Articoli marcati con tag ‘piano regolatore’

Trieste, Serracchiani, a metà aprile Piano regolatore

A metà aprile, dopo 18 anni di attesa, sarà pronto il Piano regolatore del Porto di Trieste. E’ un momento storico straordinario”. Lo ha annunciato la presidente della Regione FVG Debora Serracchiani all’incontro in Regione per un accordo sullo scalo giuliano.

Serracchiani ha precisato che “mancano soltanto una delibera regionale e poi il relativo decreto della presidenza della Regione”, sottolineando che “nell’ultimo anno c’è stata una fortissima accelerazione” nell’iter. Per la presidente il provvedimento “è uno dei tasselli più importanti per lo sviluppo del Porto, che consentirà di lavorare su alcuni progetti anche impegnativi”

LA REDAZIONE DEL NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE DEL PORTO DI VENEZIA AGGIUDICATO ALL’A.T.I. GUIDATA DALLO STUDIO D’APPOLONIA S.p.A.

Il servizio di redazione del nuovo Piano
Regolatore Portuale del Porto di Venezia, strumento tramite il quale si
porranno le basi per permettere al Porto di Venezia di rimanere competitivo
agli orizzonti 2030 e 2050 di pianificazione infrastrutturale europea, è
stato aggiudicato pubblicamente (in via provvisoria) dalla competente
Commissione di Gara. 

Il servizio di redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, comprensivo
della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), è stato assegnato al
raggruppamento di imprese D'Appolonia S.p.A., MTBS Maritime and Transport
Business Solution B.V., ACQUATECNO S.R.L., Studio Paola Viganò e Rina
Service S.p.A.
Entro la fine di febbraio verranno eseguiti tutti i passaggi formali per
l'aggiudicazione definitiva del bando di gara, aperto ed internazionale, del
valore complessivo di 1,5 milioni di euro, che era stato pubblicato
dall’Autorità Portuale di Venezia lo scorso mese di settembre.

ApVenezia pubblica il bando di gara er il PRP

L’Autorità Portuale di Venezia ha pubblicato oggi il bando di gara aperto ed internazionale per la redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, lo strumento tramite il quale si porranno le basi per permettere al porto di Venezia di rimanere competitivo agli orizzonti 2030 e 2050 di pianificazione infrastrutturale europea. Venezia, 8 settembre 2015 – L’Autorità Portuale di Venezia ha pubblicato oggi il bando di gara aperto ed internazionale per la redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, lo strumento tramite il quale si porranno le basi per permettere al porto di Venezia di rimanere competitivo agli orizzonti 2030 e 2050 di pianificazione infrastrutturale europea. (link per visualizzare il bando e le linee guida sul sito apv: http://apvenezia.wpengine.com/bandidigara/appalto-del-servizio-attinente-allurbanistica-relativo-alla-redazione-del-piano-regolatore-portuale-di-venezia-comprensivo-del-documento-preliminare-di-piano-e-della-valutazione-ambientale-strategi/)

Tra gli obiettivi del piano ci saranno:
• favorire un uso portuale sostenibile della laguna perché incentrato sulla nuova accessibilità nautica per le merci garantita dalla piattaforma d’altura (offshore) connessa a multiterminal a terra lagunari e non;
• favorire iniziative e investimenti privati coerenti con i piano di sviluppo del territorio;
• favorire a Porto Marghera il potenziamento e l’insediamento di industrie che importano ed esportano a livello globale e che hanno bisogno della vicinanza a mare;
• razionalizzare il layout complessivo del porto e dei singoli terminal ed eventualmente la rilocalizzazione di alcune infrastrutture portuali;
• favorire in un’ottica ambientale e di mercato i collegamenti ferroviari con il retroterra;
• valutare sinergie con altri Comuni come Chioggia, Mantova o altri per la realizzazione di un sistema logistico portuale integrato così come indicato dal nuovo Piano Nazionale Strategico della Logistica e dei Porti.

L’attuale Piano Regolatore Portuale risale al 1965 per la sezione di Porto Marghera e al 1908 per la sezione di Marittima, S. Marta, San Basilio e tiene conto di intese già acquisite su alcune aree dal 1998 ad oggi con il Comune di Venezia; oggi visti anche i nuovi contesti (per esempio l’avvio del Mose, della Città Metropolitana, etc.) si rende necessario ridefinire gli obiettivi strategici di medio e lungo periodo (2030-2050) aggiornando e implementando le strategie del porto lagunare per rimanere competitivo.

Un lavoro che andrà svolto tenendo conto delle nuove normative sia locali che nazionali ed europee, ma anche facendo riferimento ai nuovi scenari economici e di traffico marittimo a livello mondiale (es. allargamento dei canali di Suez e di Panama, aumento della dimensione delle navi, globalizzazione della produzione e dei mercati, nuova geografia della produzione manifatturiera e dei consumi, etc.) il tutto nel massimo rispetto degli strumenti di pianificazione dei comuni (Cavallino-Treporti, Mira e Venezia) che fanno parte dell’area portuale odierna.

Ingegneri, economisti, cartografi, esperti ambientali – e non solo – saranno infatti chiamati a comporre il nuovo strumento di programmazione capace di fornire un quadro certo e coordinato di strategie e obiettivi per il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti e da realizzare e degli investimenti (attuali e potenziali) al fine di sviluppare un porto internazionale adeguato per scala di attività ed efficienza a servire il suo bacino di utenza oltre che a competere sui mercati europei e mondiali.

