Articoli marcati con tag ‘Parlamento Europeo’

Renault si associa all’evento “Driving Europe Forward: The Future of Mobility”, organizzato dal Parlamento Europeo.

Driving Europe Forward” si propone di coinvolgere decisori politici e cittadini nel dibattito sulla mobilità del futuro, in particolare sul tema del veicolo elettrico e autonomo. L’innovazione e la ricerca in questi due settori sono già una realtà e i parlamentari hanno avviato una riflessione sui necessari adattamenti per l’Europa. È, quindi, indispensabile coinvolgere fin d’ora i cittadini.

Pioniere e leader del veicolo elettrico in Europa, sulle strade ma anche sui circuiti, Renault condivide ovviamente questa volontà di associare il grande pubblico a questa discussione fondamentale. Presentando la sua Formula E, Renault illustra il modo in cui l’industria si adatta all’evoluzione della mobilità.

FS Italiane, AD Elia incontra a Strasburgo europarlamentari italiani

Sviluppo in Europa e percorso verso la privatizzazione
Sono questi i prossimi obiettivi del Gruppo FS Italiane, illustrati oggi a Strasburgo dall’AD Michele Mario Elia ai deputati italiani del Parlamento Europeo, al Commissario Europeo ai Trasporti Violeta Bulc e al Presidente della Commissione Trasporti Michael Cramer.
Il Piano Industriale 2014-2017 di FS Italiane guarda all’Europa come naturale terreno di sviluppo. Per tagliare questo traguardo, è necessaria la nascita di un unico mercato ferroviario europeo, davvero liberalizzato, che non ponga restrizioni all’accesso alle reti di ciascun paese e che non sia asimmetrico, rispettando i principi di reciprocità. Un mercato che, magari grazie anche all’istituzione di un regolatore unico europeo, non abbia più le barriere tecniche e amministrative che spesso impediscono di fatto il processo di liberalizzazione. Basti pensare che il nuovo Frecciarossa 1000 (interoperabile e capace di raggiungere i 400 km/h) dovrà essere omologato in ogni singolo Stato europeo in cui Trenitalia vorrà farlo viaggiare, con procedure spesso lente, ripetitive e costose.
FS Italiane sostiene perciò la proposta del Parlamento Europeo, che prevede la piena liberalizzazione di tutti i servizi dal 2019, con una clausola di reciprocità che impedisce alle imprese provenienti da mercati chiusi di competere in quelli liberalizzati. Sostiene anche la proposta dell’Europarlamento in tema di governance, con un modello di impresa a holding che assicuri la trasparenza dei flussi finanziari tra le diverse società controllate e l’indipendenza del Gestore dell’infrastruttura.
Tale modello è sufficientemente flessibile per adattarsi alle diverse realtà ferroviarie europee e favorisce anche la tipologia di percorso verso la privatizzazione del Gruppo FS Italiane prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, con l’entrata in borsa di una quotazione minoritaria nel corso del 2016. Si tratterà del primo caso di quotazione di un gruppo integrato: una modalità che permetterà la valorizzazione dei risultati raggiunti negli ultimi anni, dell’efficienza del gruppo e della capacità di innovare e creare valore.
Grande attenzione da parte del Gruppo FS Italiane anche per lo sviluppo del Piano Juncker: un investimento potenziale di 315 miliardi di euro che potrà incrementare la spesa in infrastrutture anche in Italia. Proprio alla fine di febbraio saranno presentate le richieste di finanziamento 2014-2020 all’Unione Europea per la Torino-Lione e per il tunnel del Brennero, opere entrambe rientranti nell’ambito delle reti europee TEN-T (Trans-European Networks – Transport).

Un passo avanti verso l’intermodalità dalla revisione di Direttiva su pesi e dimensioni

Nei giorni scorsi il Parlamento europeo, in seduta
plenaria, ha approvato il progetto di parere sulla proposta di Direttiva
'Pesi e dimensioni' ed ha accolto tutte le proposte avanzate da ANITA.
 Tali proposte riguardano il minore ingombro delle parti aerodinamiche
posteriori, una più lunga tempistica per la messa in esercizio delle nuove
strumentazioni aerodinamiche e delle nuove cabine, la tolleranza estesa ai
pesi e all¹altezza nei trasporti internazionali, la necessità di dare
un¹unica definizione di ³unità di trasporto intermodale² e in ultimo, ma non
meno importante, la possibilità di raggiungere le 44 t nelle tratte
terminali del trasporto combinato con veicoli a motore, a due o a tre assi.
 "Siamo pienamente soddisfatti perché il nostro impegno di consulenza tecnica
è stato premiato ­ ha dichiarato Eleuterio Arcese, Presidente di ANITA ­
questo risultato rappresenta una spinta verso il trasporto intermodale,
ritenuto dalle aziende di ANITA una possibile soluzione ai tanti problemi
del trasporto merci su gomma".

