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PAOLO COSTA: “UN GIOCO DI SQUADRA CHE RIBADISCE LE PECULIARITA’ DEL PORTO DI VENEZIA”

Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia ha commentato: “Siamo soddisfatti del gioco di squadra fatto dalla Regione che, nell’esprimere l’intesa delle regioni sul Piano Strategico Nazionale della portualità e della logistica, ha ribadito con forza le peculiarità del porto di Venezia e sta portando avanti l’idea di un porto esteso sull’intero arco costiero veneto.

All’Assessore Elisa De Berti va il nostro ringraziamento per aver fatto propria anche la rilevanza strategica della piattaforma d’altura che consentirà l’ormeggio delle navi di maggiori dimensioni (oltre i 20.000 TEU) contribuendo alla salvaguardia della laguna di Venezia e diventando il fulcro per la connessione efficiente di più basi portuali nel Veneto.

Un gioco di squadra che, come riportato nel Parere della Regione Veneto, consentirà di creare un assetto logistico portuale virtuoso che punti a individuare due sistemi marittimi adriatici facenti capo ai porti di Venezia e di Trieste, che massimizzino le rispettive peculiarità e potenzialità e che consentiranno a Venezia di crescere, di servire le industrie venete che oggi ci stanno facendo crescere del  25% anno e di non perdere nei prossimi anni quanto finora costruito con tenacia”.

ApVenezia, INNOVAZIONE DI INTERESSE MONDIALE PER LO SVILUPPO PORTUALE

Il Sistema Portuale Offshore-Onshore di Venezia è stato presentato nei giorni scorsi da Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Dimitrios Pachakis, Royal Askoning, e Jim Knott, BMT Triton a Londra all’International Maritime Organization, (IMO), l’agenzia dell’ONU che raccoglie delegazioni da 171 Paesi e rappresentanti delle categorie di settore, incaricata di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione marittima al fine di promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto marittimo internazionale rendendolo più sicuro ed ordinato.
L’ipotesi di sviluppare i porti con sistemi offshore onshore si va affermando nel mondo per ragioni di sicurezza, ambientali ed economici. Esigenze di sicurezza spingono ad immaginare di portare la verifica antiterroristica e anticontrabbando del cargo – il controllo del carico di ogni container – in luoghi sicuri, al largo, lontani dalle coste e dalle città, dove si trovano spesso i nostri porti. Le piattaforme offshore possono poi essere usate come porti rifugio in caso di emergenza e di incidente alle navi.
Piattaforme d’altura vicine a più di uno scalo tradizionale consentono di ripartire i flussi di traffico deconsolidando i grandi carichi su più approdi onshore, riducendo l’impatto sull’ambiente sia naturale sia antropizzato.

Dopo la discussione seguita alle presentazioni Cristiano Aliperta, rappresentante italiano all’IMO ha riassunto la riunione osservando che “di fronte al gigantismo navale in atto non ci possono essere che tre soluzioni:
Concentrare il traffico in pochi porti e adeguare ai mega volumi di traffico le infrastrutture stradali, ferroviarie e di navigazione interna che li servono, rendendo di fatto obsolete gran parte delle infrastrutture portuali e di trasporto esistenti;
Adattare tutti i porti a riceverli, e questo si sta facendo in Europa con un enorme investimento di risorse, ad oggi non disponibili;
Oppure, “uovo di Colombo”, la soluzione Venezia, riguadagnando l’accessibilità nautica con il sistema offshore, mantenendo in vita i “vecchi” impianti portuali e rivitalizzando il patrimonio infrastrutturale stradale, ferroviario e fluviale.”

