Articoli marcati con tag ‘Luigi Merlo’

MERLO: i porti italiani hanno le mani legate

‘Mentre tutti i porti europei corrono liberi, i porti italiani devono competere con le gambe e le braccia legate”. Così il presidente dell’autorita’ portuale di Genova, Luigi Merlo ha criticato, la riforma dei porti in discussione in Parlamento a Genova a Palazzo San Giorgio durante il convegno ‘Logistica e infrastrutture’ organizzato dalla Cisl.
”In questi anni i provvedimenti nazionali – ha denunciato – hanno aggravato e burocratizzato i porti in Italia. Auspichiamo 5-6 provvedimenti, da inserire in un decreto d’urgenza, per semplificare le procedure, per favorire l’autonomia funzionale e finanziaria, per agevolare i piani regolatori e per essere più competitivi nel panorama europeo”

Porti: Genova punta sulla competitività

Ha preso il via in Autorita’ portuale, a Genova, il tavolo promosso dal Presidente Luigi Merlo, per un confronto sui temi della competitivita’. ”Nel corso dell’incontro – ha spiegato il Presidente Merlo – abbiamo fatto il punto sulla situazione e sulle possibili misure che possano portare il cluster marittimo genovese ad una maggiore coesione e una migliore ricettivita’ verso i mercati. Al centro della discussione anche le grandi infrastrutture, dal Terzo Valico, alla Gronda, alla Diga foranea,sulle quali abbiamo studiato una linea comune”. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche temi nazionali, a partire dalla legge sulla portualita’ sulla quale la posizione e’ unitaria. ”Stiamo studiando una posizione comune sulla legge – ha spiegato Merlo – per affrontare la crisi costruendo un nuovo modello di gestione complessiva del porto sotto la regia di autorita’ portuale”. Adesso le categorie analizzeranno il documenti e sulla base delle osservazioni sara’ programmato un nuovo incontro

Merlo: Collaborazione italo tedesca una priorità

Un profondo cambiamento della politica portuale italiana per far si’ che si possa costruire un rapporto solido tra Italia e Germania e’ stato sollecitato dal presidente di Assoporti Luigi Merlo in occasione di un forum organizzato dalla Camera di Commercio italo-tedesca durante la fiera Transport&Logistic, la piu’ grande al mondo del settore trasporti e logistica, conclusasi nei giorni scorsi a Monaco di Baviera. Un cambiamento, ha sottolineato Merlo, che dovra’ procedere attraverso una modifica dei vecchi schemi, partendo da un comune indirizzo dell’Unione Europea e passando dai rispettivi Governi nazionali.

”Puntiamo ad una forte collaborazione tra i due Paesi, con basi nuove ed un solido approccio europeo – ha dichiarato il presidente di Assoporti -. Occorre tenere presente quali siano le necessita’ del mercato e delle merci, e come affrontare il nodo delle infrastrutture, introducendo una politica complessiva dei porti e dei trasporti. Inoltre, crediamo sia molto importante procedere all’emanazione del Regolamento dell’Unione Europea sui Porti, per il quale lavoriamo con attenzione e cura quotidianamente, poiche’ siamo convinti che soltanto con delle regole certe e comuni si possa veramente creare opportunita’ di crescita”. Merlo ha poi definito ”doverosa” un’accelerazione delle Reti Ten-T ”in modo che l’Italia possa pienamente offrire alla Germania la sua naturale vocazione all’interno del Mediterraneo, soprattutto nelle relazioni con l’Africa”.

In conclusione, Merlo ha sollecitato un cambiamento della politica dei porti con una regia unica che tenga conto delle reali potenzialita’ degli scali italiani nonche’ delle necessita’ del mercato, migliorando la filiera logistica complessiva.

