Articoli marcati con tag ‘Ministro Lupi’

ENAC:Il Presidente dell’ENAC esprime soddisfazione per il processo che ha portato alla fusione delle società di gestione aeroportuale di Pisa e Firenze

Il Presidente dell’ENAC Vito Riggio esprime soddisfazione per il processo che ha portato alla fusione della società di gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze, che realizza la previsione del piano degli aeroporti predisposto da ENAC già nel 2010 ed oggi riformulato intelligentemente dal Ministro Lupi, ormai in dirittura di arrivo dopo il parere della Conferenza Stato-Regione. Si complimenta con le due società.
Il Presidente Riggio desidera esprimere vivo apprezzamento nei confronti del Presidente della Regione Enrico Rossi al quale si deve l’originaria intuizione di costituire il polo della Toscana, destinato a divenire il terzo polo aeroportuale italiano con una previsione a breve di 11milioni di passeggeri e con rilevante investimento per circa 500 milioni già avviato con i finanziamenti della delocalizzazione dell’edilizia abitativa di Pisa e che proseguirà con il prossimo piano di sviluppo di entrambi gli aeroporti.
L’ENAC auspica che si realizzi un analogo disegno anche per gli altri poli aeroportuali individuati nel piano a partire dalla privatizzazione e fusione attorno agli aeroporti strategici come Palermo e Catania, Venezia Trevisio e Verona, Bergamo Brescia, Torino Malpensa.

ILVA: NO AI CAMBI DI TAVOLO

“Basta con i palleggiamenti di responsabilità e i cambi di tavolo. I problemi dell’autotrasporto, in attesa da mesi di ricevere il pagamento dei servizi prestati per l’Ilva, vanno immediatamente risolti”.
Secondo Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, “le voci circa l’imminente apertura di un nuovo tavolo di confronto al ministero delle Infrastrutture e Trasporti delineano uno scenario inaccettabile”. “Non accetteremo convocazioni differenti e diverse da quella del ministro Guidi – ha affermato Longo – perché il ministro dello Sviluppo economico è, con Palazzo Chigi, quello competente sul tema Ilva.”
“Con tutto il rispetto per il ministro Lupi impegnato già su tanti fronti – ha concluso Longo – decliniamo per questi motivi, sostanziali e giuridici, altre convocazioni e altri referenti su un caso Ilva che ha bisogno di posizioni univoche e chiare del governo”.

Riforma dei porti: nuovo annuncio del Governo, “pronta entro febbraio

Ci risiamo. Riparte il balletto del Governo sulla riforma dei porti. Sembrava ormai quasi fatta durante l’estate del 2014 , ma alla fine il Governo indietreggiò e nel decreto Sblocca Italia non venne inserita, per essere riproposta in questi giorni con il solito annuncio del “solito” Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi: “Entro fine febbraio o al massimo ai primi di marzo arriverà Il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica”, ha dichiarato Lupi in occasione degli Stati Generali del comparto logistico-portuale. Save the data, a fine febbraio vedremo a che punto sono i lavori del Ministro.

Cosa dobbiamo aspettarci non è dato ancora saperlo, Lupi è infatti rimasto vago su quale sarà il reale contenuto di quest’ipotetica riforma: una cosa appare certa, uno degli obbiettivi è quello di razionalizzare le Autorità Portuali, progetto che sta a cuore al Governo, ma sulle modalità l’esecutivo non si è ancora sbilanciato.

A tenere accesso il dibattito ci pensano i sindaci, rappresentati a Roma dal sindaco di Livorno Filippo Nogarin, Presidente della Commissione ANCI Città Portuali, che ha dichiarato:
“Sulla scorta di quanto anticipato oggi dal ministro Lupi circa le linee guida della portualità riteniamo fondamentale che sia preso in esame anche il modello europeo e ci si impegni per trasformare le autorità portuali in società per azioni interamente pubbliche dove il 70% delle quote sono del Comune e il 30% del Governo. Questo permetterebbe, infatti, di porre le basi per un nuovo e fruttuoso rapporto tra la portualità e la città che gli sta alle spalle. In tal senso, ci stiamo già attivando per calendarizzare entro il mese di febbraio un appuntamento con i sindaci interessati così da definire un documento, che porremo all’attenzione del Governo, nel quale il ruolo dei Comuni, al pari di quanto accade nel resto dell’Europa, sia centrale nella futura riforma portuale”.

