Articoli marcati con tag ‘Mediterraneo’

Corridoio merci Mediterraneo: firmata una lettera di intenti per rafforzare la cooperazione tra reti

Rafforzare la cooperazione tra i membri del Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) per il Corridoio merci Mediterraneo a seguito dell’ingresso della Croazia.

È questo il principale obiettivo della lettera di intenti firmata a Zagabria da Maurizio Gentile, Ad e Dg di Rete Ferroviaria Italiana, insieme ai CEO dei Gestori delle infrastrutture ferroviarie interessate dal Corridoio, finalizzata alla crescita del trasporto ferroviario merci sul Corridoio Mediterraneo nei prossimi anni.

Il Corridoio merci Mediterraneo, uno dei quattro che attraversa l’Italia insieme a Reno-Alpi, Scandinavia-Mediterraneo e Baltico-Adriatico, è un asse di trasporto fondamentale per il traffico merci europeo est-ovest. Il Corridoio ha sede operativa e gestionale in Italia, a Milano e collega Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Croazia e Ungheria (Almería – Valencia/Madrid – Saragozza/Barcellona – Marsiglia – Lione – Torino – Milano – Verona – Padova/Venezia – Trieste/Capodistria – Lubiana – Budapest – Zahony).

Per la parte italiana, che attraversa l’intero nord Italia da Modane a Villa Opicina sulla direttrice Torino – Trieste, Rete Ferroviaria Italiana ha pianificato interventi di potenziamento infrastrutturale e di upgrading tecnologico che consentiranno un significativo miglioramento della performance del trasporto merci nel breve-medio periodo.

Parte da Venezia il primo treno per Rotterdam carico di patate da Israele

E’ partito dal Porto di Venezia il primo treno “pilota” del “Fresh Fruit Corridors” che vede impegnata l’Autorità Portuale di Venezia, lo spedizioniere VLS Veneta Lombarda Srl e l’operatore ferroviario Rail Cargo Austria nella realizzazione della prima catena logistica per i container reefer (refrigerati) e le merci deperibili destinate ai mercati europei.

Un sistema interamente intermodale che fonde assieme nave e treno, cofinanziato dall’Unione Europea (programma CEF Trasporti) con 10 milioni di euro (di cui 1.5 milini investiti a Venezia) con l’obiettivo di sostenere, sperimentare e implementare servizi di trasporto veloce per i prodotti agri-food (alimentari freschi) provenienti da Israele-Giordania-Palestina.

Ieri, infatti, sono sbarcati a Venezia i primi 30 containers refrigerati contenenti patate provenienti da Israele e giunte in banchina via nave. Dopo i controlli fito-sanitari e le formalità doganali di transito, nella stessa giornata sono stati instradati via ferrovia e spediti a Rotterdam su un treno a temperatura controllata, la vera innovazione del progetto.

L’intera operazione si è svolta in sole 32 ore (da Venezia a Rotterdam) consentendo un risparmio complessivo per le merci di oltre 5 giorni rispetto al normale viaggio via nave e garantendo un monitoraggio costante del tragitto, della temperatura e quindi della catena del freddo, lungo tutto il percorso grazie all’innovativo sistema di monitoraggio da remoto.

Andrea Cosentino, general manager di VLS Veneta Lombarda srl ha dichiarato “La prima prova di questo progetto pilota è stata soddisfacente, era un test importante e tutto ha funzionato a dovere; in meno di 8 giorni è stato consegnato il prodotto fresco da origine a destino con l’utilizzo dell’intermodalità nave/treno, con il mantenimento costante della catena del freddo ed il monitoraggio costante da remoto per tutto la durata del trasporto. Le strutture del Porto di Venezia e tutte la parti coinvolte, sia private che pubbliche, hanno dimostrato di saper organizzare e svolgere in tempi certi un’operazione decisamente complessa ed innovativa, ed a loro va il nostro ringraziamento. Adesso siamo pronti per i prossimi viaggi”.

Eravamo abituati a ricevere i treni da Rotterdam ora siamo noi a spedire loro la merce alimentando i mercati europei del Nord Europa da sud così come auspica l’Unione Europea, un successo che ci rende particolarmente orgogliosi” ha chiosato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa.

