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L’ENAC conclude a Pechino accordi aeronautici tra l’Italia e la Repubblica Popolare della Cina

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile informa che nei giorni 13 e 14 gennaio 2015, a Pechino, si sono svolti i negoziati bilaterali tra le Autorità Aeronautiche Italiane, l’ENAC e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il referente omologo della Repubblica Popolare della Cina, Civil Aviation Administration of China (CAAC), per la revisione degli accordi aerei tra i due Paesi.
La delegazione italiana, guidata dal Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta, era composta da rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti oltre che dalle strutture tecniche di riferimento delle due Istituzioni
.
Le riunioni si sono svolte in un clima di fattiva collaborazione e si sono concluse con risultati
positivi per entrambi i Paesi e con soddisfazione per i vettori e per gli aeroporti presenti. .
Le nuove intese prevedono, sin dalla stagione di traffico in corso, la possibilità di incremento del numero dei servizi, dei punti sul territorio di entrambi i Paesi e di ampliamento delle
facoltà operative

LA FORMULA-E ELETTRIZZA PECHINO!

Dopo mesi di preparazione, il campionato FIA di Formula E si concretizza con la prima delle dieci gare di una stagione che si concluderà a giugno 2015 a Londra. Snodandosi attorno allo stadio costruito in occasione delle Olimpiadi 2008, il circuito di Pechino ha offerto gli ingredienti abituali di un tracciato urbano, con una successione di rettilinei, chicane e curve a 90°.

Per questa prima stagione tutte le scuderie sono equipaggiate con Spark-Renault STR01E. I mesi di preparazione con i team ed il lavoro di tutti i partner sono stati coronati da successo in questo primo week-end che vede 35 delle 40 auto impegnate varcare il traguardo senza inconvenienti.
Le equipe di Renault Sport, molto coinvolte sin dall’inizio del progetto nel 2012, nell’architettura e la sicurezza delle monoposto, sono particolarmente orgogliose di aver vinto questa sfida. La validazione delle scelte tecniche ha consentito a tutte le auto impegnate di essere performanti, affidabili e sicure sin dal primo ePrix (gara).

Disputata su 25 giri, la corsa si è svolta sotto un sole radioso e di fronte a tribune al completo.
In pole position, Nicolas Prost (e.dams Renault) riusciva perfettamente nel suo intento arrivando in testa alla prima curva; dopo aver condotto gran parte della corsa, subiva un piccolo incidente nell’ultimo giro lasciando la vittoria a Lucas di Grassi (Audi Sport ABT).

Lo spettacolo non è mancato e malgrado la vicinanza con i muri di protezione, le caratteristiche delle Spark-Renault SRT01_E hanno permesso ai piloti di “stuzzicarsi” in frenata, per il divertimento degli spettatori.

Bravi a tutti i Team coinvolti in questo primo e sensazionale ePrix di Beijing 2014!
Oggi si scrive una nuova pagina della storia dello sport automobilistico e tutta Renault è orgogliosa di parteciparvi.

Patrice Ratti, Direttore Generale di Renault Sport Technologies : « Ricca di emozioni, questa prima corsa di Formula-e rappresenta un traguardo per tutti i partner che hanno lavorato al progetto. Malgrado le prove effettuate in queste ultime settimane, restava un’incognita legata all’inizio della competizione vera e propria. Concentrando le prove libere, le qualifiche e la gara, la giornata è stata densa per le equipe, i piloti e l’organizzazione. Il bilancio è positivo per Renault Sport, poiché non abbiamo avuto problemi tecnici di rilievo sulle quaranta monoposto.»

2 Midlum per proteggere la Città Proibita a Pechino

“Nel 2012, la Cina ha importato cinquecento veicoli antincendio. La robustezza e la longevità del
Renault Midlum hanno indotto lo stato Cinese ad acquistarne 20. Questa è stata l’occasione per
Renault Trucks per aumentare la visibilità del marchio, e dei propri prodotti, sul mercato Cinese”,
spiega Remi Lemoine, Responsabile per la gamma Distribuzione Renault Trucks.
Il Renault Midlum è commercializzato in Cina da circa dieci anni, ma questa è la prima volta che la
Casa della Losanga fornisce veicoli antincendio al paese, due dei quali sono stati scelti per proteggere
la Città Proibita, nel cuore della Città Imperiale di Pechino.
Renault Trucks ha già una quota del 75% sul mercato Francese dei veicoli antincendio e ora, si è
guadagnata un posto di tutto rispetto sui mercati internazionali dopo aver vinto contratti in Algeria,
Spagna e Cile.
Il successo sui diversi mercati internazionali della gamma per la lotta contro gli incendi, dimostra
chiaramente la fiducia che i clienti ripongono nel Costruttore.
Marzo 2013
Per

