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Porti:Costa e Maresca, più forti con pochi sistemi multiscalo

Nessuno dei porti italiani è oggi nelle condizioni di contendere i traffici mondiali da e per l’Europa ai porti del mar del Nord. Ma da questa condizione minoritaria è possibile uscire solo riordinando gli scali in pochi sistemi multiportuali, sfruttando l’”occasione” della nuova strategia di costruzione della rete trans-europea dei trasporti, TenT, entro il 2030. E’ la soluzione individuata dal presidente dell’autorità portuale di Venezia Paolo Costa e dal professore Maurizio Maresca, ordinario di diritto dell’Ue all’Università di Udine, ed esperto di porti e infrastrutture.

Costa e Maresca, a Bruxelles, presso la sede della rappresentanza della Regione Veneto, hanno presentato il loro libro “Il futuro europeo della portualità italiana”, edito da Marsilio, per la Collana Le rotte del Leone.

II futuro – è stato spiegato – è dei porti lungo le rotte che collegano i grandi mercati mondiali, ma solo se capaci di trattare grandi volumi di traffico, e di farlo a efficienza crescente. Porti da integrare in ampi sistemi logistici organizzati attorno a retroporti e interporti, atti a consolidare traffici inoltrati lungo corridoi multimodali verso ampi mercati contendibili.

PROGETTO IDROVIA FERRARESE: UN DIALOGO DAL TERRITORIO ALL’EUROPA

Il Progetto Idrovia Ferrarese è in piena fase esecutiva e, dopo l’ingresso nelle reti TEN-T – sistema di Reti Trans-europee di Trasporto che collega le maggiori città e i maggiori porti d’Europa – ha ottenuto un contributo comunitario di oltre 4 milioni di euro – il 10% del suo costo complessivo. La Provincia di Ferrara, che ne è coordinatrice, è al lavoro per aggiudicarsi altri fondi europei che permettano un ulteriore sviluppo del progetto, favorendo l’integrazione e la crescita congiunta con realtà economiche consolidate che sorgono lungo l’asse fluviale.

L’appuntamento di ieri è iniziato con una visita alle opere già realizzate e ai cantieri da Ferrara a  Migliarino e Ostellato, fino a Porto Garibaldi e proseguito poi con la tavola rotonda in Castello Estense. L’evento è stato organizzato con l’obiettivo di mettere in evidenza il piano strategico di sviluppo legato all’Idrovia come nuovo sistema di trasporti che collegherà i 3 maggiori poli economici del territorio:

  • il Petrolchimico di Ferrara – possibile bacino di sviluppo per le attività di ricerca (grazie alla sua vicinanza al polo universitario) e piattaforma ideale di collegamento multimodale tra l’idrovia, l’autostrada e la ferrovia;
  • l’area Berco di Copparo, dove si prevede lo sviluppo di un distretto economico che punti su logistica, welfare, ricerca e green economy, mettendo al centro le attività dell’azienda copparese;
  • Porto Garibaldi, nodo fondamentale del sistema logistico insieme al Porto di Ravenna, potrà puntare a costituirsi come piattaforma logistica al servizio di cantieristica e stoccaggio, pianificando l’insediamento di cantieri navali, officine meccaniche per la manutenzione e aree di deposito merci.

Ogni aspetto di questa pianificazione è finalizzato a ridurre la movimentazione delle merci su gomma e a migliorare il collegamento delle aree di produzione interne con il Porto di Ravenna.

In quest’ottica sono fondamentali momenti di incontro e confronto, come quello di oggi, tra le istituzioni e le imprese, “che permettono l’avvio di protocolli d’intesa con le amministrazioni locali e lo sviluppo di partnership tra pubblico e privato. Tutto ciò  – ha spiegato la Presidente della Provincia Marcella Zappaterra - con l’obiettivo di mettere a contatto il locale con il globale, dando un nuovo volto all’Idrovia Ferrarese: nuovo volano dell’economia e del rilancio occupazionale, attraverso la realizzazione di veri e proprio distretti produttivi e commerciali. Il tour di oggi testimonia che il piano ambizioso dell’Idrovia si sta realizzando e che  è possibile orientarlo verso un processo di sviluppo economico per il territorio grazie all’accesso nelle reti TEN-T. Oggi abbiamo riunito una squadra operativa allargata ai Comuni e alle imprese del territorio, spostando il focus dalla costruzione dell’infrastruttura, che procede a pieno

