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Stop Trasportounito, le altre sigle scrivono al ministro
Cinque giorni di stop per Trasportounito, a partire da lunedì 28 maggio. Le altre associazioni di categoria, Confindustria, Confera, Anita e Fedit, che assieme rappresentano la quasi totalità dell’autotrasporto strutturato, scrivono al ministro dell’intero Cancellieri e dello sviluppo Passera, affinché assicuri loro la normale circolazione.
“Il fermo – scrivono – deve estrinsecarsi nella mera astensione dal lavoro da parte di chi vi aderisce. La sua proclamazione non può dare diritto alla realizzazione di manifestazioni con utilizzo di veicoli commerciali, incolonnamenti, intralci alla circolazione, intasamenti delle aree di sosta o di rifornimento”. Gli autotrasportatori chiedono dunque l’impiego delle forze dell’ordine per prevenire blocchi nei punti nevralgici, già dalla notte precedente al fermo. “Durante l’ultimo stop generale, proclamato sempre da Trasportounito, dal 23 al 27 gennaio scorsi – prosegue la lettera – si sono verificati innumerevoli episodi di blocchi, intimidazioni, minacce, violenze e danneggiamenti nei confronti di autisti e operatori semplicemente intenti a lavorare, viaggiare e trasportare”.
Emergenza gas in Italia, timori per il weekend
E’ emergenza gas in tutta Italia, a causa delle temperature rigide che si protraggono da un paio di settimane. La situazione è critica, anche a detta del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che ha garantito le scorte fino ad oggi. “Dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma la situazione è ben monitorata”, ha dichiarato. Intanto sono scattati i piani di limitazione della fornitura alle aziende, mentre non è stato messo alcun limite alle famiglie.
Ma l’emergenza vera deve ancora venire: secondo l’ad dell’Eni Paolo Scaroni a partire da domani, a causa di una seconda ondata di freddo proveniente dalla Russia, potrebbero verificarsi distacchi di gas per alcune aziende: “attendiamo un’altra ondata di freddo in Russia – ha dichiarato – e non sappiamo che comportamento avrà Gazprom giovedì e venerdì. Ci stiamo preparando a momenti ancora difficili. Per questa ragione c’è la riunione domani al ministero dello Sviluppo, per prepararci a un’ulteriore emergenza. Nella peggiore delle ipotesi dovremo intervenire sugli interrompibili”. Ad aggravare la situazione c’è stato anche il guasto del Rigassificatore di Rovigo, a largo delle coste venete. A causa del mare grosso l’impianto è fuori uso, in quanto nessuna nave è in grado di ormeggiare.
“Non si può agire solo sulle imprese – ha dichiarato preoccupata la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia – bisogna mettere mano alle riserve”.
La sospensione del programmato Fermo nazionale dell’autotrasporto è una scelta ragionevole; ma non può essere un alibi per dimenticare le ragioni strutturali del malessere della categoria.
La sospensione del fermo nazionale dei servizi di trasporto, programmato da parte di alcune Associazioni per i prossimi giorni, risponde, secondo TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, a criteri di ragionevolezza e mostra al Paese che la maggioranza delle imprese di autotrasporto non si accoda a quanti vorrebbero trascinarle in improbabili rivolte al servizio di interessi ambigui, che nulla hanno a che fare con gli interessi dell’autotrasporto e con la volontà di dare effettive risposte al disagio profondo in cui, da anni, si dibatte la categoria.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, aveva già indicato agli autotrasportatori come la piattaforma rivendicativa, fin qui presentata dalle Associazioni che avevano indetto la protesta, fosse particolarmente debole e reticente.
Debole nell’impostazione, in quanto continuava a pretendere risposte su questioni che il Governo e le principali Forze politiche si erano già dichiarati disponibili ad affrontare sin dalle prossime giornate di lavori parlamentari.
Reticente, invece, sul punto decisivo: come realizzare meccanismi preventivi di controllo che, chiamando in causa direttamente la committenza, consentano di verificare chi davvero abbia interesse alla legalità ed alla trasparenza dell’autotrasporto, alla sicurezza della circolazione e alla dignità di chi ogni giorno, sulle strade di tutt’Italia, opera nell’interesse dell’economia del Paese e del benessere degli italiani. Impedendo, in modo automatico, di accedere a qualsivoglia beneficio pubblico per quanti violino consapevolmente le norme minime poste a tutela della sicurezza.
Il Governo Monti ed il Ministro Passera – come pure le forze politiche che sostengono l’esecutivo – hanno preso impegni precisi in tema di accelerazione del rimborso delle accise, di riforma dell’accesso alla professione e di razionalizzazione dei divieti di circolazione.
