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FS: SERRACCHIANI, PRIVATIZZAZIONE CONSOLIDA SOCIETA’ SANA

Ferrovie è una società sana e la privatizzazione potrà consolidare ulteriormente il positivo percorso economico che ha già compiuto, permettendo di garantire migliori servizi”. Lo afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, responsabile nazionale delle Infrastrutture e Trasporti per il partito.

Per Serracchiani “con l’ingresso di una quota di capitale privato Ferrovie sarà ancor più motivata a rafforzare l’impegno sul piano interno e internazionale. Era fondamentale che lo Stato restasse proprietario delle reti e ciò è avvenuto”.

“Lo sviluppo del trasporto su ferro in Italia, anche attraverso l’apertura al mercato, è una delle priorità per il PD. Al nostro Paese servono infrastrutture di trasporto e servizi ferroviari di primo livello, merci e passeggeri, per entrare a pieno titolo in concorrenza con i mercati più avanzati”, ha concluso.

Elia: “Privatizzazione positiva, ma in un quadro di regole certe”

Le Ferrovie Italiane sono pronte alla privatizzazione, ma è importante che essa avvenga in una cornice di regole ben definite.

Lo ha detto l’AD di FS Italiane, Michele Mario Elia, nel corso di un’audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato in merito al processo di privatizzazione del Gruppo. A Palazzo Madama il top manager ha insistito sulla necessità di stabilire un quadro regolatorio chiaro, sia per quanto riguarda il calcolo dei pedaggi per l’utilizzo della rete, sia per le modalità di gestione delle gare per il trasporto pubblico locale

Riferendosi all’ipotesi di vendita dell’AnsaldoBreda, Elia ha auspicato che la produzione dei treni rimanga in Italia: “Se la vendono e poi rimane nel Paese a noi va bene, non è importante come si chiami ma che rimanga qui. Ansaldo, Bombardier e Alstom – ha proseguito – hanno una grande competenza e assicurano molti posti di lavoro. Non dobbiamo fare come l’Inghilterra, dove i produttori di treni sono scomparsi”, ha sottolineato l’AD, spiegando che “il treno Frecciarossa 1000 che sta vendendo AnsaldoBreda è una grande conquista”.

Un capitolo dell’audizione in Senato ha riguardato anche il problema del dissesto idrogeologico. Le Ferrovie monitorano 2.900 punti su 17mila chilometri di rete. “Per metterla a posto tutta servono 2 miliardi, quest’anno – ha ricordato Elia – abbiamo cominciato a lavorare con 125 milioni”.

“Stiamo lavorando nella zona di Genova dove abbiamo 50 punti che sono tutti sotto controllo. Sulla metà di questi – ha aggiunto – stiamo intervenendo e alcuni sono già risolti. Si tratta di un lavoro capillare, svolto distinguendo tra fenomeni lenti e fenomeni improvvisi. Un lavoro che la Struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche ha lodato perché molto accurato”.

FS Italiane, prossime fermate: sviluppo in Europa e privatizzazione

Crescita e sviluppo in Europa e percorso verso la privatizzazione.

Sono questi i prossimi obiettivi del Gruppo FS Italiane, presentati oggi a Bruxelles alla stampa internazionale dall’AD Michele Mario Elia. I risultati conseguiti dalle Ferrovie dello Stato Italiane sono più che incoraggianti. I dati relativi al primo semestre 2014 confermano l’andamento positivo della gestione registrato negli ultimi anni.

Questi successi spingono a guardare all’Europa come naturale terreno di sviluppo.

Perché sia possibile centrare questo obiettivo, è necessario che nasca un unico mercato ferroviario europeo, davvero liberalizzato, che non ponga restrizioni all’accesso alle reti di ciascun paese e che rispetti i principi di reciprocità.

Un mercato che non abbia più, grazie anche al rafforzamento del ruolo della European Railway Agency (ERA), le barriere tecniche e amministrative che spesso impediscono di fatto il processo di liberalizzazione. Basti pensare che il nuovo Frecciarossa 1000 (interoperabile e capace di raggiungere i 400 km/h) dovrà essere omologato in ogni singolo Stato europeo in cui Trenitalia vorrà farlo viaggiare, con procedure spesso lente, ripetitive e costose.

Per migliorare il settore ferroviario è necessario liberalizzare completamente il servizio, creando un unico mercato ferroviario europeo. Guardiamo all’ Europa come il naturale terreno di sviluppo, così Elia parlando con i giornalisti della stampa internazionale.  FS Italiane sostiene perciò la proposta della Commissione Europea, che prevede la piena liberalizzazione di tutti i servizi dal 2019, con la salvaguardia dell’equilibrio economico dei contratti di servizio pubblico.

