomma e la necessità di spostare la mobilità su mezzi pubblici e su rotaie. Intervenire sulle principali fonti di emissione, prima fra tutte il traffico veicolare, raggiungere un obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni, promuovere le energie pulite, l’efficienza e
il risparmio energetico, contrastare il consumo di suolo e ridurre i consumi: è questo il modello per la città del futuro che viaggia a bordo del Treno Verde 2012. «La qualità dell’aria in italia – sottolinea una nota congiunta Legambiente-Fs – non accenna a migliorare. Ossidi di azoto, ozono troposferico, ma soprattutto Pm10 continuano a soffocare le nostre città, rendendo l’aria irrespirabile e mettendo la salute dei cittadini a serio rischio».

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