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LA “CURA DEL FERRO” PARTE DA PORTO MARGHERA

Rail Cargo Carrier Italy, la società del gruppo austriaco RCA che opera come impresa ferroviaria nell’area tra Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna ha spostato a Porto Marghera – al Vega – la sede operativa. La scelta di trasferire la sede operativa a Porto Marghera da Novi Ligure (Alessandria) risponde all’esigenza di collocarsi al centro della zona d’azione dei treni trainati dall’impresa che segue lo spostamento a Nord Est della manifattura italiana esportatrice.

Venezia diventa così il centro nevralgico della rete ferroviaria usata da Rail Cargo Austria per l’Italia e potrà così continuare a contribuire a quella “cura del ferro” fortemente voluta dal Governo.

L’attività di Rai Cargo Austria si viene, peraltro, ad aggiungere a quella di altri operatori che hanno anch’essi aumentato i loro servizi ferroviari da e per il porto di Venezia. E’ così che nel 2016 le nuove linee attivate e l’impegno degli operatori hanno fatto segnare il migliore risultato ferroviario di sempre: dal Porto di Venezia sono infatti stati movimentati circa 90.000 carri segnando un +25% rispetto al 2015, dato raddoppiato rispetto alla media annua del precedente quinquennio. Numeri che si traducono in 2.25 milioni di tonnellate di merce imbarcata su treno, rispetto agli 1,8 milioni del 2015. Le nuove linee, totalmente intermodali, che coniugano ro-ro in arrivo a Fusina e trasporto ferroviario, sfruttano la direttrice che passa per il Brennero collegando la Grecia e il Mediterraneo al Nord Europa in pochi giorni.

NUOVI SENSORI LUNGO TUTTO IL CANALE MALAMOCCO MARGHERA PER AUMENTARE E MIGLIORARE L’ACCESSO IN PORTO

L’Autorità Portuale di Venezia, in collaborazione con gli operatori portuali e la capitaneria di porto, ha studiato e realizzato una soluzione con l’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza della navigazione in caso di scarsa visibilità e di rendere le informazioni disponibili a tutta la flotta e gli operatori.

Un lavoro effettuato per  limitare al minimo le chiusure del porto di Venezia visto quanto successo nel 2015 quando a causa di forti nebbie la chiusura del porto di Venezia si è verificata in circa 20 gg.

La prima azione intrapresa è stata quella di installare 5 centraline costituite da sensori di visibilità lungo il canale Malamocco Marghera, di cui una comprensiva di stazione metereologica.

L’installazione è stata completata negli scorsi giorni e oggi gli utenti autorizzati possono consultare i dati in tempo reale su una applicazione dedicata che consente di comunicare le informazioni tramite il segnale internazionale AIS in dotazione a tutte le flotte.

L’intero progetto, per un investimento di circa 200 mila euro, è stato realizzato in stretta collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e la CdP di Venezia, con le quali è stato implementato un protocollo di interscambio dati – compatibile con tutti gli standard nazionali e internazionali della navigazione – che consentirà alle navi (e alle compagnie), agli operatori e ai responsabili della sicurezza di sapere sempre e in tempo reale le condizioni meteomarine del porto di Venezia predisponendo l’ingresso in sicurezza.

Venezia 50. Marghera 100. Il futuro del Sistema portuale dell’Adriatico Settentrionale

L’Autorità Portuale di Venezia organizza l’incontro con tutti i propri stakeholder per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo del porto nel suo complesso. Quest’anno l’evento giunge in un momento di svolta perché il 2016 vedrà la definizione del Nuovo Piano Regolatore Portuale, la nascita dell’Autorità Portuale di Sistema dell’Adriatico Settentrionale, nonché due anniversari di altrettante fasi storiche: la nascita di Porto Marghera 100 anni fa e, l’attenzione verso la tutela di Venezia dopo gli effetti della mareggiata del 1966.

Ne parleranno le istituzioni che collaborano quotidianamente per lo sviluppo del porto, la Capitaneria di Porto, il Comune e la Regione del Veneto – rappresentati rispettivamente dal Comandante in seconda, Stefano Meconi, dal Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e dall’Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti – e gli esperti di “Venezia 50” Andrea Rinaldo (Ordinario di Costruzioni idrauliche, École Polytechnique Fédérale de Lausanne e Università di Padova), e di “Marghera 100” Stefano Micelli (Direttore Scientifico della Fondazione Nord Est).

