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Renato Mazzoncini incontra Andreas Meyer

In occasione di un incontro a Milano, Renato Mazzoncini, AD e DG di Ferrovie dello Stato Italiane e il CEO di FFS Andreas Meyer, hanno tratto un bilancio positivo della collaborazione sull’asse nord-sud e discusso i temi chiave per il prossimo ampliamento d’offerta nel traffico passeggeri e merci.

Con la messa in esercizio della Galleria di base del San Gottardo (GbG) lo scorso anno, l’asse nord-sud, sia a livello di traffico nazionale che internazionale, ha assunto un’importanza notevole. La crescita della domanda si è registrata sia nel traffico merci sia nel traffico passeggeri, ed in quest’ultimo caso anche a cavallo del confine italo-svizzero. Tale sviluppo dinamico è riscontrabile anche nel traffico merci: nei giorni feriali transitano fino a 120 treni attraverso la GbG, molti dei quali percorrono l’asse transfrontaliera. La capacità totale sarà comunque raggiunta solo con la messa in esercizio del corridoio 4 metri e l’apertura della Galleria di base del Ceneri, a fine 2020.

Migliorati la puntualità e la stabilità dell‘orario
In occasione dell’incontro ai vertici i CEO di FS e di FFS, Renato Mazzoncini e Andreas Meyer, hanno confermato il bilancio positivo seguito all’apertura della GbG e la buona collaborazione tra le due aziende. Con l’ampliamento dell’offerta sono state migliorate anche la puntualità e la stabilità dell’orario. Il gruppo di lavoro fondato lo scorso anno ha dato buona prova di sé, come confermano le migliorie qualitative. Ciononostante è necessario intervenire ulteriormente al fine di garantire maggiore qualità e confort nel traffico transfrontaliero. In merito alla puntualità tra Milano e la Svizzera, Renato Mazzoncini ha sottolineato l’intenso sfruttamento della linea nel milanese e la sfida nel coordinare al meglio il traffico a lunga percorrenza con quello regionale nella metropoli lombarda.

Mazzoncini ha confermato che la stabilizzazione dell’esercizio sul nodo di Milano riveste un’alta priorità presso FS.

Allacciamento all’aeroporto di Malpensa e nuovo collegamento diretto Zurigo-Venezia
L’AD di FS Italiane ha confermato che i lavori di ampliamento infrastrutturale per l’aumento di capacità sul fronte italiano procedono secondo programma. Questi lavori sono necessari a ridurre, a partire dal 2020, con la messa in esercizio della Galleria di base del Ceneri, a tre ore i tempi di percorrenza tra Zurigo e Milano. Nel mese di dicembre 2017 è prevista la messa in esercizio della nuova linea Stabio-Arcisate; essa collegherà Varese con il Canton Ticino e Como e permetterà a numerose località della Svizzera meridionale e centrale un allacciamento diretto con l’aeroporto internazionale di Malpensa. Non da ultimo, le linea per il traffico merci del Sempione e del Gottardo saranno collegate tra loro grazie all’interscambio di Gallarate.

L’ampliamento di un’offerta attrattiva per il traffico passeggeri internazionale sull’asse nord-sud è di primaria importanza. A partire dal cambio orario di dicembre 2017 sarà introdotto un collegamento giornaliero diretto tra Zurigo e Venezia; ma già a partire da metà giugno, nei fine settimana, circolerà un treno diretto tra le due città. Inoltre, dal prossimo anno i clienti potrebbero usufruire di un collegamento diretto Eurocity da Francoforte, via Basilea, verso Milano, come confermato dalle due aziende.

Renato Mazzoncini eletto Presidente dell’Unione Internazionale Ferrovie

Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è stato eletto oggi all’unanimità Presidente dell’Union Internationale des Chemins de fer (UIC) per la durata di due anni, l’associazione che rappresenta il settore ferroviario a livello globale.

La designazione è avvenuta oggi a San Pietroburgo, nel corso dell’Assemblea generale UIC, l’incarico ha una durata di due anni.

Sotto la guida di Mazzoncini, l’UIC sarà chiamata anche a svolgere il fondamentale ruolo di consulente e advisor per i grandi programmi di investimento, attualmente in corso o previsti nei prossimi anni a livello mondiale: dai Corridoi europei TEN-T (passeggeri e merci) alla Cina, dagli USA all’India, passando per la Russia.

“L’UIC, quale organizzazione non governativa – ha sottolineato Renato Mazzoncini nel suo intervento all’Assemblea Generale – coopererà con gli enti sovranazionali, come le Nazioni Unite, supportandole, oltre che nella identificazione dei Corridoi internazionali, nell’ambito della COP22 e della Global Sustainable Transport Conference.  La recente firma di numerosi Memorandum of Understanding con banche di sviluppo – come ad esempio la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), la Banca Africana di Sviluppo (AfDB) e la Banca asiatica di sviluppo (ADB) – darà inoltre all’UIC nuove opportunità per affermare la centralità del trasporto sostenibile e supportare il settore”.

L’elezione dell’AD di FS Italiane a Presidente dell’UIC sottolinea e riconosce l’impegno del Gruppo nello sviluppo del settore ferroviario e la capacità di rappresentare al meglio gli interessi del comparto.

Rappresenta anche un traguardo importante per il sistema Italia, che avrà l’opportunità di incidere nella definizione delle politiche del trasporto a livello globale, una tra le industry più strategiche per investimenti e impatti sulla vita delle persone e sulle economie dei Paesi.

Forte impegno economico e tecnico per lo sviluppo della rete nazionale funzionale ai quattro “core corridors” europei

Sviluppo e potenziamento tecnologico e infrastrutturale delle linee ferroviarie nazionali funzionali ai quattro core corridors europei – Reno-Alpi, Mediterraneo, Baltico-Adriatico e Scandinavia-Mediterraneo – che attraversano l’Italia.

