Articoli marcati con tag ‘manovra’

Arriva lo “sceriffo” dei trasporti. Multe salate per chi non è in regola

Nasce l'Autorità di garanzia per i trasporti

Nasce l’Autorità di controllo dei trasporti. Lo “sceriffo” di treni, porti, aeroporti e bus è previsto dal decreto “Salva Italia”, ovvero la cosiddetta “Manovra Monti”. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto sarà istituita un’Autorità in grado di garantire “condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture e alle reti ferroviarie, aeroportuali e portuali, e alla mobilità urbana collegata a stazioni aeroporti e porti”. In realtà si tratterà di un nuovo ambito d’azione da individuare in una delle Autorità indipendenti già esistenti. Ma i compiti non sono da poco.

L’autorità infatti, potrà definire “criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe, dei canoni e dei pedaggi; stabilire le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto connotati da oneri di servizio pubblico o sovvenzionati” ma anche “definire gli schemi dei bandi delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva e delle convenzioni da inserire nei capitolati delle medesime gare”. E infine multare chi non rispetterà le regole. Addirittura fino al 10% del fatturato dell’impresa.

Pendolari, “2011 annus horribilis”. La denuncia di Legambiente

Pendolari su un treno sovraffolato

Scioperi e controscioperi, oggi si mobilitano anche i pendolari. “Il 2011 è stato l’annus horribilis dei trasporti pendolari”, denuncia Legambiente, che oggi presenta l’annuale rapporto in tema e lancia una serie di iniziative nelle principali città italiane per chiedere più treni e servizi migliori. “I tagli ai trasferimenti operati dal ministro Tremonti, e solo in parte recuperati dal nuovo Governo – afferma in una nota l’associazione -, stanno mettendo in ginocchio il sistema ferroviario pendolare nelle principali città. I cittadini che utilizzano i treni ogni giorno per raggiungere i luoghi di lavoro o studio sono le vittime di queste scelte tanto scellerate quanto insopportabili”.

Secondo Legambiente “si continuano a regalare invece miliardi di euro agli autotrasportatori e a finanziare grandi opere, con uno strabismo nei confronti del traffico su gomma che riguarda sia il Governo che le Regioni”. Per le infrastrutture, il Cipe ha previsto 4,8 miliardi di investimenti pubblici in grandi opere, come la Tav sulla linea Milano-Genova e Brescia-Treviglio, il Mose, il Tunnel del Brennero, la statale Jonica e altri interventi Anas. “L’unica infrastruttura urbana inserita nell’elenco – conclude Legambiente – è la metropolitana di Napoli”.

Assomarinas, “Manovra è un naufragio per i porti turistici”

Il porto turistico di Senigallia

Il decreto “Salva Italia” rischia di affondare i porti turistici. E’ la sentenza di Assomarinas, l’Associazione Italiana Porti Turistici che aderisce a Ucina Confindustria Nautica e a Federturismo. Al centro della polemica la cosiddetta tassa sugli yacht, che impone il pagamento di un obolo alle imbarcazioni più grandi, proporzionale ai metri, per stazionare nei porti nazionali.

Oggi, presso la sede centrale di Confindustria a Roma, si terrà un’assemblea generale per fare il punto sulla manovra, prima che vada in votazione alle Camere.

“Non si può colpire un così prezioso settore del turismo quando è a tutti noto che questo comparto genera il 10% del Pil e rappresenta un importante ammortizzatore sociale come via d’uscita al comparto manifatturiero”, anticipa il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio.

“L’effetto annuncio” della tassa di stazionamento “lo stiamo pagando sulla nostra pelle con un esodo già annunciato, di oltre 30.000 imbarcazioni”, avverte Perocchio. L’assemblea di Assomarinas farà anche il punto sul blocco degli investimenti che interessano progetti in corso di realizzazione per 18.000 nuovi ormeggi e di programmazione per altri 30.000 nuovi posti barca.

