Articoli marcati con tag ‘porto di Venezia’

Il Porto di Venezia loves safety!

In occasione della Giornata Mondiale della Salute e della Sicurezza, presso il terminal Vecon a Marghera si è svolta l’iniziativa  “Il Porto di Venezia loves safety!”

Da sempre molto attivo in questo campo infatti il terminal del Gruppo PSA ha aderito alla proposta della Fondazione LHS (leadership in health and safety) di partecipare al primo roadshow sulla sicurezza in simultanea in tutta Italia (oltre 35 città) sotto lo slogan nazionale Italia loves Sicurezza 2016.

Vecon dunque ha coinvolto le diverse Istituzioni che operano in porto – a partire dall’Autorità Portuale –  per trasformare i propri piazzali in spazio per laboratori per bambini accompagnati dai genitori, alla scoperta del mondo della safety portuale.

Ad attendere i 200 piccoli accompagnati tutti gli attori protagonisti della safety in porto: Vigili del Fuoco, 118, Guardia di Finanza, CP, Autorità Portuale, CFLI e ovviamente gli operatori che hanno raccontato con percorsi dimostrativi e informativi come deve essere gestita un’emergenza in termini di sicurezza nella vita quotidiana.

CONCORSO FOTOGRAFICO “#MyportforTurku”

- Il 20 maggio è la “giornata europea del settore marittimo” – European Maritime Day e, per l’edizione 2016, dal 18 al 22 maggio nel porto di Turku, in Finlandia, la DGMARE (Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca della Commissione Europea) e il Governo finlandese organizzeranno alcune iniziative tra cui un concorso fotografico aperto a tutti i porti europei e a tutti i cittadini (fotografi professionisti, amatoriali, turisti o appassionati).

Due i premi in palio: per i vincitori del contest europeo dalla UE oltre alla mostra un premio “marittimo” tra libri, biglietti gratuiti per acquari o musei e tanto altro ancora, tutto legato al mare e, l’Autorità Portuale ne aggiunge un secondo, tra tutti i partecipanti che manderanno una foto per Venezia, colui/lei che ha scattato la foto più bella (secondo una giuria interna) vincerà un’avventura alla scoperta del porto di Venezia.

Fino al 25 aprile c’è tempo per poter partecipare al contest, basterà  postare su Twitter, Instagram e Facebook le foto del “My Port” (il mio porto) o inviarle direttamente via mail a MARE-COMMUNICATION@ec.europa.eu

Obiettivo comune è quello di dare visibilità al mare tramite i migliori scatti delle città portuali e degli oltre 3000 porti europei. Solo i migliori 50 saranno selezionati e, grazie alle iniziative di Porto Aperto organizzate nel corso dell’anno il Porto di Venezia, è già il primo porto italiano indicato dalla DGMARE ma c’è ancora spazio e ancora tante foto da selezionare!

DAVIDE ZOGGIA, PARLAMENTARE PD: “BENE IL DECRETO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE AUTORITA’ PORTUALI, MA PER VENEZIA CHE PRESTO DIVENTERA’ UN “PORTO REGOLATO” SERVE UNA LEGGE SPECIALE”