Seguirà la relazione del Presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, che, oltre a un bilancio del secondo mandato, guarderà avanti nella prospettiva della nuova Autorità Portuale di Sistema, con uno sguardo alla dimensione “glocale” (di Venezia e a Venezia) del porto.

Le conclusioni dei lavori saranno affidate a Simona Vicari, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

DA UN CONCORSO DI IDEE ALLA REALTA’: NUOVA ACCESSIBILITA’ EFFICIENTE AL PORTO COMMERCIALE DI MARGHERA E PARCHEGGI PER FINCANTIERI

Sono Andrea Centenaro, Helga Trevisan e Daniele Pugiotto i tre giovani dipendenti dell’Autorità Portuale di Venezia che, partecipando al concorso “Premio per l’innovazione 2014”  bandito ogni anno tra i dipendenti del Porto di Venezia, hanno trovato la soluzione per risolvere un problema di accessibilità lungo le vie confinanti con lo stabilimento Fincantieri e valorizzare l’area demaniale sotto alla rampa di Porto Marghera (Via della Libertà e Via del Commercio).

Per questo è stato proposto (e sarà realizzato nel 2016) un investimento di 100mila euro a cura di Autorità Portuale di Venezia (con un contributo di 10mila euro da parte di Fincantieri) che consentirà di realizzare una doppia corsia di ingresso al porto sulla Rampa Commerciale di Marghera eliminando le due linee di parcheggi ai lati della rampa e restituendo accessibilità stradale efficiente al porto.

L’area sotto la rampa invece, verrà sanificata e infrastrutturata a parcheggio (illuminazione, nuovo fondo stradale, scala di raccordo, dispositivi di riconoscimento, sistema antincendio ecc) per oltre 111 posti auto coperti e scoperti che verranno dati in concessione a Fincantieri e destinati alle ditte appaltatrici che lavorano con il cantiere.

I miei complimenti ad Andrea, Helga e Daniele che hanno saputo interpretare al meglio le richieste del concorso di idee elaborando una soluzione che consente di migliorare l’accesso al porto e valorizzare un’area degradata a beneficio del porto e della città. Hanno curato il progetto nei minimi dettagli  studiando tutte le fasi dall’ideazione alla realizzazione passando per la contrattazione del canone demaniale con Fincantieri e hanno saputo portare a casa un risultato eccellente eliminando così inefficienze e degrado”, ha dichiarato il Segretario Generale di APV Claudia Marcolin.

IL PORTO DI VENEZIA E’ UNA “OPEN FACTORY”

In occasione della manifestazione “Open Factory” l’Autorità Portuale di Venezia ha coinvolto istituzioni e imprese private operanti del porto per proporre ai visitatori un itinerario alla scoperta delle eccellenze del porto di Venezia.

Hanno preso parte all’iniziativa oltre 50 persone provenienti da tutto il Nordest che, muniti di caschetto e dotazioni di sicurezza sono stati accompagnati in un percorso in bus tra il waterfront di S.Basilio fino ai meandri più reconditi dei terminal e delle imprese di Porto Marghera. Una prima esperienza positiva che sicuramente sarà ripetuta in primavera a beneficio di tutti i cittadini che vorranno scoprire come funziona il porto di Venezia.

La visita si è concentrata sull’area di Marghera, una delle più grandi aree portuali-industriali europee di sempre con 1447 ettari di aree operative portuali e industriali, 12 chilometri di banchine attive, raggiungibili da navi con pescaggi fino a -11.5 metri e dotata di raccordi stradali (40km), 135 km di ferrovia e 7 km di fibra ottica.

Prima tappa S.Basilio, qui la Capitaneria di Porto tramite la testimonianza di un giovane Guardia Marina, ha raccontato il proprio lavoro attraverso l’illustrazione delle tecniche di monitoraggio attivate “che sono una garanzia per la sicurezza della navigazione, per i movimenti delle navi, e l’organizzazione e la disciplina dei servizi portuali. Un lavoro complesso che richiede energia, elevata preparazione ed entusiasmo”.

La seconda tappa del tour ha raggiunto la sede della Rimorchiatori Riuniti Panfido che si trova  su una chiatta galleggiante ormeggiata alla fine del canale Brentella; qui, piloti, ormeggiatori e rimorchiatori hanno raccontato in cosa consiste il loro complesso lavoro di accompagnamento in sicurezza di tutte le navi in manovra che arrivano e partono dal porto, mostrando anche le nuove tecnologie utilizzate e l’elevano know how di coloro che i visitatori hanno definito “gli angeli del porto”.

