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BBT: il Presidente Renzi visita il cantiere di Mules

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha visitato a Mules il cantiere della Galleria di base del Brennero, della quale ad oggi sono giá stati realizzati, tra Italia e Austria, 32 km di gallerie e sono stati affidati i lavori per ulteriori 22 chilometri.
Presenti anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, i Presidenti delle Provincie Autonome di Bolzano Arno Kompatscher e di Trento Ugo Rossi, il Presidente del Land Tirolo Günther Platter, il Commissario del Governo Elisabetta Margiacchi, il Commissario Straordinario per la galleria del Brennero Mauro Fabris, il Coordinatore Europeo Pat Cox, il parlamentare europeo Herbert Dorfmann, i parlamentari Daniel Alfreider e Hans Berger, numerosi Sindaci dei territori attraversati e rappresentati delle Ferrovie austriache.

Nel corso del sopralluogo l’AD del Gruppo FS Italiane, Michele Mario Elia, e l’amministratore di nomina italiana di BBT SE, Raffaele Zurlo, hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori del lotto costruttivo “Peridariatica”, le misure di salvaguardia ambientale e le prossime tappe dei lavori per la realizzazione della galleria di base del Brennero.

Gli ospiti sono stati guidati attraverso il cantiere di Mules, dove sono stati scavati oltre 17 km, fra gallerie d’accesso, cunicoli di collegamento, cunicolo esplorativo, percorrendo i primi tre chilometri di galleria principale già realizzati in Italia.

Nel corso della visita il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha evidenziato i positivi aspetti economici indotti dalle grandi opere e gli effetti che si avranno a opera conclusa su trasporti e ambiente. Nel confermare che l’Italia si impegnerà perché i lavori di realizzazione della galleria siano conclusi nei tempi previsti, 2025, Renzi ha sottolineato l’importanza della galleria di base del Brennero in quanto progetto europeo.

“La Galleria di base del Brennero è il baricentro del Corridoio ferroviario europeo Helsinki – Valletta e il Gruppo FS Italiane ha su di esso una grande attenzione” ha sottolineato l’AD Michele Mario Elia. Nel ringraziare le maestranze che stanno lavorando a questo importante progetto l’AD ha evidenziato “L’ottimo rapporto e dialogo instaurato con il territorio grazie a un’incessante attività informativa e le importanti misure di tutela ambientale messe in atto”.

Raffaele Zurlo, amministratore italiano di BBT, ha evidenziato come: “La visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi è da un lato il riconoscimento al lavoro fin qui svolto, dall’altro stimolo per affrontare, con analogo impegno, le prossime tappe realizzative per concludere l’opera nei tempi previsti.”

Renzi + Guidi = elettrico!

Per la mobilità elettrica non potrebbe esserci Governo più favorevole.

Matteo Renzi da Sindaco a Firenze ha dotato la città di una serie di infrastrutture per la ricarica di auto, moto e bici elettriche, ha sottoscritto diversi accordi con case automobilistiche per lo sviluppo di progetti di mobilità alternativa coinvolgendo tutti gliattori istituzionali necessari e adottato una serie di disposizioni atte a facilitare e sostenere questo tipo di trazione a zero emissioni.

Si è dimostrato un Sindaco del XXI secolo, attento alla necessità di ridurre significativamente l’inquinamento sia dell’aria che acustico di una città d’arte come Firenze.

Avendo lavorato con lui e il suo staff ad uno di questi progetti posso dire che non si tratta di convenienze politiche occasionali ma di un’ attenzione all’ambiente radicata, cresciuta negli anni dello scoutismo e della volontà di anticipare i cambiamenti guardando oltre le consuetudini.

Renzi, Governo "pop" ma soprattutto elettrico!

Federica Guidi ovvero Ducati Energia. Quello che la sinistra ottusa del PD vede come un conflitto di interessi potrebbe essere invece una grande opportunità per sviluppare una filiera industriale capace di essere attore in quei mondi, elettrico e ibrido, che rappresentano la mobilità urbana del futuro. ANFIA nel 2011 aveva stimato in 20 miliardi di euro il business mondiale possibile in questi due comparti; i dati di mercato sembrano confermare le previsioni e Ginevra, a giorni, celebrerà ulteriormente ibrido ed elettrico.

In Italia serve quindi una strategia politica che favorisca ricerca e sviluppo in questi campi e permetta l’incremento di una capacità competitiva altrimenti sovrastata da big player come Bosch, Siemens, ABB.Ducati Energia è ben presente nel mondo della mobilità elettrica con le infrastrutture di ricarica, i quadricicli, l’e-bike a pedalata assistita.

Tempo fa ebbi modo di incontrarla per costruire insieme una lobby a favore della mobilità elettrica, fu un confronto interessante e ci trovammo d’accordo sulla necessità di una legislazione nazionale volta a favorire questo genere di mobilità oggi troppo spesso demandata alle volontà politiche locali.

Eugenio Scalfari su Repubblica definisce il Governo Renzi “pop”, fuori dagli schemi. Speriamo che lo sia davvero e che abbia coraggio e volontà per indirizzare l’economia del Paese verso quelle nicchie altamente tecnologiche e ricche di profittabilità che altrimenti fuggiranno altrove.  Renzi-Guidi speriamo in un’accoppiata vincente per la mobilità elettrica.

Addio auto, vado in tram. Due anni di rotaie a Firenze

Il tram fiorentino

Non è ancora finita la luna di miele tra la tramvia e i fiorentini. Eppure sono già passati due anni da quando, nel giorno di San Valentino, i primi passeggeri montarono sul nuovo mezzo pubblico destinato a cambiare le abitudini di mezza città.

Nonostante le polemiche che accompagnarono la realizzazione dei binari (e che oggi si ripetono quasi identiche per le nuove linee in partenza), l’operazione sembra riuscita. Secondo un’indagine di customer satisfaction condotta da Gest, la società che gestisce il servizio, oltre il 50% dei 400 intervistati ha “abbandonato il mezzo privato a seguito dell’avvio della linea 1”.

La maggior parte degli utenti del tram sono lavoratori dipendenti (47,78%) e studenti (23,65%) di età compresa fra 18 e 65 anni (oltre il 61%) che usano la tranvia per 5-6 giorni a settimana (il 50%). I passeggeri del tram sono per il 40% uomini e per il 60% donne. Il primo motivo per cui si sceglie la tramvia è la comodità, segue la convenienza economica. Promossa a pieni voti la T1: nel complesso il 76% degli intervistati è soddisfatto del servizio.

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