L’approvazione da parte del Governo del decreto di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali segna una svolta importante per l’economia del mare. Non posso che esprimere soddisfazione per una linea strategica che si muove non solo in nome della spending review, ma crea sistemi portuali che grazie alle aggregazioni saranno molto più forti dello scenario attuale e potranno rispondere alle sfide della concorrenza internazionale: efficienza e aumento dei traffici. La riforma voluta dal ministro Del Rio che ha accolto le indicazioni provenienti da istituzioni ed operatori del settore permetterà di giocare ad armi pari la partita globale degli scali. Ma come ribadisco da tempo questa partita  non può che vedere il Porto di Venezia in prima fila. E per non perdere in termini di competitività, è necessario al più presto una legislazione speciale per quello che a breve diventerà l’unico “porto regolato” d’ Italia. Il porto di Venezia infatti  insiste su una laguna raggiungibile solo tramite le tre bocche di Lido, Malamocco e Chioggia, le quali verranno presto regolamentate da  un sistema di dighe mobili (MoSE) e conche di navigazione, finalizzato a disciplinare il regime idraulico della laguna ed in grado di proteggere la Serenissima dalle acque alte. Una peculiarità unica nello scenario dei porti nazionali che però vedrà il sovrapporsi di varie competenze sul traffico marittimo. Pertanto bisogna in tempi rapidi scegliere il soggetto destinato a  gestire l’accesso nel “porto regolato”,  che deve coniugare la salvaguardia del mare, la sicurezza della navigazione e l’efficienza dello svolgimento delle attività portuali a favore delle economie di scala che insistono sullo scalo lagunare. Inoltre vanno mantenute alcune peculiarità legate al porto di Venezia “zona franca” che finora sono state sempre riconosciute.  In virtù di questo scenario appare evidente che  l’unica soluzione per Venezia non può che essere  una legislazione speciale che permetta in tempi rapidi e senza aggravi di costi all’organo deputato,  di agire sul traffico marittimo in entrata e in uscita. Senza questo passo la riforma dei porti italiani, di cui Venezia rappresenta un motore insostituibile, resterà incompleta”.

Il Porto di Venezia ritorna a Teheran per riportare traffici storici

il Porto di Venezia partecipa alla Missione
Istituzionale organizzata da Confindustria e ITA � Italian Trade Agency e
promossa dai Ministeri degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale,
delle Infrastrutture e dei Trasporti, dello Sviluppo Economico e delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Dopo la visita del presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan
Rohani, in Italia, il Porto di Venezia viaggia in Iran a seguito del
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, con
l'obiettivo di approfondire le opportunità che si sono aperte in particolare
per il settore delle break bulk e dei Project Cargo all�indomani
dell�accordo sul nucleare iraniano che cancella le sanzioni di natura
commerciale che per quasi un decennio hanno penalizzato l�interscambio del
Paese con il resto del mondo. 

Il porto di Venezia è un partner storico di questo Paese nel traffico delle
break bulk e in particolare dei project cargo/colli eccezionali; un comparto
rispetto al quale in Italia e in Europa Venezia ha consolidato una posizione
di leadership incontrastata, movimentando nel 2014 Venezia il 9,1% delle
break bulk che sono transitate per il sistema portuale italiano (24.171.015
tonnellate) e in media 900 colli eccezionali dal valore di circa 900 milioni
di euro.
Il settore dei project ha un elevato valore aggiunto per l'Italia e il Nord
est in particolare, da sempre motore dell'economia nazionale. La logistica
quindi si pone ancora una volta a servizio delle aziende che, con Venezia,
per esportare in tutto il mondo gli oversize/overweigh hanno a disposizione
tre corridoi �certificati�: considerati dal punto di vista ingegneristico i
parametri di peso, altezza, lunghezza, larghezza non vi sono infatti
ostruzioni ai colli eccezionali per il raggiungimento di Venezia da sud/sud
ovest, da est, da ovest.
Meno di un mese fa, è partito da Venezia proprio con destinazione IRAN un
gigantesco �WASTE HEAT BOILER� su nave Ro-Ro: il collo eccezionale (Peso
1.350 Ton - Altezza 19 metri) era una parte importante di un impianto di
metanolo in costruzione nel Sud dell’Iran di cui Simic, società
internazionale con sede operativa proprio a Marghera, specializzata nella
progettazione e fabbricazione di apparecchi critici di processo e nel
montaggio e manutenzione di impianti industriali, ha prodotto tutti gli
apparecchi critici.
In Iran sarà presente Alessandro Santi, membro del Comitato Portuale,
Presidente degli Agenti Raccomandatari e mediatori Marittimi del Veneto, per
promuovere l'offerta del porto di Venezia e dei suoi operatori.

