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PERCHE’ TACERE? Da tempo lo chiediamo a Ivan Lo Bello. Finora, purtroppo senza alcuna risposta. Ora lo domandiamo pubblicamente
Al Vice Presidente di CONFINDUSTRIA
dott. Ivan Lo Bello
è veramente con dispiacere, vista la stima che nutro verso le Sue battaglie per la legalità, che torno a ripetere, questa volta con evidenza pubblica, quanto già Le era stato chiesto dal sottoscritto, con nota del 7 giugno u.s., a proposito delle Sue dichiarazioni rilasciate a margine del Convegno, organizzato a Roma lo scorso 30 maggio dalla CNA FITA e dal Corriere dei Trasporti, sulle infiltrazioni malavitose nell’ambito dell’Autotrasporto italiano, dal titolo “Perché tacere?”.
In quella occasione, Lei fece riferimento alla presenza di nomi impresentabili in alcune Associazioni dell’Autotrasporto, citando tra questi nomi “gli Zuccaro”.
A tal riguardo, dandosi il caso che, tra i vari Zuccaro della Sicilia, uno, il signor Santo Zuccaro, sia Presidente di Transfrigoroute Italia Assotir di Catania, ho ritenuto doveroso chiederle un chiarimento, per conoscere a chi fosse diretto il Suo rifermento, con l’intento di evitare spargimento di fango gratuito su persone e realtà associative, in base a generiche quanto immotivate allusioni, secondo un metodo inaccettabile.
Non so da quali considerazioni sia dettato il Suo comportamento, in contrasto, quanto a chiarezza, con la Sua stessa storia. Resta il fatto che la linearità dell’Associazione che rappresento, che ha fatto della lotta alle infiltrazioni malavitose nell’autotrasporto e nella logistica uno dei suoi cardini strategici, mi obbliga a insistere.
E, dunque, preso atto della Sua ritrosia a rispondere, a questo punto, La invito pubblicamente a precisare quanto avrebbe già da tempo dovuto chiarire.
Prendendo a prestito il titolo del convegno sopra citato, sono io a chiederle: perché tacere?
Distinti saluti
Claudio Donati
Segretario Generale
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
Mafia e Logistica: Perché Tacere?
l 31 maggio 2012, presso il Palazzo dell’Informazione in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, lo storico quartiere romano, si è tenuto il Primo (speriamo di molti) Forum Annuale sul tema Legalità Trasporti Logistica, emblematicamente intitolato: “Perché Tacere”.
Già, Perché Tacere, perché, aggiungiamo noi, si è taciuto per tanto tempo? Non è da oggi, infatti, che il mondo dei trasporti, così come l’imprenditoria in genere, sia infettato dalla malavita organizzata: ben venga allora il coraggio di chi ha voglia di cambiare, di reagire come i promotori di questa iniziativa, il Corriere dei Trasporti e il CNA-FITA (Unione Nazionale Imprese di Trasporto).
Il quadro emerso dall’incontro, moderato e condotto da Paolo Di Lonni, direttore responsabile del Corriere dei Trasporti, è allarmante, specie per quanto riguarda i settori della distribuzione ortofrutticola con i relativi centri logistici come Fondi (Latina) e Vittoria (Ragusa).
L’infiltrazione mafiosa col passare degli anni è divenuta sempre più subdola e raffinata, come emerge dalle inchieste svolte dalla professoressa Rita Palidda e il
giornalista Giovanni Tizian. Ormai la ferocia sanguinaria e le minacce a mano armata hanno lasciato il posto a “colletti bianchi” armati di Master in Business Administration, con il potere del contante (proveniente dalle trincee dell’illecito), in grado di offrire agli imprenditori soluzioni rapide e facili. Purtroppo però, chi decide di “vendere l’anima al diavolo” spesso e volentieri si ritrova invischiato e schiacciato perché, naturalmente, il “diavolo” è sempre lì a chiedere il rendiconto: “Do ut des”.
