Articoli marcati con tag ‘merci’

Geodis: “La sicurezza del personale e delle merci prima di tutto”

Un impegno sempre costante nel garantire la sicurezza del proprio personale e di chi viene coinvolto nelle attività operative nei propri magazzini logistici e nelle fasi di trasporto delle merci: questi gli obiettivi che si pone Geodis.

La Business Unit italiana punta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso la formazione di tutto il proprio personale che deve conoscere le basi della legislazione vigente, indipendentemente dal settore di attività o dalle mansioni svolte, oltre che garantire le procedure di sicurezza legate allo svolgimento dell’attività specifica.
A tal proposito, proprio in questi giorni, ha preso il via un programma di formazione per tutti i dipendenti Geodis in Italia (circa 1000 dipendenti diretti).
“Geodis, per realizzare questo impegnativo programma di training, si sta avvalendo di strumenti innovativi come le piattaforme e-learning e le “aule virtuali”, in cui è possibile, grazie allo strumento della video conferenza, un’interazione diretta tra docente e lavoratore, aumentando in questo modo il livello generale di sicurezza sul lavoro grazie alla preparazione dei lavoratori” – commenta Mario Supin, Safety Manager Gruppo GEODIS Italia e Responsabile del programma di formazione realizzato da Geodis per tutti i suoi dipendenti.

Per quanto riguarda le merci, Geodis ha seguito un percorso che ha innalzato ulteriormente gli standard di sicurezza per soddisfare le esigenze dei propri clienti anche sulla base dei differenti mercati nei quali essi operano e dei servizi richiesti.

“Sono state infatti elaborate specifiche procedure per i fornitori a cui si affida l’azienda. Questo ha permesso di incrementare notevolmente la sicurezza dei trasporti e di identificare le responsabilità in caso di eventuali incidenti. Oltre al divieto di sub-appalto del servizio, sono infatti presenti indicazioni sui mezzi utilizzabili che, ad esempio, devono essere provvisti di antifurto satellitare, portelloni allarmati, pulsante anti rapina, dispositivi anti jamming, tutti collegati alla centrale operativa. Altre istruzioni riguardano il percorso del vettore, stabilito dalla direzione Geodis, così come le aree di sosta, rigorosamente custodite e con accessi controllati” – dichiara Francesco Cantile, Security Manager Gruppo GEODIS Italia.

Green + elettrico per la logistica del XXI secolo

A Torino lo scorso 27 settembre in occasione di Smart Mobility World è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il Ministero dei Trasporti, città di Torino, Milano, Napoli a favore di una distribuzione urbana delle merci sostenibile come suggerito dalle normative europee.

Per essere esperti di logistica bisogna essere un po' visionari.

Artefice di questa iniziativa il dr. Massimo Marciani che, oltre ad essere un “visionario”, è un esperto di logistica e consulente del ministero. A distanza di 5 mesi vogliamo sapere lo stato dell’arte di questo accordo, per questo abbiamo chiesto lumi all’ideatore del progetto.

Distribuzione Urbana sostenibile delle merci solo una firma di fronte ai giornalisti o qualcosa di più?

A fronte delle preoccupazioni e delle aspettative della per l’adozione di azioni incisive da parte dei Comuni, forse per la primissima volta possiamo vedere gli accadimenti con un pizzico di soddisfazione e di accresciuto amor proprio. Ebbene sì, non solo siamo in linea con quanto suggerito dalla Commissione Europea, ma anzi siamo gli apripista nel settore della logistica urbana! Infatti già nel 2010 la logistica urbana entrava non solo a pieno diritto nella stesura del Nuovo Piano Nazionale della Logistica con un capitolo dedicato alle politiche di city logistics, ma due anni dopo era inserita nelle quattro azioni prioritarie all’attenzione dell’allora Ministro dei Trasporti Corrado Passera. Nel 2012 è stato firmato un successivo accordo fra il Ministero ed il network delle aree metropolitane rappresentato, in questo primo passaggio, dalle città di Torino in qualità di capofila, Milano e Napoli a cui si sono immediatamente aggiunte Roma e Bologna. Il Comune di Torino, con lungimiranza e apertura, si è dimostrato un pioniere particolarmente innovativo del settore proponendo un modello a costo zero in cui a guadagnare è al tempo stesso la collettività e il privato. Il privato – attraverso un processo di accreditamento al servizio – aumenta infatti la sua produttività grazie all’efficiente rifornimento delle supply chain e il pubblico ne beneficia in termini di minore inquinamento, grazie ai mezzi ecologici impiegati, alla fluidità del processo, e scorrevolezza del traffico. Un perfetto esempio di modello win–win, ulteriormente perfezionabile e soprattutto facilmente replicabile in altre città che farà presto da “apripista” per altri comuni e, nel suo piccolo, sia d’esempio per il superamento di una pluralità di singolarismi: male che da sempre caratterizza e “avvelena” il nostro Paese. La rivoluzione copernicana del modello di governance della logistica urbana risiede appunto nello sviluppo di un nuovo approccio fondato su due parole chiave del tutto nuove per questo settore: accreditamento e premialità. A Torino il nuovo modello di accreditamento debutterà ad aprile e gli operatori locali avranno la possibilità di completare il percorso di registrazione entro novembre 2014. A partire da dicembre saranno attivi il sistema di incentivi (corsie riservate, aree di carico scarico, estensione della finestra temporale di accesso in ZTL) ma anche quello dei controlli.