Port of Venice “Marittimi –Lavoratori del mare invisibili”

Per il prossimo anno il settore marittimo italiano prevede l’ingresso di oltre 1000 figure per ricoprire posti di lavoro altamente qualificati sui ponti di comando e in sala macchine per le navi di sempre maggiori dimensioni, una necessità che coinvolge direttamente anche  il mondo della scuola che la  vede come una opportunità per i giovani affiancando la conoscenza alla competenze quando il cluster marittimo italiano- come si legge nel quinto Rapporto dell’Economia del Mare realizzato dalla Federazione del Mare assieme al Censis – si conferma come uno dei settori più dinamici dell’economia del Paese con 471.000 persone tra addetti ed indotto. In questo contesto vive un intero “popolo del mare” che risponde , più precisamente, col nome di “marittimi” , vittime , troppo spesso , di sfruttamento e solitudine.

Questo il tema di fondo dibattuto nel meeting  di apertura dell’anno sociale dell’International Propeller Club Port of Venice partecipato, nella conferenxe hall dell’Hotel Bologna di Mestre,  dai massimi responsabili di enti , aziende e  associazioni che operano nel comparto marittimo.

“L’incontro con i soci del Propeller Club di martedì 24 u.s. , oltre a darci la possibilità di descrivere la vita dei marittimi e il nostro operato, ha cancellato quella leggera patina di isolamento che anche un gruppo di lavoro come il nostro rischia di appiccicarsi addosso: aiutare gli invisibili rischia di renderti tale – ha dichiarato il presidente di Stella Maris Friend’s – Seafares Welfare Venice  dr. Andrea Pesce- Con gli amici del Propeller abbiamo parlato delle nazionalità di provenienza dei marittimi, considerando anche la doppia realtà veneziana (merci e crociere), sottolineando il fattore “donna”, come il più significativo per identificare le differenze tra il settore delle navi da carico e quelle passeggeri.

“Fattore donna” che per altro è ben presente anche all’interno della stessa Stella Maris ‘ Friends, dove due operatrici, Anita Llubani e Marta Scarpa, si occupano anche del cosiddetto “ship visiting”, ossia la quotidiana attività di visite a bordo nave in Porto Marghera, dove portiamo aiuto ai marittimi, in particolare per quello che riguarda la possibilità di comunicare a casa e per uscire dalla Port Facility e raggiungere l’area urbana.

Questa è l’aiuto più richiesto per spezzare, in questo caso sì, l’isolamento di persone che altrimenti rischiano di fare una vita da reclusi e invisibili “.

Ma quali sono le criticità che penalizzano l’operatività di Stella Maris Friend’s nel porto di Venezia : mancanza di personale; difficoltà ad accedere ai terminals e stabilimenti; coordinamento con gli altri “attori portuali” ; riconoscimento del prezioso ruolo di Stella Maris nell’assistenza al personale navigante. Nel corso del meeting,rispondendo a queste pressanti richieste ,   il dr. Martino Conticelli responsabile della sicurezza dell’Autorità Portuale di Venezia, a nome del presidente Paolo Costa, ha assicurato la massima collaborazione dell’ente perché il porto di Venezia possa rispondere in maniera sempre più adeguata al popolo dei marittimi , per renderli  “ sempre meno invisibili nel grande oceano dell’interscambio marittimo mondiale”.

DA VENEZIA PARTONO LE ECCELLENZE MADE IN ITALY

E’ partito oggi dalle banchine del terminal Multi Service di Venezia, specializzato in breakbulk e colli eccezionali, uno dei più grandi project cargo mai partito dallo scalo lagunare.
Nel corso degli ultimi tre mesi sono infatti giunti via camion a Porto Marghera da Limena (Padova) tutte le componenti per assemblare una gigantesca gru di banchina (shiploader) utilizzata per caricare minerale di ferro alla rinfusa su grandi navi classe Panamax; una macchina con un braccio di carico alto fino a 50 metri e dal peso complessivo di 500 tonnellate.

La gru è stata ideata dal Gruppo Bedeschi di Limena, società specializzata nella costruzione e progettazione di grandi impianti per l’industria dei laterizi, dei cementifici e della logistica portuale; è destinata al porto di Corpus Christi in Texas (USA), il sesto scalo americano per movimentazione merci situato nel Golfo del Messico. La commessa è stata richiesta dal gruppo austriaco Voestalpine, operativo a livello mondiale nel settore della tecnologia e delle produzioni industriali basate sull’acciaio, e che proprio a Corpus Christi ha un impianto siderurgico con relativa banchina.