³Ci auguriamo ora ­ conclude il Presidente Arcese ­ che il testo, così come
è stato presentato e licenziato in prima lettura, non subisca modifiche
durante l¹iter legislativo².

LA COMMISSIONE ITRE (INDUSTRIA RICERCA E ENERGIA) DEL PARLAMENTO EUROPEO IN VISTA AL PORTO DI VENEZIA

Una delegazione della Commissione Industria,
Ricerca e Energia del Parlamento Europeo (ITRE) ha fatto oggi visita al
Porto di Venezia, per un incontro con l’Autorità Portuale di Venezia, oltre
che per una visita ad alcuni terminal industriali di Porto Marghera. 

La delegazione, guidata dalla presidente On. Amalia Sartori ha visto la
partecipazione della vicepresidente Patrizia Toia, oltre che agli altri 8
delegati.

Alla Commissione del PE il Presidente Paolo Costa e i suoi collaboratori
hanno illustrato la situazione e gli sviluppi in corso tesi a sfruttare le
nuove tendenze "portocentriche" delle moderne attività manifatturiere. 

 Le industrie di base come la petrolchimica o la metallurgica cercavano un
tempo nei porti la vicinanza alla "miniera"; l'industria manifatturiera di
trasformazione cerca oggi nei porti la vicinanza al mercato; altrettanto
vale per tutte le attività logistiche. E' così che a Marghera si stanno oggi
- abbandonata di fatto petrolchimica e metallurgia di base - sviluppando
nuove attività più "leggere" e più "verdi".  Raffineria verde, chimica verde
e agroalimentare di qualità sono i settori sui quali Porto Marghera sta già
rinascendo assieme a una generale trasformazione di vecchie linee di
produzione in linee di distribuzione.
"A nome della Commissione ringrazio il Presidente Costa per l'opportunità di
questa visita - ha dichiarato Amalia Sartori - I colleghi europei hanno
apprezzato il continuo stimolo all'innovazione e le future strategie
delineate per questo storico Porto. Il suo sviluppo sarà fondamentale per la
crescita dell'area del Mediterraneo e dell'Europa".
“La visita a Porto Marghera è stata cruciale per poter prendere visione
concretamente della riconversione oggi in atto, resa possibile per
l'esaurimento di  ciclo produttivo che  ha perso nel tempo alcuni dei suoi
vantaggi comparativi (l'energia e manodopera a costi comparabili con i paesi
produttori concorrenti) e per il permanere di quei vantaggi comparativi
(vicinanza al mare e quindi vicinanza alle materie prime e al mercato,
ricchezza di infrastrutture, forza lavoro qualificata, focolai di ricerca e
innovazione, economie di agglomerazione) che potranno essere la base per la
costruzione della Marghera di domani e il rilancio anche in chiave
occupazionale', ha dichiarato il presidente Paolo Costa.

Approvato al Parlamento Europeo il dossier sulla Crescita Blu

"L'approvazione della Risoluzione del Parlamento Europeo sulla Crescita Blu
costituisce un fondamentale passo in avanti per favorire lo sviluppo dei settori
marittimo e costiero, aprendo nuove importanti prospettive per tutti i territori
insulari dell'UE in termini di occupazione e crescita sostenibile". Questa la
dichiarazione dell'eurodeputato di Italia dei Valori Giommaria Uggias a seguito del
voto odierno del Parlamento Europeo sulla Risoluzione "Crescita blu: miglioramento
della crescita sostenibile nel settore marino, dei trasporti marittimi e del
turismo dell'Unione". 

        Uggias, i cui emendamenti sono stati tutti ricompresi nel testo approvato, ha
altresì dichiarato: "È evidente che il sistema insulare dell'UE è costretto a
sostenere, in relazione al trasporto marittimo, costi notevolmente maggiori
rispetto alle zone costiere. Per questo motivo, ho presentato un emendamento che
chiede la piena integrazione delle maggiori isole europee nelle Autostrade del
Mare, al fine di migliorare la loro accessibilità ed accrescerne la competitività".

        "Il dossier definisce inoltre la dimensione marittima della Strategia Europa 2020
ed individua alcuni ambiti d'intervento, fra cui il turismo, con enormi
potenzialità in termini di creazione di posti di lavoro. A tal fine - sottolinea
Uggias - abbiamo incoraggiato la Commissione a sostenere iniziative volte a
rafforzare la domanda turistica nelle regioni costiere ed insulari al di fuori dei
picchi stagionali ed a favorire la diversificazione dell'offerta turistica di
queste aree".

