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Ecopneus e Il Ministero dell’ambiente firmano un accordo di carbon footprint

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il Direttore Generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta, hanno firmato l’accordo volontario di carbon footprint per la definizione di un sistema specifico di misurazione, riduzione e neutralizzazione dell’impronta di carbonio di manufatti realizzati con gomma derivante dal riciclo e dal recupero degli Pneumatici Fuori Uso (PFU).

L’Accordo siglato con Ecopneus si inserisce tra le iniziative di eccellenza della collaborazione pubblico-privato promosse dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del programma sulla valutazione dell’impronta ambientale, ovverola quantità totale di gas serra emessi per la realizzazione di un prodotto o di un servizio, alla quale partecipano un centinaio di aziende Italiane di diversi settori industriali.

Ecopneus è la prima società consortile ad aderire all’iniziativa, tra tutte le realtà italiane impegnate nel riciclo delle filiere di rifiuti.
L’accordo, della durata di 12 mesi, ha come obiettivo primario, la definizione di una metodologia di calcolo dell’impronta di carbonio applicabile all’intero settore relativo alla produzione di manufatti realizzati con gomma derivante da recupero di PFU e prevede l’individuazione di una serie prodotti realizzati con materiale derivante da recupero e riciclo di PFU oggetto dell’analisi dell’impronta di carbonio, l’analisi dell’impronta di carbonio nelle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti individuati e l’individuazione delle possibili misure da attuare per ridurre le emissioni nel ciclo di vita dei prodotti individuati e neutralizzarle.

“Questo accordo volontario ha un valore particolare – ha affermato Corrado Clini – non solamente perché la la società consortile è la prima tra gli attori del segmento dei rifiuti ad aderire al programma Carbon Footprint, ma anche perché il recupero degli pneumatici fuori uso e il loro riutilizzo sotto forma di materia e di energia dà un contributo importante al miglioramento dell’ambiente.”

Clini: più efficenza per la catena porti-territorio

Analizzare lo stato attuale del trasporto merci in Italia e delineare alcune strategie ambientali ed economiche per rendere più efficiente e competitiva l’intera catena logistica nazionale “porti-territorio”, con un orientamento mirato a catturare i grandi flussi del trasporto interno e terra/mare nell’ambito del bacino del Mediterraneo e del Centro-Europa.

E’ questo l’obiettivo di uno studio sviluppato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Autorità Portuale di Trieste e la società di logistica Alpe Adria, presentato lo scorso, 12 febbraio 2013, nel corso della tavola rotonda “Il trasferimento modale sui grandi assi di scorrimento”, presso la sede del Corriere della Sera a Milano, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, del Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Marina Monassi, dell’Amministratore Delegato di Alpe Adria S.p.A. Antonio Gurrieri, del Direttore Divisione Cargo Trenitalia S.p.A. Mario Castaldo e del Direttore Generale Modahlor Sébastien Lange.

In particolare, lo studio analizza le dinamiche e lo stato attuale del trasporto delle merci in Italia, quale tema primario e strategico per la crescita economica del paese nel contesto dell’Unione Europea e per le relazioni tra settori e regioni del tessuto produttivo nazionale. Il trasporto delle merci nel nostro Paese, infatti, assume un ruolo sempre più rilevante dal punto di vista delle emissioni di CO2, che hanno effetti sul clima globale. “Non a caso – spiega nella sua introduzione allo studio il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini – la tematica del contenimento dell’impatto ambientale causato dal trasporto merci rappresenta da tempo uno degli obiettivi primari costantemente all’attenzione degli organi nazionali e comunitari, nell’ambito delle azioni di governo e regolamentazione del territorio e delle attività economiche in generale.

L’obiettivo di questo lavoro di monitoraggio consente di fornire sia una stima dell’ordine di grandezza dei volumi delle merci trasportate in Italia via strada, sia una prima valutazione dell’impatto prodotto sull’ambiente attraverso il raffronto dei costi esterni prodotti dalle due modalità strada/ferrovia.

