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GENOVA DA RECORD PER MSC CROCIERE: 22 NAVI E 83MILA PASSEGGERI AD APRILE-MAGGIO 2017

Genova si conferma l’hub strategico di Msc Crociere per il Mediterraneo. Ad aprile e fino al 1 maggio sono infatti stati movimentati oltre 83mila passeggeri dalle 22 navi presenti nello scalo ligure che, da sempre, rappresenta per MSC Crociere il primo porto in termini di movimentazione passeggeri.

Nel dettaglio: durante le vacanze di Pasqua sono giunti in città 33 mila passeggeri, per il solo ponte del 25 Aprile i passeggeri sono stati 25mila (con 5 navi in 4 giorni) e nel ponte del Primo maggio sono arrivate 6 navi da crociera con oltre 25.5mila passeggeri per un totale da record di oltre 83 mila passeggeri, +27% rispetto allo stesso periodo del 2016.

MSC Crociere, la più grande Compagnia crocieristica a capitale privato e leader di mercato in Europa, Sud America e Sud Africa, nel 2017 porterà a Genova 885mila crocieristi con 178 toccate. Numeri importanti, possibili grazie all’efficienza dei servizi che in questi anni il territorio e le istituzioni hanno saputo mettere a disposizione del crocierista e della nave.

Leonardo Massa, Country Manager Italia di MSC Crociere “I numeri testimoniano il nostro impegno verso il porto e la città, abbiamo creduto in questo connubio e Genova per noi si conferma un punto di riferimento strategico in Italia e nel Mediterraneo. Parlare di crociere durante tutto l’anno alcuni anni fa era un’assurdità, oggi invece a Genova è una realtà; ci siamo impegnati per essere presenti in città 12 mesi l’anno, questa è una sfida che assieme siamo riusciti a vincere.”.

Blue Print: c’è chi dice si, c’è chi dice no

Blue Print si, Blue Print no. Il progetto dell’archistar Renzo Piano divide Genova in favorevoli e contrari: da un lato c’è chi vede nel disegno, donato alla città da Piano, un’irrinunciabile opportunità di business e immagine per Genova con il nuovo waterfront. Dall’altro c’è chi si oppone su singoli temi, soprattutto sul fattore ambientale e sulla ricollocazione di alcuni club nautici.

Di questo e altro si è parlato al Palazzo della Meridiana, in un incontro pubblico organizzato da l’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana con il Comitato Siblueprint e l’Associazione culturale la Maona. Presenti all’incontro esponenti di Confindustria, Marco BIsagno e Bruno Guglielmini, rappresentanti della Regione Liguria, l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e diversi operatori del settore nautico e industriale, tra cui Alberto Amico di Amico & Co.

Ambiente e finanziamenti, sono state queste alcune delle tematiche calde di cui si è discusso nel corso della conferenza pubblica, che non ha visto la presenza di alcuni dei principali oppositori al progetto come i circoli nautici.

Sul tema dei finanziamenti la posizione di Comune e Regione sembra abastanza chiara: si va a caccia di privati che vogliano investire nelle aree interessate dal Blue Print. Il Comune ha già lanciato infatti una gara internazionale per l’assegnazione delle aree del futuro waterfront. A fianco del comune e dei potenziali investitori privati, pare possa esserci anche la presenza della Cassa Depositi e Prestiti e della società di gestione del risparmio Invimit. Un mix di pubblico e privato quindi, con una forte presenza della seconda componente.

Il vero nodo che divide la città è però la questione ambientale e il tombamento previsto nella zona dove attualmente sorge il porticciolo Duca degli Abruzzi, con la sede dello Yacht Club Italiano e di altri storici circoli nautici cittadini. Proprio in questa porzione di porto, il Blue Print prevede un’ampia zona dedicata alle attività industriali del porto e alle riparazioni navali.

Su questo punto c’è una doppia opposizione: lo Yacht Club Italiano, Elpis, Lega Navae e Unioni Dilettanti Pesca, hanno presentato ricorso al Tar per l’impossibilità di vedere rinnovata la concessione, con scadenza dicembra 2015, sul lungo termine, data l’inconmbenza del progetto Blue Print.