La prima lettura del Quarto Pacchetto Ferroviario al Parlamento Europeo, diversamente da quanto proposto dalla Commissione, ha introdotto una norma per cui le strutture a holding sono compatibili, sotto il controllo di un regolatore, con la libera concorrenza. Una misura che ha l’obiettivo di garantire condizioni di alta efficienza e innovazione per il sistema ferroviario. Purtroppo si prevede la piena liberalizzazione dei soli servizi ad Alta Velocità, che esistono in otto paesi.

L’altro importante traguardo per FS Italiane è la privatizzazione. Le modalità saranno decise dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tutto il prossimo anno si lavorerà sulle diverse soluzioni percorribili in modo da raggiungere l’obiettivo nel biennio 2015 -2016.

Sulla privatizzazione di FS Italiane adesso acceleriamo.

Lo ha detto l’AD del Gruppo Michele Mario Elia, oggi a Pisa a margine del convegno High-tech Italy. “E’ plausibile lo sbarco nel 2015-2016. Tutte le decisioni sono del ministero dell’Economia e delle Finanze”. Così il top manager rispondendo a una domanda sullo sbarco in Borsa di FS Italiane.

“Ci sono diverse ipotesi, stiamo valutando rischi e opportunità”, ha aggiunto Elia. “E’ stato fatto un lavoro importante. Ora ci sarà un’accelerazione”, ha concluso.

Ministero Economia e Finanze, FS Italiane: a l’AD Elia le deleghe di definizione strategie e privatizzazione

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che in data odierna si è tenuta l’assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane per assumere le necessarie determinazioni a seguito dell’avvenuta rinuncia da parte del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Prof. Marcello Messori, a deleghe e incarichi attribuiti lo scorso maggio dallo stesso Consiglio, fatta eccezione per la delega in materia di coordinamento delle attività di controllo interno.

Il Mef, di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ritenuto opportuno un assetto di governance che possa assicurare una più completa unitarietà nella conduzione aziendale della Società e del Gruppo, invitando quindi il Consiglio di Amministrazione ad attribuire all’Ing. Michele Mario Elia, in qualità di Amministratore Delegato della Società, le deleghe in materia di definizione delle strategie e relazioni esterne e istituzionali, nonché l’incarico per lo svolgimento delle attività di impulso e di coordinamento per l’assunzione di ogni iniziativa funzionale alla valorizzazione del Gruppo, anche nell’ottica della privatizzazione.

In questo contesto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in qualità di azionista, assumerà, in raccordo con le altre competenti autorità di Governo, ogni opportuna determinazione di indirizzo per la realizzazione del suddetto processo di valorizzazione e privatizzazione della Società. Al fine di accelerare tale processo sarà creato uno specifico Gruppo di lavoro presso il Mef.

Vito Riggio su privatizzazioni degli scali nazionali

Con riferimento alla questione inerente le privatizzazioni degli scali nazionali, il Commissario Straordinario dell’Enac, Vito Riggio, anche a nome del Consiglio di Amministrazione che ha di recente discusso l’argomento, ricorda che le procedure per le privatizzazioni sono regolamentate per legge e prevedono passaggi dai quali non è possibile prescindere.
Le società devono innanzitutto
- nominare un advisor al quale è affidato il compito di stimare il valore dello scalo;
- effettuare gare secondo quanto previsto dalla normativa vigente e in particolar modo
dal decreto 521 del 1997.
Ovviamente la decisione di porre in vendita le quote della società spetta esclusivamente agli azionisti della società stessa.
Riggio ricorda anche che l’affidamento di lunga durata, spesso di 30 o 40 anni, è previsto proprio per dare certezza alle società di poter pianificare e realizzare investimenti dai quali rientreranno nel corso degli anni. Anche i contratti di programma costituiscono in tal senso un importante rafforzamento industriale a garanzia della solidità patrimoniale della società, come peraltro sottolineato dalle indicazioni ricevute dai vari governi che si sono succeduti nel tempo.
Riggio ricorda altresì che per quanto riguarda la Regione Siciliana esiste un’apposita legge del 2011, non abrogata, quindi pienamente vigente, che prevede la progressiva dismissione da parte degli Enti locali.
Pertanto, il Commissario Straordinario dell’Ente invita tutte le società interessate a non azzardare cifre che non hanno alcun riscontro ma, al contrario, ad attivarsi per accelerare il processo di individuazione di advisor di comprovata capacità e procedere con le stime di valore e successivamente con le vendite.

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