In particolare, lo scopo dello studio (che prende in considerazione 53 terminali intermodali attualmente presenti sul territorio italiano e ripartiti secondo le macro aree del Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud Italia) è quello di verificare la fattibilità di un percorso, inizialmente sperimentale, teso a invertire l’attuale dinamica competitiva strada-rotaia, che consentirebbe di conseguire un notevole abbattimento dei costi esterni che gravano sull’ambiente, fino al 57% dell’ammontare complessivo prodotto dal trasporto su strada, con un risparmio stimabile attorno ai 3 miliardi di euro l’anno.

Ad Ecomondo 2012: gli stati Generali della Green Economy

Trecento esperti impegnati in 8 gruppi di lavoro su temi strategici, circa 2.000 tecnici e rappresentanti della società civile coinvolti in Assemblee nazionali tematiche, 39 organizzazioni di imprese, decine di incontri preparatori. Questo il vasto processo partecipativo che si concluderà a Rimini nell’ ambito di Ecomondo, il 7 e 8 novembre prossimi, con gli Stati Generali della Green Economy, dove sarà presentato un Programma per lo sviluppo di una green economy, quale contributo per far uscire l’Italia dalla crisi.

L’avvio di questo percorso, promosso dal Ministero dell’Ambiente e dal Comitato Organizzatore degli Stati Generali della Green Economy, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa, cui ha partecipato il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini – rientrato dal Summit delle Nazioni Unite di Rio+20, dedicato proprio alla green economy – alla presenza dei rappresentanti delle associazioni di imprese promotrici dell’iniziativa.

Anche la Conferenza Onu Rio+20 sulla sostenibilità, che si è chiusa la settimana scorsa a Rio de Janeiro – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini - ha confermato che la green economy è lo strumento per consentire la crescita, soprattutto in questi anni di crisi, e per aiutare a uscire dalla povertà i Paesi in via di sviluppo senza gravare in modo irreparabile sul pianeta”.

FLC protagonista a Rimini degli Stati generali della Green Economy

– Il Freight Leaders Council – associazione privata, apartitica, fondata nel 1991, che riunisce esperienze e professionalità di aziende leader della filiera della logistica (produttori, caricatori, operatori, trasportatori, gestori di infrastrutture per tutte le modalità) – è stato invitato a partecipare all’organizzazione e ai lavori degli Stati generali della Green Economy, che si svolgeranno il 7  e l’ 8 novembre a Rimini – Fiera di Ecomondo, su iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Oltre a far parte del Comitato organizzatore, con il suo Segretario Operativo, Federico Oneto, il Freight Leaders Council parteciperà direttamente al Gruppo di lavoro 6, «Sviluppo della mobilità sostenibile», un tema particolarmente sensibile, dal momento che, come illustra il documento di presentazione del Gruppo, « l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di veicoli privati per abitante e fra gli ultimi per utilizzo dei mezzi pubblici e del trasporto ferroviario. Il trasporto, da solo, produce un quarto delle emissioni totali di CO2. Le città europee più avanzate, che uniscono benessere economico e qualità ambientale, hanno già sviluppato innovative iniziative per una mobilità sostenibile che coinvolge diversi e integrati aspetti: di gestione, di reti e mezzi, di scelte e politiche urbanistiche».

Il 3 luglio a Roma l’Assemblea programmatica

In vista degli Stati generali di Rimini, è stata convocata per il prossimo 3 luglio, a Roma, dal ministero per l’Ambiente, d’intesa con il Comitato organizzatore degli Stati Generali della «Green Economy», l’Assemblea programmatica «Sviluppo della mobilità sostenibile.

I risultati della consultazione saranno utilizzati per il documento finale da presentare, con il ministero dell’Ambiente, all’Assemblea di Rimini.

