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Riconversione e bonifiche a Porto Marghera.

Un incontro su di un tema d’ attualità e di grande interesse, dopo la firma del recente accordo con il quale ENI ha ceduto oltre 100 ettari di aree che le Amministrazioni locali si sono prese in carico per il recupero e la successiva rivalorizzazione.

Dove saranno reperibili gli importanti investimenti necessari per le opere di bonifica ?
Quali le garanzie per attrarre eventuali investimenti privati ?
Quale la visione strategica complessiva sull’ ampia area metropolitana di cui tanto si parla e
quale visione e programmazione sul lungo termine per lo sviluppo portuale e dei traffici delle
merci ?

L’ incontro vuole cercare risposte a questi ed altri interrogativi che gli operatori del trasporto marittimo, stradale, ferroviario ed aereo, associati nel Propeller Club Port of Venice, alcuni direttamente coinvolti, si pongono per lo sviluppo futuro delle rispettive imprese.” La riqualificazione ambientale – anticipa il presidente del Port of Venice Massimo Bernardo- costituisce precondizione ad ogni progetto di intervento che si intenda realizzare. Nessun futuro è possibile per Porto Marghera senza il processo di messa in sicurezza e bonifica delle sue aree”.

Ospiti e Relatori della serata saranno la dott.ssa Gabriella Chiellino ed il dott. Emanuele Zanotto di e-Ambiente, per illustrare la parte tecnica relativa agli interventi di bonifica.

Sono stati invitati, oltre al Presidente dell’ Autorità Portuale di Venezia prof. Paolo Costa, ed al Direttore dell’ Ente Zona di Porto Marghera, che hanno garantito la loro presenza, gli Assessori all’ Ambiente ed alle Attività produttive della Regione, della Provincia e del Comune.

ApTrieste e la Ferriera di Sevola

L’Autorità Portuale di Trieste, a seguito della partecipazione ai numerosi incontri sull’argomento riconversione Ferriera di Sevola, incluso l’ultimo svoltosi in data odierna, riconferma che l’obiettivo condiviso con tutti i soggetti istituzionali coinvolti è quello del rilancio economico-occupazionale dell’intero complesso; a tale scopo è disponibile a valutare – nell’ambito di un’intesa ad ampio raggio, ai sensi di legge – un piano industriale ed un programma di attività, assistito da idonee e precise garanzie, finalizzato anche all’incremento dei traffici portuali ed industriali, della produttività del comparto e dei relativi livelli occupazionali.

In questo quadro si dovranno prendere in considerazione regimi di concessione per le aree demaniali e di locazioni per quelle di proprietà/patrimonio a lungo termine (oltre i 50 anni), con ipotesi gestionali riferite all’attività che garantiscono ai possibili soggetti interessati alla gestione indipendenza nello svolgimento delle operazioni logistico-industriali.

Una traccia iniziale di percorso progettuale da avviare non può prescindere da un’obiettiva riflessione ed analisi di quelli che potrebbero essere gli effettivi sbocchi operativi prefigurabili nel contesto del sistema del Nord Adriatico per un impianto industriale/portuale avente una disponibilità di aree da attrezzare pari complessivamente a ~ 60 ha e con un potenziale fronte banchina fino a 1.550 m.l., ferma restando peraltro l’ipotesi di poter destinare una parte del complesso alla logistica ed una parte retrostante ad attività di lavorazione industriale.

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