        "Di estrema importanza, ai fini della riduzione del divario economico tra regioni
insulari e continente, va inoltre considerato l'accoglimento di un mio emendamento
che sollecita la Commissione a tenere in debita considerazione le regioni insulari
nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2014 - 2020, tenuto conto dei vincoli
strutturali dovuti al loro isolamento e alle caratteristiche naturali".

        Uggias non nasconde infine la propria soddisfazione per l'accoglimento di un suo
emendamento in materia di zone franche: "Ritengo di fondamentale importanza
l'approvazione del mio emendamento con il quale si esorta la Commissione UE a
considerare l'istituzione di zone franche quale strumento che, riducendo la
pressione fiscale e attirando investimenti diretti esteri, è in grado di porre un
freno alla spirale recessiva che investe le aree insulari veicolandone la crescita
e lo sviluppo".

Bizzotto: No alla divisione tra riparatori e revisori nelle officine

“Non esiste alcun conflitto d’interesse in Italia tra le attività di revisione e quelle di riparazione che sono regolate da norme nazionali talmente ferree da rispondere pienamente all’obiettivo della sicurezza. Pertanto, continuiamo a dire no a chi, in Europa, vuole imporre l’obbligo di mantenere divise le strutture adibite alla revisione da quelle addette alla riparazione”.

Partecipando a un incontro a Strasburgo organizzato dalle Associazioni di rappresentanza delle aziende italiane di revisione (Confartigianato imprese, CNA e Casartigiani), Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord e membro della Commissione Trasporti, torna a ribadire con forza la piena contrarietà alla proposta della Commissione europea di separare le strutture adibite alla revisione da quelle addette alla riparazione.

Un provvedimento sul quale è in atto una discussione accesa e che si trascina ormai da mesi nelle aule parlamentari Ue.

“Accolgo pienamente le preoccupazioni delle 7mila imprese italiane del settore, che impiegano più di 30mila addetti – spiega l’onorevole Bizzotto – Se dovesse passare la scelta della divisione tra attività di riparazione e d’ispezione tecnica, questo patrimonio imprenditoriale altamente qualificato rischierebbe il fallimento, con disastrose conseguenze anche sul piano occupazionale”.

Inoltre, rimarca l’eurodeputata, “piuttosto che insistere su un provvedimento che è assolutamente discutibile ai fini della sicurezza stradale, vista l’assenza di dati statistici che dimostrino la correlazione tra guasti tecnici e incidenti (dovuti per lo più a eccesso di velocità e distrazione), sarebbe opportuno soffermarsi sugli aspetti realmente determinanti per la salvaguardia della circolazione. Come quello di imporre, in tutta Europa e per tutti i veicoli, elevati e omogenei standard relativi allo svolgimento e alla frequenza dei controlli tecnici”.

“Un eventuale mercato oligopolistico delle revisioni sarebbe ispirato più ai profitti che alla sicurezza – conclude Mara Bizzotto – e potrebbe provocare conseguenze devastanti sia a migliaia e migliaia di imprese sia ai cittadini italiani, già vessati da un’insostenibile pressione fiscale e tariffaria che grava sull’uso dell’automobile”.

Prima riunione di Actie in Transport

Il movimento di autisti nato su Facebook si riunirà il 30 marzo nei Paesi Bassi per organizzarsi e definire gli obiettivi delle prossime mobilitazioni. In primo piano l’opposizione agli accordi di Schengen per Romania e Bulgaria e alla liberalizzazione del cabotaggio stradale.
Actie in Transport tenta il salto dal virtuale al mondo concreto. Nato come gruppo Facebook di camionisti olandesi, dove ha ampiamente superato i 12mila iscritti in poco più di un mese, e subito si è diffuso nelle bacheche dei colleghi europei, con gruppi personalizzati in Italia, Francia, Germania, Belgio, Danimarca e Finlandia.

A differenza dei vari gruppi presenti da tempo sul social network, Actie in Transport ha obiettivi politici su scala europea, primo tra tutti impedire la piena applicazione dell’accordo di Schengen sulla liberalizzazione del lavoro a Romania e Bulgaria. In pratica, dal 1° gennaio 2014 gli autisti rumeni e bulgari potranno liberamente lavorare in tutta l’Unione. Il timore espresso da Actie in Transport (ma anche da altre associazioni di autotrasportatori europee) è che tale provvedimento aumenti ulteriormente la concorrenza degli autisti dell’Est, che già ora si esprime con strumenti come il distacco internazionale. L’altro obiettivo prioritario è impedire la completa liberalizzazione del cabotaggio stradale. Leggi il resto di questo articolo »

Salvavita obbligatorio dal 2015, lo chiede l’Ue

eCall obbligatorio?

