Articoli marcati con tag ‘Ministro Lupi’

Federagenti: plauso al ministro Lupi per l’accelerazione sulle crociere a Venezia

Federagenti esprime grande soddisfazione per la ferma posizione assunta dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi, sul caso delle navi da crociera a Venezia. Dopo la sollecitazione di Confcommercio, Assoporti e Federagenti, che hanno siglato lo scorso 9 dicembre un documento comune nel quale si sollecitava una rapida scelta sul tema delle grandi navi in laguna, non può non essere valutata positivamente l’accelerazione impressa dal ministro alle procedure di valutazione di impatto ambientale per il progetto del cosiddetto canale Contorta-Sant’Angelo che consentirà di conservare in laguna il traffico delle navi da crociere evitando il transito in Giudecca.
Considerando che l’affermazione delle navi di grandi dimensioni nel mercato delle crociere (testimoniata anche dall’orderbook di Fincantieri) coincide con l’adozione di misure sempre più stringenti ed efficaci sulla sicurezza di queste navi e sull’abbattimento dell’inquinamento, è necessario ora che venga definita rapidamente una scelta pragmatica che consenta proprio a queste navi di continuare a operare a Venezia in attesa che procedure e lavori accelerati consentano di disporre del nuovo canale di accesso alla Marittima.

CNA-FITA: MENTRE LE NOSTRE IMPRESE CHIUDONO SOFFOCATE DA TASSE E TAGLI, IL MINISTRO LUPI REGALA ALTRI 300 MILIONI AI CONCESSIONARI AUTOSTRADALI CHE RIVERSANO IL LORO RISCHIO D’IMPRESA SULLA FISCALITA’ GENERALE

Mentre in Italia le imprese che si occupano del Trasporto Pubblico Locale del trasporto merci sono in ginocchio a causa anche d’ imposte che crescono giorno dopo giorno e continui tagli, il Ministro Lupi regala altri 270 milioni di euro ai concessionari, questa volta per la Bre.Be.Mi., l’autostrada che collega Brescia a Milano. Una missione di salvataggio compiuta dal Ministro che ci lascia costernati. CNA-Fita ribadisce quanto già detto in più occasioni circa il perverso meccanismo che, al Ministero dei Trasporti, consente continui finanziamenti a pioggia per i concessionari autostradali senza nessuna garanzia e soprattutto senza possibilità di controllo e condizionamento da parte dello Stato. Se il Governo continuerà a coprire simili approcci è chiaro che non sarà minimamente in grado di rilanciare i trasporti che da anni sono soffocati da questi meccanismi.“E’ incredibile – dichiara Cinzia Franchini, Presidente nazionale della CNA-Fita – che Lupi tagli risorse economiche dove servirebbero nuove misure di sostegno per le imprese italiane che operano nel trasporto merci come nel trasporto pubblico locale e, contestualmente, continui nell’assecondare quegli imprenditori, come Gavio e soci, proprietari della Bre.Be.Mi. che fanno del rischio d’ impresa una vera e propria barzelletta a carico del contribuente. E’ il fallimento del project financing per l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano dove l’impegno era quello di costruire l’autostrada senza soldi dello Stato. Con queste premesse – ha concluso la Franchini – l’autotrasporto non potrà tollerare ulteriori tagli alle risorse economiche, già quasi dimezzate, su capitoli di spesa vitali per la sopravvivenza delle nostre aziende, come il rimborso delle accise sul carburante e le spese non documentate. Di sicuro dopo questa ulteriore dimostrazione d’ incapacità a sciogliere i veri nodi che spingono l’economia del Paese nelle difficoltà di sempre, nessuno, se accadrà, potrà rimproverare all’autotrasporto di essersi fermato a protestare per la propria sopravvivenza.