L’altro filone di opposizione è quello legato alla tematica dell’ambiente: in data 24 febbraio 2016 il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione al Parlamento Europeo ponendo l’attenzione sui risvolti ambientali del Blue Print e sul progetto di tombamento del Duca degli Abruzzi con le riparazioni navali che arriverebbero a circa 200 metri dal centro abitato. A sostegno dell’interrogazione i dati diffusi dalla società Epa che sottolineano la nocività di attività industriali di quest tipo a ridosso delle zone residenziali.

Chi sostiene il progetto Blue Print lo promuove invece come un’occasione simile alla riqualificazione, sempre su progetto di Piano, della zona del Porto Antico, ma è innegabile che il waterfront di levante pensato dall’archistar porti con se anche sensibili interessi industriali. Il valore economico in ballo è potenzialmente importante sotto tutti i punti di vista: basti pensare che le aree interessate dal Blue Print hanno un valore immobiliare che è stato già rivalutato al rialzo alla sola eventualità che il progetto vada in porto.

Resta da capire quale direzione Genova voglia prendere per il suo futuro. Su questo tema è stato chiaro Marco Bisagno di Confindustria Genova, Presidente dei Cantieri Mariotti, che insieme ai Cantieri San Giorgio, guidati da Ferdinando Garrè, impiega più di 1.500 persone tra dipendenti tiretti (circa 500) e indiretti per le riparazioni e costruzioni navali: “Genova deve decidere cosa vuole fare e soprattutto se puntare sulle riparazioni navali o meno. Senza superbacino oggi siamo costretti a portare le navi dei nostri Clienti a Marsiglia”. Il tombamento è quindi fondamentale per la  realizzazione del superbacino e non si nasconde sul tema ambiente. “Sono previste delle coperture dei bacini di carenaggio. Inoltre si tenga presente che oggi S.Giorgio fa le riparazioni a una distanza dal centro città minore da quella prevista per il futuro progetto”

In ballo nel  Blue Print c’è anche la questione Fiera e la sua riqualificazione, un tema importante anche in ottica Salone Nautico. La questione resta molto calda e i due fronti su posizioni in questo momento inconciliabili.

Porti: Milano guarda sempre più Genova, 2014 anno record

L’utilizzo da parte delle imprese lombarde ha visto nel 2014 il suo anno record, un trend consolidato nei primi 7 mesi del 2015 con un’ulteriore crescita del 2 per cento. Il dato emerge da un’indagine a cura di Oxford Economics presentata al convegno ‘Milano riscopre il suo porto. Perché Genova è la scelta più conveniente per le aziende lombarde’, organizzato da Assagenti, Assolombarda e The Medi Telegraph.

“Il traffico complessivo, import e export, di container dalla Lombardia verso il Porto di Genova è aumentato in 5 anni di oltre il 30% in tonnellate, a una media del 6% di incremento annuo, recuperando e anzi superando del 12,5% il picco pre-crisi del 2007″, ha spiegato Emilio Rossi, presidente di EconPartners e senior advisor di Oxford Economics. “Il disegno è costruito, le opportunità ci sono, auspico che il ruolo di Milano si rafforzi e consolidi”, ha aggiunto il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo indicando che c’è una grande opportunità che è quella del Mediterraneo che può essere “la nostra futura Cina” e “in più non è contendibile con i porti del Nord Europa”. Per il presidente Assagenti, Enzo Ducci “il collegamento con il mare, e quindi con Genova, diventa indispensabile: senza guardare lontano – ricorda – è quello che i francesi hanno realizzato incorporando il porto di Le Havre nell’area urbana di Parigi”. (ANSA).

Al via il progetto Blue World

Anche nel 2015 parte Blue World, il progetto ideato da “I Saloni Nautici” e Ucina nel 2013 con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Genova come capitale della nautica del Mediterraneo attraverso diversi eventi che animeranno la darsena a partire dal prossimo weekend.
Il primo appuntamento della stagione è La Festa della Vela, organizzata insieme alla FIV – Federazione Italiana Vela – nell’ambito di un accordo che prevede una serie di progetti attuati nel corso dei prossimi mesi.
Dal 24 al 26 aprile adulti e bambini potranno vivere l’esperienza del mare a 360 gradi, grazie a un ricco programma :

– Il 24 aprile, in collaborazione con i circoli vela locali, una giornata del Velascuola riservato a studenti di scuole elementari e medie che potranno coinvolgere la loro famiglia in un’entusiasmante uscita in barca
– Il 25 aprile l’organizzazione di una “veleggiata”, in collaborazione con gli altri circoli del genovese, che si concluderà con una festa serale
– Il 26 aprile i circoli avranno l’opportunità di presentare le loro attività al pubblico
“Siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso e del lavoro svolto insieme alla FIV e contiamo che sia solo il primo di un percorso di proficue collaborazioni in grado di amplificare l’appeal del Salone Nautico a livello nazionale e internazionale e di diffondere la cultura nautica e l’economia del mare” afferma Anton Francesco Albertoni, Presidente della I Saloni Nautici Spa.