Assoporti: il governo parte con il piede giusto


Parte con il piede giusto il confronto fra Assoporti e il nuovo governo sul futuro della portualità italiana. In questi giorni presso la sede del dicastero il presidente di Assoporti, Luigi Merlo e il vicepresidente vicario, Pasqualino Monti si sono incontrati con il ministro Maurizio Lupi, affiancato dal viceministro Vincenzo De Luca e dai sottosegretari Rocco Girlanda ed Erasmo D’Angelis. Alla riunione hanno partecipato anche Ercole Incalza, i direttori Cosimo Caliendo e Amedeo Fumero nonché il capo dell’Ufficio legislativo Gerardo Mastrandrea.
“Una riunione dall’esito fortemente positivo – ha commentato il presidente di Assoporti, Luigi Merlo – riunione che ha fornito testimonianze tangibili di un cambio di passo rispetto al passato e di una volontà politica precisa di imprimere una svolta pragmatica e di merito sul tema della portualità e del recupero di efficienza dell’intero sistema logistico che sui porti marittimi fa perno”.
Nel corso dell’incontro sono state fissate le emergenze del settore, che si chiamano autonomia finanziaria, semplificazione amministrativa, accelerazione nell’iter di approvazione dei piani regolatori, sveltimento delle procedure relative ai dragaggi, annullamento dell’Imu sulle aree portuali, ma anche e specialmente definizione della forma giuridica delle Autorità portuali.
“Per la prima volta – ha affermato Pasqualino Monti, vice presidente vicario di Assoporti – abbiamo avuto l’impressione condivisa di un tavolo che si apre su tematiche concrete, rifugge i formalismi e si propone di affrontare alla radice i problemi”
Problemi, per altro, incombenti. Fra questi spiccano quelli – come è emerso dalla riunione– relativi al Port Paper che sarà presentato nei prossimi giorni dal commissario europeo Siim Kallas e che, già nella prima bozza, propone schemi e vincoli che potrebbero risultare pesantemente negativi per la portualità italiana specie se questa non sarà posta in condizione di potersi rinnovare e se non disporrà di una legge di riforma sulla quale – è stato affermato con forza- partirà da subito un confronto serrato.

Merlo sull’incidente di Genova

O si cresce, o si muore. Il presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, non dorme da quasi 48 ore per la disgrazia avvenuta nel ‘suo’ porto. Ma, nonostante la stanchezza e il dolore che si porta addosso, vuole comunque cercare di trovare elementi positivi su quanto avvenuto martedì notte al molo Giano.
E un elemento positivo c’é: “Questa tragedia ha fatto accendere i riflettori sui porti – dice -. Non spegniamoli. Quelle che per anni abbiamo posto noi addetti ai lavori, sono diventate oggi domande che si pone il sistema Paese. Cosa si fa in Italia per i porti? Sono in linea con le esigenze del mercato di oggi? Possono contribuire a far crescere l’economia?”.
Tutte domande che il cosiddetto sistema-Paese ha ignorato per anni. Un incidente con morti e feriti le ha rese di colpo legittime, imponendole all’attenzione di tutti. “Sono anni che noi porti italiani urliamo nel silenzio – sottolinea Merlo -. Lo abbiamo scritto, come Assoporti, al presidente Napolitano, lo abbiamo detto al parlamento, lo abbiamo ribadito al governo: quanto tempo ancora per capire che l’economia del mare è importantissima? Quanto tempo ancora per una vera politica portuale in Italia”.
Quanto accaduto a Genova è a modo suo un campanello d’allarme emblematico. Genova, nella sua struttura ‘moderna’ attuale, è un porto vecchio di cent’anni. Un secolo fa era all’avanguardia nel mondo in quanto a modernità. Oggi per continuare ad esserlo avrebbe bisogno di allargarsi, e non può che farlo verso il mare, spostare la sua diga di 500 metri, dragare i fondali. Un investimento strutturale da un miliardo e mezzo di euro. Per questo la scelta non è solo genovese, ma italiana.
“Se vogliamo continuare ad intercettare i grandi traffici internazionali, non tanto Genova quanto l’Italia deve interrogarsi su quale politica avere per l’economia del mare” dice Merlo. Le navi di ultima generazione che attraversano i mari del mondo arrivano fino a 20mila teus (twenty feet unit, l’unità di misura dei container). Per intercettarle, l’Italia ha bisogno di porti adeguati.
“Solo che c’é questo problema: per realizzare una nave ci vogliono due anni, per ampliare un porto non ne bastano dieci” dice Merlo. “Il problema è tutto qui. Quale politica vogliamo avere sulla portualità? Cina, India, Corea già oggi privilegiano Rotterdam, Hannover, l’Europa del nord. L’Italia ha tutto per poter intercettare questa domanda. Ma deve decidersi ad investire”. Come? “Con una buona legge di riforma che dia autonomia finanziaria ai porti. Il gettito fiscale prodotto dai porti italiani è di 13 miliardi all’anno, di cui 4 solo da Genova – conclude Merlo -. Se ci lasciano il 5% di quanto versiamo sulle accise, la diga ce la finanziamo noi”.