Per la prima volta, viste le dimensioni eccezionali del manufatto, è stato necessario saldare e assemblare le diverse componenti della gru direttamente in banchina con carrelli autopropulsi e speciali mezzi di sollevamento per trasferirlo all’imbarco.
Un successo per lo scalo veneziano che si conferma leader nella gestione dei trasporti eccezionali (Project Cargo), i pezzi “oversized” sono spesso componenti o prodotti a tecnologia avanzata ed alto valore aggiunto che derivando da un settore economico di rilevanza nazionale nei settori dell’impiantistica, della siderurgia e della cantieristica e che da Venezia possono raggiungere i mercati internazionali dove le produzioni Made in Italy sono particolarmente richieste.
Il Porto di Venezia per la particolare conformazione del territorio (strade con pendenze nulle, zero gallerie e carreggiate regolari) e per l’expertise raggiunta dai suoi operatori, è diventato negli anni leader europeo per questo particolare settore di traffico coprendo una vasta area produttiva che coinvolge tutta l’Europa Centrale. Mediamente in un anno a Venezia sono movimentati 900 colli eccezionali dal peso totale di 80mila tonnellate, il valore medio dei pezzi imbarcati a Venezia si aggira attorno ai 900 milioni di euro l’anno.

GRIMALDI SCEGLIE IL TERMINAL DI FUSINA APERTA A VENEZIA LA NUOVA ROTTA MEDITERRANEA

Il terminal delle autostrade del Mare di Fusina apre le porte a Grimaldi Lines. A partire da domenica 12 la compagnia di navigazione napoletana ha infatti scelto di ri-tracciare la rotta mediterranea tra Venezia e la Grecia, cogliendo le opportunità e i servizi offerti da Venice RoPort Mos, società di gestione dello scalo portuale in concessione dall’Autorità Portuale di Venezia.
Grimaldi Lines a partire dal mese di luglio, ha destinato una nave traghetto che sbarcherà sui piazzali del terminal di Fusina, 230 trailer una volta a settimana. È  già previsto che entro l’estate il servizio possa raddoppiare con 2 navi (ciascuna da 230 camion/trailer) e tre toccate settimanali.
Il terminal di Fusina mette a disposizione della compagnia di navigazione tutti i servizi attivati a partire dal suo avvio a maggio del 2014.
«Siamo orgogliosi e felici di accogliere Grimaldi nel nostro terminal – spiega Gianfranco Zoletto, presidente di Venice RoPort Mos che nella costruzione dell’infrastruttura dedicata al traffico Ro-Ro e Ro-Pax ha investito 230 milioni di euro – E’ uno dei proficui risultati della collaborazione pubblico-privato di cui questo terminal è testimonianza. Grimaldi potrà contare su un terminal moderno ed efficiente, in grado di ottimizzare i tempi di carico/scarico delle navi e di assicurare ogni servizio connesso alla logistica di cui possa avere necessità».
Il terminal di Fusina offre a Grimaldi un pacchetto di servizi pensati e progettati specificatamente per il traffico RO-Ro. Oltre a un’area retro portuale di 280mila metri quadrati, dispone di un’officina meccanica a disposizione dei mezzi in transito,  di uffici e strutture per l’accoglienza dei passeggeri e, da settembre, di quattro binari ferroviari che renderanno completa l’intermodalità del terminal.
Attualmente il terminal dispone di due banchine in grado di accogliere navi fino ai 250 metri. Nel primo anno di attività (con una sola banchina attiva), ha registrato il transito di circa 150mila passeggeri, 40mila auto e 30mila mezzi commerciali.
La nave di Grimaldi Lines ha attraccato a Venezia nei giorni scorsi ed è ripartita per Patrasso, oggi, lunedì 13 luglio di prima mattina. La nave è lunga 185 metri e ha una portata lorda di oltre 26mila tonnellate. Dispone di una capacità di 230 unità-nave (trailer/camion).

