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DAVIDE ZOGGIA, PARLAMENTARE PD: SI ACCELERA L’ITER AL GOVERNO PER PORTARE IL PESCAGGIO DEL PORTO DI CHIOGGIA A 8,5 METRI

Prosegue a velocità sostenuta  l’iter al Governo dell’Ordine del Giorno presentato a dicembre scorso dai parlamentari Davide Zoggia, Michele Mognato e Diego Crivellari con cui si impegna  lo stato a intervenire per portare il canale di accesso al porto di Chioggia a un pescaggio di 8,5 metri.
In particolare l’adeguamento di profondità del canale di accesso al porto a partire dalla bocca di porto di Chioggia al bacino di porto di val da Rio, con un escavo di 800.000 mc di materiali. I fanghi risultanti dall’attività di scavo sono classificabili di tipo “A” purché reimpiegati in opere di ricostruzioni morfologiche nella laguna sud; mentre quelli sotto banchina del molo di ponente, quantificabili in ca. 24.000 mc, sono classificabili in tipo “C”. Il costo preventivato per l’intervento complessivo, comprensivo dell’escavo dei fanghi, del refluimento in barena del materiale di tipo “A”, del conferimento a discarica del materiale di tipo “C” e delle spese tecniche, è pari a 8.900.000,00 .
“ Continua l’impegno dei Parlamentari PD a favore del Porto di Chioggia. Lo scavo dei canali è fondamentale per potenziare la capacità di questa infrastruttura e renderla competitiva sugli scenari nazionali. Infatti non va sottovalutata la duplice valenza di questo scalo, punto di riferimento per la navigazione interna, quale collegamento tra l’alto Adriatico e la dorsale padana con particolare riferimento ai poli di Mantova, Cremona, Piacenza e Milano, e lo sviluppo del cabotaggio con una spiccata presenza in settori come il ro-ro e il ro-pax. Inoltre non vanno sottovalutati gli aspetti legati alla sicurezza, per le navi che entreranno nel porto visto che questo intervento renderà più fluide le manovre e il lavoro degli operatori.  E  non da ultimo le positive ricadute economiche per tutto l’indotto”.

Obiettivo raggiunto: ripristinati i canali a -11.50 metri

L’Autorità portuale di Venezia ha portato a compimento il lavoro di escavo dei canali portuali raggiungendo la quota di fondale massima prevista dal piano regolatore portuale. La Capitaneria di Porto ha certificato – con l’ordinanza n.51/13 – il raggiungimento del massimo pescaggio per il canale Malamocco-Marghera a Venezia (-11.50 metri) per le navi in arrivo/partenza.

Il Canale industriale Ovest (Banchine Emilia e Liguria) ha raggiunto il pescaggio massimo, certificato a meno -11.50, così come le Banchine Piemonte e Romagna (Bacino Molo B), un risultato atteso dagli operatori perché consentirà di migliorare sensibilmente le capacità ricettive dei terminal.

Certificato anche il pescaggio massimo a -11.30 metri per le banchine Trento e Bolzano (testata molo A) e per la banchina Aosta (bacino molo B).

Si tratta complessivamente di un investimento complessivo (dal 2004 ad oggi), a carico dell’Autorità Portuale di Venezia, pari a 250 milioni di euro a beneficio di tutta la portualità lagunare e delle imprese del territorio nordestino. Il lavoro è stato svolto anche grazie alla collaborazione dell’ex Commissario delegato per l’emergenza socio economica e ambientale dott. Roberto Casarin.

Bari razionalizza i traffici

Al via la fase di razionalizzazione dei traffici nel porto di Bari. Lo ha annunciato il presidente dell’autorita’ portuale del Levante, Franco Mariani, presentando le opere per il completamento delle strutture portuali nell’area Pizzoli-Marisabella del porto. Saranno completate entro agosto 2015, costeranno 58 milioni di euro ed interesseranno un’area di 300mila mq. Si realizzeranno cosi’, tramontata in fase progettuale l’ipotesi di adibire la zona a container, nuovi ormeggi grazie alla colmata, all’ampliamento del molo Pizzoli, alla zonizzazione funzionale dei relativi piazzali, all’approfondimento dei fondali (fino a -12 m) ai fini dell’ormeggio delle navi. ”Sposteremo in questa parte del porto -ha spiegato Mariani – i traghetti e le merci convenzionali, liberando cosi’ la darsena di ponente che sara’ interamente dedicata alle attivita’ croceristiche. Durate tutta la realizzazione delle opere sara’ garantita la normale vita del porto”. Sono state programmate con Arpa Puglia (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ed Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) attivita’ di monitoraggio degli impatti (atmosfera e rumore), finalizzate alla verifica dell’efficienza delle mitigazioni, anche ai fini dell’introduzione di ulteriori elementi correttivi o misure di contenimento delle emissioni.
Previsto anche un programma di monitoraggio della qualita’ dell’ambiente marino, finalizzato ad individuare eventuali alterazioni a breve e a lungo termine sugli ecosistemi marini ed a mitigare gli stessi, che tutelera’ le praterie di posidonia oceanica presenti sui fondali.

da www.ansa.it

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