Articoli marcati con tag ‘Regioni’

Antitrust: imposta emissioni sonore aerei, nelle Regioni applicazione difforme meglio definire criteri univoci con legge nazionale

L’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili – dal primo gennaio scorso divenuta tributo regionale proprio ” è stata istituita finora solo in sei Regioni ma in modo così difforme da «alterare le condizioni di redditività dei vettori che fanno scalo in alcuni aeroporti rispetto ad altri con conseguenze discorsive sotto il profilo concorrenziale». E’ quanto evidenzia l’Antitrust in una segnalazione indirizzata al Governo, al Parlamento, alla Conferenza Stato-Regioni e alle sei Regioni che hanno istituito il tributo (Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Calabria e Marche), pubblicata sul Bollettino settimanale dell’Autorità. Gli effetti discorsivi derivanti dalla differente applicazione dell’imposta colpiscono, sottolinea l’Antitrust, sia le compagnie aeree «che offrono i propri servizi prevalentemente negli aeroporti dove l’Iresa ha un’incidenza maggiore e non possono agevolmente spostarsi da uno scalo all’altro», sia i consumatori per i quali, «a fronte di tariffe più alte determinate dal trasferimento a valle da parte delle compagnie aeree dei maggiori costi sopportati, possono risultare più attraenti scali limitrofi a quelli interessati da una maggiore tassazione» sia, infine, le società di gestione aeroportuale che vedono conseguentemente «alterate le proprie condizioni di redditività a causa di una riduzione del numero di vettori e/o di consumatori che decidono di frequentare lo scalo». Inoltre, osserva ancora l’Antitrust, così come è stata definita l’Iresa non rispecchia la natura di imposta di scopo «essendo talvolta (come nel Lazio) destinata solo per il 10% alla gestione dei costi sociali delle emissioni sonore provenienti dagli aerei».
Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato le problematiche evidenziate possono essere superate attraverso la definizione con legge dello Stato di criteri uniformi per il calcolo dell’imposta, il cui gettito dovrà ovviamente essere devoluto alle Regioni di pertinenza. Criteri che dovrebbero condurre a una definizione univoca del livello dei tributi per tipologia e caratteristiche del velivolo per evitare la creazione di arbitrarie discriminazioni tra scali e imprese e per l’elaborazione dei quali ci si potrebbe ispirare a quelli definiti in altri Paesi Ue come: la previsione di aliquote differenziate tra voli diurni e notturni; parametri di pagamento rapportati all’efficienza sonora degli aerei e non al loro tonnellaggio; la previsione di classi di aliquote che tengano conto delle peculiarità urbanistiche delle aree geografiche prospicienti i singoli aeroporti. Il legislatore nazionale, conclude l’Antitrust, deve anche garantire che il gettito dell’imposta venga destinato dalle Regioni «in via prevalente» al sostegno del costo degli interventi necessari per contenere il rumore e compensare la popolazione residente, come avviene negli altri Stati dell’Ue che applicano l’imposta. «Solo in tal modo infatti è possibile contemperare l’esigenza di intervenire sull’esternalità negativa indotta dall’inquinamento acustico con gli effetti che l’imposta ” incidendo sulla redditività delle imprese e conseguentemente sui costi dei servizi a carico dei consumatori ” può avere sugli assetti competitivi del settore aereo».