Non è un mistero però che Matteo Renzi sogni una massiccia privatizzazione del sistema portuale italiano per battere cassa, un’idea probabilmente piuttosto lontana da quella auspicata dal Sindaco di Livorno. Probabili nuovi attriti, sempre che la riforma, prima o poi, veda veramente la luce.

TRASPORTOUNITO: BASTA CON IL “DOPING DELLE MANCE”

Duecentocinquanta milioni di mance e prebende, divenuti strutturali grazie ad un Governo che il “verso”, anziché cambiarlo, lo rafforza, saranno distribuiti secondo una mediazione di rito che si consuma da circa un ventennio. Oggi infatti si torna a discutere la ripartizione delle risorse economiche assegnate all’autotrasporto. E le logiche di ripartizione sono immutabili: circa 1.000 euro a camion distribuiti secondo disposizioni ormai anacronistiche e per mascherare l’acronica assenza di una qualsivoglia politica sul trasporto di strada.
“Politica zero ma tanta compiaciuta ipocrisia nel tirare avanti secondo esigenze di vertice. L’appiattimento e l’incapacità del Governo – sottolinea il Segretario Generale di Trasportounito, Maurizio Longo – di elaborare strumenti incentivanti e normativi con forte carattere competitivo, ha determinato il collasso dell’intera categoria”.
“E contro questa logica – suggerisce Longo – sarebbe invece necessario ad esempio destinare almeno 20 milioni di euro, da detrarre agli sconti sui pedaggi autostradali assegnandoli alle imprese di autotrasporto trascinate sul fondo dalla crisi dell’Ilva”.
“Gli aiuti all’autotrasporto – conclude il segretario nazionale di Trasportounito – non devono più confluire a piè di lista nei bilanci dei consorzi, ma essere concentrati sugli investimenti e sulle ristrutturazioni aziendali. Lo scorso anno le risorse (pari all’8% del totale) mirate a questi obiettivi si sono esaurite in poco più di un mese ma anche questo segnale è risultato del tutto inascoltato nelle sedi decisionali dove si opta sempre e comunque per la gestione day-by-day della sopravvivenza”.

CNA-FITA, IN ARRIVO PER L’AUTOTRASPORTO 250 MILIONI, RESI STRUTTURALI. CONFERMATE LE RISORSE PER “LE SPESE NON DOCUMENTATE”.

Il Governo ha pure recepito la richiesta avanzata dall’ Associazione artigiana di estendere, ancora per almeno un anno, la possibilità di dimostrare il requisito della capacità finanziaria attraverso una polizza assicurativa anche per le imprese che già operano sul mercato e non solo per le nuove iscritte all’Albo dell’autotrasporto. “E’ nostra intenzione proseguire nel dialogo con l’Esecutivo nella convinzione che possa, come già sta accadendo, meglio comprendere le vere esigenze dell’autotrasporto” è quanto affermato dalla presidente nazionale, Cinzia Franchini, a margine dell’incontro che si è tenuto ieri al Ministero dei Trasporti con il sottosegretario Del Basso De Caro. Nei prossimi giorni verranno emanate alcune circolari esplicative che recepiscono e chiariscono diverse criticità portate all’attenzione del ministero, dalla scheda di trasporto ai tempi di pagamento. Ora nell’agenda CNA-Fita le priorità su cui chiediamo un tempestivo intervento al Governo sono ILVA e SISTRI.