Assessore Lubatti di Torino dichiarò interesse per un ultimo miglio fatto in elettrico, è credibile o ci limiteremo ai veicoli Euro 5?

Il modello di accreditamento prevede l’applicazione del principio di neutralità tecnologica per le motorizzazioni dei veicoli analogamente con quanto applicato dal MISE nel programma Bec. Il sistema di accreditamento prevede – nell’arco di un quinquennio – la completa sostituzione del parco veicolare commerciale Euro 3 e 4 con motorizzazioni conformi almeno all’Euro 5 ma questo ovviamente non vieta agli operatori di dotarsi di mezzi elettrici o ibridi qualora ne ravvisino un vantaggio nell’operatività e nella manutenzione. Sta quindi agli operatori logistici compiere una scelta “elettrica” ed in tal senso il compito del Comune, credo brillantemente assolto dal giovane assessore Lubatti, è quello di creare le condizioni per il cambiamento e non di imporlo!

Il tema della riduzione del particolato riguarda anche altre grandi città come Roma o aree metropolitane come il triangolo Venezia, Padova, Treviso come mai un accordo solo a tre?

Il primo accordo che risale al 2010 è stato siglato fra l’allora Consulta dell’Autotrasporto e tutti i Comuni italiani rappresentati dall’ANCI. Entrando poi nell’operatività quotidiana dell’accordo ci si è resi conto del fatto che l’estrema eterogeneità degli oltre 8.000 Comuni era senza dubbio una condizione ostativa per la sperimentazione e la valutazione degli impatti dei nuovi modelli di governance per la distribuzione urbana delle merci. Si è quindi nel 2012 sottoscritto un accordo focalizzato alle 13 aree metropolitane, aree in cui risiede il 70% della popolazione e si genera l’80% del PIL, individuando in Torino, Milano e Napoli tre esempi di diverso grado di maturazione dei sistemi di gestione della domanda. Una volta partiti con la sperimentazione e con la valutazione degli impatti si sono immeritatamente aggiunte Bologna e Roma mentre Venezia, Genova e Cagliari in qualità di aree metropolitane sono molto interessate alle attività del GdL. Voglio anche sottolineare che altre città anche non metropolitane come Bergamo, Lucca, Messina hanno chiesto di poter entrare a far parte del GdL e questo crescente interesse non può che essere di grande stimolo per noi tutti.

Commercianti e autotrasportatori sono considerate tra le categorie più retrive all’innovazione possiamo dire che quest’accordo smentisce questo?

Si assolutamente. Sappiamo tutti che siamo in un momento di crisi, di rottura degli schemi, di passaggio da una cultura individuale ed invidualista ad un nuovo rinascimento industriale e culturale dove la tecnologia non deve essere elemento di divisione ma piuttosto strumento di condivisione ed integrazione. Ho trovato lavorando sul campo a Torino per la finalizzazione dell’accordo quadro, funzionari e rappresentanti delle suddette categorie non solo aperti al cambiamento ma veramente consapevoli delle sfide in corso hanno apprezzato il principio della gradualità e della condivisione degli interventi del Comune tesi alla razionalizzazione ed ottimizzazione del trasporto urbano delle merci. Adesso, con questo nuovo corso supportato e promosso dal Ministero dei Trasporti con la collaborazione di tutti gli attori chiave coinvolti nella filiera della logistica urbana, si è aperto di fronte a noi un passaggio epocale che porterà questo settore dalla distribuzione urbana alla smart logistics, passaggio che potrà rivelarsi a breve termine come un fattore di reale sviluppo del Paese, di recupero della competitività e dell’efficienza delle nostre Aree metropolitane.

Il quadro che viene tratteggiato sembra orientato positivamente; l’impressione però è che sia tutto molto lento in una dimensione del business che viaggia velocemente.

