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INDUSTRIAMOCI 2016: OLTRE 200 STUDENTI ALLA SCOPERTA DELLA FILIERA LOGISTICA DEL PORTO DI VENEZIA

I giovani studenti della provincia di Venezia alla scoperta delle aziende e del loro valore per il territorio. Si è tenuta oggi venerdì 11 novembre 2016,  “Industriamoci”, iniziativa di Confindustria Venezia che vede ogni anno le piccole e medie imprese associate aprire le porte dei propri stabilimenti ai giovani per diffondere la conoscenza della realtà produttiva e l’impegno quotidiano a favore della crescita economica del paese, mediante un momento di esperienza diretta.
L’evento rientra nella Settima Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese di Confindustria  e fa parte del calendario di iniziative della Settimana Europea delle PMI e di quelli della Settimana della Cultura d’Impresa, giunta alla XV Edizione.
Confindustria Venezia area Metropolitana di Venezia e Rovigo, per l’edizione di quest’anno ha voluto  far conoscere ad oltre 200 studenti delle Scuole secondarie di primo grado della provincia di Venezia, il mondo della logistica delle merci, in particolare quello legato al Porto di Venezia. Una iniziativa realizzata grazie alla partnership con l’Autorità Portuale di Venezia e al sostegno della Camera di Commercio Venezia Rovigo delta Lagunare.
Coinvolti i seguenti istituti: Scuola secondaria di 1° grado “Giuseppe Mazzini” di Noventa di Piave, Scuola secondaria di 1° grado “Giovanni Pascoli” di Noale e la Scuola Media “Bruno Maderna” di Chioggia.
Sono stati organizzati ben sei itinerari diversi per le diverse classi che hanno dialogato dal vivo con coloro che ogni giorno permettono a navi e merci di arrivare e partire dal Porto. CFLI haideato un workshop per approfondire le professioni del mare e della logistica anche grazie alla visita a 2 agenzie marittime (Tositti e Bassani) situate proprio nel waterfront portuale;  per le classi in tour a Porto Marghera invece la visita all’Ufficio delle Dogane di Venezia – che per la prima volta accoglie una delegazione di studenti – mentre 3 i terminal che hanno aperto le loro porte: Vecon per i container, Multiservice quale terminal multipurpose, e Grandi Molini Italiani come esempio di terminal industriale. L’Autorità Portuale invece ha accolto  i ragazzi in “Sala Comitato Portuale”, per poi accompagnarli in un tour guidato in barca risalendo i canali del porto turistico e commerciale.
Per Agnese Lunardelli, Presidente Comitato della Piccola e Media Industria di Confindustria Venezia: “ Con questa iniziativa vogliamo aprire le porte delle aziende ai ragazzi che si preparano a scegliere l’indirizzo dei loro studi alle scuole superiori facendoli entrare nel cuore della logistica portuale di Venezia. Un comparto fondamentale per l’economia del territorio, costituito da vari tasselli, dove accanto alle aziende produttive vi sono società di servizi, mostrando il ruolo determinante delle istituzioni. Vogliamo far conoscere la realtà delle PMI, quanto è importante il contributo che esse danno in termini di ricchezza e occupazione alla società. I giovani hanno toccato con mano la complessità e il fascino dell’organizzazione aziendale, le competenze e le figure, da quelle più tecniche a quelle commerciali. La mattinata è stata dunque una importante occasione di orientamento professionale finalizzata ad agevolare le scelte lavorative più adeguate a uno sbocco professionale nell’ambito del sistema produttivo veneziano”.

TRAFFICO CONTAINER: SUPERATO AD AGOSTO 2016 IL RECORD DI SEMPRE CON OLTRE 600.000 CONTAINER (TEU) IN UN ANNO

A solamente un anno di distanza dallo storico traguardo dei 500.000 TEU raggiunto nel giugno scorso, il porto di Venezia ha ulteriormente migliorato la sua performance nel comparto container superando per la prima volta nella sua storia la soglia dei 600.000 TEU.

Attestato su 380.000 TEU nel 2008 – prima della lunga crisi mondiale ed europea – il traffico container è sceso di poco, 370.000 TEU nel 2009, per tornare ai livelli pre-crisi già alla fine dello stesso anno.

Da quella data ha mostrato un incremento costante, non toccato dall’andamento della crisi, che lo ha portato al record dei 600.000 TEU/anno attuale (+66% dal 2009). Una crescita che è stata solo amplificata dal ritorno della linea diretta con il Far East operata da “Ocean3” da Febbraio 2015 e dalle recenti decisioni di alcune compagnie di scalare anche su Venezia toccando così direttamente tutti i porti dell’Alto Adriatico.

