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HERTZ È SEMPRE PIÙ “GREEN”: ARRIVA NISSAN LEAF, 100% ELETTRICA

Da oggi anche Nissan LEAF 100% elettrica entra a far parte della Green Collection di Hertz, con una flotta iniziale di 25 unità. La Green Collection include una vasta gamma di veicoli ecocompatibili e a basso consumo, garantiti per marca e modello. Con una velocità massima di oltre 145 km\h e un’autonomia fino a 250 km*, capace di garantire gli spostamenti in città e brevi viaggi, Nissan LEAF non produce emissioni nocive di CO2 e permette a chi la guida di accedere senza problemi alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e di usufruire gratuitamente delle strisce blu per parcheggiare. Inoltre, essendo alimentata esclusivamente da un motore elettrico, permette di ridurre a zero anche il costo del carburante.

“La scelta di inserire questa automobile nella nostra flotta – spiega Massimiliano Archiapatti, Amministratore Delegato di Hertz Italiana – dimostra l’attenzione del Gruppo all’aspetto “green” della guida. Grazie alle nuove tecnologie, anche i modi di viaggiare stanno cambiando ed Hertz vuole essere sempre più al passo con i tempi”.

Bruno Mattucci, Amministratore Delegato di Nissan Italia, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di partecipare con la nostra LEAF 100% elettrica all’iniziativa di Hertz, impegnata, come noi, in soluzioni sostenibili in grado di garantire il rispetto per l’ambiente senza rinunciare allo stile e alla qualità”.

Grazie ai numerosi punti di ricarica che sempre più spesso vengono installati nelle città e al caricabatterie di bordo alimentare la batteria di Nissan LEAF è semplice e comodo. Con l’esclusivo cavo con presa domestica, inoltre, la ricarica può essere effettuata anche da casa.

Diverse le possibilità di noleggio per Nissan LEAF: si va da un’ora a tre ore fino a oltre un giorno con tariffe a partire da 3,75 euro l’ora (tasse incluse)**, tutte acquistabili in agenzia, presso le sedi di Roma,Milano e Firenze o via web sul sito www.hertz.it

* Autonomia di 250km ottenuta con una serie di prove uniformi e ripetibili previste dal regolamento europeo E11-101R-011935 e dal ciclo di omologazione NEDC – New European Driving Cycle – di cui alla direttiva 91/441/CE.  Fattori che incidono sull’autonomia: l’autonomia effettiva dipende da diversi fattori quali, ad esempio, la velocità di guida e il tipo di strada (percorso urbano, extra-urbano, autostrada); la tipologia di percorso (salita, discesa, pianura); la temperatura esterna e l’uso del climatizzatore; lo stile di guida (ecologico, costante, sportivo).

Capitale Bhutan prima città a mobilità totalmente elettrica

- Uno degli angoli più sperduti del mondo potrebbe presto diventare un pioniere della mobilità elettrica. Si tratta di Thimphu, la capitale del Bhutan, un piccolo stato himalayano di 700.000 abitanti stretto tra India e Cina. Il suo primo ministro Tshering Tobgay ha annunciato l’inizio della sostituzione dei veicoli governativi con delle Nissan Leaf, elettriche al 100%. Il processo inizierà a marzo e, in una fase appena successiva, riguarderà anche i taxi e le auto private, che saranno sostituite con veicoli a emissioni zero assemblati localmente. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il premier Tobgay ha dichiarato “Questo governo vuole trasformare Thimphu in un esempio da seguire per quanto riguarda la mobilità elettrica. Crediamo di avere i giusti requisiti”.
Infatti, il Bhutan produce annualmente circa 2 miliardi di KWh con l’energia idroelettrica, di cui la maggior parte vengono esportati in India per acquistare combustibili fossili. Lo piccola monarchia costituzionale himalaiana è famosa per la “Felicità interna lorda” che sostituisce l’indice del PIL e l’eco-sostenibilità è tenuta in grande considerazione. Thimphu, con una popolazione di 120.000 persone e il basso costo dell’elettricità è il luogo ideale per un progetto come questo: i percorsi sono brevi e gli spostamenti dei residenti dipendono in larga parte da una flotta di 3.500 piccoli taxi. Quindi, l’introduzione di qualche centinaio di veicoli elettrici avrebbe un impatto immediato, impossibile da ottenere nelle tradizionali metropoli. Lo stesso premier Tobgay ha dichiarato: “Metti 2.000 di questi veicoli a Thimphu e improvvisamente diventa una città elettrica”. In media un tassista della capitale spende 800 ngultrum (13 dollari) di benzina al giorno, mentre ricaricare un’auto elettrica costerebbe ottanta volte meno. Nissan ha confermato di essere in trattative con il Butuan, sia per le Leaf che per la fornitura delle infrastrutture di ricarica.
Tuttavia, per trasformare il progetto in realtà sarà necessario modificare la legislazione attuale, che prevede fortissime limitazioni doganali all’importazione di autovetture estere.
Un’alternativa potrebbe essere la Thunder’s, l’azienda di Mr.Wangchuk, scienziato laureato a Yale e diventato imprenditore, che ha già speso 3 milioni di dollari per produrre i primi 100 veicoli elettrici sulla base di un piccola auto Maruti importata dall’india. “L’elettricità è come il petrolio per noi – ha dichiarato Wangchuk – è la risorsa più abbondante, per questo ha così senso passare all’elettrico. Il mio obiettivo per il Bhutan è una riduzione del 70% delle importazioni di combustibili fossili entro il 2020″.

La lezione giapponese

Su questo spazio molte volte ho rappresentato l’unica possibilità per la mobilità elettrica di acquisire spazio sul mercato solo se si comporta come una “economia di sistema” e non come una tradizionale “economia di prodotto”.

