Articoli marcati con tag ‘pirateria’

Pirateria: Attaccato cargo olandese al largo della Nigeria

Pirati hanno attaccato un cargo al largo della Nigeria, prendendo in ostaggio il capitano ed un capo ingegnere. Lo rende noto L’Ufficio marittimo internazionale (Imb), sottolineando un aumento degli attacchi pirata nella regione. Un membro dell’equipaggio è rimasto ferito, aggiunge l’Imb. La nave appartiene ad un armatore olandese e batte bandiera del Curacao, isola delle Piccole Antille dipendenza diretta del Regno dei Paesi Bassi

dall’ansa.it

Ievoli: La Franesina incontra le famiglie

L'Enrico Ievoli la nave rapita dai pirati somali lo scorso 27 dicembre

I familiari dell’equipaggio e l’armatore della ‘Enrico Ievoli’, la nave italiana sequestrata dai pirati nel golfo dell’Oman, saranno ricevuti domani mattina alla Farnesina presso l’Unità di Crisi. Lo rende noto un comunicato ricordando che su istruzioni del capo del Ministro Giulio Terzi, l’Unità di Crisi della Farnesina ”ha seguito, in costante raccordo con il Ministero della Difesa, la vicenda fin dal primo allarme lanciato dal cargo, all’alba del 27 dicembre 2011”.
”Non appena ricevuta conferma dal Comando delle Capitanerie di Porto del completamento dell’abbordaggio, l’Unità di Crisi – ricorda la nota – ha stabilito un contatto diretto con la Societa’ Armatrice ed ha avviato un rapporto diretto con il responsabile della sicurezza (Company Security Officer – CSO), chiedendo di ottenere immediatamente la lista dei contatti dei familiari per potere direttamente comunicare con loro”. Il Presidente della Marnavi, Domenico Ievoli, contattato dall’Unità di Crisi, “ha assicurato inoltre che la Compagnia aveva già provveduto ad informare in proprio tutti i familiari, inclusi quelli dei marittimi ucraini ed indiani, tramite i propri responsabili del Personale”, prosegue la nota sottolineando che “appena ricevuta la lista dei contatti da parte dell’Armatore, l’Unità di Crisi ha provveduto a richiamare tutte le sei famiglie, fornendo le informazioni disponibili nonché i nominativi e riferimenti per i successivi contatti con il Ministero degli affari esteri”. Alcuni familiari nel frattempo avevano già preso contatto con l’Unità di Crisi essendo stati così indirizzati dallo stesso Armatore come d’intesa raggiunta con la Farnesina fin dal primo contatto: A tutti i familiari l’Unità di Crisi ha ribadito immediatamente il massimo impegno della Farnesina e del Governo per una pronta risoluzione della vicenda, avendo a mente come obiettivo primario l’incolumità dell’equipaggio. Contemporaneamente, seguendo una prassi consolidata, l’Armatore e le famiglie sono stati incoraggiati a mantenere il massimo riserbo, nell’interesse della sicurezza dei loro congiunti, ricorda la Farnesina spiegando che “ulteriori e ripetuti contatti sono stati mantenuti per tutto il resto della giornata e, contemporaneamente, l’Armatore Domenico Ievoli è stato convocato alla Farnesina nel pomeriggio dello stesso 27 dicembre e ricevuto all’Unità di Crisi assieme a rappresentanti del Ministero della Difesa”. Tutti i familiari, nei ripetuti e costanti contatti dall’Unità di Crisi – conclude – “hanno ringraziato per l’impegno e la vicinanza manifestata, malgrado una comprensibile preoccupazione ed angoscia da parte loro”.

