Articoli marcati con tag ‘mortalità’

A Capri si muore per l’inquinamento, l’allarme shock dall’isola

Come è possibile che in una delle mete più turistiche d’Italia ci sia un allarme inquinamento tale da temere per la salute delle persone? E’ quello che sta succedendo a Capri, uno dei gioielli indiscussi del turismo italiano. A lanciare l’allarme è stato l’ex sindaco Ciro Lembo, che ha raccolto un dossier sui casi di tumore, disturbi cardiaci e respiratori sull’isola.

La fonte di tutto ciò? Secondo Lembo la vecchia Centrale Elettrica, e in effetti in base ai dati raccolti dallo stesso Lembo e dall’inchiesta pubblicata da ilfattoquotidiano.it, l’incidenza di malattie tumorali sui lavoratori della centrale e su chi abita nelle immediate vicinanze è devastante.

La società che gestisce la centrale, costruita nel 1903, è la Sippic, la cui licenza statale risulta per altro scaduta e carente delle autorizzazioni ambientali richieste. La centrale è stata posta sotto sequestro e si sta lavorando al cavo sottomarino che collegherà Capri alla terraferma per eliminar il ruolo della vecchia centrale elettrica. Ma nel frattempo chi risarcirà gli abitanti di Capri e le sue vittime?

Malpensa, disastro ecologico annunciato.

L'aeroporto di Malpensa

Mortalità per malattie respiratorie in aumento del 54,1%, ricoveri ospedalieri a più 23,8%, livello di inquinamento da idrocarburi cinque volte più alti rispetto a quelli del casello di Melegnano, sull’A1, il più trafficato di tutta Italia. E’ lo stesso Ministero dell’Ambiente a definire l’aeroporto di Malpensa un “disastro ecologico”. E la cosa più preoccupante è che lo ha fatto qualche anno fa, senza prendere poi nessun provvedimento.

Come è emerso nei giorni scorsi sulla stampa nazionale, i primi studi al riguardo risalgono al 2008 e i risultati sulla qualità dell’aria erano già allora allarmanti. Tant’è che a ottobre 2010 lo stesso Ministero trasmette a tutti gli enti competenti un dossier sul “disastro ecologico nell’area adiacente Malpensa, nel pieno del Parco del Ticino, dovuto al sorvolo degli aeromobili in decollo”. Il documento, di cui si ha notizia solo adesso, arriva nelle mani di dirigenti e politici della Regione Lombardia, del Ministero dei Trasporti e di quello dell’Agricoltura. Come se non bastasse in allegato vi è anche una relazione del Corpo Forestale, che sancisce la moria dei volatili e la progressiva desertificazione dei boschi del vicino Parco (protetto, tra l’altro, dall’Unesco).

Il Parco del Ticino

Eppure alcuni preoccupanti segnali dell’incombente rischio ambientale derivanti dal grande hub padano c’erano già stati. Risale al 1999, infatti, la prima causa intentata contro la Sea, la società che gestisce l’enorme scalo, da Umberto Quintavalle, titolare di un terreno di oltre 200 ettari nel suddetto Parco del Ticino, nonché vincitore del procedimento in primo grado con tanto di risarcimento di 5 milioni di euro da parte della Sea. La perizia, infatti, sancisce livelli esorbitanti di inquinamento nel terreno. Ma potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di cause, anche più pesanti.

Secondo uno studio dell’Asl di Varese, infatti, chi risiede nelle vicinanze di Malpensa (un’area di circa 100 chilometri quadrati), rischia quattro volte più dei concittadini di provincia di perdere la vita a causa di una malattia respiratoria. La ricerca prende in considerazione i dati di 12 anni, dal ’97 al 2009, registrando un balzo dei ricoveri pari al 23,8% e un ancor più sensibile aumento della mortalità legata alle malattie respiratorie. Leggi il resto di questo articolo »

Marzo, mese della (cintura di) sicurezza

Allacciare le cinture riduce la mortalità dell'80%

Sono 6mila ogni anno le persone che perdona la vita a causa del mancato uso delle cinture di sicurezza in Europa. Pensare che basterebbe allacciarle per ridurre dell’80% la possibilità di morte o gravi ferite in caso di incidente. E invece in Italia si continua a pensare che chi sta seduto dietro possa farne a meno. Continua la campagna informativa di Autostrade: marzo è il mese della cintura di sicurezza.

Oltre il 20% delle persone che perdono la vita in incidente stradale è balzato fuori dall’auto e nella maggior parte dei casi si tratta di passeggeri dei sedili posteriori che non avevano le cinture allacciate. Un corpo non assicurato al sedile, inoltre, può essere pericoloso anche per gli altri passeggeri. Ad esempio, in caso di urto a 80 Km/h, una persona che pesa 65 kg viene proiettata in avanti con una forza di oltre 3 tonnellate.

“È importante inoltre utilizzare contemporaneamente airbag e cinture di sicurezza – dichiara il Condirettore Generale di Autostrade per l’Italia, Lorenzo Lo Presti – che insieme offrono una protezione contro ferite gravi o mortali. Da solo l’airbag, considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso”.

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