Aeroporti: ministro Lupi, su piano nazionale confronto immediato con le Regioni

Dobbiamo riprendere quanto fatto dal precedente Governo e confrontarci immediatamente con le Regioni”. Sulla questione del Piano nazionale aeroporti, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha ribadito, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, l’impegno per un confronto in tempi brevi con le Regioni. “C’è già un calendario di incontri”, ha detto sottolineando come senza questo confronto “c’è il rischio di aver fatto una cosa bellissima ma senza le gambe necessarie per calarsi nella realtà”, affrontando temi quali “la vocazione dei singoli aeroporti presenti sul territorio, il loro numero e una necessaria razionalizzazione”. “Il metro -” ha aggiunto Lupi -” non può essere che quello dell’ascolto, del dialogo, della collegialità del Governo, del realismo e della responsabilità”. Confermata anche la priorità del Governo per l’ “insediamento immediato dell’Autorità dei Trasporti, si tratta solo di presentare una terna di nomi alle commissioni competenti e trovare la necessaria maggioranza dei due terzi per le nomine”. Per Lupi inoltre è cambiata anche la “vocazione del trasporto aereo”, ad esempio “per l’arrivo dell’alta velocità”. Ci sono poi le questioni legate ai “diritti di quinta libertà per le compagnie straniere e all’asimmetria competitiva tra vettori low cost e tradizionali, laddove il vantaggio per i cittadini è eccezionale ma si deve anche garantire una concorrenza uguale per tutti, senza soggetti sovvenzionati ed altri no, le regole devono essere uguali per tutti”. Sulla situazione dell’Alitalia, Lupi ha affermato che “si tratta di una risorsa importante per il Paese, di una questione che si deve avere il coraggio di affrontare” perchè “è privatizzata ma c’è un ruolo strategico che il ministero può svolgere”. Il ministro ha anche segnalato “un emendamento del Governo per la proroga del fondo di solidarietà del trasporto aereo, che riguarda molti lavoratori di Alitalia”. Sì infine a linee d’azione, anche in sede Ue, per la continuità territoriale: “in questo senso il trasporto aereo può intervenire laddve le reti non sono ancora arrivate o non possono arrivare, come per le isole, per noi la continuità territoriale è un punto preciso, diventa principio fondamentale e servizio pubblico universale ma anche capacità di sistema complessivo e di responsabilità del nostro settore”.

Trenitalia: 130 nuovi treni per i pendolari. La gara chiude il15 giugno

E’ stato fissato da Trenitalia al 15 giugno il termine di presentazione delle offerte per la fornitura di 130 convogli elettrici e diesel, più un’opzione per altri 60, destinati ad ammodernare e potenziare la flotta dei treni regionali , migliorando qualità e comfort del viaggio e regolarità del servizio, in coerenza con i contratti di servizio sottoscritti dalle Regioni.
L’iter delle due gare, una per i convogli elettrici una per i diesel, entrambe a procedura negoziata, ha già concluso la fase di selezione e a contendersi la fornitura, il cui valore è stimabile intorno al miliardo e 250 milioni, saranno i principali players nazionali e internazionali del settore.
I partecipanti alla gara per i treni elettrici, divisa in due lotti, saranno chiamati a produrre 70 elettrotreni da almeno 280 posti a sedere, più un’opzione per altri 20, e 20 elettrotreni da almeno 500 posti a sedere, più un’opzione per altri 20.  Ampia facoltà alle imprese di presentare le soluzioni più idonee per assicurare elevati livelli di comfort, efficienza, accessibilità, affidabilità e sicurezza. La possibilità di accoppiamento dei convogli consentirà la massima flessibilità d’offerta di posti, consentendo di raddoppiarla nelle fasce pendolari, per dare così una concreta risposta al problema dell’affollamento nelle ore di punta.
L’altra gara riguarda 40 convogli diesel da almeno 130 posti a sedere, con opzione per altri 20, in grado di circolare su tutta la rete ferroviaria convenzionale, destinati al servizio regionale sulle linee non elettrificate.
I bandi prevedono un criterio di aggiudicazione con punteggi che premieranno maggiormente la qualità e i tempi di consegna (60%), piuttosto che il prezzo (40%).
L’iter di valutazione delle offerte prevede tempi piuttosto stretti che porteranno all’aggiudicazione delle commesse entro l’estate 2012.

Manovra, per Moretti le Regioni dovranno “razionalizzare”

Mauro Moretti, ad Trenitalia.

Razionalizzare. È questa la soluzione che l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, suggerisce alle Regioni per sopravvivere al taglio di trasferimenti statali per il trasporto pubblico.

Parlando con i giornalisti a bordo di un Frecciarossa in viaggio da Roma a Milano per il “Viaggio al centro dell’innovazione”, Moretti ha osservato che “ci sarà un gravissimo problema di restrizione”, in relazione all’intenzione delle Regioni di restituire oggi al governo i contratti per il servizio pubblico locale e, dunque, anche quelli con Trenitalia. Tuttavia, il numero uno delle Fs si dice certo che si troverà una soluzione.

Moretti ha poi precisato che gli enti locali “dovranno razionalizzare i servizi forniti da treno e autobus sulla stessa linea, ad esempio, e concentrarli nelle grandi città e nelle ore di punta. Peraltro – ha aggiunto – il servizio dei bus è più costoso”.

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