CNA-FITA: PIENA FIDUCIA AL PRESIDENTE NAZIONALE, CINZIA FRANCHINI. PRONTI AL FERMO NAZIONALE

Sabato 17 gennaio si è riunito presso la CNA di Modena il Consiglio Nazionale della CNA-Fita. Alla Presidente Cinzia Franchini e stata rinnovata la fiducia per l’operato svolto e viene confermata, anche dal Consiglio, la linea intransigente da tenere sui temi caldi per l’autotrasporto. La presidente Franchini incassa così un ampio consenso sulle linee politiche da perseguire in previsione dell’incontro già fissato a Roma, per martedì 27 gennaio, con il sottosegretario ai trasporti Del Basso De Caro nel corso del quale ci si confronterà con le ultime novità normative di interesse per il settore contenute nella legge di Stabilita, nello Sblocca Italia e nel Milleproroghe. Di fondamentale importanza sarà la ripartizione delle risorse economiche per il settore, 250 milioni di euro, con la riconferma delle spese non documentate, vitali per la sopravvivenza delle imprese artigiane. “Abbiamo dall’inizio sostenuto – ha commentato la presidente Franchini – che avremmo tirato le somme con lo spacchettamento dei contributi economici. Se qualcuno pensa di tagliare su questo capitolo di spesa, siamo pronti alla proclamazione del fermo nazionale”.

Da Zombie a parassita: Stop al Sistri. Sanzioni per chi non versa il contributo da febbraio, ma perché pagare per qualcosa che non funziona?”

– Più che uno zombie, il Sistri sta assumendo le sembianze di un parassita. Dopo il rinvio a fine anno della sanzionabilità del sistema, da febbraio partono le multe per chi non ha pagato il contributo annuale.
Il decreto Milleproroghe dello scorso dicembre ha infatti aggiunto la scadenza del 1° febbraio 2015 come termine a partire dal quale verrà sanzionata la mancata iscrizione al Sistri o il mancato versamento dei contributi. Una situazione paradossale dal momento che lo stesso testo posticipa l’inizio delle sanzioni legate al sistema di tracciabilità dei rifiuti al 31 dicembre 2015, al fine di consentire alle aziende di mettersi in regola con “la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati, nonchè l’applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative”.
In pratica è il Governo stesso ad ammettere che il sistema è inefficiente posticipando l’entrata in vigore delle sanzioni ma chiede in ogni caso il pagamento dei contributi, fissando le ammende per gli inadempienti già dal prossimo febbraio. Insomma, il Sistri sta diventando un vero parassita che assorbe risorse dalle aziende senza dare nulla in cambio.
Assotrasporti, insieme ad Azione nel Trasporto Italiano, Un.i.coop Trasporti e Cepi-Uci, chiede con fermezza al Governo di sospendere la richiesta di versamento dei contributi ed delle relative sanzioni sino a quando non si avrà un sistema funzionante, al minor costo possibile per le aziende aderenti.
Grazie alla tempestiva azione del gruppo di associazioni con Assotrasporti capofila sono stati infatti raggiunti risultati importanti – dall’attenzione mediatica nei confronti della campagna social #stopsistri all’ottenimento del posticipo dell’entrata in vigore della sanzionabilità del sistema – ma tutto ciò non basta.
L’auspicio è dunque il blocco totale del sistema attuale dal punto di vista operativo e contributivo per ripartire con una nuova struttura, meno costosa per il trasportatore ma più moderna ed efficace.

SISTRI: pagamento del contributo inaccettabile per un sistema mai entrato in funzione

L’ultimo rinvio normativo in materia di SISTRI, realizza una incongruenza legislativa, l’ennesimo pasticcio all’italiana che penalizza fortemente i vettori specializzati nel trasporto di rifiuti pericolosi.

Fino ad oggi le proroghe per l’applicazione del SISTRI sono state concesse in maniera unificata e sempre con la stessa motivazione: far scattare le sanzioni solo quando il sistema di tracciabilità fosse divenuto efficiente e funzionale.

Nel decreto legge cosiddetto “Milleproroghe” invece, nel concedere il rinvio delle sanzioni per il mancato rispetto del SISTRI, sono state separate le sanzioni per la mancata applicazione delle procedure di utilizzo del SISTRI, prorogate al 1° gennaio 2016, dalle sanzioni per la mancata iscrizione o il mancato pagamento del contributo annuale al sistema di tracciabilità, rinviato di un solo mese, obbligando le imprese che operano nel settore del trasporto dei rifiuti pericolosi – categoria che in tale filiera è quella che ha sostenuto i maggiori oneri – a pagare entro il 1° febbraio 2015, il contributo SISTRI per evitare pesanti sanzioni amministrative.