Solo così il sistema ferroviario italiano sarà pienamente connesso al network europeo. E per questo già sono in corso i lavori per adeguare la sagoma agli standard continentali – per il transito su ferro dei grandi container e delle cosiddette autostrade viaggianti – per realizzare binari di sosta e/o precedenza in grado di ospitare treni lunghi fino a 750 metri e per installare tecnologie di ultima generazione per il distanziamento in sicurezza dei treni e la gestione e il controllo del traffico ferroviario.

“Per competere a livello continentale sia nel trasporto viaggiatori sia in quello merci – ha sottolineato Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale di FS Italiane – è necessario dotare il Paese di un sistema infrastrutturale all’avanguardia e in grado di rispondere in maniera adeguata alle esigenze di trasporto che saranno sviluppate dal mercato. E per le infrastrutture ferroviarie nazionali, uno dei pilastri del Piano industriale 2017-2026 e parte integrante del sistema europeo, il Gruppo FS Italiane ha previsto investimenti economici per 57,5 miliardi di euro, 33,5 per la rete convenzionale e 24 per la rete AV/AC e i Corridoi TEN-T europei, sui complessivi 94”.

Infrastruttura che sarà sviluppata per incrementare l’integrazione con il network europeo; per sviluppare i collegamenti e i traffici su ferro dei valichi alpini con Francia, Svizzera e Austria; per migliorare sensibilmente la mobilità integrata nelle grandi aree metropolitane e nei nodi urbani; e per rendere efficiente, efficace e sostenibile dal punto di vista ambientale il trasporto di persone e merci.

In questo modo il sistema ferroviario nazionale potrà rispondere appieno a quanto indicato nel Libro Bianco dei trasporti adottato dall’ Unione europea nel 2011 che prevede, entro il 2030, per distanze superiore a 300 km, il trasferimento con carri ferroviari del 30% delle merci, e del 50% entro il 2050.

Renato Mazzoncini FS: ecco il Piano Industriale 2017- 2026

Novantaquattro miliardi di investimenti e un fatturato destinato a raddoppiare in 10 anni, oltre a una profonda trasformazione – lanciata dall’AD Mazzoncini di Ferrovie dello Stato – che farà di FS Italiane un’azienda internazionale di mobilità integrata globale.

A questi traguardi punta il Piano Industriale 2017 – 2026 di FS, facendo leva su cinque pilastri strategici: mobilità integrata anche con un coinvolgimento di tutti gli operatori del settore; logistica integrata, con una radicale riorganizzazione del comparto merci; integrazione fra le infrastrutture sia ferroviarie sia stradali; sviluppo internazionale e digitalizzazione, come fattore abilitante di tutto il Piano. I dettagli delle nuove linee strategiche di FS Italiane sono stati presentati oggi a Roma, nella stazione Tiburtina, dall’dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini FS, assieme alla presidente Gioia Ghezzi, a istituzioni, analisti, comunità economico-finanziaria e media. Alla presentazione hanno assistito il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Con il nuovo piano strategico, il Gruppo FS Italiane si conferma come prima azienda per investimenti in Italia: 94 miliardi su un periodo di 10 anni. Un orizzonte temporale ampio, necessario per i grandi progetti infrastrutturali previsti ma anche per la trasformazione radicale delle attuali Ferrovie Italiane, destinate a diventare sempre di più un’azienda della mobilità integrata e globale. Sono 73 i miliardi di euro per le infrastrutture, 14 i miliardi per il materiale rotabile e 7 quelli previsti per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei Contratti di Programma.

Il nuovo corso vede FS diventare anche porta d’accesso all’ecosistema della mobilità, in un’ottica integrata e di coopetition che raccoglie tutti gli attori e le modalità di trasporto: oltre al treno, anche i bus, senza dimenticare i servizi pooling e sharing. Una trasformazione necessaria, resa possibile dalla centralità del sistema ferroviario unita alla lunga esperienza e al know how di FS, forte dei suoi 111 anni di storia.

Il nuovo Piano Industriale di Gruppo dell’era Mazzoncini stima la crescita dei ricavi dai 9 miliardi previsti a fine 2016 fino ai 17,6 miliardi nel 2026 e un EBIDTA che in 10 anni punta a crescere da 2,3 a 4,6 miliardi.

Risultati che sarà possibile ottenere passando attraverso una rivoluzione operativa e culturale e assumendo un profilo più internazionale. Più del 70% della crescita prevista sarà associata ad azioni che escono dal perimetro attuale di FS, seguendo i cinque pilastri strategici, mentre il profilo di rischio del business rimane sostanzialmente invariato lungo tutto l’arco temporale. Tra crescita, integrazioni e nuove acquisizioni, il numero di dipendenti del Gruppo FS Italiane rappresentato da Renato Mazzoncini potrà passare dai circa 69.000 attuali a circa 100.000.

MOBILITÀ INTEGRATA PER I VIAGGIATORI

FS Italiane si propone di dare una risposta unica, concreta, semplice alle diverse esigenze di mobilità, presentandosi come punto di accesso alla mobilità collettiva, operatore capace di accompagnare i viaggiatori dalla porta di casa fino alla loro destinazione. L’attuale scenario è un mercato della mobilità in cui l’80% delle persone si sposta con mezzi privati, il 15% utilizzando altre modalità condivise e pubbliche, in particolare con le aziende di TPL delle grandi città, e solo il 5,2% con i servizi ferroviari. Per il riequilibrio modale verso soluzioni di trasporto collettivo la gomma pubblica avrà un ruolo chiave e FS vuole essere protagonista di tale shift modale salendo dal 6% di market share del 2015 fino al 25% nel 2026. L’obiettivo principale è il mercato TPL, cogliendo opportunità in tutt’Italia, partecipando a gare e, laddove possibile, acquisendo operatori strategici, come è già accaduto con successo in passato, ad esempio con ATAF e Umbria mobilità.