Un vantaggio competitivo che Venezia condivide con gli altri porti del Napa (North Adriatic Port Association), per i quali Venezia copre i mercati nord –adriatici occidentali, mentre Trieste, Koper e Rijeka coprono i mercati nord-adriatici occidentali, che confermano una crescita strutturale stabile dal 2009 ad oggi di oltre 80 punti percentuali. La crescita di Venezia infatti si aggiunge (non si sostituisce) a quella registrata anche dagli altri porti del NAPA: Trieste e Ravenna, come Capodistria e Fiume, crescono anch’essi tra il 2 e il 7.5% (sui primi sei mesi del 2016) e possono quindi trarre vantaggio anche dalla crescita di Venezia, che dà così il suo contributo a rendere conveniente a navi portacontainer sempre più grandi raggiungere l’Alto Adriatico.

PORTO OFFSHORE DI VENEZIA, LA CONCA E I “PIANI B”

Il VOOPS, il Venice Offshore Onshore Port System, non ha alternative. Solo l’accoppiata conca di Malamocco, messa finalmente in condizione di operare, e piattaforma d’altura, oggi pensata per traffici container e petroliferi, sono in grado  di restituire al porto di Venezia l’accessibilità nautica attualmente sacrificata sull’altare della salvaguardia e del sistema di paratie mobili del MoSE.

Oggi che la soluzione è al vaglio finale del Governo c’è chi prova a proporre una soluzione B, con una strana alleanza tra chi teme che la soluzione A passi (e sa che il miglior modo di bloccarla è quello di produrre alternative B) e chi teme, al contrario, che non passi (e cerca di accontentarsi del meno peggio). Errori simmetrici.

È evidente che se le navi new Panamax dovessero poter entrare in laguna occorrerebbe poi costruire attorno a San Leonardo un nuovo porto, di dimensioni sufficienti ad accogliere i mega carichi delle mega navi, imbonendo parte della laguna con nuove casse di colmata e costruendovi strade e/o ferrovie di collegamento translagunare.

Non illudiamoci quindi che basti allargare una conca, con un investimento statale non inferiore a quello necessario per la piattaforma d’altura, per risolvere i problemi di accessibilità nautica di Venezia.

Il vero “piano B” si tradurrebbe nella rinuncia, in prospettiva, allo sviluppo portuale di Venezia gettando alle ortiche centinaia di ettari oggi convertibili in un futuro portuale, portuale industriale e logistico, all’enorme dotazione infrastrutturale che a Porto Marghera si è accumulata in oltre cent’anni di storia

appaltI. Intesa tra Porto e Ance per evitare il massimo ribasso

L’Autorità Portuale di Venezia e Ance Venezia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la disciplina delle future gare di appalto per la realizzazione di opere pubbliche. L’accordo, le cui previsioni sono perfettamente conformi al nuovo Codice degli Appalti, si pone l’obiettivo di rafforzare il libero e regolare accesso al mercato dei lavori in ambito portuale, contrastando le offerte anomale, favorendo certezza e rapidità di esecuzione, un maggiore coinvolgimento delle Pmi e la tutela dei diritti economici delle imprese subappaltatrici.

Per prevenire la possibilità che gli appalti vengano affidati a imprese che abbiano presentato offerte insostenibili, l’Autorità Portuale utilizzerà, in fase di progettazione, esclusivamente i prezziari ufficiali aggiornati (Comune di Venezia, Regione Veneto, Veneto Strade, RFI), con adattamenti solo in relazione alle attività tipiche, come le banchine, studiati da un gruppo di lavoro apposito formato pariteticamente da rappresentanti dell’Autorità e di Ance Venezia. L’adozione esclusiva dei prezzari regionali nella progettazione rappresenta una attesa novità. L’Ance chiede da tempo l’estensione dei prezzari a tutte le gare di appalto di interesse regionale proprio per avere un chiaro punto di riferimento dei costi ed evitare offerte che si discostano da un livello di effettiva praticabilità.

L’intesa prevede inoltre novità a tutela delle piccole imprese subappaltatrici, che potranno essere pagate direttamente dalla stazione appaltante, senza doversi rivolgere all’impresa contractor vincitrice della gara.

Per favorire un maggior coinvolgimento delle Pmi, coerentemente con le più recenti disposizioni normative nazionali ed europee, l’accordo prevede la suddivisione delle gare in stralci e lotti funzionali. Le parti contraenti si riserveranno nei prossimi mesi di verificare congiuntamente l’efficacia del protocollo appena sottoscritto.