Le metastasi di questo tumore secolare si insinuano sulle strade di tutto il mondo e sotto mille sfaccettature. D’altronde un camion, un furgone, cos’altro rappresentano se non dei grandi scatoloni su ruote in grado di trasportare qualsiasi cosa? E’ così che le metastasi, scavando e avanzando arrivano anche ai grandi gruppi internazionali come la TNT che, malgrado l’inconsapevole estraneità della direzione centrale, si è ritrovata con sei sedi italiane contaminate dalla malavita organizzata, come ci spiega il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Anna Canepa. Leggi il resto di questo articolo »
Snav partecipa a La nave della Legalità in ricordo di Capaci
Snav, compagnia di trasporti marittimi attiva sulle principali rotte del Mediterraneo, in occasione del 20esimo anniversario della strage di Capaci ha ospitato per il settimo anno consecutivo La Nave della Legalità, evento organizzato per celebrare il ricordo dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e, più in generale, di tutte le vittime della criminalità organizzata. In collaborazione con Grandi Navi Veloci, il 23 maggio 2012 oltre 3.000 studenti provenienti da tutta Italia sono saliti a bordo delle navi Snav Lazio e Snav Toscana, in partenza rispettivamente dai porti di Napoli e Civitavecchia e dirette verso Palermo. A bordo dello Snav Toscana, inoltre, si è segnalata la presenza del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo, e del capo della Procura Nazionale Antimafia Pietro Grasso. Anche Don Luigi Ciotti ha preso parte alla manifestazione. L'arrivo a Palermo è avvenuto alle ore 8.00, come da programma. Suggestivo l'ingresso delle due navi nel porto siciliano, accompagnato dalle gigantografie dei due magistrati uccisi dalla mafia. Riportiamo di seguito le parole di Raffaele Aiello, amministratore delegato di Snav, in merito all'evento: "L'esperienza de La Nave della Legalità è iniziata in nome del sodalizio, che si è via via trasformato in vera e propria amicizia, con Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone. Nei sette anni trascorsi, quest'appuntamento ha acquisito sempre più risonanza; da quel primo viaggio verso Palermo, testimonianza del dolore e dello sdegno nei confronti delle stragi compiute 20 anni fa, è cominciata una collaborazione che ci onora e riflette i nostri sentimenti di vicinanza e solidarietà ai siciliani e, in particolare, alla città di Palermo. Continueremo a portare avanti questi sentimenti, con l'augurio che le navi della legalità possano diventare mille e più".
AUTOTRASPORTO SICILIANO: LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE, MA, A PIAZZA DELLA CROCE ROSSA, CHI HA PIU’ INTELLIGENZA LA USI.
LA SICILIA, giornale tra i più diffusi dell’isola, ha pubblicato con grande e videnza, l’articolo di commento del Vice Presidente nazionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, Pino Bulla, alla farsa dell’ennesimo blocco dell’isola annunciato e poi svanito nel nulla, non appena agli agitatori di professione che l’avevano paventato è stato fatto balenare da un Sottosegretario fin troppo accondiscendente verso quelle che solo un disattento osservatore potrebbe riconoscere come espressioni dell’autotrasporto isolano, un qualche cadreghino di seconda fila.
Quello che il Sottosegretario non poteva non immaginare è che da centinaia di anni, in Sicilia più che altrove, la verità non è quella che è, ma quella che appare o che si riesce a far apparire.
I proclami di vittoria dei “sindacalisti d’assalto” dell’AIAS avevano fatto imbestialire la CNA/FITA, che alla questione avea dedicato un articolo di fuoco sul suo sito, sparando a palle incatenate sul malcapitato Giachino e definendo come “Assolutamente negativi e forieri di pesanti conseguenze i risultati emersi al termine dell’incontro che si è tenuto venerdì scorso a Palermo presso l’Assessorato trasporti della Regione Sicilia e che doveva entrare nel merito delle problematiche delle imprese di autotrasporto della Sicilia”.
Così, nella giornata di ieri sono dovute scattare le precisazioni, le puntualizzazioni, le smentite e, con un insieme di dichiarazioni virgolettate, diffuse dal sito TRASPORTO EUROPA , il Sottosegretario Giachino è costretto a smentire, uno per uno, i resoconti interessati che erano stati fatti da alcuni dei protagonisti dell’incontro dell’11 febbraio scorso, compreso un altrettanto incauto Assessore Regionale.
Il Sottosegretario, in particolare chiarisce che della proposta di destinare i fondi per l’ecobonus detinato ad incoraggiare l’utilizzo delle autopstrade del mare ai soli trasportatori siciliani, “non si è parlato neppure per un secondo”
E, sempre sul sito di TRASPORTO EUROPA è costrtto a spiegare che: “Sull’argomento ho fatto il resoconto della situazione attuale, spiegando che il provvedimento preso per pagare i viaggi del 2010 è indispensabile per poter prolungare il beneficio anche per il 2011, nell’attesa che l’Unione Europea avvii una propria iniziativa“.
Quanto alla possibilità di chiedere alla UE di decidere “in quindici giorni” una deroga alle norme del Regolamento 561/2006 sui tempi di guida e di riposo, il Sottosegretario oggi precisa che ”I tecnici del ministero, in concerto con la Regione Sicilia, esploreranno la possibilità di chiedere a Bruxelles tale deroga, ma preciso che non intendiamo contraddire quanto fatto finora solamente per accontentare i siciliani. In questa fase, la questione riguarda gli uffici tecnici”.
Resta da dire della questione relativa alla “promessa” fatta dal Sottosegretario, di allargare la rappresentanza della Consulta ai rappresentanti del’autotrasporto siciliano.
Qui il Sottosegretario non può smentire quello che – incontestabilmente – è scritto nero su biano nell’accordo sottoscritto l’11 febbraio.
