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NISSAN ACCOMPAGNA LA REGIONE SARDEGNA NEL PROGETTO PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI CON LA MOBILITÀ 100% ELETTRICA

Giovedì 14 ottobre alle ore 10,30 davanti al Palazzo della Regione Sardegna in Viale Trento a Cagliari Nissan lancia insieme alla Regione Sardegna una nuova fase di riduzione dei consumi e delle emissioni tramite la mobilità elettrica con la consegna di 9 veicoli 100% elettrici, 6 Nissan LEAF per il trasporto persone e 3 veicoli commerciali 100% elettrici Nissan e-NV200 per il trasporto merci. Si tratta della più grande flotta di veicoli 100% elettrici Nissan di proprietà pubblica in Italia.

“Mi preme ringraziare la Regione Sardegna e il Comune di Cagliari per aver scelto Nissan, da anni pioniere e leader nello sviluppo della mobilità elettrica di massa, nella sfida al cambiamento climatico e al contenimento delle emissioni in un territorio tra i più belli e ospitali d’Europa”, ha affermato Bruno Mattucci, Amministratore Delegato di Nissan Italia. “La fornitura di veicoli elettrici e servizi per la mobilità a zero emissioni alla Regione Sardegna rappresenta per noi un primato di grande valore poiché conferma che l’adozione di veicoli elettrici 100% può rappresentare una risposta concreta delle pubbliche amministrazioni sul tema della riduzione delle emissioni di CO2 con opportunità di ulteriori sviluppi nelle infrastrutture e servizi legati a tale mobilità”, ha concluso Mattucci.

I veicoli a zero emissioni Nissan verranno utilizzati dalla Regione Sardegna e dal Comune di Cagliari che effettueranno l’analisi e il monitoraggio dei consumi e dei dati energetici per pianificare le reali necessità di infrastrutture per una futura programmazione della mobilità elettrica di tipo privato e pubblico nella Regione Sardegna. Da Cagliari parte lo studio che costituisce un bacino di riferimento per le analisi in quanto caratterizzato da un’intensa mobilità veicolare e uno snodo per il resto della Sardegna.

Dei 9 veicoli 100% elettrici Nissan acquistati dalla Regione Autonoma della Sardegna 3 Nissan LEAF saranno utilizzatedalla Regione per le attività istituzionali di mobilità e le rimanenti 3 Nissan LEAF e i 3 veicoli commerciali Nissan e-NV200 dal Comune di Cagliari per lo svolgimento delle attività di mobilità proprie dell’ente e per la consegna a domicilio di acquisti effettuati via telefonica o via internet presso il mercato civico, con le finalità di sperimentazione e studio previste dal progetto pilota.

La fornitura di Nissan alla Regione Sardegna in occasione di questo progetto non si esaurisce con la consegna dei veicoli ma si inserisce nell’ambito del più ampio programma di Nissan che mira a estendere in Italia la conoscenza e l’implementazione della mobilità elettricabasata sull’efficienza dei consumi e sulla totale assenza di emissioni inquinanti e acustiche nel contesto urbano ed extraurbano. Questaoccasione rappresenta, quindi, la condivisione di un insieme di valori legati alla mobilità sostenibile, volano di crescita economica e chiave per la salvaguardia ambientale e climatica.

La mobilità e il traffico urbano rappresentano, infatti, una delle principali sfide da affrontare per tutelare la salute del pianeta, la sicurezza e la qualità della nostra vita, oltre che per garantire una maggiore competitività delle città e dei loro sistemi produttivi.

Oltre a sviluppare veicoli elettrici, inoltre, Nissan è profondamente impegnata nell’ampliare e promuovere la mobilità elettrica. Le iniziative adottate in tal senso vanno dalla produzione di batterie agli ioni di litio riciclabili e riutilizzabili, allo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica e di dispositivi di ricarica rapida fissa e mobile per gli EV, oltre a sistemi di alimentazione bidirezionali tra il veicolo e la casa come il “LEAF to Home” o anche sistemi di integrazione tra i veicoli e le reti di distribuzione energetica denominato “Vehicle to Grid”, evolvendo il concetto di veicolo da mezzo di trasporto a vettore di energia.