Porti: Venezia; Costa, non perdiamo altre occasioni

- “Questo non può e non deve essere il porto delle occasioni perse”. Il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, ha concluso così il suo discorso all’inaugurazione dell’anno portuale. “Non intendiamo piangerci addosso – ha proseguito – ci siamo rimboccati le maniche e continueremo a farlo, dimostrando nei fatti la capacità di mettere a disposizione del Paese, ancor prima che del Veneto e di Venezia una risorsa che sarebbe tragico sottostimare. L’Autorità Portuale e tutti gli operatori portuali e industriali di Venezia e Marghera non intendono arrendersi”. Un compito, ha sottolineato Costa, “necessariamente da assumere se si vuole che il mantenimento delle eccellenze già conquistate con fatica e impegno e le nuove sfide che ci attendono, da accettare e vincere, siano alla nostra portata, per consentire che, una grande realtà di oggi diventi un protagonista globale domani. Un risultato alla nostra portata ma che deve essere accompagnato da un comune sentire di tutti”. “Non possiamo perdere altre occasioni – ha proseguito il presidente di ApV. – Il mondo va troppo veloce, non ci aspetta. Mentre noi facciamo melina, su crociere e offshore, i nostri competitor vanno avanti, crescono, ci attaccano da ogni parte, spesso sostenuti da sistemi-Paese che li agevola, non che li ostacola. Venezia è un porto eccellente da 15 secoli e che può ancora trovare in quella tradizione la forza per regalare all’Europa, all’Italia al Veneto e Venezia un volano incomparabile di sviluppo e prosperità. Oggi il contesto europeo è sicuramente più chiaro di quello nazionale. È da sperare che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica in corso di redazione colmi la lacuna”. “Come ho cercato di dimostrare – ha concluso Costa – abbiamo oggi una occasione irripetibile di dimostrarsi all’altezza del nostro passato. Non buttiamola via.

CANALE CONTORTA S.ANGELO INVIATA LA DOCUMENTAZIONE UTILE A SODDISFARE TUTTI I CHIARIMENTI RICHIESTI DALLA COMMISSIONE DI V.I.A

Ieri sera l’Autorità Portuale di Venezia ha inviato alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale la documentazione utile a soddisfare tutti i chiarimenti richiesti sul progetto di “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo”.

La documentazione integrativa è stata redatta nei tempi previsti grazie alla collaborazione delle istituzioni competenti per legge a garantire la salvaguardia della laguna (Provveditorato OO.PP ex Magistrato alle Acque) e la sicurezza della navigazione (Capitaneria di Porto) oltre che delle istituzioni scientifiche (Corila, Università e CNR) che mantengono da tempo programmi di studio sull’ambiente lagunare e la sua salvaguardia. Per dare seguito a questa utile condivisione di informazioni e per poter estendere la collaborazione anche ad altre istituti, è stato siglato un accordo che dà vita ad una task force permanente di esperti per ogni ulteriore attività di progettazione e monitoraggio del progetto del Canale Contorta S.Angelo.

La massa di studi raccolti o redatti per l’occasione consente di sottolineare la grande valenza naturalistica del progetto (…). L’escavo del canale, di cui è stata constatata l’ininfluenza sul regime idraulico della laguna grazie ad alcune verifiche modellistiche, potrà contribuire ad attuare il piano morfologico della laguna (già redatto) grazie alla ricostruzione di velme e barene per tramite di sedimi dei quali è stata già accertata (da enti terzi) la qualità. Ogni suggerimento o prescrizione della Commissione in tal senso sarà prezioso.

“Abbiamo svolto gli approfondimenti per tempo, con cura e avvalendoci all’aiuto dei massimi esperti della Laguna che sono lieto potranno accompagnarci anche nella eventuale realizzazione dell’opera – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa – Sono ancor più lieto di constatare che la “necessità ” di allontanare le navi da San Marco si stia trasformando nella “virtù” del recupero mofologico e naturalistico della laguna centrale. Mi auguro che l’impegno profuso dai tecnici, dagli uffici dell’Autorità Portuale e dagli esperti che ci hanno supportato, possa essere apprezzato e valorizzato anche dalla Commissione di VIA a beneficio della portualità italiana, della laguna di Venezia e dei lavoratori di questo importante settore che contribuisce a tenere in vita l’economia della nostra città. Mi auguro infine che vengano rispettati i tempi previsti dalla legge e che la risposta arrivi entro il 10 aprile (30 giorni) in modo tale da evitare che il perdurare dell’incertezza peggiori ulteriormente la situazione che ha visto (dall’applicazione del Clini Passera ad oggi) il contrarsi del 14% il livello di attività crocieristica a Venezia e la perdita di 594 occupati, per contare solo quelli diretti”.

IL PREMIO TRASPORTI & CULTURA AL LIBRO DI PAOLO COSTA E MAURIZIO MARESCA “IL FUTURO EUROPEO DELLA PORTUALITA’ ITALIANA”

La giuria del Premio Trasporti & Cultura, presieduta dal prof. Franco Purini, ha proclamato a Napoli i vincitori dell’11^ edizione del riconoscimento per le opere di saggistica sul tema delle infrastrutture di trasporto nel paesaggio, premio consegnato nell’ambito del convegno “Città sotterranea, città smart”.
Vincitore della sezione B per “le pubblicazioni che sappiano coniugare il rigore scientifico con l’orientamento alla divulgazione” è il libro Paolo Costa e Maurizio Maresca il futuro europeo della portualità italiana.