Davide Calderan, Amministratore Delegato Rimorchiatori Riuniti Panfido & C. srl ha raccontato “nulla del nostro lavoro viene lasciato al caso, tutta l’attività viene pianificata e programmata meticolosamente ed è soggetta a controlli e normativa molto stretti con l’unico obiettivo di garantire la piena sicurezza alle navi e all’intero porto”.

Saul Mazzucco, Capo dei Piloti del Porto di Venezia dando appuntamento ad una prossima visita in torre Piloti a Malamocco ha dichiarato “è spiegando le nostre professioni e le regole in mare che  avvicinare le persone al porto, una realtà così importante per Venezia. I meccanismi che stanno dietro alle operazioni navali rendono al meglio l’idea di come in porto si operi sempre in stretta collaborazione con la Capitaneria al fine di rendere agile, funzionale e veloce l’accesso in un porto speciale come è Venezia”.

Francesco Schiavon, Presidente Ormeggiatori Venezia ha sottolineato come le iniziative come Porto di Venezia: Open Factory, siano “un’esperienza da ripetere per far conoscere al cittadino veneziano e non, che troppo spesso è staccato dalla vita portuale, una realtà produttiva trainante per l’economia della città e della regione. Una bella opportunità anche per fare squadra con le istituzioni portuali e con gli altri servizi tecnici nautici a servizio del territorio”.

Il bus ha poi fatto tappa presso il porto commerciale tra i terminal portuali e presso Vecon gli utenti hanno potuto scoprire come funziona la movimentazione dei container e scoprire una delle eccellenze green dello scalo veneziano grazie ai recenti investimenti per la dotazione del terminal – primi in Italia – con gru elettriche a basso impatto ambientale.

Altra tappa dedicata poi al traffico rinfuse presso il terminal Euroports che opera a livello internazionale ed è dotato di uno dei più grandi silos d’Europa, capace di contenere fino a 100 mila tonnellate di merci alla rinfusa.

Tappa finale del tour presso Grandi Molini Italiani, scelto tra i tanti quale esempio di terminal industriale di eccellenza, qui ogni anno si anno macinano 1,2 milioni di tonnellate di grano per un fatturato che sfiora i 400 milioni di euro. In particolare, a Venezia Marghera, GMI gestisce l’impianto più grande d’Europa situato lungo il Canale Ovest (Via Banchina Molini). Alessandro Pinato, Direttore del Terminal Grandi Molini di Venezia ha subito aderito all’iniziativa che si inserisce in altre che GMI sta realizzando “per decenni abbiamo purtroppo assistito a una chiusura della zona di Marghera, che però, grazie al terziario e industrie come Grandi Molini Italiani punta al rilancio economico e produttivo, soprattutto grazie al Porto e alle sue vie d’acqua”.

APPROVATI 12 PROGETTI PER IL RECUPERO DI PORTO MARGHERA CANTIERI PER 75MILIONI DI EURO Posta in arrivo

Il comitato di Coordinamento ha approvato la lista degli interventi ammissibili a finanziamento nell’ambito dell’Accordo di Programma sottoscritto tra Ministero dello Sviluppo Economico (MiSe), Regione Veneto, Comune di Venezia e Autorità Portuale.

I lavori approvati, la maggior parte dei quali è in fase di progettazione definitiva o pronti per il lancio dei bandi di gara per la realizzazione, saranno cantierabili già dei primi mesi del 2016.

Per l’Autorità Portuale si tratta di 12 progetti infrastrutturali, finanziati direttamente dall’Autorità portuale di Venezia o cofinanziati dal MiSe per un investimento complessivo di oltre 75milioni di euro (di cui 56milioni finanziati dal MiSE e 19milioni dall’APV) per il potenziamento delle caratteristiche del porto capace supportare il sistema manifatturiero/logistico di Porto Marghera di oggi e di domani.

Progetti che saranno capaci di creare quelle condizioni operative per il supporto e lo sviluppo delle imprese già insediate e per l’insediamento di nuove attività che sfruttino le due caratteristiche fondamentali di quest’area: il porto per l’industria e l’industria per il porto.