Porto Torres, nuovo ruolo traffico merci

Una doppia capitale dei trasporti marittimi: Porto Torres e Beirut. Con lo scalo del nord Sardegna che potrebbe rivestire un ruolo fondamentale a livello internazionale per raccolta, smistamento e distribuzione delle merci dei porti dell’arco dell’alto Tirreno. Un punto di riferimento per l’area che va da Valencia a Napoli. Con le rotte che coinvolgerebbero anche la sponda sud orientale del Mediterraneo, in particolare, dall’Egitto alla Turchia. Tutto questo con tempi dimezzati rispetto al passato. Sono le prospettive del progetto Optimed emerse dalla due giorni di lavori, con sopralluogo finale proprio a Porto Torres. Si è svolto anche un “BusinessToBusiness”, un confronto tra una quindicina di imprese libanesi del settore, prevalentemente agenzie marittime, spedizionieri ed operatori logistici (fra queste, Interworld duty Free, AKS Cargo, PetCo srl, General Transportation service) e altrettante sarde (EfisPau Shipping agency, Seamar, Plaisant &c., Agenzia Cincotta Cagliari, SMS Log Porto Torres).

Paolo Fadda (Cirem, docente Università di Cagliari) ha evidenziato l’innovatività del progetto Optimed. “Un percorso – ha detto – che introduce il concetto di hub-and-spoke tipico del trasporto aereo, in un settore quale è quello del Ro-Ro marittimo, nel quale attualmente si opera spesso con linee spot, senza una certezza di frequenza né di orari”. Mentre Gianfranco Fancello (Cirem, ricercatore Unica e coordinatore tecnico di Optimed) ha presentato i risultati del progetto da cui emerge un aspetto saliente: “Rispetto allo stato attuale, per cui trasferire un Ro-Ro dall’area di Milano a quella della Siria occorrono dodici giorni, con il progetto Otpimed i tempi si dimezzano”

GRIMALDI SCEGLIE IL TERMINAL DI FUSINA APERTA A VENEZIA LA NUOVA ROTTA MEDITERRANEA

Il terminal delle autostrade del Mare di Fusina apre le porte a Grimaldi Lines. A partire da domenica 12 la compagnia di navigazione napoletana ha infatti scelto di ri-tracciare la rotta mediterranea tra Venezia e la Grecia, cogliendo le opportunità e i servizi offerti da Venice RoPort Mos, società di gestione dello scalo portuale in concessione dall’Autorità Portuale di Venezia.
Grimaldi Lines a partire dal mese di luglio, ha destinato una nave traghetto che sbarcherà sui piazzali del terminal di Fusina, 230 trailer una volta a settimana. È  già previsto che entro l’estate il servizio possa raddoppiare con 2 navi (ciascuna da 230 camion/trailer) e tre toccate settimanali.
Il terminal di Fusina mette a disposizione della compagnia di navigazione tutti i servizi attivati a partire dal suo avvio a maggio del 2014.
«Siamo orgogliosi e felici di accogliere Grimaldi nel nostro terminal – spiega Gianfranco Zoletto, presidente di Venice RoPort Mos che nella costruzione dell’infrastruttura dedicata al traffico Ro-Ro e Ro-Pax ha investito 230 milioni di euro – E’ uno dei proficui risultati della collaborazione pubblico-privato di cui questo terminal è testimonianza. Grimaldi potrà contare su un terminal moderno ed efficiente, in grado di ottimizzare i tempi di carico/scarico delle navi e di assicurare ogni servizio connesso alla logistica di cui possa avere necessità».
Il terminal di Fusina offre a Grimaldi un pacchetto di servizi pensati e progettati specificatamente per il traffico RO-Ro. Oltre a un’area retro portuale di 280mila metri quadrati, dispone di un’officina meccanica a disposizione dei mezzi in transito,  di uffici e strutture per l’accoglienza dei passeggeri e, da settembre, di quattro binari ferroviari che renderanno completa l’intermodalità del terminal.
Attualmente il terminal dispone di due banchine in grado di accogliere navi fino ai 250 metri. Nel primo anno di attività (con una sola banchina attiva), ha registrato il transito di circa 150mila passeggeri, 40mila auto e 30mila mezzi commerciali.
La nave di Grimaldi Lines ha attraccato a Venezia nei giorni scorsi ed è ripartita per Patrasso, oggi, lunedì 13 luglio di prima mattina. La nave è lunga 185 metri e ha una portata lorda di oltre 26mila tonnellate. Dispone di una capacità di 230 unità-nave (trailer/camion).