La partnership prevede la stretta collaborazione tra I Saloni Nautici e FIV, facendo leva in modo sinergico sulle loro specifiche competenze e peculiarità, al fine di massimizzare la sea experience sia nel percorso di avvicinamento al Salone che durante la manifestazione stessa. La Festa della Vela è infatti solo il primo di una serie di appuntamenti che attireranno i numerosi appassionati del mare nel capoluogo ligure, in vista del grande evento di fine settembre, la 55 edizione del Salone Nautico di Genova. “Sono già oltre 60 le imbarcazioni che parteciperanno a questo primo appuntamento segno che la voglia di condividere un week end di festa nel segno del mare è più che mai viva” racconta Andrea Henriquet coordinatore dell’evento.

Porto di Genova: al via la rivoluzione con il Blue Print

Con la schema approvato dal comitato portuale è in rampa di lancio l’iter che porterà alla tanto attesa rivoluzione del Porto di Genova. Il progetto, come indicato dal presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo, prevede l’investimento di ben 2 miliardi di euro e si propone di trasformare lo scalo ligure in un un polo mediterraneo finalmente competitivo e all’avanguardia. Il piano sarà impreziosito dall’atteso progetto “Blue Print” di Renzo Piano (foto @LaRepubblica). L’architetto genovese, a 22 anni di distanza della realizzazione dell’area del Porto Antico, è pronto a regalare alla sua città il riassetto del waterfront nella zona industriale del porto. Per chi ancora non lo sapesse il waterfront verrà trasformato in un agglomerato di ponti e isolette innestate lungo un canale d’acqua di circa 2 km e largo meno di venti metri. A completare l’opera verranno realizzati inoltre un strada pedonale-panoramica parallela alla sopraelevata, uno spazio riservato ai cantieri di riparazioni navali e una nuova torre piloti.

Secondo quanto riportato dal The Medi Telegraph l’intervento, che occuperà un arco di tempo non inferiore ai 10 anni partendo nel 2016, seguirà questo schema: interramento del porticciolo Duca degli Abruzzi nell’area del Molo Giano, scavo del canale e abbattimento degli edifici non più utilizzati quali il Nira e il Padiglione C nella zona della Fiera che verrà in definitiva circondata dall’acqua. Saranno realizzati inoltre nuove palazzine residenziali oltre agli spazi riservati per nuove attività commerciali e turistiche. Le strutture infine, secondo i disegni di Renzo Piano, saranno tutte orientate alle compatibilità ambientali e all’utilizzo delle risorse naturali come soffitti e pareti verticali ricoperte da una folta vegetazione e lo sfruttamento dell’energia del mare per alimentare pompe di calore e climatizzatori.

Genova disegna il porto del futuro, opere per 2 miliardi

– Il porto di Genova progetta il suo futuro con opere per 2 miliardi di euro. E’ quanto prevede il nuovo piano regolatore portuale, presentato al Comitato che dovrebbe approvarlo a fine marzo. Il piano prevede la costruzione di una nuova diga foranea spostata di 500 metri verso il mare rispetto a quella attuale, diga (costo un miliardo in otto anni) che avrà due ingressi, oltre a quello di Levante ce ne sarà uno a Ponente, davanti a Sampierdarena (250 mln per 3 anni di lavori). Questo aspetta eviterà i problemi di evoluzione in bacino delle navi: nel maggio del 2013, durante una di queste manovre, il cargo Jolly Nero abbattè la torre piloti (nove morti). Il terminal Vte (dove è ormeggiata Concordia per la prima fase di demolizione) viene trasformato in un’isola, con il prolungamento del canale di calma di Prà che allontana il terminal dalla terraferma, a cui rimane collegato da strada e ferrovia. Il progetto prevede anche il nuovo waterfront ideato da Renzo Piano che prevede nuovi spazi per le riparazioni navali e una nuova torre piloti. Lo schema del piano regolatore portuale sarà sottoposto alla Valutazione ambientale strategica Il presidente dell’ Autorità portuale, Luigi Merlo, con il nuovo prp, vuol disegnare un porto pronto ad accogliere navi sempre più grandi. “L’obiettivo generale del piano – spiega Merlo – è quello di consentire al porto di Genova di vincere la scommessa con il gigantismo navale e di garantire allo scalo un altro secolo di sviluppo al passo con le esigenze del mercato e nel rispetto della sostenibilità”. Attuando il piano, il porto di Genova potrà lavorare tra i 5 e i 6 milioni di teu l’anno, accogliendo navi fino a 24 mila teu, unità che al momento non esistono, ma che potrebbero essere costruite.