Porti: Costa, entro sei mesi si saprà destino offshore Venezia

Entro i prossimi sei mesi si conoscerà il destino del porto offshore di Venezia”. Lo ha dichiarato Paolo Costa, presidente dell’ Autorità portuale di Venezia a margine della presentazione del progetto per il terminal merci alla comunità finanziaria internazionale che si é svolta oggi nell’ Ambasciata italiana di Londra. ” Noi praticamente abbiamo finito, il progetto é approvato in linea tecnica, in linea ambientale, ha una struttura finanziaria ragionevolmente stabile”, ha sottolineato Costa, aggiungendo che il prossimo passaggio sarà la presentazione al Cipe. ” Questo progetto é fondamentale, permette di salvare il porto di Venezia, rispettando così l’ impegno che lo Stato si era preso per tutelare la città e la sua laguna”. Costa ha affermato anche di aver visto un certo interesse da parte dei potenziali investitori che oggi erano presenti all’ incontro: il piano ruota infatti attorno a una partnership pubblico-privato. Il valore complessivo dell’ opera viene stimato in 2,1 miliardi di euro. In questa cifra si ipotizzano 600 milioni di euro stanziati dallo Stato, distribuiti su 5 anni solo però a fronte di un investimento privato di pari o superiore entità. Come ha sottolineato Costa, costruttore e gestore dovranno essere individuati esclusivamente col meccanismo trasparente realizzato tramite gare internazionali e sostenuto dall’ Unione europea.

ENI-VERSALIS INAUGURA A PORTO MARGHERA IL PRIMO ESEMPIO DI “MAGAZZINO DELLA CHIMICA”

- E’ un accordo molto importante – ha dichiarato Paolo Costa presidente dell’ APVenezia – per il porto di Venezia perché il progetto di Versalis utilizzerà nuove strutture logistiche portuali assieme a quelle esistenti nel sito per sviluppare una sinergia con l’attività industriale vera e propria. Possiamo finalmente parlare di un primo esempio di “magazzino della chimica” che sperimenterà nuovo modello di integrazione di manifattura-logistica a Porto Marghera su cui l’Autorità Portuale sta lavorando molto in un’ottica di riconversione, non solo dell’industria che si affaccia sulle banchine, ma anche degli stessi traffici marittimi.
E’ positivo altresì che le cariche agli impianti di Ferrara, Mantova e Ravenna potranno continuare attraverso pipelines tramite il ricevimento delle feedstock con le strutture logistiche portuali di Porto Marghera.

ENI E AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA PARTNERSHIP PER PORTO MARGHERA E SOLUZIONI ECOSOSTENIBILI

Una partnership tra Eni e Autorità Portuale di Venezia
che conferma Porto Marghera quale area strategica per lo sviluppo di progetti ad
ampia sostenibilità nei prossimi 20 anni. La trasformazione dell’area industriale
portuale veneziana è stata al centro dell’incontro tra Salvatore Sardo, Chief
Downstream and Industrial Operations Officer di Eni e Paolo Costa, Presidente
dell’Autorità Portuale di Venezia.

A Porto Marghera Eni ha completato la prima fase della riconversione della
Raffineria di Venezia per la produzione di biocarburanti innovativi, migliori in
termini di sostenibilità ambientale (riduzione del particolato) ed efficienza
motoristica, grazie alla tecnologia proprietaria Ecofining che consentirà anche la
lavorazione di feedstock di seconda generazione, quali oli vegetali esausti e grassi
animali. La seconda fase progettuale, ora in fase autorizzativa, prevede il
completamento degli impianti nel primo semestre 2017.

Eni ha inoltre confermato di aver completato i lavori di condizionamento
dell’oleodotto che collega il porto di San Leonardo alla Raffineria per la ricezione
di gasolio all’Isola dei Petroli, operazione che costituirà il presupposto per
continuare a rispondere ai fabbisogni del mercato facendo di Porto Marghera l'hub
logistico per un mercato che va oltre il Nordest. Il Porto di San Leonardo
continuerà ad operare fino a soluzioni alternative subordinate alla realizzazione
della piattaforma d'altura al largo di Malamocco in corso di progettazione. 