Tirrenia: Morace, nel 2013 +15% passeggeri e +12% merci

Più 15 per cento sul numero dei passeggeri e più 12 per cento sulle merci rispetto al 2012. Sono i numeri forniti dal presidente di Tirrenia-Cin, Ettore Morace, oggi a Cagliari, sul traffico della compagnia di navigazione negli ultimi dodici mesi, a margine della conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del progetto “Formare”.
Niente allarmi sulle tariffe, garantisce Morace. Anzi, potrebbero esserci degli sconti sui prezzi non bloccati dalla convenzione, ad esempio sui collegamenti tra Olbia e Genova e tra Genova e Porto Torres da giugno a novembre.
Un discorso- spiega il numero uno di Tirrenia – che vale sia per i passeggeri sia per le merci. Una mano d’aiuto la sta dando anche la lieve diminuzione negli ultimi trimestri del prezzo del carburante.
Per quanto riguarda i bilanci della compagnia (per i dati ufficiale bisognerà attendere però l’assemblea dei soci) si stima che gli utili potrebbero aggirarsi intorno a 1,1 milioni di euro.

Liguria-Corea, arriva lo sportello unico marittimo

Il porto di Genova

Al via a settembre la sperimentazione dello Sportello unico marittimo italiano, tra i porti di Genova, La Spezia e Busan, in Corea. Si tratta del primo passo verso l’eliminazione dei documenti cartacei nella logistica, percorso che coinvolgerà, in futuro, tutti gli operatori marittimi attraverso un software capace di far dialogare tra loro i diversi sistemi informativi già esistenti, traducendone i vari linguaggi in uno standard comune.

L’intervento è frutto di un accordo internazionale che sarà ratificato nei prossimi giorni tra il governo italiano e quello coreano in materia di digitalizzazione e innovazione del settore marittimo. Grazie a questo accordo, i porti di Genova e La Spezia, sperimentando nuovi sistemi di tracciamento della merce e interfacciandosi con i sistemi utilizzati dal ministero dei trasporti coreano, potranno intervenire sulla digitalizzazione dei processi e sul recupero delle inefficienze logistiche, grazie alla velocizzazione e semplificazione delle procedure.

Porti, +20% merci e 1,5 mln di crocieristi a Bari

Il porto di Bari

Crescono i traffici di merci e passeggeri nel porto di Bari. I primi nove mesi dell’anno hanno fatto registrare un incremento a doppia cifra per le merci (+20,14%), mentre i passeggeri superano quota un milione e mezzo (11.747 presenze in più rispetto allo stesso periodo del 2010).

A trainare l’incremento delle merci il grano, tradizionale prodotto di punta del traffico portuale barese, mentre per quanto riguarda i passeggeri si rileva la crescita dei crocieristi (+12,24%), la tenuta dell’Albania (+1,02%) e la straordinaria performance della Croazia, cresciuta del 24% e dovuta – secondo l’Autorità portuale del Levante – allo sviluppo del turismo religioso verso Medjugorie.

Va meglio anche il traffico verso la Grecia, tendenza che sembra stabilizzarsi anche nel mese di ottobre. Sempre negativa invece la tendenza del traffico per il Montenegro, sul quale continua a pesare la lunga interruzione della linea ad inizio d’anno, dovuta all’adeguamento della flotta alle regole dello ‘Stockholm Agreement’.

Ancona, salgono le merci, scendono i passeggeri

Il porto di Ancona

Segno più per il traffico merci nei primi 5 mesi del 2011 per lo scalo di Ancona. La movimentazione è aumentata dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Non si può dire lo stesso, però, dei passeggeri in transito: il calo c’è e si fa sentire. Meno 9,8%, circa 375mila transiti in meno rispetto all’anno record 2010.

Il dato delle merci si deve principalmente a quelle liquide in arrivo e partenza dalla Raffineria Api di Falconara: 2.042.029 tonnellate (+17,7%). In aumento anche le merci che viaggiano su tir (1.104.366 tonnellate; +16,6%) e su container (376.700 tonnellate; +10,50%). Valori positivi ha fatto registrare anche il traffico di contenitori. Continua invece la contrazione (192.396 tonnellate; -53,7%) del movimento di merci rinfuse solide causato dal calo del traffico di cereali e di carbone.

Sul fronte passeggeri buone notizie arrivano dai traffici da e per la Croazia (77.433; +13%) mentre la direttrice greca, da cui proviene la maggior parte del flusso di persone, segna ancora il passo: 267.357 per un -12,6% rispetto al 2010.

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