Sblocca Italia: Lupi insedia Comitato porti e logistica

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha presieduto oggi a Roma la prima riunione costitutiva del Comitato per la portualità e la logistica, che supporterà il governo nella definizione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, previsto dalla legge Sblocca Italia e che sarà oggetto di un decreto del presidente del Consiglio su proposta dello stesso ministro. Lo rende noto il Mit, aggiungendo che l’articolo 29 dello Sblocca Italia prevede che il Piano venga presentato entro 90 giorni dalla data di conversione, 12 novembre 2014. ”Siamo all’avvio di un importante processo di riforma, sul quale c’è già molta conoscenza. Dobbiamo arrivare ad un Piano efficace in tempi rapidi, per attivare investimenti e ridare nuova competitività al sistema portuale e logistico italiano nel mondo”, ha dichiarato Lupi. Il Comitato, composto da esperti, da rappresentanti delle categorie e associazioni interessate e da funzionari competenti del settore, è chiamato a valutare proposte e progetti per migliorare la competitività del sistema portuale e logistico italiano, agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone, promuovere l’intermodalità nel traffico delle merci, razionalizzare le Autorità portuali esistenti, spiega il Mit.

Trasportounito :senza coraggio le proposte del Ministro Lupi

Per troppi anni le imprese italiane di autotrasporto hanno vissuto l’illusione di norme a loro tutela, ma in realtà, nell’ultimo decennio, hanno subito subito solo le conseguenze di norme sbagliate, inapplicabili, poi modificate con interventi parziali, alcune bocciate dall’Unione Europea, altre controproducenti e altre ancora rimaste sulla carta.
Le nuove proposte di modifica della normativa sull’autotrasporto, presentate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel corso dell’incontro svoltosi con le associazioni la scorsa settimana, sembrano tradire la volontà di perseverare sulla linea della complicazione, di procedure inattuabili, in alcuni casi distanti dalla realtà, di sistemi intricati per i quali non si comprende chi e come dovrebbe controllare, e chi e come dovrebbe sanzionare.
“La semplificazione normativa è un atto di coraggio – ha commentato il Presidente Nazionale di Trasportounito – le proposte del Ministro sono solo un fragile “rammendo” di errori del recente passato. Siamo ormai all’esaltazione del mito di Sisifo: per l’autotrasporto si sfornano norme, poi si eliminano, successivamente se ne approvano altre che saranno eliminate a breve, e così via”.
Pur riconoscendo al Ministro il merito di aver individuato una soluzione utile per evitare un taglio nel recupero delle accise sul carburante, che avrebbe comportato un clamoroso e totale default dell’autotrasporto italiano, il presidente Pensiero ribadisce tuttavia “la necessità e la disponibilità per un confronto utile a costruire un mercato semplificato che generi chiarezza e trasparenza, e che, soprattutto, individui gli obiettivi strategici su quale autotrasporto si vorrà nel futuro”.

Grande Progetto Porto Napoli: Lupi-Caldoro, basta ritardi

“Il Grande progetto Porto è una iniziativa strategica, condivisa in tutti i suoi aspetti”. Così una nota congiunta del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi e del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro sul Porto di Napoli.

“La Regione, con il Governo, ha messo in campo sul sistema della portualità campana e sul Porto di Napoli, fondi, iniziative ed azioni di programmazione mai viste prima d’ora, apprezzate non solo dagli operatori, ma anche dalla Commissione Europea, che, con le parole del commissario Hahn, lo ha definito esempio di come i fondi regionali dell’Unione europea possono aiutare lo sviluppo dell’economia del Sud d’Italia”.

“Il miglior progetto integrato presentato in Italia – sottolineano il ministro e il presidente – nel corso della programmazione dei fondi 2007/2013, destinato a riordinare completamente l’intera area portuale, razionalizzando e riorganizzando gli spazi destinati alle attività industriali, al traffico merci e a quello dei passeggeri, risolvendo in modo organico i problemi ambientali e quelli relativi alla viabilità interna al Porto e ai collegamenti con gli interporti e con i bacini commerciali di riferimento”.