Infine è stata confermata la volontà di promuovere nuove infrastrutture per la
movimentazione e stoccaggio di Gas Naturale Liquefatto (LNG) nell’area portuale di
Venezia nell’ambito del Masterplan per LNG nel Nord Adriatico promosso dalla Unione
Europea. La collaborazione prevede lo studio di fattibilità e la realizzazione di un
progetto pilota finalizzato al rifornimento di LNG per piccoli mezzi marittimi
contribuendo così fattivamente a rendere lo scalo di Venezia sempre più verde ed
ecosostenibile.

IL PIANO DELLA PORTUALITA’ ITALIANO DEVE ESSERE CAPACE DI CONTENDERE I PROPRI MERCATI DALL’INVADENZA DELLA PORTUALITA’ DEL MARE DEL NORD

– Il destino della manifattura italiana in un mercato sempre più globale è legato a doppio filo a quello della portualità nazionale.

Va dunque accolto l’invito esplicito che il presidente di Confindustria Squinzi ha lanciato oggi all’assemblea di Confitarma a riformare al più presto l’ordinamento portuale italiano. Ma anche quello implicito a farlo disegnando, contemporaneamente, un piano della portualità nazionale capace di contendere i propri mercati all’invadenza della portualità del Mar del Nord.

Un piano la cui traccia è già stata disegnata in sede europea dai regolamenti Ten-T n.1315 e 1316/2013 che hanno suggerito integrazioni “porto-corridoio” tra sistemi portuali e corridori ferroviari, stradali e di navigazione interna alla cui radice meridionale i porti italiani si collocano: nell’alto Tirreno, nell’alto Adriatico, nel basso Tirreno e nel basso Adriatico oltre che con Gioia Tauro caposaldo italiano del transhipment.

Un piano che guidi gli investimenti urgenti necessari a far uscire la portualità italiana dallo stato di minorità che non vede alcun porto nazionale capace di superare il triplice esame dell’accessibilità nautica, dei grandi spazi a terra, e della capacità inoltro verso il retroterra, necessari per dare accoglienza alle navi di sempre più grande dimensione e risposta alle sempre più ampie concentrazioni oligopolistiche che dominano la catena la catena logistica sia sul lato terra sia sul lato mare.

Obiettivo che in Italia è raggiungibile solo costruendo sistemi portuali articolati in più di uno degli scali oggi retti autonomamente. Obiettivo urgente perché mentre l’Italia si attarda in piccoli conflitti tra i suoi piccoli porti i porti del Mar del Nord alzano la voce a Bruxelles come hanno fatto in questi giorni chiedendo (comunicato stampa del 14 ottobre scorso) “che i miliardi di euro che l’unione europea e pronta a spendere sulla portualità vanno spesi per migliorare le infrastrutture della portualità già oggi efficace, i porti del Mar del Nord, e non quella che potrebbe solo diventarlo, i porti mediterranei”.

Apparentemente a prescindere dai risparmi di tempo, denaro inquinamento e congestione che una politica europea di bilanciamento della sua portualità a favore Mediterraneo potrebbe avere.
Dobbiamo evitare che i porti italiani si becchino come polli di Renzo mentre i porti di Anversa, Zeebrugge, Amburgo, Brema, Rotterdam, Amsterdam, Groningen e Moerdijk riscaldano la loro zuppa alimentando il fuoco con i fondi europei.

Porti:Costa e Maresca, più forti con pochi sistemi multiscalo

Nessuno dei porti italiani è oggi nelle condizioni di contendere i traffici mondiali da e per l’Europa ai porti del mar del Nord. Ma da questa condizione minoritaria è possibile uscire solo riordinando gli scali in pochi sistemi multiportuali, sfruttando l’”occasione” della nuova strategia di costruzione della rete trans-europea dei trasporti, TenT, entro il 2030. E’ la soluzione individuata dal presidente dell’autorità portuale di Venezia Paolo Costa e dal professore Maurizio Maresca, ordinario di diritto dell’Ue all’Università di Udine, ed esperto di porti e infrastrutture.

Costa e Maresca, a Bruxelles, presso la sede della rappresentanza della Regione Veneto, hanno presentato il loro libro “Il futuro europeo della portualità italiana”, edito da Marsilio, per la Collana Le rotte del Leone.

II futuro – è stato spiegato – è dei porti lungo le rotte che collegano i grandi mercati mondiali, ma solo se capaci di trattare grandi volumi di traffico, e di farlo a efficienza crescente. Porti da integrare in ampi sistemi logistici organizzati attorno a retroporti e interporti, atti a consolidare traffici inoltrati lungo corridoi multimodali verso ampi mercati contendibili.

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