L’industria dell’auto è già pronta alle sfide poste dalla mobilità ecologica, e Nissan dispone delle migliori e più avanzate tecnologie in questo campo. Ciò che ancora manca, soprattutto in Italia, sono le infrastrutture. In attesa della realizzazione di un piano infrastrutturale nazionale, Nissan ha iniziato ad installare anche in Italia le proprie colonnine di ricarica rapida CHAdeMo che, in linea con i requisiti tecnici europei, sono in grado di ricaricare i veicoli in 30 minuti da zero all’80%. Questo dimostra che Nissan sta investendo nell’intera filiera produttiva, a beneficio dell’intero sistema paese.

L’ALLEANZA RENAULT-NISSAN, PARTNER UFFICIALE DELLA COP21 CON UNA FLOTTA A ZERO EMISSIONI

L’Alleanza Renault-Nissan, leader mondiale della mobilità a zero emissioni*, partner ufficiale della conferenza delle Nazioni Unite COP21, che si terrà dal prossimo 30 novembre all’11 dicembre, metterà a disposizione dell’evento una flotta di 200 veicoli 100% elettrici.

L’accordo di partenariato è stato siglato oggi tra l’Alleanza Renault-Nissan e il Segretariato Generale incaricato della preparazione ed organizzazione della 21a Conferenza Annuale delle Parti (detta COP21). La flotta di veicoli integralmente elettrici assicurerà il trasporto dei delegati accreditati per tale evento.

Sono più di 20.000 i partecipanti attesi al summit annuale sul clima, provenienti da 195 Paesi. Le Nazioni Unite utilizzeranno per la prima volta una flotta intera a zero emissioni* per il servizio di navette a un evento COP.

L’obiettivo del summit di Parigi è duplice: ottenere un nuovo accordo universale sul cambiamento climatico per accompagnare la transizione verso economie a tasso ridotto di carbonio, e avviare il Fondo Verde, istituito per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le loro emissioni di CO2 e ad adattarsi ai cambiamenti climatici, per iniziare a ripartire i fondi.

«Siamo lieti di annunciare che l’Alleanza Renault-Nissan sia uno dei partner ufficiali dell’organizzazione della COP21 a Parigi. La flotta di veicoli 100% elettrici dell’Alleanza Renault-Nissan contribuirà a rendere la COP21 un evento neutro in termini di carbonio. La tecnologia dei veicoli elettrici consente di ridurre efficacemente le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti», dichiara Laurent Fabius, Ministro degli Esteri e dello Sviluppo internazionale, Presidente della COP21.

«La tecnologia dei veicoli 100% elettrici rappresenta una soluzione efficace per una modalità di trasporto pratica ed accessibile. Tale soluzione ha un impatto positivo sul clima e migliora la qualità dell’aria delle nostre città. Occorre ora accelerare il passaggio a un livello superiore di mobilità a zero emissioni*, grazie ad un lavoro comune con le parti interessate», dichiara Carlos Ghosn, Presidente-Direttore Generale dell’Alleanza Renault-Nissan.

La flotta di veicoli della COP21 sarà composta dalla city-car Renault ZOE, da Renault Kangoo Z.E, dalla berlina Renault Fluence Z.E, dalla berlina compatta Nissan LEAF e dal van Nissan e-NV200 in versione 7 posti. I veicoli saranno a disposizione dei delegati per accompagnarli 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 nei diversi siti della conferenza, in aggiunta ai trasporti pubblici.

L’Alleanza Renault-Nissan si attiverà presso le aziende francesi e prevede una rete di oltre 50 colonnine di ricarica rapida e standard in luoghi strategici, alimentate al 100% con energie rinnovabili. Le colonnine di ricarica rapida possono assicurare la ricarica dei veicoli elettrici da 0 a 80% della loro capacità in meno di 30 minuti.