A Pechino la MM più estesa al mondo

Nel dettaglio, la 8 è stata estesa di 3,3 km da Beitucheng a Guloudajie, connettendo la linea 10 alla 2 attraverso 3 nuove fermate. Il prolungamento nord della 9, posticipato di 2 anni in attesa del completamento della rete, misura 5,7 km e 4 stazioni tra la Beijing West Railway Station e la Biblioteca Nazionale. Questa tratta ha lo scopo di migliorare l’accessibilità alla West Station, la seconda stazione ferroviaria della capitale cinese. La stazione della Biblioteca Nazionale rappresenta un’assoluta novità per il sistema metro di Pechino, essendo la prima stazione di scambio allo stesso livello con 4 piattaforme affiancate: la linea 4 ferma ai marciapiedi laterali e la 9 a quelli centrali. Questa soluzione, seppure maggiormente onerosa in termini gestionali rispetto a un’intersezione a piani sfalsati, permette di incrementare la capacità del nodo riducendo i tempi di trasbordo.

La linea 10 è stata prolungata di 30,1 km e 23 stazioni (fase II del progetto iniziale), con il parziale completamente dell’anello ad eccezione di una sezione residuale di 2,2 km che sarà aperta nel febbraio 2013. Da Bagou la linea raggiunge la periferia occidentale e sudoccidentale della città con le stazioni di Xiju, Jinsong e, in particolare, Shoujingmao che permette di coprire una vasta porzione urbana prima completamente isolata dalla rete metropolitana. La linea 10 è ora la più estesa del sistema con 54,8 km di lunghezza.

L’apertura della linea 6 realizza il secondo passante est-ovest della città (dopo la linea 1). La linea corre da Wuluju a Haidian ad ovest ai distretti orientali di Caofang in Chaoyang per 30,4 km. L’obiettivo è quello di ridurre il traffico di attraversamento del centro, permettendo anche la decongestione della linea 1. La linea introduce diverse novità: il servizio è svolto con treni a 8 casse invece delle 6 tradizionali e le stazioni hanno banchine da 200 m. La via di corsa è progettata per una velocità massima di 100 km/h invece dei canonici 80 e questo alza la velocità commerciale del 30%. Da capolinea a capolinea, 21 stazioni, occorrono 48 minuti a una velocità media di 48 km/h. Per mantenere un buon livello di prestazioni a velocità elevate rispetto agli standard da metropolitana, l’elettrificazione è stata portata da 750 a 1.500 Vcc.

La capitale cinese sta sostenendo una massiccia campagna di potenziamento del trasporto pubblico, paragonabile, fatte le dovute differenze, a quella condotta tra il 1990 e il 2000 da Madrid. 3.490 nuovi addetti sono stati assunti per questa nuova fase: per il 2015 l’obiettivo è di aprire tutte e 19 le linee per una rete di 667 km.  Per quella data i viaggiatori giornalieri saliranno dagli attuali 5,97 milioni (3° sistema dopo Tokyo e Mosca) a oltre 9 milioni.

La MM più lunga del Mondo??? A Pechino

Con l’apertura di ben 69,8 km di prolungamenti il 28 dicembre 2012, Pechino è diventata la città con la più estesa rete metropolitana del mondo con 442 km, superando i 425 km di Shanghai (Londra, primatista per oltre un secolo, è ormai “solo” 3°). I quasi 70 km di nuove aperture riguardano le estensioni delle linee 8, 9 e 10 oltre all’apertura di una linea completamente nuova, la 6.

Nel dettaglio, la 8 è stata estesa di 3,3 km da Beitucheng a Guloudajie, connettendo la linea 10 alla 2 attraverso 3 nuove fermate. Il prolungamento nord della 9, posticipato di 2 anni in attesa del completamento della rete, misura 5,7 km e 4 stazioni tra la Beijing West Railway Station e la Biblioteca Nazionale. Questa tratta ha lo scopo di migliorare l’accessibilità alla West Station, la seconda stazione ferroviaria della capitale cinese. La stazione della Biblioteca Nazionale rappresenta un’assoluta novità per il sistema metro di Pechino, essendo la prima stazione di scambio allo stesso livello con 4 piattaforme affiancate: la linea 4 ferma ai marciapiedi laterali e la 9 a quelli centrali. Questa soluzione, seppure maggiormente onerosa in termini gestionali rispetto a un’intersezione a piani sfalsati, permette di incrementare la capacità del nodo riducendo i tempi di trasbordo.

da www.cityrailways.it

Smog, l’inquinamento lascia a terra 100 voli in Cina

La nebbia di smog di Pechino

Oltre 100 voli in ritardo o cancellati all’aeroporto di Pechino, nella giornata di ieri. La motivazione? Non il maltempo, ma la solita persistente coltre di smog che spesso avvolge la capitale cinese. La visibilità è rimasta a lungo inferiore a 200 metri, provocando la cancellazione di oltre 40 voli, mentre più di 80 hanno subito forti ritardi. I sensori hanno registrato un indice di pm10 pari a 560 microgrammi per metro cubo, ben al di sopra della soglia massima. Molti i ciclisti e i pedoni che sono ricorsi a mascherine antipolvere anche solo per girare per le vie della città. La situazione è migliorata nel corso della giornata solo per merito del vento.