Siglato accordo Ministero dell’Ambiente Enac per l’efficentamento energetico della sede romana dell’ente

Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, e il Presidente dell’Enac, Vito Riggio, hanno firmato in questi giorni un Protocollo d’intesa volto ad avviare azioni congiunte per individuare interventi finanziabili destinati all’efficientamento energetico della sede centrale dell’Enac, in Viale del Castro  Pretorio , a Roma.
L’edificio, di piena proprietà pubblica, rientra, infatti, nella tipologia edilizia potenzialmente
destinataria di interventi di finanziamento, secondo la normativa vigente. L’ammodernamento
dell’edificio con la relativa riduzione dell’impatto ambientale, porterebbe ad un generale
risparmio energetico, a una parziale autonomia energetica e al contenimento della spesa
pubblica.
Con il Protocollo firmato oggi, le parti attivano una collaborazione strumentale
all’individuazione e alla realizzazione degli interventi, avvalendosi anche di un apposito
gruppo di lavoro che dovrà elaborare uno studio di fattibilità sulle opere da eseguire, secondo una scala di priorità.

ANITA a Clini: governo assente sul Sistri

Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento del contributo annuale per il Sistri, ma nessun provvedimento è stato posto in essere per evitare che anche quest’anno le imprese paghino per un sistema ancora in sperimentazione.
Il governo ha mostrato disattenzione e indifferenza sulle problematiche che riguardano il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti introdotto due anni fa ma la cui piena operatività è stata puntualmente rinviata da diversi provvedimenti legislativi. Nonostante questo, le imprese di autotrasporto hanno continuato a sostenere i costi di iscrizione, installazione delle black box e attivazione delle  sim card.
“Non siamo più disposti a pagare per un sistema non ancora pienamente operativo”, ha dichiarato Carlo Coppola presidente della sezione trasporto rifiuti di ANITA. “Chiediamo al governo di sospendere il pagamento del contributo annuale e di individuare meccanismi di compensazione per recuperare i costi finora sostenuti”.
“Il 30 aprile è il termine entro il quale occorrerà pagare il contributo. Entro quella data attendiamo risposte dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini”.

Nasce il cityporto di Aosta

Nasce il cityporto di Aosta

Formalmente si chiama “costituzione del partenariato” e, in pratica, rappresenta l’ultimo passo verso l’avvio del progetto “Cityporto”, che modificherà radicalmente la consegna delle merci nel centro storico di Aosta. La Giunta comunale ha infatti approvato, lo scorso 4 febbraio, la deliberazione con cui i vari attori dell’iniziativa (il Comune stesso, attraverso l’Assessorato alla Mobilità, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, tramite l’Assessorato all’Ambiente, la Chambre valdôtaine, le società “Autoporto” e “Itinera engineering”) uniscono i loro intenti per finanziare l’intervento, dando così attuazione al Piano Operativo di Dettaglio che aveva ricevuto l’avallo (ed uno specifico finanziamento) da parte del Ministero dell’Ambiente, nel quadro di un bando volto a incentivare l’introduzione di modalità innovative per le consegne in città.
L’atto adottato è propedeutico all’approvazione del bando europeo per l’affidamento del nuovo servizio. “Cityporto” prevede che l’approvvigionamento delle attività site nel centro storico avvenga dalle 7 alle 9, anziché dalle 7 alle 11, come accade oggi. Questa modificazione sarà preceduta dalla realizzazione di un’area di stoccaggio all’autoporto (in ragione della posizione strategica sia per il ricevimento, sia per la distribuzione, delle merci), ove aggregare il materiale in arrivo dai fornitori, per poi distribuirlo ai vari clienti, utilizzando dei mezzi ad alimentazione alternativa. Il nuovo sistema, che quantomeno in prima battuta non riguarderà il “fresco” (ovvero le attività con un rifornimento quotidiano di derrate di consumo o da conservare in temperatura), ha ricevuto l’adesione di cinque dei sei corrieri che attualmente servono il centro storico. Il fine dell’iniziativa è duplice. Da un canto si tratta di ridurre la presenza di mezzi nel cuore della città, rendendo le vie centrali, in cui vige la Zona a Traffico Limitato, ancora più fruibili alla popolazione. Dall’altro, visto il ricorso a veicoli a bassa emissione, la volontà è di porre in essere sempre più accorgimenti mirati a liberare dai gas di scarico le zone percorse dai pedoni.