‘Liberi subito’, domani in piazza per i marittimi prigionieri in Somalia

Domani manifestazione a Roma

Crescono le adesioni alla manifestazione indetta per domani, mercoledì 7 settembre, dal coordinamento di cittadini ‘Liberi subito’, per chiedere l’immediata attivazione del governo per la liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia. Domani scenderanno in piazza Montecitorio, a Roma, la Segreteria Regionale Campana Ugl Trasporti attività marittime e portuali, UIL Trasporti Campania, La Federmar Cisal, Filt, Fit, Cisl, La Federazione Nazionale Agenti, Raccomandatari Marittimi Mediatori Marittimi.

“Migliaia di persone partiranno da Procida, Piano di Sorrento, Gaeta e Trieste – si legge in una nota di ‘Liberi subito’ – per chiedere con forza l’intervento dello Stato per l’immediata liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia, cui si uniranno delegazioni di tutti i Comuni costieri d’ Italia e l’Apostolato del Mare”. Intanto oggi a Napoli la Cgil aprirà il corteo dello sciopero generale insieme ai familiari degli italiani presi in ostaggio dai pirati.

Arriva la legge anti-pirati, soddisfatta Confitarma

Approvata in Senato la legge anti-pirati

“Viva soddisfazione” da parte di Confitarma, la Confederazione Italiana degli Armatori, per l’approvazione in Senato della legge anti-pirateria marittima. Il provvedimento passa ora alla Camera “e l’auspicio è che venga approvato in via definitiva in tempi brevi”, sottolinea il presidente Paolo d’Amico.

“Parallelamente – prosegue d’Amico – auspico il completamento dell’intero quadro di riferimento normativo con l’adozione dei decreti interministeriali necessari per la completa attuazione delle misure che – sottolineo – non sono ancora operative”. Un modo per rispondere anche a chi ha messo in evidenza “il mancato ricorso a tali forme di difesa attiva da parte degli armatori – sottolinea D’Amico -  nel recente caso dell’attacco di pirati alla petroliera italiana RBD Anema e Core nel Golfo di Nigeria”.

Finanziamenti alle missioni estere contro la pirateria.

Negli ultimi mesi i fenomeni di pirateria si sono fatti sentire non poco.

“Sì” al rifinanziamento delle missioni italiane all’estero; così la Camera dei Deputati aiuta anche a contrastare la pirateria marittima. Importante la norma sui militari e i contractor su navi italiane.
Il presidente di Confitarma, Paolo d’Amico: ”Il nostro ringraziamento va al ministro La Russa e a tutte le forze politiche che insieme hanno compreso l’esigenza e l’urgenza di dotare anche le navi italiane di una difesa attiva contro i pirati in aree molto rischiose per la navigazione.
L’auspicio ora, e’ che il quadro di riferimento normativo, che necessita di decreti interministeriali per rendere operativa la legge, possa essere definito in tempi brevissimi”.

Pirateria, missione per marinai italiani sequestrati

La motonave Rosalia D'Amato, sequestrata il 21 aprile scorso

Margherita Boniver, inviato speciale del Ministro degli Esteri per le emergenze umanitarie, da oggi al 6 luglio sarà a Dar es Salaam e a Gibuti, nel Corno d’Africa. L’obiettivo della missione, rafforzare il coordinamento internazionale contro la pirateria e agevolare il rilascio degli equipaggi e delle navi italiane sequestrate dai pirati somali.

Sono due infatti le navi tuttora sotto il controllo di pirati somali nell’Oceano Indiano: la petroliera Savina Caylin, con 5 italiani e 17 indiani a bordo, e la motonave Rosalia d’Amato, con un equipaggio di 22 persone, di cui 6 italiani.

“Questa missione – spiega una nota – intende rafforzare gli intensi contatti avviati dal Governo con tutti gli Stati della regione per la liberazione dei nostri connazionali e per trovare una soluzione di più lungo periodo al fenomeno della pirateria”.

