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Vulcano cileno: la nube di cenere torna in patria.

La nube del vulcano cileno è tornata in patria dopo aver girato il mondo. E in sole due settimane!

La nube di cenere sollevata dall’eruzione del vulcano Puyehue del Crodon Caulle , dopo aver fatto il giro del mondo, in due settimane è tornata da dov’era venuta.
E così il caos nel traffico aereo dei giorni scorsi, che aveva coivolto con un effetto domino gli aeroporti di Buenos Aires e di tutto il Brasile, dell’Australia e della Nuova Zelanda, rischia di ripresentarsi. Stavolta a rischio sono gli scali cileni di Punta Arenas, Balmaceda e Rio Gallegos, ma anche quello della capitale della provincia argentina di Santa Cruz, nella Patagonia meridionale

Nube vulcanica, vademecum per i passeggeri sul sito Enac

L'Enac ha pubblicato sul proprio sito i diritti dei passeggeri in caso di eventi eccezionali

Per consentire ai passeggeri di affrontare preparati i disagi al traffico aereo che la nube islandese potrebbe determinare, l’Enac ha diffuso attraverso il sito www.enac.gov.it i diritti che li tutelano nelle circostanze eccezionali.

Ecco alcuni consigli utili. Prima di recarsi in aeroporto, accertarsi che il volo sia regolarmente operato. In caso di cancellazione, si ha diritto al rimborso del biglietto o al trasferimento verso la meta finale il prima possibile, anche con mezzi diversi; mentre se il ritardo del volo supera le 5 ore si potrà rinunciare al volo e farsi rimborsare il biglietto. Nel caso di ritardi in aeroporti dell’Ue, si avrà poi diritto all’assistenza da parte della compagnia aerea: pasti e bevande e, se necessario, pernottamento. Se infine il disagio è provocato da un evento al di fuori del controllo della compagnia aerea, come la nube vulcanica, non si ha diritto a compensazione pecuniaria ma al rimborso, al trasferimento verso la destinazione finale e all’assistenza.  

Ulteriori informazioni sulla home page dell’Enac.

I mezzi di ENAC contro la nube del vulcano Grimsvotn

L'ENAC è pronto a prevenire i possibili disagi se la nube del vulcano islandese dovesse arrivare in Italia.

L’Enac sta seguendo la nube di ceneri vulcaniche provenienti dall’Islanda. Tra le principali attività:

1) Allertamento dell’Aeronautica Militare Italiana per rendere operativo il velivolo Aeritalia C27J dotato di apparato Lidar, Light Detection and Ranging, sistema laser fornito dal CNR, per rilevare la presenza di ceneri nell’atmosfera.

2) Aggiornamento delle procedure alle quali sono chiamati ad attenersi gli operatori che devono volare in zone interessate da una nube vulcanica.

3) Organizzazione della nuova Sala Crisi dell’Ente. Questa avrà il compito gestire il trasporto aereo in caso di eventi rilevanti. Nell’ambito della sfera di competenza dell’Enac, curerà anche il coordinamento dei flussi informativi tra le varie strutture dell’Ente e i vari Organismi ed Istituzioni di settore.

4) Tempestiva informativa a tutti i maggiori operatori italiani delle direttive emanate dall’EASA per le operazioni in aree contaminate.

Islanda, il risveglio del vulcano. Paura nube nei cieli d’Europa

Si riattiva il Grimsvotn

Si è risvegliato ieri il Grimsvoton, il più grande vulcano d’Islanda. Chiuso temporaneamente lo spazio aereo islandese. Ed è già allarme nube di cenere, ricordando l’eruzione dell’Eyjafjallajokul, che l’anno scorso paralizzò il traffico aereo di mezza Europa per un paio di settimane.

Al momento la situazione non sembra così grave. Da sabato scorso il Grimsvotn ha iniziato a emettere una densa colonna di fumo bianco che ha raggiunto i 15 chilometri di altezza, ma gli esperti escludono, al momento, una nuova emergenza come quella dell’aprile 2010.

La nube del vulcano islandese potrebbe raggiungere la Scozia e altre parti della Gran Bretagna, Francia e Spagna tra domani e venerdì, se l’eruzione continuasse con la stessa intensità. Ma si tratta di polveri più pesanti, rispetto a quelle del vulcano Eyjafjallajokul, quindi è probabile che restino sospese nell’atmosfera meno a lungo. Inoltre l’attività del Grimsvotn sembra in diminuzione. Lo ha dichiarato una portavoce del servizio meteorologico islandese.

Resta comunque “impossibile” prevedere “come sarà tra 24 ore”. Secondo l’esperta, l’evoluzione storica delle eruzioni del vulcano avvenute tra il 1922 e il 2004 rafforza l’ipotesi che l’attività eruttiva possa calmarsi presto. L’ultima eruzione del Grimsvotn risale al 2004.

Eruzione vulcanica in Islanda, ok allo stop aereo anche dalla scienza

La nube vulcanica

Lo stop aereo di 7 giorni decretato in seguito all’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull è stato più che giusto. Lo conferma una ricerca pubblicata oggi sulla rivista scientifica Pnas, secondo la quale la nube di cenere avrebbe potuto realmente causare un disastro aereo.

In particolare le polveri avrebbero potuto mandare in tilt i motori e danneggiare i finestrini, rendendo di fatto impossibile guidare in sicurezza il velivolo.

I risultati di questo studio potrebbero costituire la base di un protocollo di sicurezza per la rapida valutazione del rischio in eventuali future eruzioni vulcaniche.

Si stima che l’interruzione dei voli sia costata lo scorso anno tra 1,3 a 2,2 miliardi di sterline. Circa 10 milioni i passeggeri che vennero allora lasciati a terra e trovarono alloggi di fortuna, spesso e volentieri all’interno degli aeroporti stessi.

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