Dragaggio priorità strategica per Assoporti

Dragaggi priorità urgente per Assoporti

Per i porti, il dragaggio dei fondali è una priorità strategica,” questa la sintesi della necessità di scrivere al Ministero dell’Ambiente e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delle tre associazioni principali presenti nei porti, Assiterminal e Assologistica per i terminalisti, e Assoporti per le Autorità Portuali, chiedendo il varo del decreto che stabilisca “…i criteri da osservare per il rilascio dell’autorizzazione all’immersione deliberata in mare dei materiali di escavo.”

I tre Presidenti delle Associazioni nelle lettera inviata ieri hanno posto l’accento sull’importanza di realizzare interventi di escavo per competere con il mercato europeo e del Mediterraneo. A titolo esemplificativo, sono stati evidenziati gli indici caratteristici del traffico dei contenitori e anche del traffico crocieristico,  che transitano su navi di dimensioni che necessitano fondali superiori a quelli attuali di molti porti italiani.

La sollecitazione nasce dal fatto che da tempo i contenuti del decreto, un adempimento previsto nel Codice Ambientale (D.lgs 152/2006) , sono stati condivisi dalle competenti Amministrazioni, ma risultano ancora “fermi” negli uffici preposti. Le associazioni si sono anche rese disponibili ad un incontro con i Ministeri qualora fosse necessario

Operazione EcoPatente: al via la terza edizione

L'iniziativa è stata promossa da Legambiente.

Sensibilizzare i giovani a una guida sicura e attenta all’ambiente e al risparmio energetico. È questo il principio ispiratore del progetto EcoPatente, promosso da Legambiente in collaborazione con Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) e Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica) e con la partecipazione di importanti partners quali Fiat, Bosh, Eni, Goodyear e Magneti Marelli. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, vanta il patrocinio del Ministero della Gioventù, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è in attesa di quello delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Adottare stili di guida efficienti aiuta a ridurre consumi ed emissioni.

IL PROGETTO.

Dal primo settembre 2011 al 31 marzo 2012, i giovani iscritti alle autoscuole italiane aderenti all’iniziativa saranno istruiti anche sul tema del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico, oltre a ricevere informazioni sull’utilizzo intelligente, corretto ed ecosostenibile dell’auto. Infatti, “l’adozione di stili di guida efficienti, secondo i principi della guida eco-compatibile – come, per esempio, il controllo della pressione degli pneumatici, l’eliminazione dei carichi inutili, l’uso oculato  dell’aria condizionata, il mantenimento di velocità costanti e l’uso del freno motore – può consentire risparmi di carburante e di emissioni”, ha spiegato il direttore generale di Legambiente, Rossella Muroni, alla conferenza stampa di presentazione del progetto.

Al termine del corso in autoscuola, gli allievi che avranno risposto correttamente all’apposito questionario riceveranno l’attestato di ecoguidatore insieme a una certificazione utile per la richiesta di crediti formativi nelle scuole superiori di secondo grado.

Coinvolte oltre 6mila autoscuole italiane e 25mila patentandi.

I RISULTATI.

Negli ultimi due anni l’operazione EcoPatente ha coinvolto oltre 6mila autoscuole italiane, pari al 70% delle autoscuole dell’intero territorio, e circa 25mila giovani patentandi. Leggi il resto di questo articolo »

Sistri, dal 26 al 28 luglio le prove generali

Le imprese iscritte al Sistri sono invitate a registrare i rifiuti attraverso il nuovo sistema informatico.

L’entrata in vigore del Sistri è sempre più vicina. A partire dal primo settembre, infatti, le imprese saranno obbligate ad affidarsi esclusivamente al nuovo sistema informatico per la gestione amministrativa dei rifiuti.

Ecco perché il Ministero dell’Ambiente, insieme ad Anita e ad altre organizzazioni imprenditoriali, ha proposto agli utenti trasportatori di sperimentarne i servizi per prevenire per tempo eventuali malfunzionamenti.

Dal 26 al 28 luglio le imprese iscritte al Sistri sono invitate a registrare i rifiuti attraverso il nuovo sistema informatico e a comunicare i risultati al Sistri e alla propria organizzazione. In questo modo si potrà testare il funzionamento dei dispositivi e contribuire alla raccolta di dati sul Sistri.

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