Assoporti ha fiducia nell’esecutivo Letta

Il mondo portuale e dell’economia marittima ripone molte aspettative in questo governo, ha sottolineato oggi il Presidente di Assoporti Luigi Merlo. Mi auguro vivamente che al Vice Ministro Vincenzo De Luca, sindaco di una città portuale, venga anche attribuita la delega specifica al nostro settore. E’ indispensabile avere un interlocutore dedicato e pronto sin da subito ad un confronto di merito. Confido molto inoltre sull’attenzione che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha sempre dedicato al settore affinchè per quel che riguarda le tematiche principali possa esservi un suo diretto interessamento. Conto di parlargliene direttamente quanto prima per proporgli tra l’altro l’istituzione a Palazzo Chigi di una cabina di regia tra Ministero Infrastrutture, Ministero dell’Economia e Ministero Pubblica Amministrazione per arrivare ad uno snellimento delle procedure, ad una semplificazione dei controlli delle merci e al superamento dei veti incrociati tra i diversi dicasteri che negli anni passati hanno determinato enormi danni alla portualità, allo shipping e alla nautica. Nel contempo, conclude Merlo, mi auguro che con la costituzione prevista per la settimana prossima delle Commissioni Parlamentari possa ripartire subito il confronto su una nuova legge di riforma del settore che faccia tabula rasa dei vecchi disegni di legge e che sia orientata all’Europa e al mercato, liberando il settore da una burocrazia sterile e soffocante che da anni ostacola una enorme potenzialità di crescita.

Assoporti indica le priorità del settore

Nell’ultima parte del documento di Assoporti “Priorità delle Autorità Portuali per il
futuro Governo”  sl proponeva alla stesso di avviare una riflessione su temi
che, pur costituendo “seconda fase” rispetto a più puntuali ed immediati interventi di
tenuta del settore, hanno portata strategìca: elaborazione di un piano strategico di
sviluppo del sistema logistico imperniato sulla portualità; adeguamento del modello di
governo dei porti; adeguamento del livello di autonomia finanziaria per la crescita
infrastruttu ra le.
Su questi argomenti, che si intrecciano fortemente tra loro e hanno addentellati a
livello europeo, indichiamo, di seguito, prime proposte.
Elaborazione di un piano strategico di sviluppo del sistema logistico
imperniato sulla portualità.
Questo obiettivo si inserisce a pieno titolo nel processo di revisione delle reti di
trasporto transeuropee che, evolvendosi da direttrici infra-UE a strumento di
proiezione deli’UE verso l’esterno, i nuovi mercati, devono necessariamente
imperniarsi sulle infrastrutture che consentono quelle proiezioni, aereoporti e, per quel
che di interesse, porti anzitutto.
Conseguenza di questo è l’esigenza di puntare sull’adeguamento e la crescita delle
infrastrutture portuali a servizio di flussi dall’oltre Suez. (estremo oriente), ma anche
dai fronti sud ed est del bacino del N4editerraneo, e sui collegamenti stradalÌ e
ferroviari tra porti e grandì direttrici di quelle modalità, con particolare riguardo alle
reti terrestri dirette oltre frontlera.
Questi obiettivi appaiono anzitutto funzionali agli scali che dovrebbero qualificarsi
come nodi della rete “core” TEN-T.
Per altro verso non può neanche essere dimenticato che la nuova visione di rete TENT
che si va prefigurando, ha anche un livello “comprehensive” o “globale”. La
realizzazione della rete di questo livello, pure se prevedibilmente affidata alla
responsabilità di ciascuno Stato membro, è strumento che appare indispensabile in
funzione di un equilibrato sviluppo di ciascun area dei singoli Paesi ed in definitiva
dell’intera UE.