La Tunisia protagonista allo Yacht Med Festival

Si è svolto nell’ambito della settima edizione dello Yacht Med Festival il convegno: “Il Mediterraneo: un mare di opportunità tra l’Italia e la Nuova Tunisia” organizzato in collaborazione con la Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria, rappresentata a Gaeta dal Presidente Mourad Fradi.

La delegazione tunisina era rappresentata anche dal Consigliere Economico presso l’Ambasciata della Tunisia a Roma Mohsen Sebai, dal Vicepresidente Tunisino della Camera di Commercio Tuniso-Italiana Khaled Ben Jemaa, dal Vicepresidente Italiano Sandro Fratini, dal Rappresentante ufficiale in Italia Erasmo Cocomello e dal Direttore Generale della FIPA Tunisia Hachemi Chatmen.

In rappresentanza dello Yacht Med Festival sono intervenuti il Presidente di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola, il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, il Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta Cosimo Nicastro, il Direttore dell’Ufficio Dogane di Gaeta Luigi Liberatore, il Presidente di Consormare del Golfo Ferdinando d’Urgolo, il Segretario Generale di Assonautica Italiana Matteo Dusconi.
Hanno partecipato anche rappresentanti delle imprese, guidate dal RINA con Marcello De Simone, da CAT COLACEM con Marco Stancati, dal Porto di Bizerte Suiss Mahmud e da Mediterranea Scarl con Michele Saponaro.
“L’Italia è il nostro secondo partner commerciale” ha sottolineato il Consigliere Mohsen Sebai “e ad oggi sono 800 le aziende italiane in Tunisia, l’Italia è il primo Paese per creazione di posti di lavoro e tra i primi per numero di turisti, che nel 2013 sono stati oltre 230.000. I legami culturali ed economici tra i nostri due Paesi è forte e può crescere notevolmente”.

“La Tunisia offre enormi opportunità alle imprese italiane” ha aggiunto il Presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria Mourad Fradi “a partire da quel fondo di 230 milioni di euro appositamente dedicato a chi voglia investire, attivare forme di partnership o adottare forme di trasferimento tecnologico verso le imprese tunisine”.

“Da oggi parte ufficialmente” ha introdotto il Presidente di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola “un progetto di partenariato tra Italia e la Nuova Tunisia. A maggio una nostra delegazione sarà presente a Tunisi per ragionare sull’esportazione del modello Yacht Med Festival. Siamo legati alla Tunisia dal Mar Mediterraneo e da importanti affinità culturali. L’Economia del Mare è per noi strumento di cooperazione e di crescita. L’apertura di nuove collaborazioni apre per le nostre imprese nuovi mercati e grandi opportunità”.
“Siamo molto onorati” ha commentato il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano “di poter ospitare a Gaeta una così prestigiosa delegazione tunisina. Mi dichiaro fin da subito disponibile a collaborare al progetto dedicato all’Economia del Mare lanciato oggi da Unioncamere Lazio e Camera di Commercio Italiana a Tunisi. Ma colgo l’occasione per rilanciare con la proposta di lavorare intorno a un discorso biunivoco che veda le nostre aziende impegnate in Tunisia ma porti anche potenziali investitori tunisini in Italia. Gaeta è pronta”.
“La Capitaneria di Porto” ha commentato il Comandante Cosimo Nicastro “opera per
garantire la sicurezza in mare per naviganti, imbarcazioni e merci trasportate. E’ nostro compito primario proteggere i traffici marittimi e quindi la crescita dell’Economia del Mare anche nel Mar Mediterraneo”.