«Il mercato dei lavori pubblici – commenta Ugo Cavallin, presidente di Ance Venezia – è stretto nella morsa della crisi economica e di una riforma di legge che le stazioni appaltanti stanno recependo con difficoltà e lentezza. Tutto questo determina un preoccupante rallentamento delle gare. L’accordo raggiunto con l’Autorità portuale rappresenta un modello da estendere presto ad altre realtà provinciali e regionali. Mi auguro anche che la progettualità che l’Autorità Portuale di Venezia ha messo in campo sia sulla piattaforma d’altura che sul terminal Montesyndial a Marghera sia al più presto avviata con il benestare del Governo liberando così risorse economiche capaci di valorizzare il territorio veneziano».

«Siamo il porto delle buone pratiche, con questo accordo volgiamo tutelare non solo tutte le imprese che sanno garantire una efficiente e puntuale esecuzione dei lavori ma in particolare le PMI nelle quali sappiamo possono trovarsi grandi risorse e professionalità da valorizzare. Il porto è, e vuole continuare ad essere, un luogo capace di dare grande sviluppo all’economia e alle aziende del territorio in primis garantendo parità di accesso agli appalti e certezza nei pagamenti», ha dichiarato Paolo Costa Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia.

L’AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA MEMBRO DEL CORPORATE BOARD DELL’INTERNATIONAL TRANSPORT FORUM

Il Porto di Venezia è stato invitato dal Segretario
Generale di ITF José Viegas ad entrare a far parte del Corporate Partnership
Board (CPB) dell'International Transport Forum, un comitato di eccellenza
composto da circa 50 aziende del calibro di Google, IMB, Esso, Cosco
(compagnia marittima), CCC (China Construction Company), SNCF (Francia),
Volvo, Nissan, Michelin e altri partner attivi nel settore dei trasporti,
dell'energia e della finanza con chiare prospettive di crescita e con
l'obiettivo di dare corpo alla strategia del Cop21 di riduzione delle
emissioni realizzando sistemi di trasporto efficienti.
"E per noi un onore essere il primo porto ad essere stato invitato a far
parte del Board dell'ITF. L'obiettivo del board e quello di creare una
piattaforma capace di stimolare una discussione di alto livello con
importanti soggetti appartenenti al settore dei trasporti per cercare
assieme soluzioni innovative da replicare in giro per il mondo a beneficio
della collettività. Il porto di Venezia è orgoglioso di poter contribuire al
dibattito sul futuro dei trasporti e della portualità”, ha dichiarato il
Presidente Paolo Costa nel corso della firma del "Memorandum of
Understanding" che sancisce l'accesso dello scalo di Venezia nel Board.

Venezia 50. Marghera 100. Il futuro del Sistema portuale dell’Adriatico Settentrionale

L’Autorità Portuale di Venezia organizza l’incontro con tutti i propri stakeholder per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo del porto nel suo complesso. Quest’anno l’evento giunge in un momento di svolta perché il 2016 vedrà la definizione del Nuovo Piano Regolatore Portuale, la nascita dell’Autorità Portuale di Sistema dell’Adriatico Settentrionale, nonché due anniversari di altrettante fasi storiche: la nascita di Porto Marghera 100 anni fa e, l’attenzione verso la tutela di Venezia dopo gli effetti della mareggiata del 1966.

Ne parleranno le istituzioni che collaborano quotidianamente per lo sviluppo del porto, la Capitaneria di Porto, il Comune e la Regione del Veneto – rappresentati rispettivamente dal Comandante in seconda, Stefano Meconi, dal Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e dall’Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti – e gli esperti di “Venezia 50” Andrea Rinaldo (Ordinario di Costruzioni idrauliche, École Polytechnique Fédérale de Lausanne e Università di Padova), e di “Marghera 100” Stefano Micelli (Direttore Scientifico della Fondazione Nord Est).

Seguirà la relazione del Presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, che, oltre a un bilancio del secondo mandato, guarderà avanti nella prospettiva della nuova Autorità Portuale di Sistema, con uno sguardo alla dimensione “glocale” (di Venezia e a Venezia) del porto.

Le conclusioni dei lavori saranno affidate a Simona Vicari, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

IL PORTO DI VENEZIA E IL SUO PORTO OFFSHORE ALL’INTERNATIONAL TRANSPORT FORUM

Il Porto di Venezia è stato invitato a partecipare al summit annuale dell’International Transport Forum dell’OECD, alla presenza dei Ministri dei Trasporti e dei maggiori rappresentanti del mondo dell’industria e della ricerca nei trasporti e della logistica.

