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Aeroporti. La Cina è la peggiore al mondo per puntualità

In Cina il trasporto aereo è diventato sempre più caotico e inaffidabile negli ultimi anni a causa del forte traffico nazionale. Secondo il sito “FlightStats” (una società di elaborazione dati incentrati sull’aviazione commerciale) gli aeroporti della Cina sono i peggiori al mondo in in termini di puntualità. L’anno scorso nell’ambito di una classifica stilata prendendo in esame 188 aeroporti di medie e grandi dimensioni in tutto il mondo, 14 scali nelle ultime 20 posizioni erano cinesi.
I parametri di analisi si basavano sulla puntualità dei voli in partenza, e gli aeroporti del Paese in questione ne contavano meno del 60%. Hangzhou aveva una valutazione del 41%, secondo solo a Jakarta a livello globale. L’aeroporto di Shanghai Pudong (52%), Hong Kong (59%) e Pechino (64%) solo marginalmente migliore rispetto agli altri. In confronto, l’aeroporto più trafficato di Tokyo, Haneda, ha avuto una valutazione di puntualità del 92%, tra i migliori al mondo.
Le classifiche si sono rivelate anche peggiori rispetto al 2014, basti pensare che solo poco più di un terzo dei voli è decollato in orario nei quattro scali maggiori della regione del Delta dello Yangtze (Shanghai-Pudong, Shanghai Hongqiao, Hangzhou e Nanchino).
Per le aziende che basano la loro economia sul trasporto aereo, la perdita di produttività causata da ritardi cronici dei voli e dalle relative cancellazioni è forse il più grande problema in questo momento; risulta inoltre difficile quantificarne l’impatto sull’economia globale. Molti i casi registrati dalle autorità cinesi in cui i passeggeri, inferociti da lunghissime attese e privi di qualunque informazione, hanno assaltato la pista aprendo le porte d’emergenza dei velivoli durante il rullaggio.
Per ridurre lo stress del viaggio molti imprenditori hanno smesso di volare su percorsi brevi ed hanno iniziato ad affidarsi al trasporto ferroviario della rete ad alta velocità, che ritengono più puntuale e confortevole.
Secondo gli esperti di aviazione una situazione così critica dipende dalla disponibilità dello spazio aereo. Concordano sul fatto che uno dei principali problemi della Cina è che gran parte di esso viene controllato dai militari, che lasciano poco spazio agli aeromobili civili, nonostante il settore abbia visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Secondo il quotidiano “China Daily statale” meno del 30% dello spazio aereo della Cina può essere utilizzato dalle compagnie commerciali, rispetto a circa l’80% riservato invece dagli Stati Uniti.
Questo non solo crea un una strozzatura che impedisce il fluire dei voli commerciali, ma può a volte tradursi nella cancellazione massiva degli stessi quando i militari devono condurre esercitazioni. Un episodio di questo tipo si è verificato nell’estate del 2014, quando a 12 aeroporti nazionali tra cui i due di Shanghai è stato ordinato di ridurre il traffico del 25% per un periodo di tre settimane al fine di lasciare spazio all’addestramento militare.
Le compagnie cinesi lo scorso anno hanno raggiunto 440 milioni di passeggeri e secondo l’Air transport association (Ata) ci si aspetta di aggiungerne altri 758 milioni nel corso dei prossimi due decenni, portando il numero totale di passeggeri annui a 1,2 miliardi entro il 2034.
L’aumento dei viaggi di piacere sta alimentando gran parte di questa domanda, ma secondo la Business travel association (Bta), anche il settore dei viaggi di lavoro è in piena espansione. Il gruppo stima che i viaggiatori d’affari in Cina abbiano speso fino a 261 miliardi di dollari nel 2014 -con un incremento del 16,6% rispetto all’anno precedente- e nonostante il rallentamento dell’economia le proiezioni dicono che la Cina supererà gli Stati Uniti nel mercato del business travel classificandosi come prima al mondo.
In vista di progetti di così ampia portata il governo cinese sta cominciando a fare più spazio nei cieli. Lo scorso ottobre le autorità hanno aperto un terzo dello spazio aereo a bassa quota (sotto i 1000 metri) per gli aerei civili; una mossa che andrà a beneficio soprattutto dei servizi di emergenza. Il piano è quello di arrivare anche a quota 3000 metri.
La Cina sta anche costruendo più aeroporti e cercando di migliorare l’efficienza dei propri impianti esistenti, aumentando il numero di voli

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