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NEXIVE, ANCORA TRE STELLETTE PER LA LEGALITÀ

Nexive, primo operatore privato del mercato postale italiano, vede confermarsi il massimo punteggio nel rating di legalità, riconoscimento che l’Antitrust assegna alle società che si distinguono per il rispetto della legalità e, più in generale, per il grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.

Per ottenere tale riconoscimento, è fondamentale, tra le altre cose, rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge, adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a tutte le disposizioni normative applicabili all’impresa; adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility e modelli organizzativi di prevenzione e contrasto della corruzione.

Istituito con l’intento di promuovere e introdurre principi di comportamento etico in ambito aziendale, il rating di legalità sta diventando un riconoscimento sempre più ambito dalle imprese italiane che, in virtù del loro impegno, possono disporre di vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario. Rispetto al 2014 le richieste sono aumentate del 243%, così come pure i dinieghi da parte dell’Authority, passati da 6 a 66 nel 2015.

“La costante crescita delle richieste di accedere al rating è una chiara conferma del lavoro che è stato fatto e che si sta facendo per premiare quelle aziende che, come noi, credono nella trasparenza e nel rispetto delle regole – dichiara Maurizio Raffaini, General Counsel di Nexive –“Siamo orgogliosi di essere stati il primo operatore postale ad ottenere questo riconoscimento e ancora più orgogliosi di aver ricevuto nuovamente il massimo punteggio; è la conferma di un’attenzione che Nexive ha nel suo DNA e continuerà ad avere sempre”.

Corrieri, la nuova frontiera del caporalato

Sda sotto accusa

Dieci o dodici ore di lavoro pagate, a dir bene, 5 euro l’una. Contributi azzerati o quasi. Irregolarità nei contratti e nelle buste paga. Forme di nuovo caporalato. Sono i corrieri l’ultima frontiera dello sfruttamento lavorativo.

SCIOPERO. La situazione, portata alla luce prima dalla Cgil e poi da un articolo del Fatto Quotidiano, pubblicato sul finire di ottobre, è sfociata in una serie di scioperi. Solo martedì scorso i corrieri della Sda, una delle principali aziende di consegne in Italia, hanno dato inizio ad un picchetto davanti alla sede di Carpiano, nell’hinterland di Milano.

Un'immagine del picchetto

STRANIERI. Un centinaio i lavoratori che si sono accampati fuori dai cancelli, impedendo l’accesso ai camion per il carico delle merci. Tra loro molti stranieri, la maggioranza dei quali in ditta da una decina d’anni o poco meno. Dieci anni con una busta paga da un migliaio di euro scarso, all’interno della quale le ore pagate sono la metà (talvolta anche meno) di quelle realmente effettuate e il resto viene retribuito per mezzo di “diarie”, “trasferte” e altre voci tassate meno rispetto alle ore di lavoro. Un escamotage utilizzato per evadere tasse e contributi.

LA REPLICA. “I dipendenti sono soci garantiti dal contratto nazionale – replica una delle due cooperative a cui la Sda di Carpiano appalta i servizi – e dire che qui c’è il lavoro a chiamata è un’affermazione infondata. I nostri dipendenti sono soci della cooperativa, garantiti da rapporto di lavoro subordinato e regolamentato dal contratto nazionale merci, spedizione e logistica. Il resto sono illazioni e racconti che chiunque può fare”. Fatto sta che i lavoratori continuano la protesta, chiedendo a gran voce un contratto degno di questo nome.

“Questa è gente che non ha nessun diritto – ribadiscono i Cobas – praticamente è come se venissero assunti e licenziati ogni settimana, ogni giorno se serve. Non hanno nemmeno i contributi calcolati; neanche un giorno di ferie pagate, si devono pure comprare gli abiti da lavoro”.

Consegne a prezzi stracciati

COOPERATIVE

. Spesso e volentieri, come nello specifico caso di Carpiano, le grandi aziende di consegne, non figurano in prima persona come estensori di questo tipo di contratti, in quanto appaltano il servizio a cooperative esterne. Solo la Sda, ad esempio, si serve di circa 300 cooperative sparse in tutta Italia. E la busta paga racconta sempre la stessa storia: se il totale è 1.000, la retribuzione è 340, i premi 460 e le trasferte circa 200 euro. Leggi il resto di questo articolo »

Meridiana Fly, il biglietto aereo ora si fa dal cellulare

Meridiana Fly ha stretto un accordo con Poste Mobile.

Acquistare un biglietto aereo dal proprio cellulare? Da oggi, grazie all’accordo sottoscritto tra Meridiana Fly e Poste Mobile, è possibile per chi ha associato la propria sim al conto corrente BancoPosta o alla Postepay.

Ecco come fare per acquistare un volo dal sito di Meridiana Fly: inserire il proprio numero di cellulare e selezionare “Poste Mobile” tra le modalità di pagamento disponibili. In tempo reale si riceverà un sms riepilogativo dei dati della prenotazione e si potrà confermare l’acquisto digitando sul telefonino il proprio codice personale di sicurezza PM Pin. Seguirà un secondo sms per notificare l’avvenuta transazione.

Il costo del biglietto verrà addebitato automaticamente sullo strumento associato alla sim e per ogni operazione di acquisto tramite Sim Poste Mobile verranno addebitati 12 centesimi sul credito residuo.

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