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Cemat: operativo un nuovo “Fast corridor” ferroviario doganale merci

Operativo da oggi il Fast corridor doganale ferroviario merci fra il porto di La Spezia e l’Interporto di Padova attivato da Cemat, società del Polo Mercitalia,

Consentirà trasferimenti più veloci dei container in arrivo nel porto ligure dal Far East e diretti a Padova con un servizio di trazione effettuato da Mercitalia Rail (Polo Mercitalia) garantendo cinque treni a settimana. I controlli doganali infatti saranno svolti a destinazione, annullando così i tempi di sosta dei container nel porto di La Spezia.

I Fast Corridor del Polo Mercitalia nascono con l’obiettivo di favorire, velocizzare e migliorare il trasporto su ferro dei container, grazie alla possibilità di sdoganare la merce quando è ancora in viaggio verso il terminal interno, con conseguente risparmio di tempo e costi. La completa tracciabilità delle merci in arrivo permetterà alle aziende italiane importatrici di integrare gli adempimenti doganali con le proprie procedure logistiche.

Nel corso del 2017 saranno implementati ulteriori Fast Corridor tra La Spezia e Bologna Interporto.

Cemat organizza e commercializza servizi di trasporto combinato ferro/gomma, sia in ambito nazionale sia internazionale. Con circa 100 dipendenti gestisce una rete di treni che collega oltre 150 terminal intermodali dislocati su tutto il territorio europeo.
Il giro d’affari nel 2016 è stato di oltre 200 milioni di euro.

Rivoluzione nel settore merci, FS Italiane lancia Mercitalia

L’obiettivo è trasportare su ferrovia il 30% delle merci che ogni giorno viaggiano in Italia, o vi arrivano dall’estero o vengono esportate oltre frontiera. Oggi si tratta solo del 5%: “Per questo” dice Renato Mazzoncini, amministratore delegato di FS Italiane, “abbiamo di fronte una prateria”. Passare dal 5 al 30% significa sestuplicare il volume attuale, o, in termini di ricavi, più che raddoppiarli in dieci anni: dal miliardo fatturato nel 2016 a 2,1 di obiettivo nel 2026.
Per questo motivo FS ha costituito una società, Mercitalia, che rappresenta un polo unico della logistica e che razionalizzerà le varie entità che già operano nel settore cargo.

La capogruppo controllerà tre aziende, Mercitalia Rail, Mercitalia Logistic e Mercitalia terminal, avrà 4.000 dipendenti e riceverà investimenti per 1,5 miliardi, dei quali 1,1 per il materiale rotabile, 300 milioni per i terminal, 100 milioni per Information technology.

Piano della logistica

Nonostante la crisi il settore del trasporto e dello smistamento delle merci sta conoscendo in tutto il mondo e in Europa un nuovo boom e soprattutto un fiorire di innovazioni tecnologiche, al punto da far parlare di Logistica 4.0, sull’esempio delle analoghe novità dell’industria digitalizzata.

Il governo di Matteo Renzi, con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (confermato), ha presentato un Piano della logistica che ha come obiettivo di tagliare inefficienze quantificate in 40 miliardi di euro: 40 miliardi di ricchezza persa. Il settore costa infatti il 20% più che in Germania, ma sta perdendo terreno anche sulla Spagna e sulla Francia.

Per fornire qualche ordine di grandezza su ciò che sta accadendo intorno a noi, nel mondo i trasporti valgono il 10% del Pil globale; in Germania sono il terzo settore per occupazione. Del resto basta guardare ad Amazon e alla sua pianificazione di sistemazione, prelievo (anche attraverso i droni) e consegna delle merci, nonché al boom degli acquisti online, per le persone ma anche per le aziende, per capire le prospettive che si aprono.

Il Piano si è occupato inizialmente di porti e aeroporti, stabilendo priorità e finanziamenti; ora è il momento del trasporto interno. Da questo punto di vista FS Italiane si candida, con la costituzione di Mercitalia, ad essere l’interlocutore privilegiato del governo. La nuova società, che ha come ad Marco Gosso, promette di “trattare le merci come fossero viaggiatori”, con orari prestabiliti e credibili, monitoraggio e tracciamento. Solo in parte però viaggeranno sull’Alta Velocità, e questo, dice Mazzoncini, “perché lì abbiamo un migliaio di chilometri di rete contro i 24 mila km complessivi delle ferrovie”.

La linea AV/AC Torino – Venezia

Detto questo è evidente come lo scenario potrà cambiare una volta completata l’Alta Velocità/Alta Capacità lungo la trasversale padana, con benefici che si estenderanno dalla frontiera francese a quella slovena. Considerato che la linea è parte del Corridoio europeo TEN-T “Mediterraneo” che dal Portogallo condurrà fino a Kiev. In un’intervista al Corriere della Sera l’ad di FS ha confermato la tabella di marcia: dopo l’inaugurazione del tratto Milano-Brescia e con la Padova-Mestre già pronta, nel 2017 partiranno i lavori da Brescia a Padova.

In sette anni l’AV Torino – Venezia sarà completata, con un più veloce attraversamento orizzontale di tutto il Nord Italia. Mentre entro il 2018 l’intera linea adriatica sarà velocizzata a 200 km orari. Ma, come da tempo dice Mazzoncini, l’obiettivo è anche di entrare sempre più nel trasporto regionale dove 3.500 km di binari sono gestiti da altre ferrovie, e anche in quello urbano e metropolitano, come testimonia l’acquisto del 36,7% delle azioni di Metro 5,  la linea “lilla” della Metropolitana milanese, dal costruttore Astaldi. La linea 5 ha 13 km, 19 stazioni e guida automatica.

Così come strategicamente, secondo uno slogan collaudato, l’Alta Velocità del Gruppo FS Italiane è definita la “metropolitana d’Italia”, con il piano per le merci dovrebbe diventare il “corriere espresso d’Italia”. Non c’è molto tempo da perdere. Il settore vive nel mondo un momento di grande trasformazione – per la globalizzazione, la ripresa economica, l’esigenza di un minore inquinamento stradale, la trasformazione del commercio – come testimoniano anche le ultime novità sul fronte della ricerca e della tecnologia. Tra queste Hyperloop, un hardware sperimentale per il trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri in treni all’interno di tubi, con motori a compressione d’aria.

Hyperloop Technologies

Una specie di super-posta pneumatica. Hyperloop è una tecnologia open source, ma mira anche ad essere un business (Hyperloop Technologies) che finora ha prodotto un esperimento di treno compresso in Nevada, dove un prototipo è stato “sparato” e frenato per un miglio terrestre (1,6 km).

Le ferrovie russe si stanno interessando ad un possibile futuro collegamento Hyperloop Mosca-San Pietroburgo, e anche FS Italiane è aperta alla collaborazione. Qualcuno prevede una percorrenza Roma-Milano in mezz’ora, Renato Mazzoncini è perplesso: “Ci sono gli Appennini… È comunque un’applicazione interessante per tratti brevi, tipo gli aeroporti, e vogliamo far parte dello sviluppo”.

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