Ma anche (e soprattutto) in tema di contrasto allo strapotere e alle speculazioni delle lobby potenti che governano pedaggi autostradali, assicurazioni, noli marittimi e costo del gasolio.
L’autotrasporto li aspetta alla prova dei fatti.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ritiene giusta la scelta di attendere per verificare l’operato del nuovo Governo; ma, a differenza di altri, non intende dare cambiali in bianco o firmare, ad occhi chiusi, accordi pluriennali di pace sociale, se essa non si trasformerà in tempi ragionevolmente bervi in soluzioni strutturali alle difficoltà degli autotrasportatori italiani e delle loro imprese.
Governo e forze politiche devono infatti sapere che nel settore non potrà esservi vera pace sociale fintanto che vi sarà un committente che pretenda di affidare commesse di trasporto a prezzi inferiori ai costi necessari ad eseguirle, fidando nella storica debolezza della categoria e nella crescita della schiuma grigia dell’illegalità che, non per caso, tenta di infiltrarsi ogni giorno di più nel settore.
Per questo, sin dalle prossime settimane, l’Associazione sarà al lavoro per rilanciare le proprie proposte per la salvezza del settore: dalla lotta all’intermediazione parassitaria, al rilancio di un nuovo ed efficiente associazionismo economico, alla introduzione del DURT – Documento Unico di Regolarità del Trasporto – su cui misurare, preventivamente ed in modo automatico, il rispetto delle leggi da parte della committenza.
Fincantieri, Genova chiama Passera. Oggi sciopera anche l’indotto
Fincantieri, le istituzioni genovesi e liguri si mobilitano per sbloccare la situazione. Ieri il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e i Presidenti di Provincia (Alessandro Rapetto), Regione (Claudio Burlando), Autorità portuale (Luigi Merlo) e Camera di Commercio (Paolo Odone) hanno preso carta e penna e scritto al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Al centro della missiva la richiesta di un incontro tra le istituzioni locali e il ministro, al fine di discutere la vertenza Fincantieri. La vicenda, infatti, non riguarda solo l’azienda, ma lo sviluppo dell’intera città.
Intanto oggi sono previste otto ore di sciopero anche per le fitte dell’indotto Fincantieri. A incrociare le braccia saranno tutti o quasi i 66 lavoratori della Gerolamo Scorza Spa, ditta che si occupa di allestimenti navali nel genovese.
Fincantieri, sindacati dal ministero il 10 gennaio
Lunedì prossimo, 9 gennaio, si apre la settimana delle consultazioni sindacali in sede governativa. Martedì 10 toccherà ai rappresentanti sindacali di Fincantieri, convocati dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. La convocazione, che era già nell’aria, è diventata ufficiale ieri ed è stata indirizzata ai sindacati nazionali, in quanto riguarda l’intero gruppo di cantieristica.
L’incontro dovrebbe servire per fare il punto sulla situazione complessiva di Fincantieri, da tempo al centro di una pesante crisi.
Intanto ieri lo sciopero dei dipendenti in diverse città d’Italia ha mandato in tilt la circolazione stradale a Palermo e tenuto “in ostaggio” l’aeroporto di Genova, costringendo anche alcuni voli alla deviazione.
Anna MANIGRASSO scrive a Monti ed a Passera: un aumento dei pedaggi autostradali sarebbe una provocazione inaccettabile
Roma, 29 dicembre 2011
Al Presidente
del Consiglio dei Ministri
Sen. Prof. Mario Monti
Al Ministro
dello Sviluppo Economico
e delle Infrastrutture e Trasporti
Dott. Corrado Passera
On.le Presidente del Consiglio, signor Ministro,
vorremmo, con questa nostra, richiamare l’attenzione del Governo sugli effetti devastanti che si produrrebbero, per le imprese di autotrasporto di merci, come conseguenza di ulteriori ventilati aumenti dei pedaggi autostradali, così come insistentemente viene riportato dai mezzi di informazione.
Senza entrare nel merito delle richieste avanzate dai concessionari all’ANAS, e da questa girati al Governo, appare certamente fuori luogo che si dia luogo ad un ulteriore aumento dei pedaggi autostradali, ove si consideri che i miglioramenti apprezzabili dei servizi, che soli potrebbero giustificarli, nel corso del 2011 non ci sono stati ovvero sono sfuggiti a pressoché tutti gli utenti della rete autostradale e, tra essi, a quelli che maggiormente la utilizzano: i trasportatori.
Vorremmo soprattutto sottolineare come, una eventuale decisione nella direzione paventata, appaia in netto contrasto con il richiamo generale ad assumere sacrifici in vista di un miglioramento complessivo della capacità competitiva del Paese.
