Articoli marcati con tag ‘riforma portuale’

Allarme Federagenti, ‘La riforma portuale è al palo’

Troppi ritardi stanno frenando l’attuazione della riforma della portualità. “Ci sono voluti dieci anni per farla, ora speriamo che non ne siano necessari altrettanti per renderla esecutiva e applicarla compiutamente” lancia l’allarme Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione nazionale degli agenti raccomandatari marittimi e mediatori marittimi. Varata sei mesi fa, la riforma resta ancora “in mezzo al guado” sottolinea Duci: con ancora sei/sette porti alla ricerca di un presidente “sembrano riemergere logiche di carattere puramente politico per posizioni che richiederebbero oggi soggetti dotati, come la riforma prevede, di professionalità ed esperienza incontestabili”.

Vale per i vertici delle Autorità portuali di sistema ma anche per i comitati di gestione “che salvo rare eccezioni propongono scelte qualitativamente discutibili”. Le categorie produttive con la riforma non fanno più parte del comitato, l’organo decisionale del porto, bensì del tavolo di partenariato, consultivo, che però secondo Duci potrebbe giocare un ruolo forse ancora più di peso per gli imprenditori. “Ma non si è partiti con il piede giusto e lo stesso vale per il tanto enfatizzato tavolo nazionale di coordinamento delle scelte” sottolinea Duci che denuncia: “Questo tavolo, finora inesistente, del quale non si conoscono neppure i nomi dei componenti ministeriali, sta già diventando il terreno per una rissa fra categorie alla ricerca di poltrone e ruoli”.

PropellerClub: dura battaglia sulla riforma portuale

Gli imprenditori dell’economia marittima italiana debbono tornare al centro dei complessi programmi di cambiamento della portualità commerciale e turistica/crocieristica annunciati in questi giorni dal governo che, di fatto, ne mutano la governance portando a veri e propri scontri tra autorità portuali e operatori del comparto.
E’ questo il tema di fondo che, alla luce delle elezioni che hanno riconfermato per il prossimo triennio la presidenza dell’International Propeller Club Port of Venice al giornalista cav. Massimo Bernardo coadiuvato dal vicepresidente avv. Cristiano Alessandri, impegnerà l’Associazione nell’impegnativo e complesso dialogo con i neoeletti rappresentanti degli enti locali che emergeranno dalle amministrative del prossimo 31 maggio così come col presidente dell’Autorità Portuale di Venezia alla fine del suo mandato prof. Paolo Costa nonché con tutto quel mondo imprenditoriale dell’indotto che a Venezia gravita sul traffico crocieristico ancor oggi in attesa di certezze per l’accesso al porto ed in particolare alle banchine gestite dalla Venezia Terminal Passeggeri.
“ Per tutti i nostri associati , rappresentanti delle moltissime aziende che operano nel mondo del trasporto marittimo, aereo e terrestre – commenta Massimo Bernardo – sarà un triennio particolarmente difficile anche per la crisi dei traffici che ha investito il nostro porto con agenzie marittime che chiudono e imprese di spedizione che destinano la propria merce all’imbarco/sbarco su altri porti addirittura non sempre italiani ma certamente più competitivi. Un triennio nel quale l’imprenditoria di settore dovrebbe dare alla politica le linee guida per ridare competitività ai nostri porti e alla nostra bandiera e non viceversa quando è la politica a dettare norme non condivisibili che spesso non tengono conto del rapporto tra le singole realtà territoriali ed proprio hinterland”.
Sul tavolo della portualità alto adriatica restano non solo temi scottanti come l’accorpamento in un sistema vasto dei porti di Ancona,Ravenna, Chioggia, Venezia, Porto Nogaro, Monfalcone e Trieste proposti dal nuovo piano della portualità ma anche la piattaforma offshore di Paolo Costa , la rivalutazione del sistema idrovia rio Padano-Veneto e dei suoi porti interni, solo per citarne alcuni.
“Il “Port of Venice” auspica quindi una maggiore sinergia tra tutti i club dell’alto Adriatico nell’affermare un deciso cambio di rotta del governo – conclude il presidente del club veneziano – perché siano valorizzate le singole realtà portuali nelle loro rispettive specificità , obiettivo che si raggiunge non certo con un colpo di spugna sulle realtà esistenti ma con un più aperto confronto col mondo dell’impresa che, come abbiamo visto al recentissimo Logistic & Transport di Monaco di Baviera, le rappresenta sui marcati internazionali.

Pappalardo: Ma la riforma portuale è impantanata?

“Ma la riforma portuale, che fine ha fatto?” Questo il segnale di allarme fatto scattare oggi a Lerici dal presidente di Federagenti, Michele Pappalardo, che in occasione del convegno organizzato dall’Autorità portuale di La Spezia, sul tema dell’integrazione necessaria fra porti e logistica, ha sollevato precisi interrogativi sull’iter di una riforma che sembra essersi arenata.

“Siamo costantemente preoccupati – ha affermato Pappalardo – quando la politica mette le mani sulla gestione dei nostri porti e su un settore che in questi anni ha prodotto ricchezza e occupazione”.

Pappalardo ha denunciato con forza anche lo scarsissimo interesse delle autorità centrali rispetto a questo settore ricordando come questa insensibilità abbia trovato conferma nella decisione di ridurre a una sola le direzioni del ministero competenti sul settore marittimo e portuale, quando 4 direzioni competenti sui trasporti terrestri inspiegabilmente sopravvivono a qualsiasi spending review”.

“Abbiamo bisogno di interlocutori che parlino il nostro linguaggio – ha concluso il presidente di Federagenti – e forse sarebbe il caso di copiare quanto altri paesi stanno facendo, ad esempio ripensando alla necessità di un ministero del mare o quantomeno a un soggetto unico di riferimento”.

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