PropellerClub: dura battaglia sulla riforma portuale

Gli imprenditori dell’economia marittima italiana debbono tornare al centro dei complessi programmi di cambiamento della portualità commerciale e turistica/crocieristica annunciati in questi giorni dal governo che, di fatto, ne mutano la governance portando a veri e propri scontri tra autorità portuali e operatori del comparto.
E’ questo il tema di fondo che, alla luce delle elezioni che hanno riconfermato per il prossimo triennio la presidenza dell’International Propeller Club Port of Venice al giornalista cav. Massimo Bernardo coadiuvato dal vicepresidente avv. Cristiano Alessandri, impegnerà l’Associazione nell’impegnativo e complesso dialogo con i neoeletti rappresentanti degli enti locali che emergeranno dalle amministrative del prossimo 31 maggio così come col presidente dell’Autorità Portuale di Venezia alla fine del suo mandato prof. Paolo Costa nonché con tutto quel mondo imprenditoriale dell’indotto che a Venezia gravita sul traffico crocieristico ancor oggi in attesa di certezze per l’accesso al porto ed in particolare alle banchine gestite dalla Venezia Terminal Passeggeri.
“ Per tutti i nostri associati , rappresentanti delle moltissime aziende che operano nel mondo del trasporto marittimo, aereo e terrestre – commenta Massimo Bernardo – sarà un triennio particolarmente difficile anche per la crisi dei traffici che ha investito il nostro porto con agenzie marittime che chiudono e imprese di spedizione che destinano la propria merce all’imbarco/sbarco su altri porti addirittura non sempre italiani ma certamente più competitivi. Un triennio nel quale l’imprenditoria di settore dovrebbe dare alla politica le linee guida per ridare competitività ai nostri porti e alla nostra bandiera e non viceversa quando è la politica a dettare norme non condivisibili che spesso non tengono conto del rapporto tra le singole realtà territoriali ed proprio hinterland”.
Sul tavolo della portualità alto adriatica restano non solo temi scottanti come l’accorpamento in un sistema vasto dei porti di Ancona,Ravenna, Chioggia, Venezia, Porto Nogaro, Monfalcone e Trieste proposti dal nuovo piano della portualità ma anche la piattaforma offshore di Paolo Costa , la rivalutazione del sistema idrovia rio Padano-Veneto e dei suoi porti interni, solo per citarne alcuni.
“Il “Port of Venice” auspica quindi una maggiore sinergia tra tutti i club dell’alto Adriatico nell’affermare un deciso cambio di rotta del governo – conclude il presidente del club veneziano – perché siano valorizzate le singole realtà portuali nelle loro rispettive specificità , obiettivo che si raggiunge non certo con un colpo di spugna sulle realtà esistenti ma con un più aperto confronto col mondo dell’impresa che, come abbiamo visto al recentissimo Logistic & Transport di Monaco di Baviera, le rappresenta sui marcati internazionali.

Port of Venice : Summit navigazione interna con Venezia , Mantova, Ravenna,Trieste e Monfalcone

A seguito dell’ incontro del 17 marzo  per la proposta di costituzione del “ tavolo per lo sviluppo della navigazione interna “ , tenutosi a Roma presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti  che ha visto la partecipazione degli esponenti di tutte le Associazioni di categoria, dei dirigenti delle divisioni ministeriali  e dei rappresentanti dei Propeller di Mantova e Venezia,  il Propeller Club Port of Venice ha organizzato un meeting  dal  tema “Navigazione e porti interni: dallo stato attuale ad un nuovo modello di governance.Quali i riflessi sui porti dell’ Alto Adriatico “ ? “ Le  realtà infrastrutturali come il porto di Mantova  Valdaro, quello di San Benedetto Po, il Porto di Revere, quello di Governolo e quello di Ostiglia e molti altri , per non parlare dei cospicui investimenti fatti per realizzare l’idrovia Fissero-Tartaro Canal Bianco- Po di Levante o la ricalibratura della conca di Brondolo – solo per citarne alcuni – impongono una corretta revisione dell’intero sistema idroviario Padano-Veneto con particolare riguardo alla navigazione commerciale e a quella turistica  per non parlare del suo limite principale cioè di tutte quelle barriere normative che si frappongono ad un efficiente espletamento di questa  modalità  di trasporto – anticipa il presidente del Port  of Venice Massimo Bernardo – Il tavolo ministeriale appena istituito non rappresenta che il primo passo per riconsiderare le legittime richieste di tanti imprenditori del comparto. Il meeting organizzato dall’International Propeller Club Port of Venice  affronterà , tra gli altri, il penoso tema di quelle  “grandi incompiute “, carenze infrastrutturali  che hanno penalizzato lo sviluppo del trasporto per via d’acqua nel nostro Paese quando è sempre più sentita l’esigenza di consentire l’accesso alla rete navigabile di navi fluviomarittime della V° classe europea oggi bloccato  da ponti troppo bassi o dalla mancanza di bacini di evoluzione adeguati come per la conca di Isola Serafini “