Il Ponte sullo Stretto? Lo paga la Cina

Lou Jiwei, presidente del Chic

“Arrivano i cinesi”. E’ questo il ritornello più sentito nelle ultime settimane, economicamente parlando. Un grido d’allarme e di speranza al tempo stesso, come se solo la grande Cina potesse salvarci dal tracollo acquistando i nostri titoli di Stato. Come se non ci restasse altra scelta che venderci sul mercato orientale, dando via pezzi di debito e di Paese.

BTP? NO, GRAZIE. Ma la Repubblica popolare è sempre in grado di stupirci per senso pratico. “Siamo venuti per l’Italia e la Spagna, Paesi dove vale la pena investire, a differenza della Grecia”, avrebbero detto i delegati cinesi in visita a ministeri e istituti italiani pochi giorni fa. E non si riferivano ai Btp, come anche lo stesso ministro Tremonti ha chiarito, bensì a pacchetti di infrastrutture e industrie più o meno bisognose di una boccata d’ossigeno. E più e meno redditizie. Autostrade, aeroporti, parchi industriali, cantieri navali e persino il Ponte sullo Stretto di Messina: il fondo sovrano China Investment Corp (Chic), sarebbe interessato a finanziare buona parte delle grandi opere del Paese.

Il rendering del Ponte sullo Stretto

PONTE SULLO STRETTO. “C’è un forte interesse per il progetto”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Dalla Cina potrebbe arrivare circa il 50% dei fondi privati necessari a completare il Ponte, mentre i vertici delle ferrovie cinesi si sono già interessate all’affare. D’altronde per la Sicilia non sarebbe il primo esperimento del genere: già lo scorso novembre la Regione ha sottoscritto un accordo con la China Develpment Bank per il finanziamento di almeno otto grandi progetti infrastrutturali dell’isola. E circa 90 milioni di euro sarebbero già in arrivo da Pechino per ampliare i porti di Augusta e di Pozzallo, con il dichiarato obiettivo di renderli in grado di accogliere le enormi navi container provenienti da Oriente.

IN DARSENA A CACCIA DI AFFARI. Alcuni uomini d’affari cinesi si aggirano inoltre da alcuni mesi in Darsena, a Viareggio, a caccia di buone occasioni. Ovvero, in cerca di aziende in crisi ma produttive da rilevare. Anche i cantieri navali cominciano a fiutare il pericolo, tant’è che le smentite si rincorrono alla velocità della luce in questi giorni. Il Gruppo Baglietto e i Cantieri navali di Pisa, i primi ad essere finiti nel mirino degli investitori esteri, sarebbero in realtà fuori dalla partita. Lo ha confermato Massimo Perotti, ad di Sanlorenzo, dichiarando al tempo stesso che dal 2013 costruirà navi in Cina e per la Cina (in partnership con un’azienda locale). Leggi il resto di questo articolo »

Cina, deraglia il treno superveloce. Giro di vite sulla sicurezza

Le immagini del deragliamento

Sarebbe stato un fulmine a provocare il tragico incidente di domenica scorsa, sulla linea ferroviaria superveloce che da Pechino porta a Shangai.

Secondo i primi accertamenti uno dei due treni coinvolti nello scontro avrebbe avuto un calo di potenza a causa della scarica elettrica e sarebbe stato poi travolto da un secondo treno. Quattro le carrozze deragliate al di sotto di un viadotto, una trentina le vittime accertate della tragedia.

Pechino ha reagito annunciando un controllo urgente sulla sicurezza del sistema ferroviario del Paese e licenziando in tronco tre dirigenti di Shangai. Ma contenere le polemiche che già infuriano sul web sarà difficile.

La tratta superveloce, i cui treni raggiungono i 300 km/h, era stata inaugurata solo un mese fa, con un anno di anticipo sulla tabella di marcia.

Alstom fornisce sistemi di segnalazione alla metro di Pechino

La tecnologia italiana di Alstom sulla linea 6 della metro di Pechino

Alstom, insieme a due sue joint venture cinesi, si è aggiudicata due contratti con la Beijing MTR Construction Administration Corp., del valore complessivo di 140 milioni di euro, per la fornitura di sistemi di trazione e di segnalamento avanzati per la nuova Linea 6 della metropolitana di Pechino.  La Linea 6 di Pechino, che rappresenta la più lunga linea della metropolitana in costruzione a Pechino, è lunga 42 km con 27 stazioni, e attraversa la città da Wuluju, ad Ovest, fino a Tongzhou New Town, ad Est. Prima linea ad alta capacità di Pechino, ad adottare un convoglio di 8 casse, viaggerà a 100km/h con un distanziamento di 3 minuti. L’entrata in commercio della prima fase della Linea 6 di Pechino, è pianificata per il 2012.

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