Il bando di gara, cui potranno partecipare società ed esperti mondiali, è del valore complessivo di 1,5 milioni Euro.
Il bando è accompagnato da un documento che contiene le “Linee Guida” che l’Autorità Portuale ha delineato in questi anni e che traduce i capisaldi dettagliati nei piani di sviluppo triennali già condivisi con la comunità portuale e le istituzioni. Un documento che fornisce agli esperti un quadro dettagliato del posizionamento dello scalo lagunare completato anche da recentissimi studi internazionali sui traffici portuali e sulle nuove tendenze del mercato dello shipping.
Le “Linee Guida” continueranno ad essere dettagliate nel corso di una serie di incontri che si terranno nei prossimi mesi con le istituzioni, gli operatori economici e la comunità portuale con l’obiettivo di creare un piano forte e condiviso a beneficio dell’intera città e del suo hinterland.

A questo scopo infatti nel bando di gara è esplicitamente richiesto che venga ideato e realizzato un percorso partecipativo, anche attraverso incontri pubblici e la costruzione di una pagina web dedicata, con l’obiettivo di condividere con il territorio e con gli operatori del settore le scelte del piano.

Il termine per la presentazione delle offerte è il 16 novembre 2015.

PARERE FAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE VIA VAS AL PIANO REGOLATORE DEL PORTO DI TRIESTE

La Commissione VIA VAS del Ministero dell'Ambiente, riunita in seduta plenaria, ha
esaminato questa mattina il Piano Regolatore Portuale dello scalo giuliano. Il piano
è stato licenziato con parere favorevole, all'unanimità.
Si resta in attesa che il parere espresso in data odierna dalla Commissione VIA VAS
sia recepito nel decreto di VIA che sarà firmato dal Ministro dell'Ambiente di
concerto con il Ministro dei Beni Culturali.
Anche la Repubblica di Slovenia, nell'ambito della procedura di consultazione sugli
impatti transfrontalieri, ha espresso il proprio parere favorevole sul nuovo Piano
regolatore del Porto.
Soddisfatto il Commissario dell'APT Zeno D'Agostino: "Lo scalo triestino ora può
voltare pagina. L'ultimo Piano Regolatore Portuale risaliva al 1957. Finalmente dopo
58 anni, il porto di Trieste potrà disporre di un piano di sviluppo che definisce
l'espansione e la razionalizzazione delle aree di quello che sarà il porto del
futuro, il porto commerciale e industriale su cui attrarre nuovi investimenti."

Livorno lancia la sfida, “Saremo l’Anversa d’Italia”

Il porto di Livorno

Livorno lancia la sfida verso il futuro: “potremmo diventare il primo scalo ferroviario d’Italia, un po’ come Anversa in nord Europa”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti, presentando il piano regolatore del porto labronico. “Tra non molto – ha sottolineato, richiamando l’accordo raggiunto tempo addietro con la Regione Toscana e Rfi per l’infrastrutturazione ferroviaria delle banchine – saremo finalmente collegati via ferro ai principali mercati di riferimento”.

“I porti del Nord Europa – dichiara Gallanti – hanno capito prima di noi che uno scalo marittimo non è un semplice porto emporio ma un anello di una complessa catena logistica: per questo hanno cominciato ad investire sugli ‘inland terminal’, facendoli diventare dei veri e propri centri di smistamento e manipolazione della merce”.

Per Gallanti infatti le Autorità portuali non possono essere semplici gestori del demanio pubblico, ma dovrebbero invece essere ‘business oriented’ e avere la facoltà di fare investimenti al di fuori dell’area portuale.

Porto Torres riparte dalla Spagna

Porto Torres

Contro la crisi Porto Torres rilancia e punta su Spagna, Francia, crociere e nautica da diporto. E’ stato approvato all’unanimità il nuovo Piano Regolatore Portuale, che disegna le linee guida per i prossimi anni. Un passo importante per la Port Authority del Nord Sardegna (che ha sede ad Olbia): dopo due anni di analisi sullo stato di fatto dei trasporti marittimi del versante nord occidentale dell’isola, ha messo nero su bianco la ricetta per il rilancio di uno scalo dalle grandi potenzialità, ma finora penalizzato da infrastrutture non del tutto adeguate alle esigenze di un mercato in costante evoluzione.

La ripartenza passa ora dallo sfruttamento di una posizione geografica particolarmente favorevole per i collegamenti con la sponda occidentale del Mediterraneo (in particolare la Spagna) e con i porti francesi e del nord Italia, alla quale si aggiunge un bacino protetto vastissimo, con fondali profondi fino a 20 metri. Ma Porto Torres non è né sarà solo scalo industriale: il futuro guarda con sempre più favore alla nautica da diporto e al traffico crocieristico, in continua espansione.

Porti, Genova verso il raddoppio. Investimenti miliardari

Il porto di Genova

Una nuova diga, nuove banchine, ingressi più ampi e bacini raddoppiati: il porto di Genova riparte dal Piano regolatore ventennale per “restare in Europa”. Previsti investimenti milionari, se non addirittura miliardari.

Punto primo: “pensare in grande”. Oggi sia merci che passeggeri viaggiano su navi sempre più grandi, capaci di trasportare fino a 22mila Teu o 4.200 persone. Il che significa che servono altri spazi di manovra e banchine più lunghe, gru adeguate e un nuovo sistema di carico e scarico merci.

Punto secondo: “pensare europeo”. Gli investimenti infrastrutturali necessari sono ingenti e non coinvolgono solo Genova, ma l’Italia nel suo complesso, la sua posizione nei traffici europei e mondiali. In questa prospettiva è prevista la realizzazione di una nuova diga che si estenda per centinaia di metri verso il mare: 7 km di opera, 7 anni per realizzarla, 527 milioni di euro di investimenti. “Una scelta strategica per il Paese”, l’ha definita il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo.

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