Siamo certi che il richiamo, da Lei più volte autorevolmente espresso, debba valere per tutti e, dunque, anche per concessionari che fino ad ora hanno goduto di vantaggi francamente sproporzionati al reale livello del servizio assicurato ai cittadini ed alle imprese che della rete autostradale sono “forzati” clienti.
Aggiungiamo, a conferma di quanto sopra espresso, che l’Autotrasporto italiano – la cui debolezza affonda in motivazioni strutturali mai seriamente affrontate e come tali ben precedenti alla attuale fase recessiva – ha superato oggi ogni limite di sopportazione in conseguenza degli aumenti continui dei costi, derivanti prevalentemente da soggetti che operano non in virtù del mercato, ma di pubbliche concessioni/autorizzazioni, specifiche riserve di legge o situazioni di plateale oligopolio (Società concessionarie autostradali, Compagnie di assicurazione, società petrolifere).
Non è un caso, infatti, che alcune Associazioni del settore abbiano proclamato un fermo nazionale dell’autotrasporto dal 23 al 27 gennaio p.v.
In questo quadro, è del tutto evidente che un eventuale aumento dei pedaggi assumerebbe il significato, oltre che di ingiustificato aggravio economico per le imprese, anche di una vera e propria provocazione tale da rendere se possibile ancora più difficile trovare una via d’intesa atta a scongiurare un’agitazione i cui riflessi sullo sforzo di risanamento e di crescita, cui autorevolmente ci sentiamo richiamati dalle SS.LL., non sfuggiranno di certo.
Ci permettiamo, altresì, con l’occasione di porre di nuovo all’attenzione del Governo, dopo averlo già fatto senza risposta in occasione dell’insediamento del nuovo Governo, l’emergenza in cui versa questo settore da anni.
C’è la necessità di affrontarne, con immediatezza, i nodi irrisolti attinenti a creare una prospettiva di sviluppo e di capacità competitiva all’interno di regole certe e trasparenti, di un contesto di legalità e nella riaffermazione della garanzia della sicurezza della circolazione come limite intangibile ad ogni pattuizione di mercato.
Distinti saluti
Il Presidente Nazionale
Anna Vita MANIGRASSO
Treni, botta e risposta Della Valle-Passera su Fs
“Fs monopolizza le ferrovie e fa viaggiare male gli italiani. Moretti si ricordi che è stipendiato dagli italiani”. Ancora un attacco al vetriolo da parte di Diego Della Valle, socio di Ntv. “Giudizi non condivisibili”, replica il ministro alle Infrastrutture Corrado Passera. Lo scontro è avvenuto attraverso i canali tv. Prima è intervenuto Della Valle, intervistato da Maria Latella su Skytg24. “Il monopolizzatore attuale delle ferrovie – ha dichiato DDV – costringe i cittadini italiani a viaggiare malissimo da sempre. Il fatto che cerchi anche di contribuire a non far arrivare nessun altro che possa far viaggiare bene gli italiani, è una cosa assolutamente assurda. Tenga anche conto che l’ad delle ferrovie, Mauro Moretti, è stipendiato dagli italiani”.
Non si è fatta attendere la risposta di Passera, a margine della registrazione di “Che tempo che fa”, la trasmissione di Fabio Fazio. “I giudizi di Della Valle sono totalmente non condivisibili – ha detto – e i toni usati sono assolutamente non accettabili”. “Non vogliamo entrare in altre forze di polemica – ha aggiunto – la liberalizzazione nel nostro Paese è più avanzata che altrove e io vigilerò perché avvenga nel modo migliore”.
Ambiente, Fiom: “Passera vari un piano per la mobilità sostenibile”
Un piano per la mobilità sostenibile, che ricomprenda treni, bus e altri mezzi pubblici o “condivisi”. E’ quanto chiede il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, al nuovo ministro di Trasporti e Sviluppo economico Corrado Passera.
“Siccome hanno fatto un ministero che ha messo insieme i trasporti, lo sviluppo economico e le infrastrutture – ha detto Landini – auspico un piano nazionale per la mobilità”. Landini ha anche sottolineato che tra i primi provvedimenti del nuovo governo Monti dovrebbe essere adottato quello di cancellare “l’articolo 8 voluto dalla Fiat e regalatogli da Sacconi’”. Secondo il leader sindacale infatti l’articolo 8 estende in tutta Italia ”a qualsiasi impresa la possibilità di fare come la Fiat e cioè uscire dai contratti, di non applicare le leggi e di scegliersi i sindacati che le servono maggiormente”. Intanto in casa Fiat si va preparando un nuovo attacco alle intese sindacali: secondo quanto annunciato da Marchionne, il modello Pomigliano potrebbe estendersi a tutti gli stabilimenti d’Italia.