Non siamo in grado di dire come il Sottosegretario ed il Governo - che hanno ritenuto di non prendere in considerazione candidature ben più consistenti avanzate da Associazioni Nazionali che operano da anni nell’interesse dell’autotrasporto e che sono – esse sì – protagonistedel dibattito politio e dell’iniziativa sindacale nel settore e per questo è stato oggi chiamato a difendere questa sua scelta davanti al Tribunale Amministrativo – potranno giustificare un eventuale “ingresso in Consulta di un rappresentante del settore autotrasportistico siciliano”.
Forse Giachino dimentica che la norma istitutiva della Consulta – il D. Lgs. 284/05, distingue in modo netto tra membri facenti parte dell’Oganismo in rappresentanza delle associazioni di categoria degli autotrasportatori e membri che rappresentano le altre parti sociali che costituiscono la filiera del traspoto e della logistica.
Come sia possibile assicurre ai rappresentanti del settore autotrasportistico siciliano quello che non si è riconosciuto a chi rappresenta le imprese di autotrasporto dalle Alpi al Lilibeo, questo resta, ancor oggi, un mistero. A meno che non si tratti di regalare uno strapuntino di seconda fila all’ennesimo figurante, in un Organismo che ha già chiaramente dimostrato la sua sostanziale incapacità a porre in essere concretamente i principi di sicurezza e trasparenza dei trasporti, che gi incauti firmatari dell’Accordo nazionale del 17 giugno 2010, avevano confidato potesse svolgere.
Ed è ben singolare, a questo proposito, l’excusatio preventiva del Sottosegretario Giachino, quando afferma, non si comprende bene per rispondere a chi…, che ”Non capisco i timori riguardo all’ampliamento della Consulta. La sua stessa norma costitutiva lo prevede, conferendo al presidente di proporre nuovi membri. È quello che farò alla prossima riunione e sarà poi il Comitato Esecutivo a decidere. La Consulta è il luogo della concertazione della politica dei trasporti e ritengo che la partecipazione si possa estendere non solo ad un rappresentante della Sicilia, ma anche agli interporti ed agli spedizionieri, per esempio”.
Ma anche sull’eventuale occupante dello strapuntino l’accordo siciliano dell’11 febbraio ha mostrato di essere strumentlizzabile e ampiamente strumentalizzato.
Lo ha fatto il solito Richichi, dell’AIAS, in una dichiarazione apparsa sulla SICILIA del 12 febbraio: “Il sottosegretario Giachino ci ha promesso che faremo parte di questo organismo“.
Così, l’incauto Giachino oggi deve precisare che: ”L’intesa siglata l’11 febbraio non riporta alcun nome. Durante la riunione, qualcuno ha fatto quello del presidente dell’Aias, altri hanno proposto di decidere il nominativo in un secondo momento”.
Vorremmo, a questo punto, dare un consiglio al Sottosegretario e un messaggio a tutto l’autotrasporto siciliano: sono ben altri che quelli agitati in modo strumentale da Richichi, i problemi di cui soffrono quotidianamente le imprese di autotrasporto dell’isola.
Ad iniziare da quelli di come sconfiggere e rendere ininfluente una intemediazione parassitaria che strangola le imprese e appare il veicolo privilegiato per quelle infiltrazioni malavitose di cui ha recentemente parlato un altro collega di Giachino, il Sottosegretario Alfredo Mantovano, ben più consapevole, non foss’altro che per il ruolo ricoperto – di come “storicamente il settore della logistica e dei trasporti ha visto la crescita della presenza mafiosa“ come dimostra “…… l’operazione “Sud Pontino” condotta dalla Dia nel maggio 2010. Essa, oltre a rilevare la forte capacità “imprenditoriale” dei sodalizi gelesi, ha fatto emergere un fitto intreccio di interessi e di relazioni tra le famiglie mafiose siciliane, clan camorristici e la ‘ndrangheta calabrese, per il controllo del trasporto su strada di merci da immettere nella grande distribuzione…..”
Per quel che ci riguarda, siamo convinti che, come ha ben chiarito il Vice Presidente BULLA nell’articolo da cui abbiamo preso le mosse: “La strada, per riuscire a venire fuori dalla crisi, comunque c’è. Oggi, ancor più di prima, urge il dialogo e il processo dei piccoli passi al fine di raddrizzare la nave che sempre più si inclina. I toni devono essere corretti e lineari con il supporto di icroprogetti che il governo regionale, per quanto ci riguarda, possa fare propri e guidarli in uno scenario della logistica non facilmente alla portata di tutti”.
” L’umiltà è l’arma migliore da applicare assieme al dialogo; avere le Organizzazioni sindacali a sostegno può essere utile alla causa, senza atteggiamenti pretestuosi e con l’auspicio di risvegliare le coscienze a vantaggio di chi suda le proverbiali sette camicie, evitando nel contesto il continuo canto delle sirene, in quanto pernicioso».