Dal punto di vista del trasporto a media e lunga percorrenza, l’obiettivo è quello di mantenere gli altissimi livelli qualitativi raggiunti, estendendo tali standard a tutta la flotta grazie anche al completamento della consegna dei Frecciarossa 1000. Sono 34 su 50 i treni circolanti oggi: ogni ulteriore nuovo ETR 1000 consegnato permetterà di utilizzare i materiali ETR 500 ed ETR 480 su altre linee e di innalzare così anche la qualità di tutte le tipologie di prodotto, Intercity inclusi.

Sul fronte del trasporto regionale, il vero cambio di passo è già all’orizzonte, grazie all’accordo quadro da circa 4 miliardi già firmato per la fornitura di 450 nuovi treni regionali (300 alta capacità, 150 media capacità) ai quali si aggiungeranno 50 diesel. Le stime prevedono un incremento complessivo della quota di posti/km tra l’8 e il 10% entro il 2026. Oggi, comunque, già il 20% della flotta circolante è rinnovata, grazie agli arrivi dei nuovi treni consegnati a partire dal 2014.

Anche Busitalia è pronta a fare la sua parte: forte dei risultati conseguiti negli ultimi anni, con +450% di ricavi totali dal 2011 (68 mln) al 2015 (330 mln), l’azienda di trasporto su gomma del Gruppo FS prevede l’arrivo di 3.000 nuovi bus.

Busitalia sarà anche attiva sulla lunga distanza: aggredirà in maniera decisa questo nuovo mercato, recentemente liberalizzato, con una clientela che privilegia il basso costo del biglietto alla durata del viaggio. L’ingresso nel mercato avverrà anche attraverso l’acquisizione di operatori dalla presenza consolidata, permetterà a FS di dare risposta ai newcomer stranieri e soprattutto si gioverà di una piattaforma commerciale di vendita già consolidata che offrirà ai clienti l’opportunità di scegliere l’opzione più gradita fra treni e pullman.

Il FrecciaLink, parallelamente, prolungherà l’esperienza dell’AV con nuovi collegamenti nazionali (Gorizia – Udine, Bergamo – Milano) e internazionali (Torino – Ginevra, Milano – Monaco) che si aggiungeranno a quelli già esistenti (Siena – Firenze, L’Aquila – Roma Tiburtina, Perugia – Firenze, Matera – Potenza – Salerno). Per facilitare l’abitudine all’utilizzo dei mezzi collettivi e rendere più facile l’integrazione modale, ci saranno nel 2026 30mila nuovi parcheggi di interscambio.

NUOVA DIGITAL TRAVEL EXPERIENCE

Le Ferrovie dell’era di Renato Mazzoncini FS inviterà i propri clienti ad adottare una nuova travel philosophy, offrendo loro comodi strumenti che li accompagnino in tutto il viaggio, fornendo soluzioni in tempo reale per spostarsi in Italia e all’estero: informazioni e suggerimenti, con occasioni e opportunità da cogliere, ovunque esse si trovino. Ciò significa, ad esempio, offrire un journey planner utile fin dalla programmazione del viaggio, e presente fino alla sua conclusione, flessibile e quindi capace di modificare le scelte fatte laddove si renda necessario, insomma un compagno di viaggio efficace e affidabile, che conosce il cliente e lo consiglia per il meglio. Un obiettivo realizzabile grazie ai big data e agli strumenti di analisi avanzata associati ad appropriate piattaforme digitali.

Nasce così una Extended Customer Experience, capace di entrare quotidianamente nella vita delle persone, contraddistinta da servizi come, oltre il travel companion, l’indoor mapping di stazione, il portafoglio elettronico, le notifiche sui ritardi, la video chat e il social seating.

INFRASTRUTTURE INTEGRATE

Investimenti ferroviari per 62 miliardi, di cui 33 mld per la rete convenzionale, 24 mld per la rete AV/AC e i Corridoi TEN-T europei e 5 mld in tecnologie, per infrastrutture robuste, che consentano una mobilità moderna e sistemica per persone e merci: Terzo Valico, Galleria di base del Brennero e Torino-Lione per completare la parte italiana dei quattro Corridoi TEN-T che attraversano il nostro Paese e collegano le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale e produttiva; Milano – Venezia AV/AC che a dicembre farà un passo in avanti con l’attivazione commerciale della tratta Treviglio – Brescia; potenziamenti  infrastrutturali e tecnologici nei nodi urbani delle grandi città (Milano, Genova, Firenze, Roma) per aumentare la capacità di traffico e quindi il numero di treni nelle ore di punta; al Sud, l’apertura dei cantieri della linea AV/AC Napoli – Bari, oltre 6 miliardi di euro per connettere due aree che raggiungono una quota di oltre il 40% della produzione di mercato nel Meridione; in Sicilia, la direttrice Palermo – Catania – Messina. Fondamentali anche le velocizzazioni della direttrice Adriatica, tra Bologna, Bari e Lecce (conclusione lavori nel 2018), con un risparmio complessivo di tempo di circa un’ora, e della Salerno – Reggio Calabria, grazie all’upgrade tecnologico e al miglioramento del tracciato ferroviario. Infine, sinergie con i principali porti italiani, i poli retroportuali e logistici; rafforzamento dei collegamenti fra la rete nazionale e i raccordi ferroviari dei principali stabilimenti produttivi presenti sul territorio.

