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Blue Print: c’è chi dice si, c’è chi dice no

Blue Print si, Blue Print no. Il progetto dell’archistar Renzo Piano divide Genova in favorevoli e contrari: da un lato c’è chi vede nel disegno, donato alla città da Piano, un’irrinunciabile opportunità di business e immagine per Genova con il nuovo waterfront. Dall’altro c’è chi si oppone su singoli temi, soprattutto sul fattore ambientale e sulla ricollocazione di alcuni club nautici.

Di questo e altro si è parlato al Palazzo della Meridiana, in un incontro pubblico organizzato da l’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana con il Comitato Siblueprint e l’Associazione culturale la Maona. Presenti all’incontro esponenti di Confindustria, Marco BIsagno e Bruno Guglielmini, rappresentanti della Regione Liguria, l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e diversi operatori del settore nautico e industriale, tra cui Alberto Amico di Amico & Co.

Ambiente e finanziamenti, sono state queste alcune delle tematiche calde di cui si è discusso nel corso della conferenza pubblica, che non ha visto la presenza di alcuni dei principali oppositori al progetto come i circoli nautici.

Sul tema dei finanziamenti la posizione di Comune e Regione sembra abastanza chiara: si va a caccia di privati che vogliano investire nelle aree interessate dal Blue Print. Il Comune ha già lanciato infatti una gara internazionale per l’assegnazione delle aree del futuro waterfront. A fianco del comune e dei potenziali investitori privati, pare possa esserci anche la presenza della Cassa Depositi e Prestiti e della società di gestione del risparmio Invimit. Un mix di pubblico e privato quindi, con una forte presenza della seconda componente.

Il vero nodo che divide la città è però la questione ambientale e il tombamento previsto nella zona dove attualmente sorge il porticciolo Duca degli Abruzzi, con la sede dello Yacht Club Italiano e di altri storici circoli nautici cittadini. Proprio in questa porzione di porto, il Blue Print prevede un’ampia zona dedicata alle attività industriali del porto e alle riparazioni navali.

Su questo punto c’è una doppia opposizione: lo Yacht Club Italiano, Elpis, Lega Navae e Unioni Dilettanti Pesca, hanno presentato ricorso al Tar per l’impossibilità di vedere rinnovata la concessione, con scadenza dicembra 2015, sul lungo termine, data l’inconmbenza del progetto Blue Print.

L’altro filone di opposizione è quello legato alla tematica dell’ambiente: in data 24 febbraio 2016 il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione al Parlamento Europeo ponendo l’attenzione sui risvolti ambientali del Blue Print e sul progetto di tombamento del Duca degli Abruzzi con le riparazioni navali che arriverebbero a circa 200 metri dal centro abitato. A sostegno dell’interrogazione i dati diffusi dalla società Epa che sottolineano la nocività di attività industriali di quest tipo a ridosso delle zone residenziali.

Chi sostiene il progetto Blue Print lo promuove invece come un’occasione simile alla riqualificazione, sempre su progetto di Piano, della zona del Porto Antico, ma è innegabile che il waterfront di levante pensato dall’archistar porti con se anche sensibili interessi industriali. Il valore economico in ballo è potenzialmente importante sotto tutti i punti di vista: basti pensare che le aree interessate dal Blue Print hanno un valore immobiliare che è stato già rivalutato al rialzo alla sola eventualità che il progetto vada in porto.

Resta da capire quale direzione Genova voglia prendere per il suo futuro. Su questo tema è stato chiaro Marco Bisagno di Confindustria Genova, Presidente dei Cantieri Mariotti, che insieme ai Cantieri San Giorgio, guidati da Ferdinando Garrè, impiega più di 1.500 persone tra dipendenti tiretti (circa 500) e indiretti per le riparazioni e costruzioni navali: “Genova deve decidere cosa vuole fare e soprattutto se puntare sulle riparazioni navali o meno. Senza superbacino oggi siamo costretti a portare le navi dei nostri Clienti a Marsiglia”. Il tombamento è quindi fondamentale per la  realizzazione del superbacino e non si nasconde sul tema ambiente. “Sono previste delle coperture dei bacini di carenaggio. Inoltre si tenga presente che oggi S.Giorgio fa le riparazioni a una distanza dal centro città minore da quella prevista per il futuro progetto”

In ballo nel  Blue Print c’è anche la questione Fiera e la sua riqualificazione, un tema importante anche in ottica Salone Nautico. La questione resta molto calda e i due fronti su posizioni in questo momento inconciliabili.