APGenova incontra i vertici di PSA a Singapore

Il Presidente dell’ Autorita’ Portuale di Genova, Luigi Merlo, accompagnato dal segretario generale Giambattista D’ Aste, ha incontrato a Singapore i vertici di PSA, il principale operatore portuale al mondo, per presentare le linee guida del nuovo Piano Portuale di Genova. Lo ha reso noto l’Autorita’ Portuale di Genova, precisando che all’incontro hanno partecipato il ceo di PSA, Tan Chon Meng, e il responsabile per l’area Europa e America, David Yang. Psa gestisce 29 terminal al mondo, tra cui quello di Genova Voltri. All’incontro erano presenti l’ad del Vte di Genova, Gilberto Danesi, il financial manager di Vte, Kelvin Tan, e il consigliere di amministrazione di Vte, Giulio Schenone. L’incontro e’ stato occasione di un approfondito confronto rispetto alle previsioni del mercato globale, con particolare riferimento a quello Europeo. Nell’illustrare le linee guida del nuovo Piano Portuale, Merlo si e’ soffermato in particolare sugli scenari previsti per Voltri. I vertici di PSA hanno manifestato soddisfazione per i risultati conseguiti lo scorso anno, riconoscendo la crescente competitivita’ del Porto di Genova, e hanno apprezzato le indicazioni contenute nel Piano. Durante il soggiorno a Singapore la delegazione genovese ha visitato le strutture portuali, tra cui il nuovo terminal in fase di realizzazione che avrà una capacità di 16 milioni di teus (twenty feet unit, l’unita’ di misura del trasporto marittimo). Singapore prevede di movimentare nel 2020 50 milioni di teus.

www.ansa,it

Assoporti preme sulla UE per la semplificazione

I porti italiani premono con l’Europa per una semplificazione delle procedure amministrative a livello europeo. Oggi il presidente di Assoporti Luigi Merlo, e il vicepresidente, Piergiorgio Massidda hanno avuto un incontro a Bruxelles con il responsabile porti della Dg Move, la direzione trasporti della Commissione Europea, Dimitrios Theologitis, in vista della prossima proposta di direttiva europea che dovrebbe essere definita prima dell’estate. Riguarda una revisione complessiva delle norme sui porti, dai dragaggi alle norme ambientali, dalla trasparenza alla semplificazione amministrativa.
Lo ha reso noto Assoporti, precisando che nell’incontro si e’ discusso in particolare ”del ruolo dei porti Core e Comprehensive all’ interno reti Ten T”, cioe’ a dire del concetto esteso dei servizi portuali. La delegazione italiana si e’ confrontata sulle indicazioni che stanno emergendo a livello europeo e sui possibili effetti che avrebbero in Italia alla luce della mancata approvazione della legge di riforma portuale.
”E’ stato importante che Assoporti sia stata audita direttamente – hanno sottolineato Merlo e Massidda – e che abbia potuto illustrare le proprie proposte in tema di portualita’ europea rappresentando l’articolazione complessiva del sistema portuale italiano. Il quadro che abbiamo fornito e’ stato particolarmente apprezzato dal direttore generale. L’incontro di oggi testimonia ancora una volta la necessita’ che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento si pongano l’obbiettivo di approvare in tempi brevi una nuova legge di riforma”

www.ansa.it

Merlo definisce paradossale la situazione dei lavoratori delle AP

”La paradossale situazione dei lavoratori delle Autorita’ Portuali a seguito del ddl 78, la cui applicazione e’ impossibile, rischia di determinare una paralisi delle autorita’ portuali”. Lo ha detto il presidente di Assoporti Luigi Merlo a margine del convegno ‘Riordino e legislazione portuale, ricadute sul lavoro e sulle imprese’.
”Gli elementi contradditori contenuti nel provvedimento normativo sono talmente clamorosi – spiega Merlo – che senza un intervento si rischia appunto di paralizzare l’attivita’. C’e’ poi il tema del cosidetto articolo 17 – ha spiegato Merlo -. Il lavoro sta cambiando, si parla sempre piu’ di picchi di lavoro e, di conseguenza, questo tipo di flessibilita’ dovrebbe essere premiato dando strumenti di maggior possibilita’ di congruita’.
Questi temi non sono stati raccolti nella riforma – conclude Merlo – e restano un problema aperto”.
La legge sulla portualita’ non soddisfa i sindacati. ”Cambia poco e poco di cio’ che noi vorremmo – ha sottolineato Franco Nasso, segretario nazionale di Filt Cgil -. Rivendichiamo da anni una politica dei trasporti che contenga anche regole per il lavoro e quindi contratti piu’ inclusivi che tengano insieme tutto il mondo del lavoro portuale. Noi puntiamo ai contratti di settore – conclude Nasso – ma la legge, da questo punto di vista, non ci sembra dia una grande mano”

da www.anas.it

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