L’ottimizzazione dei trasporti passa anche attraverso l’integrazione nella rete nazionale RFI (oltre 16.700 km) delle ex ferrovie concesse, più di 2.500 km di binari (su 3.500 totali) per ottenere maggiore capillarità del servizio ferroviario, in ottica point-to-point; maggiore efficienza, grazie a una gestione unica della rete ferroviaria nazionale; nuovi percorsi con riduzioni dei tempi di percorrenza e soprattutto maggiore sicurezza, garantita dagli elevati standard tecnologici adottati da Rete Ferroviaria Italiana.

Nel capitolo infrastrutture rientra anche l’operazione ANAS. Non operare come due organizzazioni distinte nella progettazione e realizzazione delle opere permetterà scambio di idee e sinergie utili per una politica sistemica nello sviluppo dei collegamenti del nostro Paese, creando un soggetto efficiente ed efficace anche nella gestione delle gare e dei progetti di investimento. In una prima fase, le sinergie consisteranno proprio in una visione comune degli investimenti in infrastrutture stradali e ferroviarie e nella razionalizzazione dei costi, che potrà portare 400 milioni di risparmi. Fondamentale, poi, l’uso delle tecnologie che RFI ha installato sulla propria rete per sviluppare le strade intelligenti di domani: infrastrutture come ad esempio le eHighway svedesi che grazie a sistemi di segnalamento, comunicazione, sicurezza, possono ospitare mezzi elettrificati, con bassi costi ambientali ed economici.

Gli investimenti previsti per ANAS sono 15,5 miliardi che, uniti a quelli per la rete ferroviaria, portano a oltre 78 miliardi la quota totale per le infrastrutture. L’incremento complessivo della spesa annua in investimenti genererà oltre 21mila nuovi posti di lavoro, soprattutto tra le aziende appaltatrici.

Completano il quadro le stazioni, collegamento tra il livello delle infrastrutture e quello del trasporto, che si trasformano in un luogo da vivere, dove fermarsi a svolgere attività quotidiane come ritirare un pacco o pagare una bolletta, trasformando l’eventuale attesa in un tempo impiegato proficuamente.

ESPANSIONE INTERNAZIONALE

Nel Piano Industriale 2017-2026 riveste grande importanza anche la crescita all’estero. Oggi quel business costituisce il 13% dei ricavi complessivi, l’obiettivo è raggiungere il 23% nel 2026, un raddoppio dello share che, con il concomitante raddoppio dei ricavi complessivi, porterà a quadruplicare l’attuale fatturato estero del Gruppo, posizionando FS Italiane al livello degli altri player ferroviari europei, con 4,2 miliardi di ricavi al 2026.

Questa crescita si svilupperà seguendo tre principali linee. La prima consiste nel proporsi come General Contractor, con la capacità di realizzare ferrovie, soprattutto in paesi con forti gap infrastrutturali. Nel mondo ci sono 200 aziende ferroviarie ma sono solo sette i paesi con linee AV. FS ha quindi la possibilità concreta di esportare il proprio know how, come avverrà in Iran, dove si è proposta per realizzare due nuove linee AV. Le aree prioritarie per l’espansione internazionale sono il Medio Oriente (Iran, Arabia Saudita, Oman), l’India e il Sud Est Asiatico (Malesia, Thailandia, Singapore, Vietnam), le Americhe (Brasile, Argentina, Colombia, Perù, Usa e Canada) e l’Africa (Costa d’Avorio, Congo e Sud Africa).

Il secondo punto mira alla crescita dei servizi ferroviari a mercato all’estero. Trenitalia può esportare in altri paesi l’altissima qualità di viaggio che oggi offre sul sistema AV. Oltre a rafforzare le relazioni transfrontaliere esistenti (ad esempio i servizi Thello con la Francia, i collegamenti Venezia – Lubiana – Belgrado o i nuovi traffici con la Svizzera grazie all’apertura del Gottardo e del Ceneri) si punterà sulle rotte europee più appetibili: Parigi – Bruxelles, Parigi – Bordeaux, Amburgo – Colonia, Milano – Zurigo – Francoforte (collegamento che partirà a fine 2017 e attraverserà tre paesi), Atene – Salonicco (grazie all’acquisizione di Trainose) e la Londra – Edimburgo. Il tutto grazie anche alla liberalizzazione dello spazio ferroviario europeo prevista, a partire dal 2020, dal Quarto Pacchetto Ferroviario.

L’ultimo segmento di questo capitolo riguarda lo sviluppo internazionale del TPL, che verrà attuato principalmente facendo leva sulla presenza del Gruppo all’estero. L’obiettivo è trovare opportunità di integrazione modale ferro/gomma per il trasporto passeggeri nelle città servite dalle opere infrastrutturali realizzate dal Gruppo.

LOGISTICA INTEGRATA

Il trasporto delle merci avrà un ruolo strategico nell’utilizzo delle infrastrutture: previsti investimenti per 1,5 miliardi (di cui 1,1 mld per il materiale rotabile, 300 mln per terminal e logistica e 100 per ICT) e ricavi per 2,1 miliardi nel 2026 (VS 1 mld nel 2016). Il turnaround del settore merci, che ha come obiettivo la creazione di un polo unico della logistica, la nuova Mercitalia, inizierà con la ristrutturazione delle attività cargo e la razionalizzazione dei vari operatori merci attivi nel Gruppo, per evitare sovrapposizioni e massimizzare l’efficienza. Mercitalia opererà attraverso tre società – Mercitalia Rail, Mercitalia Logistic e Mercitalia Terminal – e avrà 4.000 dipendenti, tutti uniti dalla medesima mission e nella medesima società, anche per ricreare un idoneo spirito di appartenenza e le necessarie motivazioni.