All’ incontro, che si terra’ martedi’ 24 marzo  con inizio alle ore 18.30 presso l’ Hotel Bologna di Mestre, sono stati invitati quali relatori il Propeller Club di Mantova ed alcuni  importanti armatori ed operatori   del comparto che faranno il punto sullo stato dell’ arte della navigazione commerciale e turistica e delle infrastrutture a essa dedicate.

Tra gli altri interverranno  il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia prof.  Paolo Costa e  il Presidente di U.N.I.I. (Unione Navigazione Interna Italiana)  dott. Borgatti . Al meeting sono stati invitati  i rappresentanti dei  Propeller Club di Monfalcone, Ravenna e Trieste, porti questi interessati allo sviluppo della navigazione interna.

12 MILIONI DI EURO DALL’EUROPA PER POTENZIARE LE AUTOSTRADE DEL MARE TRA VENEZIA E LA GRECIA

Alla presenza del Coordinatore Europeo per le Autostrade del Mare, Brian Simpson, e del Presidente di Rete Autostrade Mediterranee Spa, Antonio Cancian si è tenuto l’evento conclusivo del Progetto Adriamos.
Le autostrade del mare sono un asset fondamentale per lo sviluppo della portualità euro-mediterranea, italiana e dell’Alto Adriatico.
Una portualità efficiente che potrà essere di supporto per il previsto aumento +16% della movimentazione dei beni di consumo, agroalimentare, beni industriali e materie prime nei mercati intra-europei tra oggi e il 2020 (dati MDS Transmodal).
Sono oltre 12 milioni di euro concessi dall’Ue e utilizzati per la realizzazione di iniziative concrete per incrementare un servizio di trasporto marittimo, regolare e affidabile tra il porto di Venezia e i porti greci.

“L’evento di oggi dimostra come la congiuntura attuale sia particolarmente favorevole allo sviluppo di progettualità ad alto valore aggiunto, in virtù del disegno delle grandi reti infrastrutturali europee e delle risorse messe in campo dall’Europa per la loro realizzazione. Per i porti italiani la sfida è duplice: inserirsi nei corridoi multi modali europei adeguando le infrastrutture di raccordo ferro-gomma-acqua e sviluppare servizi logistici avanzati a vantaggio del tessuto produttivo del territorio, imponendosi come veri e propri driver di crescita. RAM, come braccio operativo del Ministero delle Infrastrutture, intende raccogliere questa sfida, operando come trait d’union tra le disponibilità espresse dai programmi di finanziamento europei e lo sviluppo di programmi chiari e condivisi per il rilancio della competitività della portualià italiana”, ha dichiarato Antonio Cancian, Presidente di Rete Autostrade Mediterranee Spa.

“Concludiamo un importante progetto che ha consentito di collegare il sud dell’Europa, l’Italia e la Grecia, un progetto che trova la sua eccellenza nella capacità di tagliare i tempi di collegamento tra i mercati e consentire a merci e persone di poter scegliere anche la via del mare, oltre alla strada, per potersi spostare agevolmente. Per il futuro guardiamo con interesse a tutta l’area del Mediterraneo, oltre che all’Adriatico, per capire come possiamo contribuire a sviluppare nuovi progetti e stimolare investimenti. A febbraio chiuderemo la prossima call per nuovi progetti, abbiamo un budget a disposizione di 300 milioni di euro da investire per i prossimi tre anni”, ha dichiarato Brian Simpson Coordinatore Europeo per le Autostrade del Mare.

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