Una conferma di questa visione arriva dal Giappone. Le società automobilistiche: Honda, Toyota, Nissan, Mitsubishi agguerrite concorrenti sul fronte delle vetture a trazione endotermica diventano invece alleate per quanto riguarda elettrico e ibrido plug-in; hanno infatti dato vita ad un progetto comune per creare una rete di punti di ricarica su tutto il Giappone adatti a entrambi i tipi di veicolo.

E’ evidente che il tema della “distribuzione dell’energia” è il tema principale per la diffusione della mobilità a zero emissioni e che non è possibile avere un mercato basato solo su coloro che hanno la disponibilità di un punto di ricarica privato; occorre applicare la stessa strategia che Henry Ford applicò all’automobile oltre 100 anni fa promuovendo lo sviluppi di una rete di distribuzione dei carburanti ed affrancandosi dai farmacisti (avete letto bene) che fino ad allora vendevano la benzina.

Il tema è ben noto anche in Italia, non a caso questa primavera è stato siglato un accordo tra ENI ed ENEL per una fase sperimentale di installazione di colonnine di ricarica made in ENEL all’interno della rete di distribuzione ENI. Un primo passo, timido, verso una distribuzione capillare, la stessa ENEL ha presentato tempo addietro una proposta di “distributore di energia”, che potrebbe avere alcuni vantaggi rispetto ai distributori di carburanti tradizionali, come ad esempio, la possibilità di essere presente nel centro delle città laddove correttamente sono stati banditi i distributori di benzina.

Stazione di rifornimento ENEL

Anche in questo caso vi è bisogno di un gesto da parte delle amministrazioni locali che debbono guardare a questa innovazione come una possibilità importante per determinare lo sviluppo di nuove forme di mobilità integrata, sostenibile, connessa.

Sono queste infatti le parole d’ordine con le quali si dovrà progettare la mobilità per le città del XXI secolo.

Questi i temi di “Smart Mobility World” una manifestazione che vuole mettere a sistema le idee, il sapere, le tecnologie, utili per gestire la mobilità delle grandi metropoli urbane e che si terrà a Torino dal 26 al 27 settembre.

Un buon segnale anche per i torinesi, che oggi vivono nell’unica città del nord Italia priva di punti di ricarica per auto elettriche, pensare che forse una città che ospita aziende come GM o i tedeschi di Italdesign o gli indiani di Tata possa sganciarsi dalle linee guida imposte dal gruppo Fiat per pensare ad una mobilità moderna.

SCAME RICARICA LA FLOTTA GREEN DEL PORTO DI LA SPEZIA

L’arrivo della mobilità elettrica al porto di La Spezia è solo la prima di una serie di iniziative d’ispirazione ecologica che segneranno un passaggio importante e visibile del disegno di ambientalizzazione dell’area portuale. Il progetto “Green Port” prevede anche lo sviluppo di altre iniziative per il supporto ambientale come la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare, eolico), l’adozione di sistemi d’illuminazione a basso consumo, e, più in generale, il miglioramento dei sistemi di energia del porto di La Spezia. Ad inaugurare la flotta a emissioni zero sono state due Nissan Leaf 100% elettriche, a disposizione del personale dell’AP, che verranno utilizzate negli spostamenti all’interno delle aree mercantili. Le auto hanno autonomia di circa 175 km, una potenza massima equivalente a 80 cv. e i tempi di ricarica variano tra le 6 e le 8 ore. A completamento della flotta elettrica arriveranno presto anche alcuni pulmini elettrici che trasporteranno gli operatori da due appositi parcheggi esterni all’interno del porto. Le auto saranno ricaricate grazie ai pannelli fotovoltaici, già installati nelle aree di parcheggio e nei magazzini del porto, che caricheranno le batterie tramite le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici Scame New Mobility, azienda leader nel settore delle infrastrutture di ricarica per la mobilità sostenibile da oltre dieci anni. Il percorso di Scame nella ricerca e sviluppo di connettori dedicati alla mobilità elettrica, inizia da lontano. L’azienda fondata nel 1963 per la produzione di componenti e sistemi per impianti elettrici, a partire dal 1998 si è impegnata a sostegno di una nuova mobilità eco compatibile che potesse ridurre al minimo l’impatto ambientale. Sostenibilità e attenzione all’ambiente, ma soprattutto miglioramento della qualità della vita, sono i driver che hanno spinto Scame Parre spa verso la fine degli anni novanta.ad entrare nel settore dei sistemi di ricarica per i veicoli elettrici. A conferma di questo impegno oggi tutti i prodotti Serie LIBERA Scame hanno ottenuto la validazione ZE Ready del gruppo automobilistico Renault-Nissan, un documento che certifica la compatibilità tra i veicoli e le stazioni di ricarica.

5 stelle per l’auto elettrica da EuroNCAP

Nissan Leaf (foglia in italiano) ha raggiunto i punteggi migliori

L’EuroNCAP concede le 5 stelle alle auto elettriche riconoscendole così sicure quanto le auto tradizionali. L’ultima serie di test ha promosso: la Citroen DS4, la Ford Focus, la Lexus CT200h, la Peugeot 508, la Volvo V60 e l’elettrica Nissan Leaf. Quest’ultima ha conquistato il punteggio massimo grazie all’alloggio della batteria sotto i sedili posteriori che limita il pericolo da dispersione di corrente in caso d’incidente.

Si tratta di una vittoria per ACI e altri Automobile Club europei.

Dal 2012, per l’assegnazione delle 5 stelle salirà il peso della valutazione degli standard di protezione dei pedoni.

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