Porto di Genova: al via la rivoluzione con il Blue Print

Con la schema approvato dal comitato portuale è in rampa di lancio l’iter che porterà alla tanto attesa rivoluzione del Porto di Genova. Il progetto, come indicato dal presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo, prevede l’investimento di ben 2 miliardi di euro e si propone di trasformare lo scalo ligure in un un polo mediterraneo finalmente competitivo e all’avanguardia. Il piano sarà impreziosito dall’atteso progetto “Blue Print” di Renzo Piano (foto @LaRepubblica). L’architetto genovese, a 22 anni di distanza della realizzazione dell’area del Porto Antico, è pronto a regalare alla sua città il riassetto del waterfront nella zona industriale del porto. Per chi ancora non lo sapesse il waterfront verrà trasformato in un agglomerato di ponti e isolette innestate lungo un canale d’acqua di circa 2 km e largo meno di venti metri. A completare l’opera verranno realizzati inoltre un strada pedonale-panoramica parallela alla sopraelevata, uno spazio riservato ai cantieri di riparazioni navali e una nuova torre piloti.

Secondo quanto riportato dal The Medi Telegraph l’intervento, che occuperà un arco di tempo non inferiore ai 10 anni partendo nel 2016, seguirà questo schema: interramento del porticciolo Duca degli Abruzzi nell’area del Molo Giano, scavo del canale e abbattimento degli edifici non più utilizzati quali il Nira e il Padiglione C nella zona della Fiera che verrà in definitiva circondata dall’acqua. Saranno realizzati inoltre nuove palazzine residenziali oltre agli spazi riservati per nuove attività commerciali e turistiche. Le strutture infine, secondo i disegni di Renzo Piano, saranno tutte orientate alle compatibilità ambientali e all’utilizzo delle risorse naturali come soffitti e pareti verticali ricoperte da una folta vegetazione e lo sfruttamento dell’energia del mare per alimentare pompe di calore e climatizzatori.

Merlo: proseguiamo con il progetto Piano per il waterfront genovese

”Siamo in presenza di un progetto, firmato Piano, di città portuale unica e di straordinario appeal mondiale. Sarebbe un vero peccato perderlo”: il presidente dell’autorità portuale di Genova Luigi Merlo esorta l’amministrazione comunale a mantenere un percorso comune sull’utilizzo delle aree che la Fiera restituisce alla città, a margine di un convegno sul turismo crocieristico. ”Se si resta su un territorio unitario di programmazione porto-città, si possono trovare attraverso processi di collaborazione, soluzioni sugli spazi di interesse reciproco. Se si divide la programmazione, è chiaro che a questo punto si ridiscute la funzione della Darsena che, fatta salva l’indiscutibilità della destinazione per la durata per il salone Nautico, per il resto avrà priorità di utilizzo portuale. La priorità riguarderà il soddisfacimento delle esigenze del porto, anche in relazione al ridisegno delle riparazioni navali”.
Merlo ha ricordato che la Regione a dicembre aveva destinato delle risorse ”per integrare quella parte di affresco, che va dall’area del porto antico alla fiera, che avrebbe dato grandi opportunità di sviluppo al porto e alla città perchè ci sarebbe stata la viabilità di connessione”. ”Era un disegno – ha aggiunto – che finalmente si andava a completare. E’ chiaro che se c’è una massimizzazione delle funzioni delle aree della fiera che sono oggi del Comune per renderle a reddito senza che questo possa avere possibilità di recupero per le funzioni portuali, dovremo in conseguenza adeguarci e così si perderebbe una grande occasione perchè verrebbe meno la programmazione”. Sul fronte crocieristico, inoltre, secondo Merlo ”l’implementazione del disegno di Piano poteva essere un grande richiamo straordinario per rilanciare anche l’immagine della città e della sua attrattività per nuovi mercati, in particolare quelli asiatici e americani”. Merlo inoltre solleva il dubbio che la creazione di ”un altro polo di attrazione alla Fiera possa mettere in difficoltà il progetto su Ponte Parodi sul quale l’autorità portuale sta investendo 20 milioni di euro”. (ANSA).

Un parco eolico a Genova

Partita la procedura che, se approvata, dovrebbe portare 39 pale eoliche sulla diga foranea del porto di Genova. Enel Green Power ha avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale per il progetto del suo parco eolico davanti al porto di Genova. Il progetto, elaborato in collaborazione con Renzo Piano, prevede la collocazione di 39 pale eoliche sulla diga foranea del porto. Il nuovo parco eolico, una volta a regime, generera’ 7,8 megawatt.

www.ansa.it

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