L’ALLEANZA RENAULT-NISSAN VENDE IL SUO 200.000° VEICOLO ELETTRICO

– L’Alleanza Renault-Nissan ha venduto il suo 200.000° veicolo elettrico e domina il mercato delle zero emissioni con una quota del 58%.
Insieme, i VE Renault e Nissan hanno percorso un totale di circa 4 miliardi di km a zero emission – cioè circa 100.000 volte la circonferenza della terra – che ha consentito di risparmiare ben 200 milioni di litri di carburante – l’equivalente di 80 piscine olimpioniche – e 450 milioni di kg di CO2 durante la guida.
All’inizio di novembre, l’Alleanza ha venduto il suo 200.000° VE, a circa 4 anni dal lancio di Nissan LEAF, il primo veicolo elettrico per il mercato di massa e a tutt’oggi il più venduto nella storia del segmento.
Tra gennaio e la prima settimana di novembre 2014, l’Alleanza ha venduto circa 66.500 unità, con un incremento del 20% su base annua. Attualmente, circa due terzi dei veicoli elettrici guidati nel mondo sono di Marca Renault o Nissan, grazie anche alla popolarità di Twizy, il quadriciclo biposto urbano di Renault, e di e-NV200, il van di Nissan disponibile in Europa e in Giappone.
«I veicoli elettrici di Renault e Nissan sono i leader delle zero emissioni in termini di volumi di vendita e, soprattutto, di soddisfazione dei clienti a livello globale», ha dichiarato Carlos Ghosn, Presidente e CEO dell’Alleanza Renault-Nissan. «Considerando il feedback positivo dei proprietari e la crescente domanda di vetture alimentate con energie rinnovabili, è naturale che i VE stiano riscuotendo un consenso sempre più ampio, in particolare nelle regioni che possono contare su infrastrutture di ricarica capillari.»

CRITERI SEMPRE PIÙ SEVERI PER VALUTARE LA SICUREZZA DELLE AUTO LE CASE AUTOMOBILISTICHE RISPONDONO ALLA SFIDA.

Due modelli promossi a pieni voti e una vettura ad un passo dall’ambita soglia delle 5 stelle: i risultati dei recenti crash test effettuati nell’ambito del programma europeo EuroNCAP – di cui ACI è partner – documentano così i progressi dell’industria automobilistica nel produrre vetture sempre più affidabili e sicure. Sotto esame: la Mercedes-Benz Classe V (5 stelle), la Nissan X Trial (5 stelle) e la Citroen C4 Cactus (4 stelle). Tutti e tre i modelli sono stati valutati in base ai nuovi e più severi criteri adottati da EuroNCAP per accertarne gli effettivi standard di sicurezza: dalla maggiore attenzione per la protezione dei bambini trasportati, per cui sono stati previsti specifici test, alla verifica dell’efficacia dei dispositivi di “sicurezza attiva” disponibili di serie o come optional.

A pesare sul giudizio finale, anche questa volta, soprattutto la presenza e le caratteristiche dei sistemi di assistenza alla guida proposti dalle diverse case automobilistiche, moderni strumenti tecnologici in grado di affiancare il conducente nelle manovre di guida e di avvisarlo – fino ad intervenire automaticamente – per correggere eventuali errori, al fine di prevenire gli incidenti o ridurne comunque la gravità.

Proprio questo nuovo criterio di valutazione ha penalizzato la Citroen C4 Cactus, equipaggiata in modo essenziale con Controllo Elettronico della Stabilità (ESC), Regolatore e Limitatore di Velocità, Allarme per le cinture di sicurezza anteriori e posteriori. Diversamente, l’ampia offerta di Nissan e Mercedes-Benz nel campo dei sistemi di “sicurezza attiva” (in particolare, il sistema di frenata d’emergenza assistita (AEB) e l’avvisatore di cambio di corsia (LDW) per la X Trial e i sistemi di controllo della distanza di sicurezza (Collision Prevent Assist), di monitoraggio dell’attenzione del conducente (Attention Assist) e di protezione preventiva dei passeggeri PRE-SAFE @ per la Classe V), ha determinato l’assegnazione di punteggi ben più elevati.

L’originale ed economico crossover compatto della Citroen, tuttavia, ha ottenuto la migliore valutazione relativa nelle prove di contenimento dei danni arrecati ai pedoni in caso di investimento, laddove i montanti del parabrezza anteriore continuano a rappresentare per tutti i modelli testati uno dei punti critici su cui EuroNCAP richiama ancora una volta l’attenzione dei costruttori.

Positivi, infine, per tutte e tre le vetture, i risultati dei nuovi test sulla protezione dei bambini trasportati e sulle performance degli apposti seggiolini di sicurezza, mentre l’esito delle più severe prove di urto laterale contro il palo lasciano emergere in generale livelli di protezione non ottimali per il torace.

“Il cammino per garantire la massima sicurezza delle auto è ancora lungo e richiede continui investimenti in ricerca e innovazione tecnologica, ma i risultati positivi ottenuti dai crash test EuroNCAP dimostrano come una corretta sinergia tra produttori, consumatori e automobile club sia un efficace volàno per accelerare questo sviluppo, portando concreti benefici a tutti gli utenti della strada”, ha commentato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, che ha concluso: “Perché l’impegno per la sicurezza stradale mostrato dall’intero comparto Automotive non resti solo sulla carta, è però necessario promuovere un rapido ricambio del parco auto circolante, che in Italia nel 47% dei casi supera i 10 anni di anzianità”.