ritmo, come abbiamo avuto modo di vedere durante il sopralluogo, allo studio del masterplan che coinvolge le maggiori strutture economiche presenti lungo l’asse fluviale nelle aree di Porto Garibaldi, Copparo e Ferrara. Proprio il Comune di Ferrara, la prossima settimana, firmerà in quest’ambito, un protocollo d’intesa con il Petrolchimico, per lavorare in modo condiviso allo sviluppo di questo nodo fondamentale per l’economia locale.”

“Gli obiettivi di sviluppo territoriale della Provincia sono perfettamente in linea con quelli europei – ha poi concluso Cesare Bernabei – Come funzionario DG Move della Commissione Europea e come italiano, prima di tutto, sono orgoglioso del lavoro della Provincia di Ferrara, che ha dimostrato un’ottima capacità organizzativa e progettuale. Le cose sono state fatte bene: l’anno scorso ho visitato le aree dei lavori ancora in fase di avvio, oggi, ripercorrendo i cantieri ho potuto constatare una forte progressione delle opere: i risultati sono quindi tangibili.

Mi preme inoltre ricordare come la politica europea dei trasporti abbia riconosciuto di non poter prescindere dalla riqualificazione dei territori, su cui occorre puntare in termini di valorizzazione creazione di opportunità economiche a livello locale. In questo senso il Progetto Idrovia Ferrarese è una grande opportunità, sia per la Provincia sia per l’avanzamento del ‘corridoio Mediterraneo’ che dalla Spagna arriva in Ucraina passando per la Pianura Padana, per questo l’Europa continuerà a sostenerlo”.

GIACHINO (F.I.) HA RAGIONE SQUINZI . LE RETI TEN-T DARANNO ALL’ITALIA LA CENTRALITA’ LOGISTICA ITRA EUROPA E MEDITERRANEO

Interpellato ai margini della Mobility Conference in corso a Milano l’ex sottosegretario Bartolomeo Giachino, attuale responsabile nazionale trasporti e logistica di F.I., ha apprezzato in modo particolare l’intervento del Presidente di Confindustria Squinzi che ha dichiarato che con la realizzazione dei quattro corridoi europei che si incroceranno nella Pianura Padana il nostro Paese riacquisterà la centralità nella logistica mediterranea verso l’Europa e verso l’Africa. Ricordo però che la decisione europea, di eccezionale portata strategica, sulle reti Ten-T è del 19 ottobre 2011 grazie al grande impegno in sede europea del Governo Berlusconi e dei suoi uomini.
Nella attesa della realizzazione delle reti Ten-T è possibile però efficientare il sistema logistico del nostro Paese affrontando le tematiche dei porti, degli interporti, dei controlli doganali, sanitari nei porti, nella definizione del contratto franco destino, nella riforma dell’autotrasporto con un disegno unitario. Un disegno unitario discusso e confrontato con gli operatori logistici del nostro Paese che sono i primi a pagare le conseguenze della inefficienza del nostro sistema logistico che anche Assolombarda valuta in circa cinquanta miliardi di euro e che sono uno dei grandi motivi della minore competitività del nostro Paese e della sua bassa crescita.
Anche il Piano degli aeroporti di Lupi, che finalmente arriva al confronto nella Commissione presieduta dal Senatore Matteoli, deve essere discusso e confrontato con gli operatori logistici.
La logistica e i trasporti possono essere un grande motore di competitività e di crescita per la nostra economia ma occorre rendersi conto che la riforma deve coinvolgere i rappresentanti di un settore che ogni giorno garantisce i tempi di consegna delle merci, dei semilavorati e delle produzioni .
Con la riforma elettorale, del bicameralismo e dell’articolo V, che grazie al confronto benefico tra Renzi e Berlusconi finalmente appaiono raggiungibili, i Governi potranno avere forza e strumenti importanti per farci uscire dalla crisi.
La realizzazione delle reti Ten-T e la riforma del sistema logistico potranno rappresentare un bel motore di crescita per la ripresa economica e sociale del nostro Paese ma è essenziale coinvolgere il Parlamento e gli operatori.

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