“Un progetto sul quale l’autorità portuale e le Istituzioni coinvolte saranno impegnate, insieme alla realizzazione delle altre opere, alla realizzazione del nuovo piano regolatore portuale che trasformerà il porto di Napoli in un vero e proprio ‘parco di attività’. Insieme si lavorerà ancora ad un profondo riordino amministrativo nella gestione del porto”.

“E’ mancato ad oggi un ruolo che richiederebbe l’esercizio di azioni concrete per assicurare la tempestiva esecuzione delle opere. L’immediata realizzazione di atti amministrativi, gare e lavori sono l’unica condizione per proseguire con i finanziamenti e scongiurare il disimpegno dei fondi da parte della Regione”, continua la nota congiunta. “Non sono più tollerabili ritardi burocratici e lentezze amministrative che stanno pregiudicando la realizzazione del Grande progetto europeo e lo sviluppo del porto di Napoli”, concludono Lupi e Caldoro.

L’AUTOTRASPORTO DI UGGE’ SCIOPERA COME SE IL TEMPO FOSSE FERMO

“Lasciatelo scioperare. Vediamo chi lo segue e per quanto tempo “ è quanto il Presidente di Assologistica rivolge al Governo, dopo le ennesime dichiarazioni dell’ex sottosegretario Paolo Uggè. “Anzichè riflettere sugli errori commessi a danno delle imprese di trasporto in Italia, trascinandole financo nel ridicolo di fronte alla Corte di Giustizia Europea, ancora si tenta una tragicomica messinscena in un momento critico per l’intero sistema ” aggiunge Carlo Mearelli, neo rieletto Presidente dell’Associazione delle Imprese di Logistica
Assologistica critica fortemente l’ennesima sortita di ricatto sistematico di Uggè, puntualmente in prossimità dei periodi di picco lavorativo.
“Le Imprese non cadranno nella falsa liturgia di un capopopolo datato, che determina un sindacato stanco , ripetitivo e che non ha nulla da dire al mercato dinamico. Il Governo decida da quale parte stare, noi osserveremo silenziosi, al pari di un mercato che determina in quali Paesi e con chi dialogare”.
Assologistica ribadisce la piena volontà di collaborare per la costruzione di nuovi dialoghi con i tanti operatori del trasporto e con le organizzazioni che hanno compreso che i tempi sono maturi per innovare e crescere lontano da schemi su cui nessuno più crede.

Divieti di circolazione mezzi pesanti ANITA chiede una convocazione urgente per ridiscutere il calendario

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro della Commissione sicurezza per l’autotrasporto, presso il Ministero dell’Interno, durante il quale è stata evidenziata la mancanza di relazione tra la circolazione dei veicoli pesanti e il tasso di incidentalità.

Una relazione che in passato è stata posta alla base del calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti e che occorre rivedere. ANITA ha chiesto al Ministro Lupi che sia convocato un tavolo di discussione per affrontare il tema della revisione delle giornate di divieto per il 2015.

“Non possiamo permetterci di essere il Paese con il maggior numero di giornate di divieto di circolazione dei mezzi pesanti in Europa – dichiara Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA – ancor più alla luce dei dati che ormai dimostrano l’assenza di un nesso causale con l’incidentalità stradale”.

Sono ben 12 i Paesi dell’Unione europea che non hanno divieti neanche nelle domeniche e nei giorni di festività nazionale, tra cui la Danimarca, il Belgio e l’Olanda e, quest’ultimo Paese, è un caso d’eccellenza per le attività di logistica.

I dati forniti dalla Polizia stradale dimostrano che su 728 incidenti stradali mortali, avvenuti nel primo semestre 2014, l’88% non vede implicati veicoli pesanti e che la maggior parte di questi avviene in ambito urbano. Inoltre, il tasso generale di incidenti nei quali sono coinvolti i mezzi pesanti risulta in calo (-8,2%).