Se tutte le auto europee fossero dotate del sistema salvavita, che in caso di gravi incidenti chiama automaticamente i soccorsi, potrebbero salvarsi 2.500 vite l’anno. E’ stata votata a larga maggioranza la risoluzione avanzata dal Parlamento europeo per installare il dispositivo “eCall” su ogni nuova auto, a partire dal 2015. Ad oggi solo lo 0,4% dei veicoli dispone di questo meccanismo.

Si stima che il salvavita possa accelerare l’arrivo dei soccorsi del 40% nelle zone urbane e del 50% nelle aree rurali, riducendo il numero di feriti gravi del 10-15%. Il voto dell’Europarlamento è stato accolto con favore dalla Federazione internazionale dell’automobile (Fia). La tecnologia necessaria a far funzionare ‘eCall’ è già disponibile e la sua introduzione costerà all’industria automobilistica meno di 100 euro a vettura. Il funzionamento del dispositivo è semplice: quando un incidente è tanto violento da provocare l’apertura degli airbag, ‘eCall’ si attiva e chiama il 112 – il numero d’emergenza europeo – fornendo la posizione esatta del veicolo, la direzione di marcia e l’ora dello schianto. Nella risoluzione gli eurodeputati invitano inoltre l’esecutivo comunitario a considerare l’estensione dell’obbligatorietà del sistema anche alle moto, agli autobus e ai camion.

Kallas: Accelerare sulle norme per la sicurezza dei passeggeri

Kallas: accellerare sulle norme per la sicurezza dei passeggeri

A seguito dell’incidente della nave Costa Concordia, il commissario ai Trasporti Siim Kallas  ha comunicato della sua decisione di accelerare la revisione delle regole per la sicurezza dei passeggeri e della volontà di rassicurare che tutti i fattori e le circostanze di questo incidente saranno presi in considerazione nella revisione. Kallas sottolinea il rischio inquinamento marittimo e dice che la commissione attende il risultato delle indagini e valuterà i risultati. Ricorda inoltre che dal 1 gennaio 2013 entra in vigore la normativa sugli indennizzi prevista dalla Convenzione di Atene, che però l’Italia non ha ancora ratificato.
Il Commissario ci ha assicurato che saranno affrontate le questioni della stabilità delle navi passeggeri, le cui norme devono essere aggiornate con l’evoluzione tecnica dei materiali utilizzati, la preparazione degli equipaggi e le operazioni di soccorso, incluse le procedure di emergenza in caso di evacuazione. Sulla sicurezza dei passeggeri sarà, inoltre, lanciata una consultazione pubblica nel mese di febbraio.
A Kallas ho rivolto una domanda diretta per sapere se tra i compiti dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ci sia quello di definire i parametri minimi e necessari per garantire la sicurezza delle imbarcazioni destinate al trasporto di passeggeri, anche relativamente alle distanze da osservare in fase di navigazione, con particolare riguardo alle aree di rilievo ambientale e paesaggistico. Ho chiesto anche se tra detti compiti vi siano anche quelli per la formazione e l’aggiornamento del personale di bardo in caso di evacuazione.

SERRACCHIANI; VALUTARE AUTHORITY UE PER AUTOTRASPORTO

Un’authority con competenza sui trasporti stradali per favorire l’armonizzazione dei Paesi membri in materia di sostenibilità ambientale, sicurezza, formazione e certificazione professionale”.E’ la proposta lanciata oggi a Strasburgo dall’europarlamentare del Pd, membro della commissione Trasporti, Debora Serracchiani, in occasione dell’approvazione, a larghissima maggioranza in assemblea plenaria, della relazione sulla “”Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti – Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile”.

Debora Serracchiani

Secondo Serracchiani “il libro bianco della Commissione europea sui trasporti mira a migliorare la qualità della mobilità perché svolge un ruolo fondamentale per il mercato interno ed è un presupposto dello sviluppo e della crescita economica, tuttavia, molto deve essere ancora fatto affinché il sistema dei trasporti sia effettivamente competitivo in tutti i settori. Particolarmente numerose infatti sono le difficoltà del trasporto stradale che – sottolinea -in alcuni Paesi membri rappresenta uno dei pilastri del sistema produttivo ed economico”.

Riferendosi al processo di liberalizzazione, Serracchiani ha ribadito che “è irrinunciabile, ma che per vincere le sfide del settore deve essere accompagnato con misure che tutelino la qualità e equilibrino le condizioni della concorrenza”.

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