Quest’anno l’incontro è dedicato ad approfondire l’importanza dei trasporti “green” per cercare soluzioni per ridurre le emissioni inquinanti per consentire la crescita economia dei paesi, delle economie e dei relativi posti di lavoro in maniera sostenibile.

Mentre i porti sono direttamente responsabili di una minima parte delle emissioni, per ridurre al massimo la produzione di Co2 la vera differenza si gioca sulla scelta del “porto giusto, in termini posizione geografica e capacità operativa.

Questo concetto, ha dichiarato Paolo Costa nel corso della tavola rotonda intitolata “Innovazioni per il trasporto marittimo verde: il ruolo dei porti” – è particolarmente valido per  le catene logistiche tra Europa e Far East, nelle quali la tratta marittima conta per il 68% delle emissioni di Co2, il come si raggiunge il mercato a terra per il 30% e, infine, i porti contano per il 2%. Questo significa che avere porti efficienti capaci di accogliere le mega navi potrebbe consentire di abbattere le emissioni a 30kg per container per giorno dagli attuali 120kg prodotti dall’uso di navi più piccole che oggi operano sulla rotta verso oriente. La scelta di un porto capace di accogliere le mega navi e vicino al mercati di destinazione è quindi la chiave per realizzare catene sostenibili che minimizzino le esternalità garantendo le connessioni più brevi e quindi più verdi”.

Parte da Venezia il primo treno per Rotterdam carico di patate da Israele

E’ partito dal Porto di Venezia il primo treno “pilota” del “Fresh Fruit Corridors” che vede impegnata l’Autorità Portuale di Venezia, lo spedizioniere VLS Veneta Lombarda Srl e l’operatore ferroviario Rail Cargo Austria nella realizzazione della prima catena logistica per i container reefer (refrigerati) e le merci deperibili destinate ai mercati europei.

Un sistema interamente intermodale che fonde assieme nave e treno, cofinanziato dall’Unione Europea (programma CEF Trasporti) con 10 milioni di euro (di cui 1.5 milini investiti a Venezia) con l’obiettivo di sostenere, sperimentare e implementare servizi di trasporto veloce per i prodotti agri-food (alimentari freschi) provenienti da Israele-Giordania-Palestina.

Ieri, infatti, sono sbarcati a Venezia i primi 30 containers refrigerati contenenti patate provenienti da Israele e giunte in banchina via nave. Dopo i controlli fito-sanitari e le formalità doganali di transito, nella stessa giornata sono stati instradati via ferrovia e spediti a Rotterdam su un treno a temperatura controllata, la vera innovazione del progetto.

L’intera operazione si è svolta in sole 32 ore (da Venezia a Rotterdam) consentendo un risparmio complessivo per le merci di oltre 5 giorni rispetto al normale viaggio via nave e garantendo un monitoraggio costante del tragitto, della temperatura e quindi della catena del freddo, lungo tutto il percorso grazie all’innovativo sistema di monitoraggio da remoto.

Andrea Cosentino, general manager di VLS Veneta Lombarda srl ha dichiarato “La prima prova di questo progetto pilota è stata soddisfacente, era un test importante e tutto ha funzionato a dovere; in meno di 8 giorni è stato consegnato il prodotto fresco da origine a destino con l’utilizzo dell’intermodalità nave/treno, con il mantenimento costante della catena del freddo ed il monitoraggio costante da remoto per tutto la durata del trasporto. Le strutture del Porto di Venezia e tutte la parti coinvolte, sia private che pubbliche, hanno dimostrato di saper organizzare e svolgere in tempi certi un’operazione decisamente complessa ed innovativa, ed a loro va il nostro ringraziamento. Adesso siamo pronti per i prossimi viaggi”.

Eravamo abituati a ricevere i treni da Rotterdam ora siamo noi a spedire loro la merce alimentando i mercati europei del Nord Europa da sud così come auspica l’Unione Europea, un successo che ci rende particolarmente orgogliosi” ha chiosato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa.