L’ALLEANZA RENAULT-NISSAN E ORANGE AMPLIANO LA PARTNERSHIP PER LA MOBILITÀ ELETTRICA

L’Alleanza Renault-Nissan ha firmato con Orange, uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni al mondo, un accordo per la fornitura di una flotta di 200 veicoli elettrici destinati alle esigenze di spostamento dell’azienda in Francia.

Renault-Nissan, leader mondiale sul fronte della mobilità sostenibile, fornirà i veicoli 100% elettrici a Orange entro il 2015. L’azienda intende impiegare i mezzi soprattutto per gli spostamenti in car-sharing tra le proprie sedi e installazioni in Francia. Attualmente Orange ha una flotta di circa 2.000 veicoli in Francia, un centinaio dei quali (ibridi, elettrici, diesel, ecc.) messi a disposizione per finalità di car-sharing. Attraverso l’applicazione Orange Auto Partage, i dipendenti possono prenotare un’auto per lavoro o per uso personale, online o tramite smartphone.

La flotta fornita da Renault-Nissan sarà composta interamente da veicoli elettrici: la compatta Renault ZOE, la furgonetta Renault Kangoo Z.E., il van Nissan e-NV200 recentemente lanciato, e Nissan LEAF, l’auto elettrica più venduta al mondo. Orange possiede già una flotta di circa trenta esemplari del biposto Renault Twizy, acquistati nel 2012.

“Pensiamo che l’uso dei veicoli elettrici vada incoraggiato, sia sul lavoro che nella vita privata. Questo accordo con l’Alleanza Renault-Nissan ci aiuterà a realizzare il nostro impegno volto a ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020”, ha dichiarato Hélène Billon, Orange Facilities & Mobility Management Director. “Nel frattempo intendiamo proseguire con l’acquisizione di oltre 1.000 veicoli elettrici, che andranno a costituire circa un terzo della nostra flotta di auto in car-sharing sul territorio francese”.

”Grazie alla partnership tra Renault e Nissan, l’Alleanza è in grado di offrire a Orange la più vasta gamma di veicoli elettrici in risposta alle diverse esigenze dell’azienda: dalle berline compatte ai veicoli commerciali leggeri”, ha spiegato Christian Mardrus, Alliance Executive Vice President di Renault-Nissan B.V. e per l’ufficio di presidenza dell’Alleanza. “Sempre più dipendenti Orange potranno presto scoprire i numerosi vantaggi della mobilità elettrica: zero rumore, grande maneggevolezza e fluidità di accelerazione, nessuna emissione allo scarico. E i veicoli possono essere completamente ricaricati con energia rinnovabile di notte, così da mettere a disposizione ogni mattina il 100% dell’autonomia.”

Renault-Nissan affiancherà Orange nelle attività di installazione di una rete di stazioni di ricarica presso le sedi che adotteranno il servizio di car-sharing.

L’accordo di fornitura di veicoli elettrici tra l’Alleanza e Orange fa parte di una partnership internazionale più ampia tra le due aziende.

Taxi elettrici inglesi griffati Nissan

Somiglierà molto ai tradizionali taxi neri dalle linee retrò che sono simbolo di Londra ma avrà un cuore del tutto nuovo, elettrico e non inquinante. Nissan ha presentato ufficialmente l’aspetto dei successori dei London Hackney Carriages che oggi soffrono l’età e le norme antinquinamento della capitale britannica: costruito sul pianale del van NV200, il taxi proposto da Nissan è stato disegnato seguendo le disposizioni delle autorità inglesi e della rappresentanza dei tassisti londinesi.

Dal Nissan Design Europe, che ha sede proprio in gran bretagna a Paddington, è così uscita una versione “old style” conforme alla tradizione dei black cab con grandi fari tondi e ampia mascherina quadrangolare. Innovativo sarà invece l’impiego di luci a LED per rendere più visibili le insegne del veicolo.

Vincitore delle prime selezioni già nell’Agosto 2012, il nuovo taxi progettato da Nissan, che fa parte del più ampio piano di taxi urbani elettrici sviluppati per New York, Barcellona e Tokyo, è stato con tutta calma sottoposto ad un’ampia revisione stilistica per venire incontro alle esigenze della pretenziosa TfL (Taxi for London).