Gli obiettivi sono un rafforzamento dell’intermodalità, l’espansione in segmenti di offerta ad alto valore aggiunto, ad esempio il freight forwarding e, soprattutto, trattare le merci come se fossero viaggiatori, monitorandone il servizio di trasporto minuto per minuto, com’è prassi consolidata per tutti gli operatori del settore. Infine, grazie alla creazione di un unico polo, i clienti potranno confrontarsi finalmente con un unico interlocutore aziendale, con conseguente risparmio di tempo e risorse.

Renato Mazzoncini, amministratore delegato FS Italiane, firma accordo di collaborazione con le ferrovie argentine

Accordo di collaborazione tra Ferrovie dello Stato Italiane e Ferrovie argentine. L’intesa – firmata oggi a Berlino in occasione di Innotrans dall’Amministratore Delegato di FS, Renato Mazzoncini, e dal Presidente delle Ferrovie argentine, Guillermo Fiad – riguarderà principalmente l’attuazione di progetti ferroviari di cooperazione, l’esecuzione di servizi di consulenza, l’implementazione di attività di formazione e la certificazione di componenti ferroviari.

Di particolare interesse per il Gruppo FS Italiane lo sviluppo infrastrutturale della rete ferroviaria  argentina, l’affiancamento alle Ferrovie argentine nel processo di riorganizzazione in corso, in un’ottica di efficienza e redditività del business, il supporto al Programma RER (Red de Expresos Regionales), per la creazione di una rete interoperabile di collegamenti ferroviari nell’area metropolitana di Buenos Aires, e il contributo alla realizzazione di un corridoio bi-oceanico che permetterebbe di collegare la rete ferroviaria argentina a quella cilena.

L’intesa siglata da Renato Mazzoncini, amministratore delegato FS, potrà inoltre favorire l’estensione dell’attuale collaborazione di Italferr (Gruppo FS Italiane) in Argentina in merito al Progetto Sarmiento, l’interramento di 36 km di linea, di cui 16 in galleria, nell’area metropolitana di Buenos Aires. A tal proposito, già nel maggio scorso Italferr firmò un primo contratto per il Progetto Sarmiento, considerato strategico per la viabilità della capitale, con il raggruppamento internazionale di imprese costituito dall’argentina Lecsa, l’italiana Ghella e la brasiliana Odebrecht, denominato UTE CNS (Union Temporal de Empresas Consorcio Nuevo Sarmineto).

Va ricordato che il governo argentino è promotore di un piano di sviluppo nazionale che include, per il triennio 2016-2019, investimenti pari a 33 miliardi dollari, di cui 10,3 destinati a ferrovie urbane e 2,6 per il settore ferroviario delle merci.

Nell’ambito del programma di investimenti, il governo argentino ha lanciato il “Plan Belgrano”, che prevede 16,3 miliardi di dollari per le priorità infrastrutturali, di cui 5,5 miliardi per il rinnovamento di 3.800 km di linee ferroviarie.

Renato Mazzoncini, AD di FS Italiane: “Il nuovo Piano Industriale sarà presentato a fine settembre”

L’amministratore delegato FS ha sottolineato che sarà elemento strategico caratterizzante del nuovo Piano un’importante crescita nel trasporto pubblico locale con l’impegno di FS a diventare punto di accesso a una mobilità integrata, nonché a subentrare nelle gestioni che non siano oggi efficienti. Con riferimento ad una potenziale acquisizione di ATAC, Renato Mazzoncini ha ribadito l’interesse e la disponibilità ad occuparsene direttamente, sottolineando tuttavia l’attuale assenza di contatti con la nuova giunta capitolina. Mentre con riferimento a un’eventuale fusione tra ATM e TreNord, l’AD di Ferrovie dello Stato ha dichiarato che questa potrebbe essere “schema su cui ragionare” per una futura integrazione.

Il progetto “Traveling companion”

“Traveling companion” (compagno di viaggio) è il nuovo progetto tecnologico di FS, che trasformerà FS nel “punto di accesso della mobilità integrata” in Italia.

Si tratta di una piattaforma digitale, chiamata temporaneamente “traveling companion”, che vuole accompagnare il cliente per tutta la durata del viaggio, non solo attraverso l’acquisto del biglietto del treno ma aiutandolo a pianificare tutti i suoi spostamenti.

L’impegno del Gruppo nello sviluppo tecnologico è testimoniato anche dall’appuntamento che si terrà il prossimo 29 settembre a Pietrarsa (NA) dove Trenitalia (partecipata di FS) organizzerà il Summit mondiale sulla diagnostica predittiva.

“Un Gruppo come il nostro non può non porsi questo problema e deve riuscire a fare sintesi tra la forza di essere proprietario di infrastrutture fisiche (binari, treni, autobus e stazioni) e il fatto di essere capaci di utilizzarli in maniera innovativa nel rapporto con il cliente”. Proprio per questo FS sta lavorando su due fronti: “Da un lato quello che noi chiamiamo l’extended customer experience; dall’altro il voler accompagnare il cliente con il cosiddetto trasporto door to door che richiede l’ utilizzo della tecnologia per integrare i diversi modi di trasporto”.

Un primo passo nella svolta digitale è stato l’accordo che FS ha siglato con Google Maps dove è possibile trovare le informazioni di viaggio e gli orari delle tratte. Ma Renato Mazzoncini, amministratore delegato FS, ha spiegato ulteriormente: “Non abbiamo nessuna intenzione di utilizzare questo strumento per far acquistare i biglietti. Vogliamo continuare e rafforzare il nostro rapporto con i clienti”.