Assonat all’attacco della manovra

Assonat contro la tassa di stazionamento decisa dal Governo Monti

La tassa di stazionamento delle imbarcazioni prevista dalla nuova manovra rischia di farcollassare un settore che appena un anno fa ha subito untracollo del 30%. E’ l’allarme rosso lanciato da Assonat,l’Associazione nazionale approdi e porti turistici diConfcommercio, che si dice pronta con tutte le rappresentanzeinteressate ad attuare “eclatanti azioni di protesta civile,quali il blocco dei porti commerciali”.

In Italia, spiega Assonat, ci sono circa 300 strutture, traapprodi e porti turistici, 153.000 posti barca, di cui il 75% siconcentra al Nord (41% nell’Alto Tirreno, il 37% nell’AltoAdriatico), l’indotto del turismo nautico produce ricchezza per5 miliardi, sono oltre 100.000 gli addetti del settore. La nuovatassa andrebbe a colpire le imbarcazioni sopra i 10 metri a velae a motore che a seconda della dimensione verrebbero a pagare,secondo proiezioni effettuate da Assonat sulla base dell’attualedecreto, da un minimo di 5 euro al giorno ad un massimo di 703euro al giorno per le barche a motore, mentre per quelle a velac’é uno ‘sconto’ del 50%. Secondo il presidente di Assonat Luciano Serra, quindi,”siamo di fronte ad una manovra repressiva che non colpirà iricchi, ma cadrà inesorabilmente su tutti gli operatori delsettore. L’intervento dei ‘nostri professori’ troverà il piùgrande consenso negli altri Paesi che si affacciano sulMediterraneo e che vedranno arrivare numerose imbarcazioniprovenienti dall’Italia”. Ecco una tabella che mostra gli importi dovuti, secondoproiezioni di Assonat, per un anno.

dall’ansa canale mare

Manovra, taxi “salvati” dalle liberalizzazioni

Salvate le licenze

Esclusi i taxi dalle misure di liberalizzazione previste dalla manovra e subito contestate dai tassisti. Entro sei mesi, però, dovrà essere realizzata una “compiuta liberalizzazione e una efficiente regolazione nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture”. Lo prevede un emendamento presentato dal governo nelle commissioni competenti.

Secondo la riscrittura il governo “emana le disposizioni volte a realizzare una compiuta liberalizzazione e una efficace regolazione nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture”. L’esecutivo avrà tempo sei mesi dall’entrata in vigore della manovra e le commissioni parlamentari competenti dovranno esprimere un parere entro 30 giorni. Ma per il momento le licenze sono “in cassaforte”.

Tassa sulle barche, la rivolta parte dalla Sardegna

Yacht tassati

Parte dalla Sardegna la rivolta contro la tassa sulle imbarcazioni di lusso contenuta dalla “manovra Monti”. Alfiere della protesta lo stesso governatore Ugo Cappellacci, che ha scritto agli altri presidenti delle Regioni che si affacciano sul Mediterraneo proponendo “un’azione comune sia in sede politica sia in sede giurisdizionale per scongiurare gli effetti della norma”.

Secondo Cappellacci, che chiede agli altri governatori la disponibilità per un incontro a margine della prossima conferenza delle Regioni, “le disposizioni contenute nella manovra varata dal governo riguardanti la cosiddetta ‘tassa di stazionamento’, rischiano di causare un grave pregiudizio all’economia nazionale, sul fronte del turismo, ma anche della cantieristica navale, e in particolare a quella delle Regioni che si affacciano sul mare. Contemporaneamente tale norma – sottolinea ancora il presidente della Sardegna – individuando come riferimento lo stazionamento, la navigazione e l’ancoraggio, di fatto sortirebbe l’effetto di rendere meno competitive le nostre destinazioni portuali e, pertanto, determinerebbe un vantaggio indebito a favore degli altri Paesi del Mediterraneo, come già accaduto in passato”.