Una prima versione del nuovo modello di taxi per Londra entrerà in commercio già in questo Gennaio 2014: non si tratterà però ancora di quella con motore elettrico bensì di una più convenzionale versione benzina 1.6 litri con cambio automatico comunque già in grado di offrire un taglio delle emissioni inquinanti notevole rispetto agli attuali vecchi motori diesel.

Per i nuovi black cabs elettrici di Nissan bisognerò pazientare ancora un anno. Londra ed il suo sindaco Boris Johnson premono comunque fortemente per l’introduzione a partire dal 2015 dei primi modelli a emissioni zero, muovendosi su più fronti: un altro tipo di taxi elettrico conforme allo stile della città è stato fatto sviluppare anche all’accoppiata Ecotive-Frazer Nash, che lo metterà in test sulle strade in questi giorni.

Contemporaneamente, l’autorità dei trasporti urbani di Londra ha acquistato i primi due di una più ampia flotta di autobus elettrici dalla cinese BYD: nel 2015, insomma, le strade di una delle metropoli europee più congestionate potrebbero iniziare ad essere ben più silenziose di oggi.

La lezione giapponese

Su questo spazio molte volte ho rappresentato l’unica possibilità per la mobilità elettrica di acquisire spazio sul mercato solo se si comporta come una “economia di sistema” e non come una tradizionale “economia di prodotto”.

Una conferma di questa visione arriva dal Giappone. Le società automobilistiche: Honda, Toyota, Nissan, Mitsubishi agguerrite concorrenti sul fronte delle vetture a trazione endotermica diventano invece alleate per quanto riguarda elettrico e ibrido plug-in; hanno infatti dato vita ad un progetto comune per creare una rete di punti di ricarica su tutto il Giappone adatti a entrambi i tipi di veicolo.

E’ evidente che il tema della “distribuzione dell’energia” è il tema principale per la diffusione della mobilità a zero emissioni e che non è possibile avere un mercato basato solo su coloro che hanno la disponibilità di un punto di ricarica privato; occorre applicare la stessa strategia che Henry Ford applicò all’automobile oltre 100 anni fa promuovendo lo sviluppi di una rete di distribuzione dei carburanti ed affrancandosi dai farmacisti (avete letto bene) che fino ad allora vendevano la benzina.

Il tema è ben noto anche in Italia, non a caso questa primavera è stato siglato un accordo tra ENI ed ENEL per una fase sperimentale di installazione di colonnine di ricarica made in ENEL all’interno della rete di distribuzione ENI. Un primo passo, timido, verso una distribuzione capillare, la stessa ENEL ha presentato tempo addietro una proposta di “distributore di energia”, che potrebbe avere alcuni vantaggi rispetto ai distributori di carburanti tradizionali, come ad esempio, la possibilità di essere presente nel centro delle città laddove correttamente sono stati banditi i distributori di benzina.

Stazione di rifornimento ENEL

Anche in questo caso vi è bisogno di un gesto da parte delle amministrazioni locali che debbono guardare a questa innovazione come una possibilità importante per determinare lo sviluppo di nuove forme di mobilità integrata, sostenibile, connessa.

Sono queste infatti le parole d’ordine con le quali si dovrà progettare la mobilità per le città del XXI secolo.

Questi i temi di “Smart Mobility World” una manifestazione che vuole mettere a sistema le idee, il sapere, le tecnologie, utili per gestire la mobilità delle grandi metropoli urbane e che si terrà a Torino dal 26 al 27 settembre.

Un buon segnale anche per i torinesi, che oggi vivono nell’unica città del nord Italia priva di punti di ricarica per auto elettriche, pensare che forse una città che ospita aziende come GM o i tedeschi di Italdesign o gli indiani di Tata possa sganciarsi dalle linee guida imposte dal gruppo Fiat per pensare ad una mobilità moderna.

RIO DE JANEIRO INAUGURA UNA PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO PER IL TRASPORTO A EMISSIONI ZERO

Lo Stato federale di Rio de Janeiro ed alcuni esponenti rilevanti del settore pubblico e privato brasiliano hanno firmato un Memorandum di intesa finalizzato ad accelerare lo sviluppo del trasporto a emissioni zero nel territorio. Questo storico patto è stato stretto tra Renault-Nissan, Petrobras Distribuidora, Light, Ampla e Rio Negócios.