Quello a cui punta FS è dare al proprio cliente un biglietto unico, integrato con le diverse aziende del trasporto pubblico, che possa accompagnarlo per tutta la durata del suo viaggio e che possa essere rimodulato in tempo reale in base a quelle che sono le sue esigenze. Per quanto riguarda la tempistica, l’obiettivo è riuscire ad arrivare un progetto completo per i primi mesi dell’anno prossimo.

Operazione ANAS

“Il piano con Anas ci sarà”, ha specificato l’AD di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, ricordando che “in questi due mesi c’è stato un team di lavoro per risolvere il problema del meccanismo di remunerazione con cui Anas potrebbe entrare nel Gruppo FS, che non è pubblica amministrazione, perché il 50% dei suoi ricavi è mercato”.

“Questo team ha svolto due lavori paralleli”, ha spiegato, “uno di tipo industriale, per capire le sinergie, e l’altro per fare in modo che, con la fusione di Anas, non si trascini di nuovo FS dentro la pubblica amministrazione, perché l’obiettivo è il contrario”.

ha definito positivo l’esito dei lavori, sostenendo che ora ci sono le condizioni per andare avanti con la fusione come ulteriore elemento qualificante del piano nell’ambito della realizzazione di una infrastruttura nazionale integrata.

Sviluppo internazionale

In un’ottica di internazionalizzazione a fine aprile scorso c’è stato il via libera da parte dell’UE al quarto pacchetto ferroviario che punta a creare uno spazio ferroviario europeo unico. Grazie a ciò “stiamo individuando relazioni in altri Paesi. Abbiamo un interesse per la Parigi-Bruxelles”, ha anticipato Renato Mazzoncini, ricordando il recente accordo trilaterale per realizzare a fine 2017 la Milano-Zurigo-Francoforte. “Il nostro obiettivo”, ha concluso, “è creare dei collegamenti europei ed essere un operatore europeo”.

Il tutto fa parte di una strategia di espansione internazionale ed in tale ottica rientrano l’acquisto della società Greca Trainose “la cui firma arriverà a fine settembre ed il primo gennaio ci sarà il trasferimento delle azioni” nonché i futuri sviluppi in UK con la partecipazione di Trenitalia, in associazione temporanea di impresa con una società inglese, alla gara per la gestione della linea Londra-Edimburgo.

A margine dei lavori del Forum Ambrosetti, l’AD di Ferrovie dello Stato ha incontrato il vicepremier russo Arkady Dvorkocich, con cui ha affrontato i temi legati alla collaborazione avviata fra le ferrovie italiane e quelle russe il 6 luglio con la firma di un memorandum d’intesa che prevede, infatti, lo sviluppo comune di progetti per la costruzione e modernizzazione della infrastruttura ferroviaria, in aggiunta alla fornitura di prodotti e servizi per la logistica ed il trasporto di merci e passeggeri. L’intesa prevede anche la collaborazione per la costruzione di linee ad alta velocità in Russia, oltre a progetti congiunti per la realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie in altri paesi. Analoghe intese sono state  siglate nell’estate anche con le ferrovie giapponesi.

Quotazione

Nel piano ci sarà anche l’individuazione del perimetro aziendale per la quotazione in borsa che, dunque, avverrà con prospettive diverse rispetto al passato. Il top manager ha poi assicurato che il 2017 resta l’anno in cui muoversi su questo terreno e che non ci sarà nessuno scorporo di asset fuori dal Gruppo.

FS Italiane – Ferrovie Saudite, si rafforza collaborazione

L’ad di FS Italiane Renato Mazzoncini ha incontrato ieri una delegazione delle SAR (Saudi Arabian Railways), composta dal presidente Saad Al Gadhi e dal vice presidente delle Infrastrutture Gassim Al Gassim.

I rappresentati delle ferrovie saudite hanno visitato la stazione di Roma Termini, uno dei maggiori scali europei, per conoscere sia l’aspetto tecnologico legato al controllo della circolazione ferroviaria che quello commerciale.

La delegazione è poi partita per Napoli accompagnata da responsabili Fs, a bordo del fiore all’occhiello della tecnologia ferroviaria italiana, il Frecciarossa 1000, per una visita all’impianto di manutenzione dei treni ad alta velocità.

Fs Italiane partecipò nel 2014 a una gara per la gestione e manutenzione di infrastruttura e del trasporto ferroviario saudita.

Oggi il Gruppo è presente in Arabia Saudita con la società d’ingegneria Italferr, impegnata nella progettazione della nuova linea ferroviaria che collegherà il porto di Jeddah, sul Mar Rosso, a Al Jubail, sul Mare Arabico.

Il contratto ha un valore di circa 59 milioni di euro.

FS Italiane: nel 2015 il risultato netto cresce del 53,1%

Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane, riunitosi sotto la presidenza di Gioia Ghezzi, ha esaminato e approvato il progetto di relazione finanziaria annuale della Società, che include anche il bilancio consolidato di Gruppo, al 31 dicembre 2015.

“L’ottima performance del 2015 – ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Mazzoncini – conferma il ruolo trainante del Gruppo FS per l’economia italiana e le grandi prospettive di crescita in un contesto economico nazionale in miglioramento. Siamo pronti a fare la nostra parte per contribuire alla ripresa dell’economia italiana”. Parole di soddisfazione anche dalla presidente Gioia Ghezzi: “Gli ottimi risultati raggiunti dal Gruppo costituiscono una solida base per il prossimo triennio di investimenti e crescita per Ferrovie dello Stato Italiane. Ringraziamo l’azionista, i nostri utenti e tutti i dipendenti per il supporto dato all’azienda”.