Porti: Pireo terzo nel Mediterraneo per traffico container

Grazie ad una crescita annuale maggiore del previsto, lo scorso anno il porto greco del Pireo è diventato il terzo più grande del Mediterraneo in termini di traffico container. Come riferisce oggi il quotidiano Kathimerini, la Piraeus Container Terminal (Sep), la filiale locale del gigante cinese Cosco, nel 2013 ha gestito un volume di 2.520.000 Teu (ovvero ‘Unità equivalenti ad un container da 20 piedi’) nei terminali II e III nel Pireo a fronte di un movimento stimato di 2,4 milioni di Teu. Se a questi si aggiungono i 644.000 container movimentati al Terminal I, gestito dalla Piraeus Port Authority (Olp), l’anno scorso il maggiore porto della Grecia ha gestito un traffico totale di oltre 3.160.000 container. Nel 2013 la Sep ha registrato un aumento di attività del 20% a fronte del massiccio 77% di incremento ottenuto nel 2012, anno in cui ha gestito 2,1 milioni di Teu e, insieme con i 626.000 container movimentati al Terminal I, ha contribuito a fare del Pireo il porto in più rapida crescita al mondo. Le banchine gestite dall’Olp l’anno scorso hanno registrato solo un incremento del 3%. Ma una volta che i nuovi investimenti della Cosco nelle infrastrutture della sezione occidentale del Terminal III saranno completati, la capacità totale annua del porto del Pireo passerà dall’attuale 4,2 milioni di Teu a 6,2 milioni di Teu, cifra che – secondo gli esperti – potrebbe fare del terminal ateniese il più grande porto commerciale nel Mediterraneo entro il 2016. Nel 2012 il Pireo era al quarto posto dopo quelli spagnoli di Valencia (primo) e Algeciras (secondo) e quello turco di Ambarli (Istanbul, terzo), con la movimentazione di 4.460.000 Teu. La vicinanza del Pireo a Suez, che è il punto di ingresso per i prodotti asiatici diretti in Europa, e i suoi ottimi collegamenti ferroviari alle reti nazionali e continentali, consente a tali prodotti di risparmiare circa sei giorni nel loro tragitto verso l’Europa centrale, fatto che rende il porto ateniese particolarmente attraente per il commercio asiatico. Ciò, inoltre, sta avvenendo in un periodo in cui il traffico in tre grandi porti del Nord Europa – Rotterdam, Amburgo e Anversa – è in forte declino. Un secondo vantaggio che ha il Pireo rispetto agli altri porti è il terminal automobilistico che sta già mostrando una forte crescita. Il Mediterraneo è un ingresso chiave all’Europa per i veicoli provenienti da Giappone, Corea del Sud e India, e così è naturale che il Pireo sia divenuto anche un punto di transito di prima scelta per le auto in un periodo in cui sta crescendo l’import europeo di veicoli dal Giappone attraverso il Mediterraneo orientale e il Mar Nero. Negli anni successivi al 2010, il Pireo è riuscito a registrare tassi di crescita positivi nella gestione del traffico delle auto nonostante l’imperversare della crisi economica e in un periodo in cui i porti concorrenti in Italia hanno cessato di funzionare (Gioia Tauro) o stanno registrando un declino (Livorno). Nel 2012 il terminal auto dell’Olp ha registrato un incremento del 9,8% del traffico rispetto al 2011 e del 66% rispetto al 2009.

Porti: Trieste, nel 2013 primo nel Mediterraneo per petrolio

I traffici al porto di Trieste sono cresciuti nel 2013, tanto che lo scalo è diventato il primo nel Mediterraneo per il petrolio, con 41,2 milioni di tonnellate movimentate.
Il dato è stato reso noto oggi dalla presidente dell’Autorità portuale, Marina Monassi, e dal presidente e amministratore delegato del gruppo Tal, Ulrike Andres, che gestisce l’oleodotto Transalpino.
Nel 2013 il movimento di container è cresciuto dell’11,49% a quota 458 mila Teu, i veicoli su ferry sono cresciuti del 45,26% a 271 mila, i passeggeri del 49,74% a 147 mila.
La crescita del traffico di greggio è stata del 18,07%, dai 34,9 milioni di tonnellate del 2012 ai 41,2 del 2013, anche grazie alla crescita del peso di Trieste e del gruppo Tal per la raffineria tedesca di Karlsruhe (Germania), la più grande del Paese. La raffineria veniva rifornita storicamente dal porto di Marsiglia, ma dalla fine del 2012 è passata progressivamente nella competenza di Trieste, che oggi fornisce il completo fabbisogno. Lo scalo giuliano fornisce all’Italia i due terzi della domanda di greggio, pari a 40 su 60 milioni di tonnellate.