“L’Italia è l’unico Paese che prevede divieti di circolazione anche di venerdì per un totale di 78 giornate di divieto e se vogliamo far ripartire l’economia italiana, bisogna eliminare gli ostacoli che comprimono la produttività delle imprese ed il tema dei divieti di circolazione è uno di questi”.

“A detta di ANAS, nel periodo estivo si è verificato un solo giorno di bollino rosso non coincidente, peraltro, con una giornata di divieto di circolazione dei mezzi pesanti – sottolinea Baumgartner – ciò a conferma del fatto che sono cambiati i flussi di traffico veicolare e non vi è più alcuna ragione di mantenere divieti nelle giornate di sabato”.

“Chiediamo, pertanto, di concentrare i divieti nelle sole giornate festive e di promuovere misure alternative nel periodo estivo che siano capaci di coniugare le esigenze del traffico privato con quelle del trasporto delle merci. Pensiamo, ad esempio, a misure quali il divieto di sorpasso tra mezzi pesanti sulle tratte stradali ed autostradali a due corsie – conclude Baumgartner –”.

Salone Nautico: voglia rilancio,Lupi basta errori politica

Voglia di rilancio al 54mo Salone Internazionale di Genova apertosi oggi alla presenza del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi. L’industria del settore, che ha visto il proprio fatturato crollare di oltre il 60% negli ultimi sei anni, risponde alla crisi con un grande sforzo, 180 mila metri di esposizione, 760 marchi presenti, 1000 barche, 100 novità e una previsione di crescita del fatturato per il 2014 del 5,5%, dopo anni di flessione che hanno portato il settore da fatturare 6,4 miliardi nel 2008, a 2,4 nel 2013. A fianco della nautica ora c’e’ anche la politica con azioni di sostegno. Un cambio di marcia evidenziato da tutti i politici presenti: oltre a Lupi, il vice ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e il vicecapogruppo del Pd alla Camera Paola De Micheli. “Questo è un settore di cui dobbiamo andare orgogliosi, il mare è una risorsa, non può essere una negatività. Chi possiede una barca deve essere guardato con orgoglio, non può essere considerato un evasore” ha detto Lupi riferendosi ai controlli fiscali compiuti sui possessori di barche negli anni passati. “La nautica ha sofferto al di la’ della crisi anche per i nostri errori – ha aggiunto Lupi, riferendosi alla politica – ma è inutile andare a cercare chi ha sbagliato, dobbiamo ripartire tutti insieme”. Parole confortanti anche da parte del viceministro Calenda: “Alla nautica tra supporto al Salone e fiere abbiamo portato quest’anno 1,7-1,8 milioni. Il prossimo anno pensiamo si possa arrivare a 5 milioni, 2 dei quali dedicati al Salone di Genova. Ma ci vuole un progetto fatto dall’industria e per l’industria”. “Tutti ci stanno aiutando a 360 gradi” ha confermato il presidente di Confindustria Nautica Massimo Perotti ricordando fra i provvedimenti varati dal governo la legge sui ‘Marina Resort’, che riduce l’Iva applicata a chi sosta nei porti turistici e il registro telematico che ha permesso la riduzione dei controlli in mare. Da De Micheli, su sollecitazione di Perotti, è poi arrivato l’impegno a rendere stabile il provvedimento sui marina resort che termina a fine 2014. I capitoli sui quali ancora si deve lavorare, secondo il presidente di Ucina, sono l’avvio del nuovo codice della nautica e l’acquisto in leasing delle imbarcazioni “con una interpretazione allargata del disegno di legge che consenta alle banche di chiedere agli acquirenti garanzie accessorie”. Non è mancata infine la polemica sulla decisione presa dall’Autorità portuale di Genova, di dare in concessione la nuova darsena della Fiera alla Saloni nautici spa solo fino al 31 dicembre 2015, anziché, come la società aveva chiesto, per 10 anni o, in seconda istanza, per 4. “Se si può lavorare a Genova bene – ha detto Perotti – altrimenti faremo le nostre considerazioni”.