Nel 2015 il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha raggiunto gli obiettivi strategici prefissati e ha realizzato un risultato netto pari a 464 milioni di euro, con un incremento del 53,1% rispetto al 2014, pur in presenza di forti discontinuità derivanti dal mutato quadro normativo e regolatorio.

A livello di EBITDA, pari a 1.975 milioni (-139 milioni rispetto al 2014), incidono in negativo gli effetti delle modifiche normative (-173 milioni) intervenute per lo più nella seconda metà del 2014: costo dell’energia elettrica per la trazione, servizi universali merci, rilevante riduzione del pedaggio alta velocità/alta capacità in seguito a una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti. I positivi risultati della gestione ordinaria, ottenuti operando sulle leve gestionali, hanno in parte mitigato l’impatto negativo degli effetti normativi.

I ricavi operativi, infatti, si attestano a 8,6 miliardi, con un incremento di 195 milioni (+2,3%). Hanno contribuito i servizi ferroviari di media e lunga percorrenza (+77 milioni), trainati dalle Frecce, in aumento per circa 67 milioni, il gruppo Netinera (+153 milioni) e il gruppo Busitalia Sita-Nord (+37 milioni), nonché la plusvalenza realizzata dalla cessione della rete elettrica a Terna tramite la vendita della partecipazione detenuta in S.EL.F (+18 milioni). A tali effetti si contrappone la cessazione del contratto di servizio universale merci per circa 106 milioni di euro.

L’EBIT, pari a 644 milioni (-15 milioni rispetto al 2014), risente della crescita degli ammortamenti per 75 milioni, a fronte della curva crescente degli investimenti del Gruppo (+29% rispetto al 2014) e di maggiori accantonamenti, per 42 milioni, controbilanciati da minori svalutazioni, per complessivi 241 milioni, rispetto al 2014. Sul risultato netto di Gruppo, che vede un saldo della gestione finanziaria sostanzialmente invariato nonostante l’incremento dell’indebitamento netto di 524 milioni (+8,4%) legato principalmente ai rilevanti investimenti dell’esercizio, incide positivamente la riduzione delle imposte per 172 milioni dovuta alle novità introdotte dal Governo con la Legge di Stabilità 2015: a decorrere dal periodo d’imposta 2015 i costi del personale dipendente impiegato a tempo indeterminato sono deducibili dalla base imponibile IRAP. Quanto ai settori operativi del Gruppo, va sottolineato l’andamento positivo sia del trasporto, all’interno del quale opera principalmente Trenitalia, sia dell’infrastruttura, con Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Nel settore trasporto i margini intermedi (EBITDA e EBIT) e il risultato netto sono tutti fortemente positivi con 1.546, 417 e 226 milioni. Non è da meno il settore infrastruttura con 271, 151 e 111 milioni.

Infine nel 2015 il Gruppo è riuscito, ancora una volta, a dare continuità alle azioni programmate nel Piano di Investimenti, aumentando le risorse impiegate del 29%. Gli investimenti sfiorano i 5,5 miliardi (dei quali 2,5 miliardi in autofinanziamento, anche mediante ricorso al debito), con 3,5 miliardi relativi a interventi sull’infrastruttura ferroviaria e 1,5 miliardi dedicati al trasporto passeggeri su ferro, sia AV sia metropolitano e regionale, e gomma.

Il Gruppo FS conferma così il suo importante ruolo di traino della ripresa dell’economia italiana. I suoi investimenti, sia autofinanziati che derivanti da accordo di programma con il MIT, che saliranno stabilmente oltre i 6 miliardi dal 2016, rappresentano uno straordinario volano di crescita sull’economia nazionale.

Nella sezione Investor Relation del sito FS Italiane è disponibile un documento di sintesi sui principali risultati conseguiti nell’esercizio dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Roberto Mannozzi, dichiara ai sensi del comma 2 dell’articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

FS Italiane, l’ad Mazzoncini ha incontrato le associazioni persone con disabilità

Un confronto con le associazioni che rappresentano le persone con disabilità per illustrare i servizi offerti e gli obiettivi futuri di FS Italiane e ascoltare consigli, sollecitazioni e richieste.

È la sintesi dell’incontro avvenuto ieri a Roma Termini fra l’amministratore delegato del Gruppo FS Renato Mazzoncini e i rappresentanti delle associazione e federazioni associative che tutelano i diritti e le istanze delle persone con disabilità.

Nel corso della riunione l’amministratore delegato di FS ha presentato le linee strategiche e gli obiettivi del Gruppo che saranno tracciati nel prossimo piano Piano Industriale. Poi, entrando nello specifico, sul tema disabilità, Mazzoncini ha confermato il massimo impegno di FS Italiane, insieme ai vari attori che si occupano di mobilità, per garantire il diritto al viaggio a tutti i cittadini, nessuno escluso. Ogni viaggio – ha ricordato Mazzoncini – si articola in più fasi e vede coinvolti più mezzi, pubblici e condivisi, e più aziende, tutte da considerare alleate – nelle parole dell’amministratore delegato – nel perseguire il traguardo di una mobilità sostenibile, integrata e accessibile.