Aziende: con il Centro Servizi Nautici l’armatore dorme tranquillo

Possedere una barca, diventare armatore, è indubbiamente un piacere immenso e una grande fonte di soddisfazione. Essere proprietario di un’imbarcazione non significa però solo crociere da sogno, veleggiate in scenari incantati, ma anche gestione del mezzo, lavori di manutenzione, coordinare diversi tipi di maestranze e professionalità nella cura della barca. Un impegno spesso troppo gravoso per chi ha un lavoro impegnativo. Per questo motivo siamo andati a conoscere la realtà del Centro Servizi Nautici, al Ponte Morosini del Marina Porto Antico di Genova, un’azienda nata proprio per andare incontro a questo tipo di esigenze dell’armatore, offrendo un servizio a 360 gradi su ogni aspetto della gestione di una barca, sia essa a vela o a motore.

Chi possiede una barca spesso ha pochissimo tempo da dedicare alla gestione e alla manutenzione della stessa. E’ per questo che il Centro Servizi Nautici mette a disposizione un team eterogeneo di professionalità, esperto in ogni settore: dalle carene, all’elettronica, dai sistemi idraulici alla falegnameria, e ancora manutenzione del motore, lavaggi di ogni tipo, senza dimenticare la possibilità di eseguire i trasferimenti e consegnare la barca nel porto di partenza preferito. Il tutto senza doversi minimamente preoccupare di coordinare o scegliere i vari professionisti per ogni intervento: Centro Servizi Nautici coordina infatti una rete di tecnici selezionati, liberando così l’armatore da ogni incombenza e dalla preoccupazione di dovere scegliere gli uomini migliori per ogni lavoro.

Il tutto operando in collaborazione con i principali cantieri genovesi, scelti di volta in volta in base alla grandezza dell’imbarcazione e per la tipologia di lavori da eseguire.

Porti: Genova conferma il trend di crescita delle merci +21%

Aumenta il traffico container, di oltre il 17% che, se confermato come trend anche nei mesi successivi, potrebbe portare il porto di Genova a un nuovo record; crescono del 21%, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le merci e si conferma il boom degli olii minerali, con una crescita vicina al 50%. E’ un’ottima performance quella che lo scalo genovese ha compiuto nei primi nove mesi dell’anno, con una crescita in gran parte dei settori merceologici. Nel dettaglio la merce containerizzata ha fatto registrare nel progressivo 1.614.694 teu (+ 8,1%) e nel mese 186.614 teu (+17,3%).
Buoni risultati anche per il totale generale del traffico che segna una crescita del +4,2% nel progressivo con 38.456.602 tonnellate e del +21% rispetto a settembre dell’anno passato con 4.526.367 tonnellate. Confermati il preannunciato boom degli olii minerali che totalizzano un + 47,4% nel mese e la crescita delle altre rinfuse liquide che segnano un +16,5 % nel progressivo. In calo solo il settore settore passeggeri dove sia i traghetti che le crociere risentono di un temporaneo rallentamento, peraltro previsto, con un -6% sul progressivo.