Una decisione incoerente ed inaccettabile per Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA e Paolo Uggè, Presidente di FAI-Conftrasporto, i quali hanno scritto ai Ministri Galletti e Lupi chiedendo di intervenire nella fase di approvazione e conversione del decreto legge 192/2014 per riallineare la decorrenza di entrambe le sanzioni alla data del 1° gennaio 2016, , data entro la quale il Sistema dovrebbe essere semplificato, reso funzionante e funzionale, ma anche efficiente e poco costoso per tutti gli operatori della filiera

Anita contro l’aumento dei pedaggi autostradali

Ancora una volta dobbiamo registrare aumenti delle tariffe autostradali, anche se più moderati rispetto agli anni passati, in un periodo in cui il sistema produttivo italiano perde continuamente competitività rispetto agli altri Paesi sia europei sia mondiali.

ANITA ritiene che si debba trovare un modo per interrompere la spirale di aumenti dei pedaggi che da troppi anni i trasportatori subiscono dai monopoli delle concessionarie autostradali. Con la maggior parte dei costi fissi, e a valori storici, e in considerazione dei continui aumenti delle percorrenze dei veicoli sulle autostrade, non si capisce come mai i pedaggi continuino a salire.

“Ci saremmo aspettati che il Ministero dei trasporti vigilasse meglio e che le concessionarie autostradali tenessero conto della situazione in cui versano il Paese e le imprese del settore dell’autotrasporto – ha commentato il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner e ha aggiunto – un aumento dei pedaggi che ricade sugli utenti non aiuta in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo”.

“Le concessionarie autostradali dovrebbero mettere in atto politiche orientate ad eliminare le inefficienze al proprio interno al fine di ridurre i costi che puntualmente ricadono sull’utenza – ha concluso Baumgartner – dal momento che i bilanci delle società concessionarie autostradali sono sempre in attivo e ciò evidenzia l’esistenza di un discreto margine dovuto anche all’incremento delle porte munite di telepass ed al minore impiego di personale addetto”.

AUMENTO PEGAGGI: CNA-FITA NON STARA’ A GUARDARE CHI, COME LUPI, SUI TEMI IMPORTANTI CONTINUA A FARE ORECCHIE DA MERCANTE

Al Ministero dei Trasporti le riforme non sono gradite e hanno il sapore della restaurazione di vecchie logiche. Sulle concessioni autostradali il Ministro Lupi mostra tutta la sua incapacità, o ancora peggio la non volontà, nello sciogliere uno dei nodi più antipatici che sta strangolando la mobilità in Italia. CNA-Fita denuncia, da tre anni a questa parte, come le nostre autostrade godano, ogni anno, di aumenti intollerabili per il trasporto professionale in conto terzi che così viene messo fuori mercato e vessato senza alternative di sorta. “Lupi ci aveva promesso un triennio senza aumenti – ha dichiarato Cinzia Franchini presidente nazionale dell’associazione degli autotrasportatori artigiani – e ora scopriamo che si prepara a concedere incrementi dell’1,5%, percentuale che rimane molto al di sopra dell’inflazione, ferma allo 0,20. Come se tutto questo non bastasse, si trasforma la Bre.Be.Mi., l’autostrada di soli capitali privati, in un’impresa a carico delle casse dello Stato che, con lo stanziamento degli ultimi 300 e passa milioni inseriti nella Legge di Stabilità, porta la sua esposizione a favore dell’opera a oltre 1,8 miliardi di euro e con un’ Autorità dei Trasporti a cui hanno preventivamente “messo il bavaglio”, completamente impossibilitata ad intervenire su questi temi. Non parliamo poi – ha proseguito la presidente della CNA-Fita – del rinvio concesso per sistemare e concedere i rinnovi delle concessioni senza nuove gare. Tutto ciò senza che i concessionari garantiscano al Paese e agli operatori professionali, come grandi utenti, alcunché in un momento in cui si chiedono agli artigiani e ai veri imprenditori sacrifici enormi. “Al Mit si fa la voce grossa con i deboli e si china pavidamente lo sguardo quando si incrocia quello dei cosiddetti potenti – ha concluso la Franchini”. CNA-Fita ha fatto molte proposte e per il 2015 alzerà il livello di denuncia nella convinzione che su questi nodi la Politica debba veramente cambiare verso.

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