Per le associazioni erano presenti Giulio Nardone presidente Associazione Disabili Visivi, Roberto Romeo presidente ANGLAT – Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti,  vice presidente nazionale FAND, – Federazione Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità, rappresentante di ANMIL, consigliere nazionale FID – Forum Italiano Disabilità, Carlo Calvani in rappresentanza ANMIC, Angelo Gabriele Aiello presidente ANPVI, Anna Benedetti presidente Lega Arcobaleno, , Giuseppe Corsini Consiglio Direttivo ENS, Antonella Fulgiani vicepresidente COORDOWN, Giuseppe Trieste presidente FIABA, Antonio Cotura presidente FIADDA/FISH, Famiglie Italiane Associate Difesa Diritti Audiolesi che, reduce da un’audizione al Senato della Repubblica, ha potuto intervenire solo nella seconda fase dell’incontro, Anna Benedetti presidente Lega Arcobaleno e Anita Ventura in rappresentanza dell’UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Tutti hanno ringraziato dell’invito e mostrato interesse alle parole dell’amministratore delegato. Ognuno, nel proprio intervento, muovendo in molti casi dalla diretta esperienza della propria disabilità, ha offerto suggerimenti e utili indicazioni per migliorare i servizi offerti da Trenitalia e da RFI, in stazione e sui treni, facendo soprattutto leva sulle innovazioni tecnologiche da un lato e sulla formazione del personale dall’altro.

La giornata è proseguita con una visita ai treni Frecciarossa 1000 e Jazz. Non sono mancati, durante la visita, suggerimenti e acute osservazioni, raccolte dai tecnici di Trenitalia per essere elaborate e messe a frutto. Nel dibattito successivo è stato riconosciuto unanimemente il grande lavoro svolto negli anni dalle società del Gruppo FS Italiane, anche grazie al confronto con le associazioni, per rendere sempre più accessibili i servizi.

Oggi – hanno evidenziato in molti – occorre lavorare soprattutto sui particolari, su una serie di elementi e dettagli, solo apparentemente di minore rilevanza, che possono far compiere un vero salto nella qualità del viaggio di tutte le persone con disabilità, soprattutto per quanto riguarda il pieno accesso a tutte le informazioni di stazione, di bordo e del sito web. Dalla facile individuazione del posto per i non vedenti all’utilizzo del Wi-Fi, dalla visualizzazione dei messaggi sui monitor, anche nel linguaggio dei segni, fino alle App dedicate.

Al termine dell’incontro si è quindi convenuto di rendere sempre più frequenti e costruttivi questi confronti per raggiungere proprio quegli obiettivi, anche in vista del profondo rinnovamento della flotta dei treni regionali. Trenitalia – come aveva ricordato anche Mazzoncini nel suo intervento – ha lanciato una gara per 500 nuovi treni per i pendolari, con un investimento complessivo di circa 4,5 miliardi

Stazioni
Naturale hub di passaggio della mobilità sono le stazioni ferroviarie. Quelle delle città più importanti per volumi di traffico, come Roma Termini e Milano Centrale, sono gestite da Grandi Stazioni. In tutto sono 14.

Poi ci sono quelle intermedie, 103 totali, gestite da Centostazioni. E infine, oltre 2.200 stazioni minori la cui gestione è affidata a RFI.  L’amministratore delegato di FS ha spiegato che il lavoro per rendere accessibili le stazioni è iniziato da quelle più grandi per estendersi gradualmente a tutte le altre con interventi di riqualificazione, eliminazione delle barriere architettoniche, miglioramenti della segnaletica e delle informazioni al pubblico.

Treni e autobus

Mazzoncini ha spiegato le implementazioni tecnologiche adottate che hanno reso sempre più accessibili i treni: dalla possibilità di muoversi autonomamente in carrozzina tra la carrozza 3 e 5 (Bistrot) del nuovo Frecciarossa 1000 (unico treno in Europa a permetterlo), ai treni regionali di Trenitalia che prevedono la completa conformità agli attuali standard europei.

Sulla lunga percorrenza, oltre agli elettrotreni, anche gli Intercity e i Frecciabianca hanno in composizione carrozze speciali con area e toilette dedicata.

Con la società di trasporto su gomma Busitalia, inoltre, si sta affrontando il tema della accessibilità al servizio, attraverso confronti con le associazioni anche in fase di progettazione dei mezzi.

Sale Blu RFI

L’amministratore delegato di FS si è anche soffermato sugli importanti servizi gratuiti dalle Sale Blu di Rete Ferroviaria Italiana, che dal 2011 ha assunto il ruolo di Station Manager.

Il servizio di assistenza, operativo in 273 stazioni del network nazionale, si dettaglia in varie attività, tra cui la guida in stazione e l’accompagnamento al treno anche con l’utilizzo del carrello elevatore per consentire di salire a bordo con la carrozzina, il trasporto del bagaglio, la messa a disposizione di un sedia a rotelle.

In cinque anni sono raddoppiati i servizi di assistenza erogati, passando dai circa 150.000 all’anno del 2010 a quasi 300.000 del 2015. Per il 2016 è atteso un ulteriore incremento. Altissimo il livello di soddisfazione espresso dagli utenti che si attesta oltre il 98%, come risulta da rilevazioni demoscopiche condotte da società esterne.

FS Italiane, Renato Mazzoncini nominato membro del Comitato di Gestione del CER

L’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Renato Mazzoncini, è stato nominato membro del Comitato di Gestione (Management Committee) del CER, la comunità europea che raggruppa le compagnie e i gestori ferroviari (Community of European Railways and Infrastructure Companies).

Nel corso della giornata l’Assemblea Generale del CER ha anche discusso del IV Pacchetto ferroviario, della digitalizzazione delle ferrovie, di sicurezza e terrorismo, di inquinamento acustico.

Il CER rappresenta, verso le diverse istituzioni europee,  gli interessi dei suoi 70 membri che coprono  il 73% dell’infrastruttura ferroviaria europea, l’80% del trasporto merci e il 96% del trasporto passeggeri delle ferrovie d’Europa.

Il lavoro del CER è indirizzato, in particolare, a migliorare le condizioni di sviluppo e il quadro regolatorio del business ferroviario.

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