La ritrovata accessibilità grazie ai lavori di escavo dei canali, delle banchine esistenti e il ripristino dei tracciati ferroviari e quindi la capacita di attrazione di attività porto-centriche consentiranno di mantenere  elevati livelli di efficienza portuale a beneficio delle imprese e dell’economia del Nordest, ma anche dell’Italia e dell’Europa.

Porti: Venezia; Costa, non perdiamo altre occasioni

- “Questo non può e non deve essere il porto delle occasioni perse”. Il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, ha concluso così il suo discorso all’inaugurazione dell’anno portuale. “Non intendiamo piangerci addosso – ha proseguito – ci siamo rimboccati le maniche e continueremo a farlo, dimostrando nei fatti la capacità di mettere a disposizione del Paese, ancor prima che del Veneto e di Venezia una risorsa che sarebbe tragico sottostimare. L’Autorità Portuale e tutti gli operatori portuali e industriali di Venezia e Marghera non intendono arrendersi”. Un compito, ha sottolineato Costa, “necessariamente da assumere se si vuole che il mantenimento delle eccellenze già conquistate con fatica e impegno e le nuove sfide che ci attendono, da accettare e vincere, siano alla nostra portata, per consentire che, una grande realtà di oggi diventi un protagonista globale domani. Un risultato alla nostra portata ma che deve essere accompagnato da un comune sentire di tutti”. “Non possiamo perdere altre occasioni – ha proseguito il presidente di ApV. – Il mondo va troppo veloce, non ci aspetta. Mentre noi facciamo melina, su crociere e offshore, i nostri competitor vanno avanti, crescono, ci attaccano da ogni parte, spesso sostenuti da sistemi-Paese che li agevola, non che li ostacola. Venezia è un porto eccellente da 15 secoli e che può ancora trovare in quella tradizione la forza per regalare all’Europa, all’Italia al Veneto e Venezia un volano incomparabile di sviluppo e prosperità. Oggi il contesto europeo è sicuramente più chiaro di quello nazionale. È da sperare che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica in corso di redazione colmi la lacuna”. “Come ho cercato di dimostrare – ha concluso Costa – abbiamo oggi una occasione irripetibile di dimostrarsi all’altezza del nostro passato. Non buttiamola via.

ACCORDO DI PROGRAMMA PER PORTO MARGHERA: UN’OCCASIONE UNICA DI RILANCIO DELLE ATTIVITA’ PORTUALI E INDUSTRIALI

È stato siglato oggi a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza di Regione Veneto, Autorità Portuale e Comune di Venezia l’Accordo di Programma per la Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’Area di Crisi Industriale Complessa di Porto Marghera che destina circa 153 milioni di euro per la creazione e la rivitalizzazione di infrastrutture materiali e immateriali che daranno vita nei prossimi 3 anni alla nuova Porto Marghera.

Oggi è stato sancito, finalmente e concretamente, il percorso per la creazione della Porto Marghera di domani. Un Accordo esalta quell’unicum che, da sempre, ha fatto la fortuna di quest’area: il porto per l’industria e l’industria per il porto. Siamo di fronte, per la prima volta, ad un impegno che non si limita a trattare di bonifiche e crisi aziendali, ma punta ad un insieme coordinato di interventi infrastrutturali capace di creare condizioni operative per il supporto e lo sviluppo di quelle già insediate e per l’insediamento di nuove attività. Il futuro di Porto Marghera si fonda dunque su tre pilastri che ne consentiranno crescita e sviluppo: l’attrazione di attività porto-centriche ovvero quelle che sappiano sfruttare al meglio la vicinanza al mare e le grandi potenzialità logistico-infrastrutturali, la ritrovata accessibilità grazie ai lavori di escavo dei canali, delle banchine esistenti e il ripristino dei tracciati ferroviari ed, infine, la realizzazione del porto offshore che consentirà di mantenere elevati livelli di efficienza portuale a beneficio delle imprese e dell’economia del Nordest, ma anche dell’Italia e dell’Europa”, ha dichiarato Paolo Costa Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia.

(…)

Il complesso degli interventi previsti dall’Accordo interventi migliorerà sensibilmente la qualità del sito di porto Marghera, potenziando le caratteristiche del porto (unico dei tre elementi di competitività di cui può godere porto Marghera) e gettando le basi – oggi – per la creazione del sistema manifatturiero/logistico di Porto Marghera di domani, capace quindi di:

-          sfruttare le competenze e qualità delle lavorazioni made in Italy nella trasformazione di prodotti provenienti e destinati a/da paesi molto lontani tra loro;

-          concentrare nella stessa area una vasta gamma di produzioni “quasi manifatturiere” che riguardano le attività logistiche a maggior valore aggiunto (merci semi-lavorate o prodotti finiti) che in porto subirebbero alcune ultime fasi di lavorazione prima di essere immessi sul mercato retail.