Royal Caribbean dimezza la flotta nel mediterraneo

A causa della crisi, nel 2014 la compagnia crocieristica Royal Caribbean ritirerà mezza flotta, due navi su quattro, dal Mar Mediterraneo, per spostarle in Nord Europa e in Medioriente. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Francesco Oddone dopo un incontro con il direttore di Royal Caribbean Italia Giovanni Rotondo.

“Si tratta di un allontanamento temporaneo della flotta Royal Caribbean dal Mediterraneo – ha spiegato Oddone -. Per il 2015 potrebbe esserci la reintroduzione di almeno una nave e Genova dovrebbe tornare all’interno delle rotte come punto di transito e non come punto di imbarco. Royal Caribbean ha deciso di concentrarsi sui porti di Civitavecchia e Venezia”.

“Genova rimarrà la sede principale di Royal Caribbean in Italia. La compagnia prevede di ridurre di 5 unità l’organico di 32 dipendenti nella sede genovese” ha aggiunto.

2013 segnerà crescita nel mercato della crocieristica nel Mediterraneo

Il 2013 segnera’ una nuova crescita del settore crocieristico in tutto il bacino del Mediterraneo, mentre il mercato italiano sara’ caratterizzato da una sostanziale stabilita’. E’ quanto ha annunciato Sergio Senesi, presidente di Cemar Agency Network di Genova, nell’ambito di Seatrade Med Cruise Convention, in programma a Marsiglia da oggi a giovedi’ 29 novembre. Le proiezioni indicano che il ”Mare Nostrum” continuera’ ad essere la destinazione di riferimento per molte Compagnie, con un aumento del +7% rispetto al 2012. A questo dato non corrisponde pero’ una performance altrettanto positiva del mercato italiano, che rappresenta circa il 30% di tutto il traffico crocieristico nel Mediterraneo ma che si attesta su una sostanziale stabilita’: nel 2013 si prevedono infatti 10.965.000 passeggeri movimentati nei porti italiani (+1,42% rispetto al risultato del 2012, pari a 10.809.000 pax).
”Se e’ vero che per il 2013 il mercato italiano delle crociere si presenta sostanzialmente stabile, dobbiamo comunque rilevare che, nel corso della prossima stagione crocieristica, ci sara’ almeno un milione di passeggeri che effettuera’ una crociera nel Mare Nostrum senza scali in Italia – ha dichiarato Sergio Senesi – Con sempre maggior frequenza le Compagnie prediligono altre destinazioni, caratterizzate da une vero e proprio sistema portuale organizzato. Sarebbe sufficiente migliorare la ricettivita’ dei nostri porti e garantire banchine attrezzate.

www.ansa.it

Eolico off-shore, dal Mediterraneo al Mar Nero in rete

Eolico offshore

Una rete di piattaforme eoliche off-shore in grado di connettere il Mediterraneo e il Mar Nero. E di produrre una rilevante quantità di energia pulita. E’ il progetto CoCoNet, finanziato dall’Unione europea e presentato nei giorni scorsi a Roma da un pool di oltre 100 ricercatori, provenienti da 39 istituti di ricerca e 22 Stati distribuiti sulle sponde dei due mari.

L’idea di base è quella di dare vita ad una rete di tutela marina e capire se c’è la possibilità di installare dei parchi eolici a largo delle coste. Undici milioni di euro il costo complessivo dell’impresa, coordinata da Ferdinando Boero dell’università del Salento (in questo caso per il Cnr) insieme con Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) e l’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar).

Sul fronte delle piattaforme off-shore, in particolare, verranno studiate delle linee guida ad hoc. “Con questo progetto – spiega Boero – diventano tre gli ambiti di studio italiano sul mare: gli altri due sono ‘Perseus’ che si concentra sugli ambienti costieri e ‘Vectors’ sui fattori di cambiamento, specie climatici, nel Mediterraneo”.

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