Pirateria, Emirati Arabi versano 1,4 ml dollari su fondo lotta

Il contributo sosterrà progetti internazionali contro la pirateria marittima

Gli Emirati Arabi Uniti doneranno 1,4 milioni di dollari al fondo internazionale per la lotta alla pirateria marittima. Lo ha anticipato ieri a Dubai il Ministro degli Affari Esteri Abdulla bin Zayed al Nahyan poco prima dell’inizio della conferenza “Sfida globale, risposta regionale: definire un approccio comune alla pirateria marittima”, che riunisce per due giorni circa 50 tra ministri degli esteri ed esponenti di rilievo di governi mondiali, tra cui il Sottosegretario Stefania Craxi. Nonostante l’esistenza del fondo internazionale, gli assalti dei pirati somali oltre il Golfo di Aden non accennano a diminuire: almeno otto negli ultimi tre anni le navi italiane vittime della pirateria.

Ansa – canale Mare

Pirati somali uccidono 4 velisti americani

Due dei velisti uccisi dai pirati somali

Giravano il mondo in barca a vela “per passione e devozione” i quattro americani uccisi dai pirati somali che li avevano sequestrati venerdì scorso al largo dell’Oman. I quattro velisti stavano circumnavigando il globo ‘armati’ di Bibbie, per “far conoscere la parola di Dio”. Ad annunciare la loro tragica fine è stato il Comando Centrale del Pentagono: “I quattro americani sequestrati dai pirati sono stati uccisi”. Secondo la versione fornita dal Pentagono, la loro barca vela, la Quest, era circondata da quattro unità navali della marina Usa, e negoziatori dell’Fbi avevano avviato una trattativa con i pirati quando si sono uditi colpi d’arma da fuoco e una granata è stata lanciata contro una delle navi Usa. “Subito dopo un gruppo di pirati è apparso sul ponte della Quest con le mani alzate in segno di resa – ha precisato in una conferenza stampa il comandante della flotta Usa, viceammiraglio Mark Fox – A quel punto le forze Usa sono salite a bordo dello yacht ed hanno trovato i quattro velisti feriti.

Nonostante le cure gli ostaggi sono morti a causa delle ferite riportate”. Nel successivo conflitto a fuoco, due pirati sono stati uccisi, 15 sono stati arrestati e i cadaveri di altri due sono stati scoperti dai militari: in totale 19 pirati facevano parte della banda che aveva dato l’assalto alla Quest.”Non avevamo alcuna intenzione di lanciare l’attacco allo yacht con a bordo gli ostaggi – ha detto Fox – ma le cose hanno preso una piega diversa una volta uditi i colpi”. L’agenzia Reuters, citando fonti dei pirati, ha riportato invece che gli ostaggi sono stati uccisi nel momento in cui i militari Usa hanno fatto scattare il blitz.

Scott e Jean Adams, entrambi sessantenni, avevano iniziato il loro giro del mondo in barca a vela nel 2004, ed erano passati per la Cina, la Thailandia, le Filippine, la Nuova Zelanda con il loro carico di Bibbie e un master in teologia. Sulla Quest insieme a loro c’erano Phyllis Macay, 59 anni e Robert Riggle, 67: una coppia che si era conosciuta allo yacht club per single di Seattle e aveva deciso di realizzare insieme il sogno di una vita, circumnavigare il mondo in barca a vela. Il 15 febbraio scorso, al largo di Mumbai in India, le due coppie avevano deciso di abbandonare il resto delle barche con cui stavano navigando nell’ambito del ‘Blue Water rally’, e di dirigersi verso la Somalia. Il sequestro è avvenuto 2 giorni dopo. E si è concluso nel peggiore dei modi. Due anni fa si era invece concluso positivamente un caso analogo: pirati somali avevano rapito Richard Phillips, comandante della nave mercantile americana Maersk Alabama. Dopo aver bloccato la nave, i pirati avevano trasferito Phillips su un gommone. Unità navali Usa avevano seguito il gommone per cinque giorni. Poi era stato il presidente Barack Obama in persona ad autorizzare il blitz militare conclusosi con la liberazione di Phillips, l’uccisione di tre pirati e la cattura di un quarto, recentemente condannato a New York a 34 anni di carcere.

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