Porti: Lupi, Trieste, Genova e Gioia Tauro punti eccellenza

- “Ci sono porti che hanno un peso strategico per il Paese. Trieste, Genova e Gioia Tauro, per esempio, sono per vocazione e posizione uno dei punti di eccellenza”. Così il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per il quale “porti e logistica sono una delle sfide del futuro. Entro 90 giorni dovremmo fare il piano della portualità e della logistica, e all’interno potremo discutere dell’accorpamento delle autorità portuali, non solo per ridurre il numero di 24, ma per iniziare a fare sistema”. E’ chiaro – ha precisato Lupi – che qui a Trieste c’è tutto il tema del dialogo con Venezia, basti pensare al tema della crocieristica. Ma il problema non è quello della concorrenza tra Trieste e Venezia, ma quello di un paese che finalmente comincia a far sistema. Altro tema importante è quello della logistica. Pensate solamente agli investimenti che faremo sull’alta capacità e l’alta velocità su Verona. Perché sino ad oggi le merci passano e vanno nei porti del Nord Europa. E. noi quindi dovremmo lavorare per far sì che la nostra logistica funzioni”, ha concluso.

Vertice Ministri UE, sì ai corridoi transeuropei ma…l’autotrasporto?

Assotrasporti ha assistito alla conferenza stampa di ieri conclusiva del Vertice informale dei Ministri dei trasporti europei, riuniti a Milano in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.

Il Ministro dei trasporti Maurizio Lupi – definite le infrastrutture del trasporto “fattore determinante per crescita, occupazione e investimenti in Europa” – ha esposto il giudizio dei Ministri UE, unanimemente soddisfatti per il lavoro sinora svolto di pianificazione delle reti infrastrutturali: “Dai 31 corridoi trans-europei inizialmente previsti, siamo passati a nove, ognuno dei quali assegnato ad un Coordinatore europeo, garante della realizzazione dell’intera opera”.

Individuate finalmente le vere priorità, non resta che passare all’azione.

“Tutto è pronto – conferma il Commissario ai trasporti Kallas – Abbiamo definito la programmazione e la governance dei corridoi TEN-T e discusso gli strumenti di finanziamento pubblici e privati. Ora dobbiamo passare alla fase attuativa. La realizzazione non sarà agevole, ma la Commissione europea farà la sua parte e agli Stati  chiediamo maggiore coinvolgimento nei progetti transfrontalieri”.

Assotrasporti plaude all’entusiasmo del Ministro Lupi e del Commissario Kallas ma “ci sorge il dubbio – dichiara il Presidente nazionale Secondo Sandiano – che i Ministri abbiano anche discusso degli effetti che la realizzazione dei corridoi europei avrà per lo sviluppo del trasporto merci su gomma e la riduzione dei costi per gli autotrasportatori”.

Insomma, all’atto pratico, quali risvolti per l’autotrasporto?

Come troppo spesso accade, pare che anche nella due giorni milanese dedicata alle infrastrutture e ai trasporti in Europa non si sia affrontata la questione del trasporto su strada, che pure si aggiudica la fetta più importante della movimentazione delle merci in Italia e non solo.

Dei nove corridoi transeuropei quattro coinvolgeranno direttamente il nostro Paese. Ma siamo sicuri che contribuiranno a risolvere i problemi più sentiti dalla categoria, a cominciare dal cabotaggio abusivo?

Se anche così fosse, considerati i tempi lunghi che si prospettano per il definitivo compimento di tali opere, Assotrasporti auspica che nel frattempo le proposte a costo zero per il rilancio del settore che ha presentato al Governo nei mesi scorsi e che ha già raccolto pareri favorevoli dalla Commissione europea, siano finalmente attuate in tempi brevi.

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