Manovra, autotrasportatori verso lo stop

Autotrasporto verso il fermo

Oltre 180 milioni di euro al mese. E’ questo il costo della “manovra Monti” per gli autotrasportatori, secondo i calcoli effettuati da Trasportounito. A determinare buona parte della spesa l’aumento delle accise sui carburanti disposto dall’intervento. Adesso Trasportounito chiede a gran voce “una forte azione concreta per frenare un costo industriale del carburante non più sostenibile”.

Altrimenti l’autotrasporto si fermerà: “Nessuno sciopero – precisa il segretario nazionale di Trasportounito, Maurizio Longo – ma la diretta conseguenza dell’impossibilità per le aziende di far fronte a un onere che supera i 180 milioni di euro al mese, pari a oltre 600 euro camion al mese”.

Manovra, stangata per le imbarcazioni superiori a 10 metri

Nuove tasse sulle barche

Presentata la manovra del nuovo Governo Monti, con tanto di pesanti interventi sui cosiddetti beni di lusso. Dal 1 maggio 2012 “le navi e imbarcazioni da diporto nazionali ed estere – si legge nella bozza – che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa per ogni giorno o frazione di esso”: 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri; 12 euro per quelle di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri; 40 euro per le imbarcazioni da 14,01 a 17 metri; 75 euro per quelle da 17,01 a 24 metri; infine 150 euro al giorno per le navi da diporto di lunghezza da 24,01 metri.

Si salvano solo navi di proprietà di enti pubblici, quelle di servizio e quelle obbligatorie di salvataggio.

“Un colpo di grazia”, lo ha definito Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica per un settore che nel 2010 ha dimezzato il proprio contributo al Pil.

Caro carburanti? E gli italiani schivano il benzinaio

Prezzi alle stelle per benzina e gasolio

Cala il consumo dei carburanti nei primi 8 mesi del 2011. Secondo i dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo economico i consumi di benzina e gasolio sono scesi dello 0,5%.

Le cause della contrazione, secondo il Centro Studi Promotor di Bologna – sono da ricercarsi prima di tutto nei forti incrementi dei prezzi alla pompa, che, secondo l’Istat, sono cresciuti su base annua del 16,1% per la verde e del 20,3% per il gasolio. Rincari eccezionali, che hanno prodotto un incremento della spesa di ben 5,4 miliardi (+15%), rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

E “la situazione – rileva Promotor – è destinata a peggiorare con l’aumento dell’Iva introdotto dalla manovra appena approvata dal Parlamento”. Un motivo in più per gli italiani per disertare i distributori e favorire altri mezzi di locomozione rispetto alle auto private.

Anche il Wwf contro la manovra, ‘Escludere le rinnovabili dalla Robin Tax’

Il Wwf contro la manovra

Difendere le rinnovabili dai tagli ed escluderle dalla Robin Hood Tax. Anche il Wwf interviene in merito alla manovra di ferragosto, in discussione in questi giorni in parlamento. “Anche dopo le modifiche introdotte dalla Commissione Bilancio del Senato – si legge in una nota – la manovra non produce solo effetti depressivi, ma anche recessivi per l’economia del Paese, soprattutto in campo ambientale”.

“Condividiamo l’appello del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano – continua il Wwf – affinché siano introdotte norme più efficaci per il rilancio dell’economia, per questo non capiamo perché non siano state difese dai tagli, e ‘stabilizzate’ con un’apposita norma, le detrazioni del 55% per l’efficienza energetica degli edifici e del 36% per gli interventi di restauro e ristrutturazione delle case che, a detta dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), costituiscono le uniche misure strutturali adottate in questi ultimi anni in favore di un settore in grave crisi”. Secondo il Wwf, infine, ”appare illogica e non in linea con gli obiettivi europei anche l’estensione della ‘Robin Tax’ alle aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili”.

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