Nell’ambito del Memorandum, le parti si impegnano a studiare le possibilità produrre veicoli elettrici nello Stato di Rio de Janeiro, oltre che l’eventuale installazione dell’infrastruttura necessaria al loro utilizzo. Il progetto si inserisce nell’ambito del programma “Rio Capital Energia”, coordinato dal Ministero dello Sviluppo economico, dell’Energia, dell’Industria e dei Servizi dello Stato di Rio de Janeiro.

Vogliamo fare in modo che, nel ventunesimo secolo, Rio de Janeiro si confermi come punto di riferimento a livello mondiale in campo energetico, sulla scia della già nota vocazione del territorio in materia di energia tradizionale,” ha dichiarato il Segretario di Stato, responsabile dello Sviluppo economico, dell’Energia, dell’Industria e dei Servizi, Julio Bueno, riferendosi al programma.

Attualmente, San Paolo e Rio de Janeiro stanno portando avanti dei programmi pilota che prevedono l’integrazione di alcuni veicoli Nissan LEAF nelle flotte di taxi delle città.

Nissan Leaf, l’auto elettrica più venduta al mondo, conquista anche il settore dei taxi

Nissan Leaf, l’auto elettrica della casa automobilistica giapponese, oltre ad essere il veicolo elettrico preferito dagli automobilisti attenti all’ambiente, ha conquistato anche le città di tutta Europa che stanno manifestando una rivoluzione relativa alla mobilità urbana: il passaggio delle società di taxi dalle vetture diesel a quelle elettriche.

Regno Unito, Svizzera, Olanda, Germania, Portogallo e Spagna sono gli Stati che hanno scelto Nissan Leaf, che nelle principali città svolge il ruolo di taxi. L’innovazione nel campo dei trasporti è già operativa con successo sopratutto ad Amsterdam, Lisbona e Amburgo.

Zero marketing

Imparare a fare marketing.

Questa dovrebbe essere la prima regola per chi vuole sfidare il mondo del termico e perseguire la mobilità elettrica.

Occorre avere il coraggio della verità. Ad oggi i numeri sono molto inferiori alle prospettive di scenario disegnate 4 anni fa. E questo nonostante progetti di mobilità elettrica siano stati perseguiti da grandi gruppi automobilistici come Renault-Nissan o da newco come Tesla.

Certo si tratta di un’economia di filiera e questo comporta una necessità di strutture pubbliche per la ricarica e politiche locali atte ad incentivare non con denaro ma con facilitazioni alla mobilità elettrica.

Detto questo mi sembra evidente che il marketing abbia fino ad ora fatto degli errori madornali ed il fallimento di Better Place ne è la riprova.

Proviamo a fare un esercizio a prendere tre grandi innovatori ed a capire cosa potrebbero suggerire:

-Steve Jobs: design e semplificazione

-Nicolas Hayeck: personalizzazione, moda

-Ingvar Kamprad: essenzialità, costo contenuto

Basta fare uno screening dei modelli oggi presenti per capire che nulla di questo è stato fatto o meglio l’unico marchio automotive che aveva il prodotto che rispondeva (parzialmente) a questi mantra fino ad oggi è molto defilato vendere un’automobilevero Mr. Zetsche?

Allora bisognerà che gli uomini del marketing provino a pensare che non devono vendere un’automobile con una trazione diversa ma un prodotto diverso con una fruizione diversa.

Provino ad usare nella loro testolina la segmentazione non per cluster di clienti ma per modalità di uso e forse arriveranno a qualcosa.

Qualcuno come Renault l’esercizio lo ha fatto con Twizy ma con degli errori progettuali e distributivi che ne hanno limitato il successo.

Innovare vuol dire innovare su tutta la filiera che senso ha vendere un veicolo con dei limiti d’uso urbani nella periferia delle città invece che farlo diventare protagonista delle vie del centro? Tesla ha fatto in questo una scelta strategica molto chiara e forte peccato che venda veicoli da 5 m. di lunghezza che mal si adattano all’agilità richiesta dal traffico cittadino.

Insomma per fare una testa pensante nel marketing bisognerebbe prenderne almeno tre!

Del resto che il marketing sia morto non lo ha detto solo Kevin Roberts AD di Saatchi&Saatchi ma la quotidianità e la ripetizione costante dei modelli di business, solo quando ci sarà qualcuno capace di scardinare ciò potremo dire che sarà arrivato sul mercato la killer application capace di rendere la mobilità elettrica un’abitudine quotidiana.

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