DICHIARAZIONE DELL’ON.DAVIDE ZOGGIA SULLA DECISIONE DI VENETO SVILUPPO DI ESERCITARE DIRITTO QUOTE APVS:

La decisione di Veneto Sviluppo sulle quote di Apvs lascia più di qualche dubbio soprattutto. Da quello che si apprende ieri durante il cda i componenti del Consiglio non erano tutti d’accordo. Tanto da annullare e poi riconvocare con urgenza l’incontro con la stampa previsto a fine seduta. Detto questo e sempre restando a quello che leggiamo sui quotidiani Venezia Investimenti avrebbe deciso univocamente di realizzare un nuovo terminal a Porto Marghera facendo transitare le navi attraverso un canale che non ha bisogno di essere dragato. E infine di “rianimare” la Marittima con attività commerciali e di servizi. Probabilmente il canale è quello dei Petroli (e l’incompatibilità con le navi cargo?) mentre per la “trasformazione” in un centro commerciale della Marittima aspettiamo di vedere il progetto. Certo che eventuali permessi ed autorizzazioni non sono in capo a Venezia Investimenti ma a soggetti pubblici (vedasi comune e Autorità portuale per esempio). Sicuramente è un fatto curioso. Sono convinto sempre di più che serva una cabina di regia con le istituzioni pubbliche per evitare speculazioni di ogni tipo e la penalizzazione delle imprese locali”.

Veneto Sviluppo esercita la prelazione sulle quote di APVS

La Finanziaria Regionale Veneto Sviluppo Spa rende noto che con delibera odierna il Consiglio di Amministrazione ha esercitato il diritto di prelazione sul 65,98% del capitale sociale di APVS Srl, posto in vendita da APV Investimenti Spa, holding interamente detenuta dall’Autorità Portuale di Venezia.

APVS Srl è una società costituita nel 2013 da APV Investimenti con Veneto Sviluppo Spa e detiene a sua volta il 53% di VTP Spa, società che gestisce il Terminal Passeggeri di Venezia.

Come noto l’Autorità Portuale di Venezia ha messo in vendita, attraverso apposito bando di gara, il 99% della propria partecipazione in APVS Srl.

Al bando di gara ha partecipato come unico offerente una cordata di privati composta dalle principali compagnie di navigazione (MSC Crociere, Costa Group, Royal Caribbean) e il gestore terminalistico Global Liman Isletmeleri A.S., raggruppati sotto la ragione sociale Venezia Investimenti Srl, che ha offerto poco più di 24 milioni di euro per l’acquisto dell’intera quota oggetto di cessione.

Veneto Sviluppo ha deciso oggi di esercitare il proprio diritto di prelazione statutariamente previsto, alla stesso prezzo offerto dalla cordata privata.

Ai sensi della normativa di vigilanza Veneto Sviluppo è tenuta a rispettare stringenti limiti di concentrazione delle risorse allocate nei singoli investimenti rispetto al proprio patrimonio; per tale ragione, la Finanziaria Regionale è tenuta a porre immediatamente in vendita una quota pari al 48% di APVS Srl, mantenendo contestualmente una partecipazione di controllo pari al 51%.

Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Sviluppo ha quindi valutato due differenti offerte per l’alienazione delle quote e nell’ambito dell’analisi dei contenuti di queste, ha ritenuto preferibile quella di Venezia Investimenti Srl, in quanto consente alla Finanziaria Regionale di ottenere il controllo di APVS con un minore esborso finanziario, oltre a fornire adeguate garanzie sullo sviluppo del business gestito da VTP.

Venezia Investimenti Srl verserà a Veneto Sviluppo circa 17,5 mln euro per l’acquisto del 48% delle quote, con facoltà per la Finanziaria Regionale nel periodo compreso fra il 15.05.2017 e il 15.11.2018 di cedere a proprio insindacabile giudizio una percentuale variabile fra il 3% e il 51% del capitale di APVS alla stessa Venezia Investimenti, ad un prezzo parametrato al corrispettivo pagato da Veneto Sviluppo in data odierna per l’esercizio della prelazione, oltre a una maggiorazione del 2% annuo. Venezia Investimenti garantisce con una fideiussione bancaria a prima richiesta questa seconda fase dell’operazione.

Il perfezionamento dell’operazione è comunque subordinato al fatto che nè Apv Investimenti nè gli altri soci di VTP esercitino a loro volta il proprio diritto di prelazione sul 48% messo ij vendita da Vento Sviluppo.

“Alla fine di tutta l’operazione con un esborso minimo di circa 6,5 milioni – ha commentato il presidente di Veneto Sviluppo Massimo Tussardi – diventiamo soci di maggioranza di una società che può fare molto per l’economia del territorio e che già genera marginalità operative di circa 9 mln di euro, con potenzialità di crescita anche attraverso attività complementari, oggi non pienamente attivate”.

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