Articoli marcati con tag ‘nuovo governo’

Egr. Presidente Letta,

nei suoi primi 100 giorni avrà da svolgere un compito molto complesso per poter affermare la credibilità del Governo da Lei guidato.

Certo ha molti esperti dentro e fuori il Palazzo che stanno lavorando per Lei; ritengo però possa essere utile farle arrivare un messaggio che suggerisco di inoltrare direttamente al Ministro per lo Sviluppo Economico il soggetto è molto semplice: sviluppo mobilità elettrica come economia di sistema.

La mobilità elettrica urbana diffusa è possibile, lo dimostrano i Paesi del Nord Europa, ed oltre a rappresentare un bene per la salute dei cittadini è una fonte di occupazione e di sapere tecnologico.

L’ANFIA (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche) nel 2011 ipotizzava che ibrido ed elettrico avrebbero significato in 10 anni a livello mondiale 20 miliardi di euro di fatturato per industria meccatronica; una bella opportunità per due tecnologie che sono costantemente sviluppate da case automobilistiche giapponesi, tedesche, francesi e americane.

Il rischio vero è che l’Italia perda un altro treno tecnologico che sta passando e che le nostre industrie si trovino a gestire gap di know-how non colmabili nei confronti di colossi come: Bosch, Siemens, Schneider, GE.

Loro lavorano in un sistema integrato di settore Automotive e noi in Italia restiamo a guardare in attesa che i conti di Fiat possano permettere investimenti in tecnologie che ormai sono ben consolidate altrove.

Allora vi è bisogno di cambiare cavallo, di favorire lo sviluppo di nuovi progetti e magari di un polo automotive specializzato in veicoli a “zero impatto” che possa dare una risposta a nuove esigenze di mercato e contribuire a mantenere e costruire il sapere della mobilità elettrica.

Cecomp con Bluecar è il più grande produttore di auto elettriche italiano

Qualcosa in Italia a Torino già esiste. La Cecomp, ad esempio, costruisce i veicoli elettrici del progetto Autolib per Parigi dopo averli ingegnerizzati; ma è un sapere che esaurita la commessa di 3500 veicoli rischia di essere disperso e non valorizzato.

Si dovrebbe convincere Enel a giocare una partita a tutto campo e non solo come player dell’energia, bisogna dare indicazioni precise perché le merci debbano percorrere il loro “ultimo miglio” a impatto zero.

L’insieme di tutto questo necessita però di essere governato; in Italia ci sono decine e decine di progetti sperimentali in grandi città e piccoli paesi, aboliamo la parola sperimentale che ha sempre il sapore della precarietà e costruiamo davvero un progetto per la mobilità delle merci e delle persone affidandolo ad un “surveyor” ad un “Garante della mobilità elettrica delle merci e delle persone”.

Nel complesso scenario economico questo è oggi un piccolo tassello ma che rappresenta lo sviluppo della mobilità per il XXI secolo.

Buon lavoro Presidente!

Assoporti indica le priorità del settore

Nell’ultima parte del documento di Assoporti “Priorità delle Autorità Portuali per il
futuro Governo”  sl proponeva alla stesso di avviare una riflessione su temi
che, pur costituendo “seconda fase” rispetto a più puntuali ed immediati interventi di
tenuta del settore, hanno portata strategìca: elaborazione di un piano strategico di
sviluppo del sistema logistico imperniato sulla portualità; adeguamento del modello di
governo dei porti; adeguamento del livello di autonomia finanziaria per la crescita
infrastruttu ra le.
Su questi argomenti, che si intrecciano fortemente tra loro e hanno addentellati a
livello europeo, indichiamo, di seguito, prime proposte.
Elaborazione di un piano strategico di sviluppo del sistema logistico
imperniato sulla portualità.
Questo obiettivo si inserisce a pieno titolo nel processo di revisione delle reti di
trasporto transeuropee che, evolvendosi da direttrici infra-UE a strumento di
proiezione deli’UE verso l’esterno, i nuovi mercati, devono necessariamente
imperniarsi sulle infrastrutture che consentono quelle proiezioni, aereoporti e, per quel
che di interesse, porti anzitutto.
Conseguenza di questo è l’esigenza di puntare sull’adeguamento e la crescita delle
infrastrutture portuali a servizio di flussi dall’oltre Suez. (estremo oriente), ma anche
dai fronti sud ed est del bacino del N4editerraneo, e sui collegamenti stradalÌ e
ferroviari tra porti e grandì direttrici di quelle modalità, con particolare riguardo alle
reti terrestri dirette oltre frontlera.
Questi obiettivi appaiono anzitutto funzionali agli scali che dovrebbero qualificarsi
come nodi della rete “core” TEN-T.
Per altro verso non può neanche essere dimenticato che la nuova visione di rete TENT
che si va prefigurando, ha anche un livello “comprehensive” o “globale”. La
realizzazione della rete di questo livello, pure se prevedibilmente affidata alla
responsabilità di ciascuno Stato membro, è strumento che appare indispensabile in
funzione di un equilibrato sviluppo di ciascun area dei singoli Paesi ed in definitiva
dell’intera UE.

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