Concordia: processo ‘decide’ rimozione e smantellamento

Il relitto della Costa Concordia è la fonte di prova fondamentale del processo sul naufragio contro Francesco Schettino: prima di smantellarla, a Genova, però, la società proprietaria deve chiedere al tribunale di Grosseto il dissequestro e indicare i motivi e i modi. Sarà demolita tutta, o si potrà farlo solo parzialmente? Ancora i legali di Costa Crociere, presenti in forze a Grosseto, non hanno presentato al collegio giudicante l’istanza necessaria al dissequestro e attendono di vedere come si mettono le udienze tecniche di questa settimana. “Aspettiamo, vediamo come si sviluppa il processo in questi giorni”, ha detto l’avvocato Marco De Luca in una pausa, facendo capire che la questione riveste una certa complessità. Il processo, dunque, sembra avere l’ultima parola anche sull’operazione di rimozione da Giglio e sulla gigantesca opera di demolizione prevista. Senza la richiesta formale di Costa, comunque, il tribunale non attiva l’iter per il dissequestro. E la nave, in teoria, rimane al Giglio, anche se pronta a esser trainata via. Non solo. Per tutto questo serve il parere preliminare, favorevole, della procura, che oltre al naufragio, sopra il relitto ha, nel tempo, avviato altre inchieste collaterali, come quella sulla morte del sub spagnolo, proprio mentre lavorava sott’acqua per le operazioni ‘pro’ rimozione, o quella per cui venne indagato il responsabile del ‘parbuckling’ Franco Porcellacchia per violazione dei sigilli, avendo voluto accedere alla sala del generatore d’emergenza senza autorizzazione. Oppure l’inchiesta per danni ambientali. Lo staff legale della compagnia – che nel processo figura come responsabile civile, non solo come parte civile – osserva i temi via via sciorinati da numerosi consulenti tecnici (domani toccherà a quelli di Schettino) sentiti dopo i periti del tribunale su navigazione e funzionamento delle dotazioni della nave. Se la strada del dissequestro si mostrasse più complicata e richiedesse tempo, viene spiegato, in sott’ordine potrà essere chiesto al tribunale la ‘sola’ autorizzazione a trasferire la Concordia dal Giglio. La nave resterebbe sequestrata, ma intanto potrebbe essere rimorchiata fino a Genova soddisfacendo almeno una delle due fasi finali, ma distinte e complementari, di tutta l’operazione di smaltimento. Su quale opzione puntare ancora non è chiaro a Grosseto mentre altrove sembra scontata una rapida evoluzione della vicenda. Oggi l’udienza si è aperta con una dichiarazione spontanea di Schettino. L’imputato ha preso la parola per difendersi dall’ accusa di abbandono dei passeggeri e di non averli assistiti nella delicatissima fase dell’evacuazione, quella in cui sono morte 32 persone. Schettino ha parlato delle scialuppe. Ne rimasero incastrate tre, a causa dell’inclinazione della nave. I passeggeri dovettero scendere e raggiungere altri punti di imbarco aumentando i rischi personali durante l’affondamento. Schettino ha voluto dire che “se lo sbraccio delle scialuppe fuori dai ponti non avviene in modo completo, la scialuppa può rimanere incastrata anche se non c’è sbandamento della nave”. E lo ‘sbraccio’ delle lance lo si fa con verricelli di sganciamento, alimentati elettricamente, che non poterono funzionare perché non ricevevano energia sia perché i motori andarono subito fuori uso, sia – come ha dimostrato la perizia supplementare – perché funzionò male perfino il generatore di emergenza, che non erogò l’energia necessaria.

FS Italiane e porto di Genova, processi doganali più veloci grazie ai nuovi sistemi tecnologici

Caricare sul treno i container, non soggetti a controlli di sicurezza, direttamente dalle navi cargo, semplificando e velocizzando le pratiche burocratiche grazie a nuovi sistemi tecnologici.

Questo l’obiettivo principale dell’accordo firmato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Mauro Moretti, e dal presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo.

La nuova procedura telematica, denominata “Corridoio doganale” ferroviario, permetterà agli operatori di presentare le dichiarazioni doganali dei container trasportati in modo più rapido ed efficace, rendendo maggiormente efficiente e veloce il passaggio da una modalità di trasporto all’altra.

Tale iniziativa, resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, agevolerà e sosterrà lo sviluppo e la competitività del trasporto merci intermodale, soprattutto in vista di EXPO Milano 2015. Sarà realizzata così una nuova offerta di servizi, soprattutto per le medie e lunghe distanze, in grado di favorire la crescita del trasporto combinato ferroviario per i flussi in arrivo al porto di Genova.

Anche l’intero ciclo logistico portuale ne beneficerà, grazie all’accelerazione delle procedure di afflusso/deflusso delle merci e alla possibilità di sviluppare legami informativi più sicuri con la logistica retro portuale.

Sono previsti, infine, ritorni positivi anche in termini di safety, grazie alla potenziale riduzione dei mezzi pesanti in circolazione su strade e autostrade.

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