-          rivitalizzare il comparto della chimica e del settore energetico, creando a Marghera un polo di eccellenza nel settore della nuova chimica “verde e sostenibile”. Lo sviluppo di un sistema che gestisca e organizzi la “logistica della chimica” garantendo tutti i requisiti di sicurezza ed efficienza, è una soluzione per mettere a sistema e sfruttare l’enorme know-how sviluppato in decenni di insediamenti produttivi, garantendo un utilizzo di aree già perlomeno parzialmente attrezzate.

L’Autorità Portuale si occuperà della realizzazione di una serie di interventi (69.5 milioni di euro) che riguardano principalmente la realizzazione e modifica delle banchine, l’implementazione di piazzali e interventi per la viabilità. Attraverso queste opere, si otterrà un miglioramento della capacità del porto e una maggior efficienza dell’operatività dei terminal industriali e portuali.

ENI-VERSALIS INAUGURA A PORTO MARGHERA IL PRIMO ESEMPIO DI “MAGAZZINO DELLA CHIMICA”

- E’ un accordo molto importante – ha dichiarato Paolo Costa presidente dell’ APVenezia – per il porto di Venezia perché il progetto di Versalis utilizzerà nuove strutture logistiche portuali assieme a quelle esistenti nel sito per sviluppare una sinergia con l’attività industriale vera e propria. Possiamo finalmente parlare di un primo esempio di “magazzino della chimica” che sperimenterà nuovo modello di integrazione di manifattura-logistica a Porto Marghera su cui l’Autorità Portuale sta lavorando molto in un’ottica di riconversione, non solo dell’industria che si affaccia sulle banchine, ma anche degli stessi traffici marittimi.
E’ positivo altresì che le cariche agli impianti di Ferrara, Mantova e Ravenna potranno continuare attraverso pipelines tramite il ricevimento delle feedstock con le strutture logistiche portuali di Porto Marghera.

ENI E AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA PARTNERSHIP PER PORTO MARGHERA E SOLUZIONI ECOSOSTENIBILI

Una partnership tra Eni e Autorità Portuale di Venezia
che conferma Porto Marghera quale area strategica per lo sviluppo di progetti ad
ampia sostenibilità nei prossimi 20 anni. La trasformazione dell’area industriale
portuale veneziana è stata al centro dell’incontro tra Salvatore Sardo, Chief
Downstream and Industrial Operations Officer di Eni e Paolo Costa, Presidente
dell’Autorità Portuale di Venezia.

A Porto Marghera Eni ha completato la prima fase della riconversione della
Raffineria di Venezia per la produzione di biocarburanti innovativi, migliori in
termini di sostenibilità ambientale (riduzione del particolato) ed efficienza
motoristica, grazie alla tecnologia proprietaria Ecofining che consentirà anche la
lavorazione di feedstock di seconda generazione, quali oli vegetali esausti e grassi
animali. La seconda fase progettuale, ora in fase autorizzativa, prevede il
completamento degli impianti nel primo semestre 2017.

Eni ha inoltre confermato di aver completato i lavori di condizionamento
dell’oleodotto che collega il porto di San Leonardo alla Raffineria per la ricezione
di gasolio all’Isola dei Petroli, operazione che costituirà il presupposto per
continuare a rispondere ai fabbisogni del mercato facendo di Porto Marghera l'hub
logistico per un mercato che va oltre il Nordest. Il Porto di San Leonardo
continuerà ad operare fino a soluzioni alternative subordinate alla realizzazione
della piattaforma d'altura al largo di Malamocco in corso di progettazione. 

Infine è stata confermata la volontà di promuovere nuove infrastrutture per la
movimentazione e stoccaggio di Gas Naturale Liquefatto (LNG) nell’area portuale di
Venezia nell’ambito del Masterplan per LNG nel Nord Adriatico promosso dalla Unione
Europea. La collaborazione prevede lo studio di fattibilità e la realizzazione di un
progetto pilota finalizzato al rifornimento di LNG per piccoli mezzi marittimi
contribuendo così fattivamente a rendere lo scalo di Venezia sempre più verde ed
ecosostenibile.
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